[Boardgame World] Erickson

scritto da F/B!O P.

Con oggi chiudo un ciclo di interviste, figlie della nostra ultima scorribanda alla Play.
È il turno del Centro Studi Erickson di Trento, una casa editrice e centro di formazione che si occupa principalmente di educazione, psicologia, didattica, lavoro sociale e welfare. A Modena avevano uno spazio d’angolo all’interno del padiglione C, molto curato per quanto riguardava allestimenti e scenografie. Alle mie numerose domande hanno cortesemente risposto Fabio Di Pietro, direttore editoriale, e Gianluca Daffi, insegnante, formatore, scrittore nonché autore di giochi da tavolo. Ringrazio infine Cristina Zivelonghi per la parte grafica. Buona lettura!


– Ciao Fabio! Puoi presentarti brevemente? Chi sei, che lavoro svolgi, come ci sei arrivato, …
Emiliano, ma mezzosangue abruzzese, lavoro in editoria da ormai vent’anni, con alle spalle studi classici, un diploma in pianoforte, una laurea in comunicazione e un master in marketing. Oltre alla passione per i giochi di ogni tipo, fisici o digitali che siano. Prima di approdare a Trento come direttore editoriale di Erickson, ho a lungo vissuto a Milano, dove ho lavorato per Mondadori e Feltrinelli.

– Ciao Gianluca! Stesse domande anche per te…
Ciao, sono laureato in psicologia e mi occupo di molte cose, negli ultimi anni sono impegnato nell’inventare giochi che possano servire per potenziare alcune abilità specifiche. Ci sono arrivato perché da sempre mi interesso di educazione e, essendo anche insegnante, riconosco le enormi potenzialità del gioco. Ci sono arrivato quasi per caso, attraverso il suggerimento di un’amica che mi ha mostrato alcuni giochi che lei utilizzava in classe. “Fantastici,” ho pensato “ma non sono sufficienti”, quindi, come spesso mi accade, ho cercato di integrare, inventando qualcosa che facesse al caso mio. Visto che funzionavano, ho pensato potessero fare anche al caso vostro.

– Fabio, Erickson sembra un nome scandinavo, ma è un’eccellenza italianissima. Qual è la sua storia, com’è composto oggi l’universo delle Edizioni Centro Studi Erickson e che prodotti offre?
Il nome scandinavo lo dobbiamo a Milton Erickson, grande psichiatra e psicoterapeuta statunitense, cui si ispirarono nel 1984 gli psicologi Dario Ianes e Fabio Folgheraiter per fondare un Centro Studi focalizzato sui problemi della riabilitazione e dell’inserimento sociale delle persone con disabilità intellettiva. Lo sviluppo di quell’esperienza e del suo approccio pragmatico e scientifico basato sulla relazione ha portato all’Erickson di oggi, che unisce un ricco catalogo di prodotti editoriali (libri, software e, appunto, giochi) a una sempre più estesa offerta formativa (corsi, master, convegni internazionali).

– Quale pensi sia il suo punto di forza, ovvero ciò che lo distingue sul mercato?
La sua anima, non mi vergogno a dirlo: l’incrocio fra scienza, umanità e bellezza, vivificato da uno spirito autenticamente inclusivo e aperto alla valorizzazione delle individualità e diversità. Tutto quello che facciamo lo facciamo con passione e serietà – e ci piace pensare che in qualche modo questo si percepisca.

– Venendo allo specifico interesse del nostro blog, quando avete cominciato a occuparvi di giochi da tavolo? È stata la naturale evoluzione delle vostre attività? A che tipi di giocatore vi rivolgete?
Produciamo giochi da ormai più di due anni e il nostro catalogo sfiora i settanta titoli. Vogliamo che i nostri giochi aiutino le famiglie a passare buon tempo insieme divertendosi, migliorandosi e godendo della reciproca compagnia. Il gioco è stato per noi una conquista evolutiva naturale, alla luce delle sue capacità di estrarre dalle persone le loro qualità più profonde: spalancare con il vento del divertimento le porte della mente è la ricetta ideale per apprendere (e, perché no, anche vivere) meglio.

– Gianluca, quali caratteristiche deve avere un gioco per essere educativo e didattico? Spesso quando vedo l’aggettivo “educativo” abbinato a un gioco mi suona un messaggio d’allarme nella testa che avvisa: “Educativo significa non divertente! Scappa!!!” Come si fa a insegnare divertendo?
Credo che un gioco possa essere educativo, didattico e divertente insieme. Spesso si pensa prima a ciò che si vuole insegnare e poi a ciò che piace ai bambini; bisognerebbe fare il contrario: pensare a ciò che piace ai bambini e poi chiedersi se questo possa servire per trasmettere contenuti educativi e didattici.

– Tu sei l’ideatore e il curatore della collana “Giocare per crescere” (sei titoli nel momento in cui scrivo): che tematiche tocca, in quali casi è utile e chi sono i destinatari ideali? Sono usciti tutti insieme?
La collana Giocare per crescere nasce con l’idea the proporre giochi che possano stimolare alcune delle principali competenze dei bambini. Noi lavoriamo soprattutto su quelle che vengono definite competenze esecutive: la capacità di attenzione, l’autocontrollo, l’inibizione della risposta, la memoria di lavoro e la pianificazione. Oserei dire che sono giochi per tutti, non solo per chi presenta difficoltà o fragilità in queste competenze specifiche. Non sono usciti tutti insieme, anche se sono stati pensati quasi contemporaneamente. Poi, come spesso capita, periodicamente altri giochi saltano in mente e assumono velocemente una forma: non è mai quella definitiva, ma è un buon punto di partenza per iniziare a progettare.

– Analizziamoli uno alla volta: C’era un Pirata.
È il primo gioco che ha visto la luce. È uno dei giochi preferiti dai bambini, perché attiva un meccanismo semplice, quasi banale: ascoltare, ricordarsi e rifare. Il gioco consiste nell’ascoltare con attenzione un bambino che descrive un totem composto da alcuni oggetti, al centro del tavolo sono presenti numerose carte che riportano proprio quegli oggetti. Terminata la descrizione da parte del lettore, gli altri giocatori dovranno velocemente recuperare tutti gli oggetti necessari riportati sulle carte per ricostruire il totem.

– Descrivici ora Ciliegie in fuga.
È uno degli ultimi giochi, lavora molto sull’inibizione della risposta, la sua principale caratteristica è quella di avere tre dadi che indicano nell’ordine quale pallina afferrare, quale anello infilare sul dito e in quale buco collocare la pallina. Attenzione però, non tutte le informazioni sono presenti sui dadi! Mi spiego meglio. I colori degli oggetti da afferrare, così come dei buchi da riempire, sono tre: azzurro, rosso e giallo. Solo gli oggetti azzurri e rossi sono presenti sui dadi, gli oggetti gialli vanno intuiti dall’assenza di qualsiasi indicazione. È un gioco molto dinamico e che suscita spesso un clima frizzante.

– E di Ho una fame che… cosa mi dici?
Questo è un adattamento di un gioco più complesso che si basa proprio sulla capacità di resistere alle distrazioni.

– Procediamo con Mostri in mostra.
Richiama un meccanismo che attiva sia l’attenzione che la memoria di lavoro e anche l’inibizione della risposta.

– Il penultimo è Manolesta.
Un classico gioco di attenzione e autocontrollo emotivo. Non è un caso che in questo gioco moltissimi adulti mostrino enormi difficoltà e, al contrario, molti bambini riescano benissimo. È uno di quei giochi che dimostra come le competenze esecutive possono essere allenate veramente per tutta la vita.

– Rimane solamente Occhio ai vichinghi.
Si tratta del titolo più complesso, anche il regolamento richiede un po’ più di concentrazione per essere compreso.

– A quale dei tuoi titoli sei più legato e perché? Ma tu sei un giocatore?
Ti dico subito che io sono un gran giocatore di giochi lampo, cioè quei giochi che durano al massimo un quarto d’ora. Mi ha da sempre affascinato il gioco con enormi manuali, ma purtroppo non ho tenuta: mi stufo nel leggere delle istituzioni che siano più lunghe di un paio di pagine, per questo mi piace più farmi spiegare i giochi che fermarmi a leggere i manuali. Il titolo a cui sono più legato e C’era un Pirata, la ragione è proprio quella che richiede 20 secondi per essere spiegato e viene immediatamente compreso da bambini di qualsiasi età. Mi è capitato di vedere un bambino di 5 anni spiegare C’era un Pirata a uno di 3 anni e mezzo e vederli giocare dopo due minuti. Credo che sia stupefacente.

– Quali sono le lezioni imparate durante lo sviluppo della collana? Che sfide avete affrontato e come vanno le cose, al momento?
Io personalmente ho imparato che non basta avere una bella idea, ma bisogna fermarsi a riflettere e soprattutto verificare se un gioco che a te piace da impazzire effettivamente trova il consenso anche degli altri. Ho inoltre imparato a non dare mai nulla per scontato: ci sono alcune regole che devono essere spiegate in maniera chiara, altrimenti possono essere fraintese e rovinare la dinamica di un gioco. Aggiungerei anche che ho conosciuto un mondo molto molto affascinante, fatto da persone tra loro estremamente diverse, ma tutte caratterizzate da una grandissima passione che stimola non soltanto la parte più affettiva ed emotiva di noi, ma anche, sicuramente, la parte cognitiva. Non potete immaginare quante e quali riflessioni di altissimo livello abbiamo fatto prima di arrivare a decidere quali volti dovessero avere quei quattro pirati presenti all’interno della scatola. C’è da crederci.

– Il game design è forse l’ultimo punto aggiunto cronologicamente alla lista delle tue competenze: com’è stato passare dallo scrivere un libro al creare un gioco? Come nasce nella tua testa: prima l’ambientazione, l’obiettivo, la meccanica, la tematica?
Come dicevo prima io spesso amo giocare anche a giochi non in scatola, amo divertirmi con i miei figli e con gli amici di questi. Nasco animatore di oratorio, da sempre se c’è qualcosa che può essere trasformato in un gioco cerco di farlo, un po’ per divertimento, un po’ per motivare ad agire anche i bambini che mi circondano. Non trovo particolarmente difficile pensare a un gioco, li rubo alle attività quotidiane che faccio con i bimbi. Sicuramente è più simpatico immaginare un gioco che fermarsi a scrivere un libro, non pensiate però che sia meno faticoso o più rapido. L’idea iniziale è soltanto un flash, un lampo, a cui segue un lavoro molto molto impegnativo per dare forma a quell’immagine che, magari, ti si è presentata quasi spontaneamente e in pochi secondi. Questo mi dà enorme soddisfazione, pensare che qualcuno si stia divertendo partendo da una mia idea. È qualcosa che mi gratifica e di cui sono grato soprattutto a chi mi ha dato questa opportunità: sto parlando di tutti i favolosi collaboratori della casa editrice con la quale scrivo e mi diverto ormai da moltissimi anni

– Quanto tempo ti serve per passare dall’idea al prototipo allo scaffale? Chi illustra i tuoi giochi?
Per passare dall’idea al prototipo non impiego molto tempo, se qualcosa scatta nella mia testa posso riuscire a realizzare un prototipo anche entro le 24 ore. Considerate che i miei giochi non sono mai molto complessi. Dal prototipo allo scaffale il discorso cambia, come già dicevo ci si confronta con uno staff di professionisti con i quali si decide tutto, dai disegni, la parte grafica, fino ai materiali e alla giocabilità. Noi testiamo i giochi utilizzando i bambini che incontro tutti i giorni nelle scuole, come pure i miei figli e figli degli amici. Se funziona con loro, allora significa che va bene anche per gli altri bambini; se funziona solo per noi adulti, ma non per loro, significa che c’è qualcosa da cambiare.

– La collana è conclusa oppure avete novità in serbo per il futuro, prossimo o remoto? Come vi vedete sul mercato da qui a 3-4 anni?
Nessuna conclusione in vista. Le terre ludiche esplorate sin qui ci hanno stuzzicato l’appetito: il nostro impegno è di lungo periodo e la produzione si sta facendo sempre più fitta e variegata. Ne vedrete delle belle, insomma.

– Dove e come avviene la produzione? Qualche intoppo imprevisto? Su che tirature si aggirano?
La produzione si avvale di molte partnership nazionali e internazionali. I titoli recenti sono stati per lo più prodotti in Italia e Germania, senza imprevisti di sorta. Le tirature variano a seconda della tipologia di gioco, ma per il primo lancio sono sempre nell’ordine di qualche migliaio di copie.

– A livello di distribuzione, il lettore incuriosito dove può acquistare i vostri prodotti? Vi appoggiate a qualcuno? Avete collaborazioni in corso?
Il nostro canale primario è senza dubbio il nostro sito, recentemente riprogettato e potenziato, costantemente fornito di tutto il catalogo e ricco di promozioni e contenuti.
Veniteci a trovare all’indirizzo www.erickson.it!
I nostri prodotti si trovano comunque in tutte le migliori librerie fisiche e digitali, grazie a una distribuzione davvero capillare.

– Hai qualche aneddoto simpatico da raccontarci?
Ti racconto questa: quando decidemmo di realizzare C’era un Pirata io ero molto dubbioso rispetto alle illustrazioni… a me piacevano moltissimo, ma pensavo che i bambini non le avrebbero apprezzate. A distanza di tempo C’era un Pirata è ancora il gioco più amato dai piccoli, soprattutto per le immagini che lo accompagnano. Ciò significa che si può educare al bello anche attraverso il gioco.

– Ti do l’ultima possibilità per dire quello che vuoi ai nostri lettori: vai!
Mi sento di lanciare questo messaggio: giocate molto con i vostri figli, perché il gioco è una straordinaria possibilità di conoscersi, entrare in sintonia e apprezzarsi. Molte cose ricorderanno di voi quando cresceranno, probabilmente ricorderanno soprattutto quando e come giocavate insieme. Trovo che sia una esperienza unica divertirsi con giochi semplici imparando reciprocamente a vincere, perdere, creare e disfare alleanze, sempre con il sorriso sulle labbra e la voglia di stare insieme. Grazie ancora di averci ospitato in questo spazio. Buon gioco a tutti!

Ringraziandoli per il tempo e la disponibilità, chiudo sottolineando che Fabio e Gianluca ci leggono e risponderanno alle domande che vorrete far loro nei commenti.

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Giochi di ruolo
Ultimi commenti
Tore: Grazie per il commento! Come avrai letto, Labirint...
Tore: Grazie per il.commento! Bellissima In ogni atomo. ...
Marco Amanti: Io sono tra quelli che ha sempre disdegnato labyri...
Lorenzo: Grande prestazione! mi ha fatto riaffiorare ricord...
LarryG: Ciao e bentornato a te e a tutti i nostri lettori!...
Tore: Bentornata Vedetta! Considerando che quest'estate ...
Matteo: Ma mi sfugge qualcosa, o se non ho più né presen...
Figlio di Griffin: Bravo...anche per ROOT della settimana scorsa sper...
Figlio di Griffin: Saranno tempi duri per tempo e spazio da dedicare ...
L0G1: Il Signore degli Anelli: il Destino della Compagni...
I più letti del mese
oltrelaportacover
Oltre La Porta
Breaking_NIU_1
NIU - Novità In Uscita a Settembre 2026
GiocAosta_2026
GiocAosta - Quanto vale il gioco?
Ieri_Sera_30_08_2026
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ufo Robot Goldrake Xperienz e altri 4! (+ dettaglio)
Ufo Robot Goldrake ExperienZ
Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
2 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
pigro - ago26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (ago26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
Irrational Game
Irrational Game [recensione]
Irrational Game, un gioco che ci ricorda, scientificamente, quanto spesso le nostre scelte siano guidate...
Memo Rischia Tu – copertina
Memo Rischia Tu [nonsolograndi]
Scoprite le tessere soggetto e individuate una caratteristica comune per ottenere punti, bilanciando...
podcast20260816
Intervista a LucaCiglione a Radio Proposta Aosta [podcast]
Un'occasione per due blog di parlare di quello che facciamo, di esperienze, di passioni e per farci qualche...
pigro - lug26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (lug26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

2
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x