Scritto da
Simarillon (Davide)
Simarillon (Davide)
Eccoci ancora qui con Djeco, ancora un gioco di carte, con la scatola doppia nelle sue dimensioni. Oggi si parla di uno degli ultimi arrivati in casa dell’editore francese, ovvero Forest Adventure, ideatori la coppia Liesbeth e Pierre-Yves Lebeau (a quanto pare inventare giochi in coppia va sempre più di moda, che sia questa la chiave per coinvolgere in modo appassionato la mia dolce mogliettina?), illustratrice Elodie Duhameau.
Possono giocare da 2 a 4 persone in partite di una decina di minuti circa a partire dai 6 anni.
Possono giocare da 2 a 4 persone in partite di una decina di minuti circa a partire dai 6 anni.
Volete costruire il vostro percorso spericolato tra gli alberi? Continuate a leggere.
I MATERIALI
La scatola contiene cinquantasei carte, così suddivise:
- otto carte partenza/arrivo;
- quarantacinque carte paesaggio suddivise in tre sottogruppi con dorsi differenti (volpi, conigli, gufi);
- tre carte bonus.
Le illustrazioni delle carte sono belle, con uno stile grafico accattivante e moderno (e che proprio per questo, forse, a qualcuno potrebbero non piacere). Come nello standard Djeco – e come ho scritto molte volte oramai – forse le carte sono un po’ leggerine, pensando ai fruitori e/o all’uso spinto che se ne può fare, mentre mi piace molto il formato a scatola tipico dell’editore; nel complesso, comunque, materiali sicuramente promossi.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Si gioca in due fasi differenti.
- Nella prima i giocatori andranno a formare il proprio Percorso. Al proprio turno il giocatore sceglie una carta Passaggio fra le due scoperte e disponibili e la dispone davanti a sé a faccia in giù. Dopodiché pesca una carta Paesaggio per sostituire quella appena presa. Non è mai possibile guardare il Mazzo Percorso che si sta costruendo con le proprie pescate.
- Nella seconda fase i giocatori, contemporaneamente, dovranno comporre, il più rapidamente possibile, il proprio percorso, piazzando le carte ottenute con regole di piazzamento simili a quelle del domino, le carte di possono unire solo se formano un percorso coerente, con i colori delle pedane che ci aiutano in questo (ci sono quattro pedane/altezze differenti). Quando un giocatore finisce di costruire il percorso, dice a voce alta “Finito!” e prende la carta Bonus che vale di più. Per lui il gioco è terminato e non potrà più cambiare il proprio percorso, gli altri giocatori continuano la costruzione e dicono “Finito!” appena hanno terminato il percorso, prendendo, eventualmente, la carta Bonus che vale di più tra le rimaste.
Quando tutti i giocatori hanno finito il proprio percorso, se ne verifica l’esattezza e si contano i punti: 1 punto per ogni carta aggiunta, a questo totale si sommano i punti dell’eventuale carta Bonus. Il giocatore che totalizza il maggior numero di punti vince; in caso di parità, vince chi ha il bonus maggiore (ovvero il più veloce nel costruire il percorso).
La parte più interessante del gioco è la commistione fra due abilità così differenti che si attivano nelle due fasi di gioco della partita, così se nella prima fase un minimo di memoria è richiesta, nella seconda via a tutta velocità. Si deve anche attivare un minimo le sinapsi per ricordarsi cosa si ha nel mazzo percorso che ogni giocatore si sta costruendo e, se si vuole essere cattivi, magari ricordarsi anche dei mazzi degli altri giocatori, per veicolare la propria scelta e interferire con quella degli altri. Poi arriva la seconda fase, tutti a costruire, nel più breve tempo possibile, il nostro percorso del Parco Avventura.
La velocità, la competizione, la concitazione, la fortuna nel trovare la carta giusta, tutti dettagli che piacciono ai (piccoli) giocatori e che danno quel piccolo quid al gioco che lo fa apprezzare un po’ di più rispetto ad altri.
Il tema è particolarmente azzeccato e ci fa rivivere l’idea di un percorso acrobatico, che tanto è presente nei parchi avventura che continuano a diffondersi nel nostro paese, tema, poi, che facilmente attrae i piccoli giocatori. E quando il percorso sarà costruito, sarà simpatico anche valutare i percorsi meglio riusciti e più belli da fare su ipotetici veri alberi.
Per una volta mi sento di muovere una piccola critica ai materiali, davvero minima. Penso che le carte partenza e arrivo potessero, facilmente, essere diversificate per giocatore, dando un piccolo aspetto di personalizzazione in più al gioco e chi sta costruendo il suo percorso acrobatico avrebbe avuto subito il suo colpo d’occhio: niente di fondamentale, ma avrebbe anche un pochino aiutato nell’immedesimazione avere dei bimbi propri da far andare sul proprio percorso.
Le partite sono molto veloci e, quando ho chiesto ai bimbi cosa non piacesse di questo gioco, più di una volta mi è stato risposto che durava troppo poco 😀
La scatola suggerisce che si può iniziare a giocare a partire dai 6 anni e mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa informazione, dal momento che per le caratteristiche del gioco non occorrono particolari abilità, ma la doppia fase richiede un minimo di gestione che mi sembra difficile ci possa essere prima dei 6 anni.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che “se facciamo tutte le cose di cui siamo capaci resteremo sorpresi di noi stessi”, Thomas Edison.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando al gioco Forrest Adventure… o che avrebbe potuto imparare se già non le avesse sapute:
- gestire due fasi di gioco completamente differenti;
- valutare il rischio e ottimizzare le proprie scelte;
- a confrontarsi con gli altri in gare di velocità, cercando di ottimizzare le informazioni immagazzinate;
- a creare un bel percorso acrobatico sugli alberi, prima di viverlo al Salgari Campus.
Il sito e la scatola riportano quel sempre più classico 6-99, che dire… in effetti posso solo valutare questa età a sensazione, ma forse un po’ di esperienza e i circa duecento giochi accumulati possono aiutarmi in questa riflessione. Direi che in effetti si può giocare benissimo anche in famiglia, da adulti, ma non lo si giocherà tra soli adulti, diciamo passata l’adolescenza, basandosi su abilità che non sono, mediamente, tra quelle preferite dai grandi.
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Facile, se mamma e papà giocano a Forest Adventure, potranno evitare la gita al parco avventura e risparmiare qualche soldino… oppure no, perché per i piccoli giocatori sarà ancora maggiore la voglia di confrontarsi con un percorso e con gli ostacoli propri del Parco Avventura tra gli alberi.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it



