[Astratti] SHŌBU

scritto da Valerio

Oggi vi parlerò dell’unico gioco del 2019 a essere entrato nella top100 degli astratti su BGG insieme a Bosk, nonché mia personale sorpresa dell’anno per un titolo puro astratto, che si è rivelato essere originale e con un fascino tutto suo, comprovato anche dall’ottimo 7,9 su BGG con un totale di 281 voti al momento in cui scrivo (un ottimo numero per un titolo astratto), nonché 3° e unico astratto della classifica Top 10 Two Player Games of the Year 2019 di Tom Vasel.
Parliamo di SHŌBU, gioco del 2019 di Manolis Vranas e Jamie Sajdak, edito da  Smirk & Laughter Games, da 2 giocatori della durata di circa 20 minuti.
Il gioco si svolge su 4 tabelloni con una corda che divide in 2 l’area di gioco e il turno si divide in due fasi: prima viene eseguita una mossa passiva e poi una mossa aggressiva su un tabellone di colore opposto, tramite la quale si possono spingere le pietre avversarie con l’obiettivo di rimuovere per primo tutte le pietre avversarie da uno dei tabelloni.


MATERIALI

Nella scatola di 24 × 18 × 5 cm sono presenti:

  • 4 tabelloni di legno 4×4, 2 chiari e 2 scuri;
  • 16 Pietre di fiume nere;
  • 16 Pietre di fiume bianche;
  • 1 Corda bianca divisoria;
  • 1 Regolamento in inglese.

COME SI GIOCA?

Si dispongono i 4 tabelloni sul tavolo in modo che ogni giocatore abbia di fronte a sé 1 tabellone chiaro e 1 tabellone scuro e si dispone la corda in mezzo a deliminare le 2 aree dei giocatori.
Su ogni tabellone si dispongono 4 pietre nere e 4 pietre bianche nella riga più vicina al rispettivo giocatore.
Inizia il giocatore Nero. A turno ogni giocatore effettua una mossa passiva seguita da una mossa aggressiva.
La mossa passiva viene effettuata su uno dei 2 tabelloni di fronte al giocatore e la mossa aggressiva su uno dei 2 tabelloni di colore opposto a quello scelto nella mossa passiva.
La mossa passiva consiste nel muovere una pietra del proprio colore in uno dei 2 tabelloni di fronte al giocatore di 1 o 2 spazi in una qualsiasi direzione orizzontale, verticale o diagolale su caselle libere senza saltare ostacoli. Con la mossa passiva NON si possono spingere pietre.
La mossa aggressiva deve copiare la mossa passiva, cioè consiste nel muovere una pietra del proprio colore su uno dei 2 tabelloni di colore opposto, nella stessa direzione e dello stesso numero di spazi della mossa passiva.
La mossa aggressiva può spingere una pietra avversaria e se la pietra viene spinta fuori dal tabellone viene rimossa dal gioco.
Una mossa aggressiva non può spingere 2 pietre insieme, né spingere una pietra del proprio colore.
IMPORTANTE: Non si può fare una mossa passiva se non è possibile fare la corrispondente mossa aggressiva.
Il primo giocatore a rimuovere tutte le 4 pietre avversarie da uno qualsiasi dei 4 tabelloni vince immediatamente la partita.
ASTRATTOMETRO
Il gioco è un puro astratto senza alcun accenno a un’ambientazione e i materiali – molto semplici e naturali – fanno capire subito la tipologia del gioco. Ovviamente questo non è un difetto e anzi penso sia proprio uno dei motivi di fascino di questo gioco astratto molto particolare.

SHŌBU: 10/10

IMPRESSIONI

I materiali sono quanto di più astratto si possa pensare: 4 tabelloni di legno 2 chiari e 2 scuri, 32 pietre di fiume 16 bianche e 16 nere (tutte di forme diverse, essendo naturali) e 1 corda bianca. Mai materiali più azzeccati potevano essere messi in questa scatola compatta, perché tutto restituisce sensazioni perfette e già dall’immagine sulla scatola si capisce il prodotto che si troverà dentro.
I materiali sono quindi promossi a pieni voti: certo chi cerca la simmetria perfetta e le pedine tutte uguali qua storcerà sicuramente il naso, visto che tutte le pietre sono diverse tra loro e in generale le pietre nere sono più piccole di quelle bianche, ma proprio questo è uno dei motivi del fascino di questo gioco.

Il gioco ad ogni modo si adatta bene al print&play, perché basta stampare le 4 plance (è disponibile ad esempio un file su BGG) e con 32 pezzi di 2 colori si può giocare, perdendo un po’ di questo fascino, ma potendo godere di un gioco altrimenti difficilmente reperibile.
Nonostante la facilità disarmante, SHŌBU è di un’enorme profondità che non si riesce a intuire dalla prima partita, perché l’obiettivo qui è essere il primo a rimuovere tutte le 4 pietre avversarie da 1 tabellone con tutte le conseguenze che questo comporta, quindi anche se su 3 tabelloni ho lasciato il mio avversario con 1 sola pietra e poi nel quarto il mio avversario mi spinge fuori l’ultima è lui a vincere la partita, anche se io al turno successivo magari avrei potuto spingere fuori l’ultima sua pietra da ognuno dei 3 tabelloni.
Le 2 plance davanti a un giocatore sono preziose, perché la prima mossa passiva dovrà essere svolta sempre in uno di questi 2 tabelloni e quindi è bene tenerli il più “in vita” possibile, perché non avere mosse valide su questi tabelloni significa non poter svolgere un buon turno di gioco ed è molto facile rimanere “incastrati” senza neanche accorgersene. Non poter fare una buona mossa aggressiva (perché non è fattibile la corrispondente mossa passiva) limiterà di molto le nostre possibilità e spesso potrà succedere di avere una mossa vincente che però non potremmo fare per questo motivo e l’avversario punterà molto su questo aspetto.
Possiamo quindi dire che la bravura del giocatore sarà quella di muovere in concerto le pietre sui 4 tabelloni per attaccare, difendere e preparare le mosse per i turni futuri.
La possibilità di spingere fuori una pietra è molto alta, perché potendo muovere fino a 2 passi in un tabellone 4×4 e potendo muoversi anche in diagonale ciò avverrà facilmente e l’unico modo per proteggersi è allineare 2 pietre, cosicché non possano essere spinte, ma la mossa migliore è il contrattacco e soprattutto la chiave del gioco è prevedere cosa farà l’avversario e pianificare una strategia per raggiungere per primi l’obiettivo.

Infatti, essendo il gioco senza elementi di fortuna e a informazione
completa
, visto che non ci sono elementi nascosti e tutto è chiaro e
visibile ai giocatori dall’inizio, si rivela principalmente strategico e la tattica sarà solo nell’avvantaggiarsi di un errore avversario, ma senza una strategia difficilmente si potrà vincere a SHŌBU, soprattutto con giocatori a cui piace pianificare.

Per fortuna SHŌBU, a meno di pensatori incalliti, non è particolarmente soggetto a paralisi da analisi, perché le mosse sono molto semplici (senza catture o movimenti complessi), tutti i pezzi si muovono allo stesso modo e quindi il gioco difficilmente supererà la mezz’ora e anzi la sua durata potrà essere anche di 15-20 minuti, in base alla bravura dei giocatori.
Parlando di rigiocabilità, vista la durata contenuta, SHŌBU si intavola velocemente per una rivincita o per esplorare altre strategie, ma il gioco sarà sempre uguale come d’altronde gli scacchi o il go, ma non per questo annoierà. Certo non sarà il gioco da giocare per un’intera serata, ma si tirerà facilmente fuori, grazie pure al suo setup immediato per sfide veloci che si possono fare ovunque, viste anche le dimensioni ridotte della scatola.
Concludendo consiglio SHŌBU a chi cerca un gioco astratto strategico originale senza fortuna dall’ottimo feeling, che sappia allo stesso tempo essere familiare e unico, per sfide veloci e profonde da giocare in 2. Grazie alle regole immediate può essere giocato anche dai neofiti e dai bambini, che potranno mettersi alla prova in questa sfida cerebrale.

CURIOSITÀ: Nel discutere il nome del gioco su BGG, Curt Covert,
proprietario di Smirk & Dagger, ha osservato che SHŌBU è la parola giapponese
per “incontro” o “partita”. È composto da due kanji, “vittoria” e
sconfitta”. Non si potrebbe pensare a un nome migliore per questo
gioco.

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