Simarillon (Davide)
Ho recensito tanti (tantissimi?) giochi di carte
Djeco, ma più raramente delle scatole un po’ più corpose… ho iniziato con
Chop! Chop! e oggi mi appresto a parlarvi di
Big Pirate, gioco con una scatola decisamente voluminosa, con materiali molto lussuosi, che ci catapulterà nel favoloso mondo dei pirati e dei loro tesori.
Il gioco è stato pensato da Grégory Kirszbaum e illustrato da Alex Sanders. Si può giocare a partire dai 5 anni, da 2 a 4 giocatori, in partite di una quindicina di minuti circa.
Approdiamo sull’isola del tesoro e catapultiamoci nel mondo dei pirati. Pronti a impadronirvi del loro tesoro? Se sì, continua a leggere…
I MATERIALI
La scatola contiene:
- un piano di gioco;
 |
| materiali in gioco |
- una miniatura pirata in plastica morbida di grosse dimensioni;
- tre figurine mozzo in plastica morbida nei colori rosso, blu, verde;
- tre forzieri in plastica morbida;
- sette alberi di cocco in cartone molto spesso;
- nove carte cocco;
- quattro carte pappagallo;
- un dado molto grande in plastica morbida (il dado pirata), con i valori da uno a cinque rappresentati con teschi;
- un dado di legno piccolo con i valori da uno a quattro.
I materiali sono di uno standard qualitativo davvero molto elevato, come è sempre più prassi sia nei giochi per nongrandi sia nei giochi per i grandi. Pirata e dado pirata sono le due perle dei materiali, ma è tutto davvero ben fatto con le carte in cartoncino molto spesso, che non sentiranno né l’usura né l’eventuale poca attenzione da parte dei piccoli giocatori. Materiali sicuramente promossi con un voto molto alto: ci avviciniamo alla lode.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Gli obiettivi dei giocatori sono diversificati a seconda dei ruoli: per i mozzi lo scopo è riuscire a conquistare un forziere del tesoro nella grotta del pirata e portarlo fino alla barca senza farsi prendere dal pirata; per il pirata l’obiettivo è prendere tutti i mozzi prima che uno di questi raggiunga il suo scopo.
Dopo aver preparato il tabellone di gioco e aver distribuito le carte cocco e le carte pappagallo ai giocatori mozzi (in relazione al numero degli stessi), si può iniziare a giocare.
 |
| fuori dal tabellone… si gioca e si inventano storie |
I giocatori dovranno muoversi sulla mappa, tirando il dado a loro dedicato, secondo queste indicazioni:
- i mozzi possono avanzare in avanti o all’indietro, ma in una sola direzione ad ogni lancio di dado (un mozzo può conquistare un forziere semplicemente passando sulla casella grotta e può portare con sé solo un forziere alla volta);
- il pirata può spostarsi solamente in avanti e in nessun caso può retrocedere, come riferimento il cappello del pirata deve indicare sempre il senso di marcia dello stesso.
Per sfuggire al pirata i mozzi, oltre ai normali movimenti, possono: nascondersi dietro un albero di cocco e, eventualmente, rimanere nascosti utilizzando una delle proprie carte cocco; utilizzare una carta pappagallo, raddoppiando il punteggio indicato dal dado (pappagallo ripetente 😀 ); abbandonare il forziere, lasciandolo sulla casella dove si è passati (in questo modo obbliga il pirata a fermarsi su questa casella e a rimettere il forziere sulla casella grotta).
Vince chi raggiunge per primo il suo obiettivo.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
I materiali sono davvero fantastici, a volerli sminuire. La grossa sagoma del pirata catturerà con facilità l’attenzione dei piccoli giocatori e, in generale, tutto fa davvero una bella presenza di sé sul tavolo. Sarà possibile – se non probabile – che il pirata possa uscire dalla scatola e diventare un gioco a sé con cui creare storie con la fantasia propria dei nongrandi; i personaggi in gomma sono molto resistenti, ergonomici e facilmente manovrabili dai piccoli giocatori. Il tabellone, su cui i mozzi sfidano il pirata cercando di portagli via il tesoro, ricorda un pochetto una mappa del tesoro, in un qualche modo contestualizzando il gioco.
Il gioco scala molto bene, dal momento che i giocatori riceveranno carte cocco e pappagallo in base al numero dei mozzi in gioco, in modo da modulare la difficoltà nella cattura dei mozzi da parte del pirata; proprio sulla divisione dei ruoli non sono riuscito a capire se ci possa essere un ruolo più vincente rispetto a un altro, però posso dire che è ugualmente divertente cercare di scappare come cercare di prendere. Forse i bimbi un po’ più piccoli preferiscono la fuga, per il senso di ribellione che possono vedere nel rubare il tesoro del pirata.
Un piccolo difetto può stare nel fatto che se il pirata prende uno dei mozzi il giocatore sarà,
 |
| il capitano! |
definitivamente, eliminato dal gioco e questo potrebbe essere un pochetto frustrante per i giocatori nongrandi, soprattutto in considerazione del fatto che la partita può durare ancora dei minuti che non lo vedranno coinvolto in nessun modo. Se poi volete una nuova versione, la mia piccola game designer si è invitata la sfida uno contro uno, con un giocatore che muove il pirata e l’altro i mozzi, ma solo quando uno sarà catturato o ritornato sulla barca il successivo potrà uscire alla ricerca del suo tesoro.
Soprattutto se gli adulti interpreteranno il ruolo del pirata non sarà troppo difficile determinare l’andamento della partita, veicolando la sconfitta o la vittoria, senza che i piccoli giocatori se ne accorgano, e questo è un aspetto che trovo sempre interessante nei giochi per i più piccoli: non bisogna farli vincere, ma nemmeno farli perdere sempre.
Il gioco è un 5+, direi che con un po’ di coraggio si può sicuramente iniziare a giocarlo da un anno prima. Letizia, a 4 anni, ci gioca bene e con piacere, soprattutto nel ruolo del mozzo, e la piccola non ha nemmeno lo spirito del giocatore nato, tipo, invece, quello di suo fratello.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che è meglio “non avere amici che non siano alla tua altezza”, Confucio.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Big Pirate:
 |
| i dadi |
- la tensione (eventualmente) della sfida diretta a due giocatori;
- che certi giochi sono proprio belli anche soltanto a guardarli, ancora prima di giocarli;
- le primissime scelte strategiche, ovvero quando mi conviene rifugiarmi dietro gli alberi, ed eventualmente rimanere nascosto, oppure quando andare verso l’attracco della scialuppa;
- che in un gioco ci può essere un ruolo che ci piace di più rispetto a un altro – per Letizia il mozzo, per Lorenzo il pirata (buffo, ma forse anche no, conoscendoli e pensando ai loro caretteri);
- che i pirati, tutti, sono persone losche.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare un 5-9 age. Già l’indicazione sulla scatola ci fornisce una prima informazione sulla longevità: il gioco, in effetti, è prettamente per nongrandi a partire dalla scelta effettuata sui materiali; non è, comunque, un gioco che, nella fascia di età suggerita, viene a noia, anzi è una scatola che si può tirar fuori sempre molto volentieri. In sintesi, ci fidiamo di Djeco e confermiamo i 9 anni come limite massimo per giocare.
 |
| una mappa su cui sfidarsi… |
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Un bel gioco, sicuramente divertente, un impatto scenico notevole, la sfida magari papà contro mamma e figlio o – perché no? – papà e bimbi con i mozzi e la mamma, che è il capo di casa, con il pirata. Poi mamma per una volta sarà attratta da un pirata che non sia Jack Sparrow.