scritto da White Winston (Andrea P.)
“Babbo! Giochiamo a questo?“
Ecco… questo per un babbo boardgamer come me penso sia il massimo. L’apoteosi. La libidine (coi fiocchi!). A pronunciare queste parole fatate è stato mio figlio di 2 anni e mezzo, stringendo tra le mani un gioco che avevamo provato per la prima volta pochi giorni prima. Ebbene il gioco che mi ha definitivamente consacrato nell’olimpo dei “divulgatori ludici familiari” è una scatolina, che solo con il suo titolo potrebbe sciogliere il più duro dei germanofili: “La Tombola della Famiglia Topini”.
LA TOMBOLA DELLA FAMIGLIA TOPINI
È un (Baba)gioco edito da Babalibri e dedicato a tutti coloro che hanno dai 3 ai 103 anni (occhio quindi che a 104… niet!). Da 2 a 4 giocatori per 15 minuti circa, in sé è una riproposizione del più classico dei “giochi da giorno di festa”: la tombola!
I MATERIALI
La piccola e deliziosa scatola estraibile contiene:
- il regolamento;
- 12 cartelle in cartoncino spesso;
- 54 piccole carte raffiguranti un campionario di topini.
Ciò che colpisce subito dei materiali sopra descritti è sicuramente la grafica estremamente curata, dai colori tenui e dalle tinte acquerello. I disegni sono veramente graziosi e raffigurano una serie di topini, ciascuno molto ben caratterizzato e distinguibile dagli altri. Sembra davvero di sfogliare uno di quei libri per bambini dal gusto senza tempo, uno di quelli che comprereste a occhi chiusi in libreria. Non a caso le illustrazioni sono proprio tratte da libri per bambini, ovvero da una serie di albi illustrati di Kazuo Iwamura, autore giapponese davvero talentuoso. Molto interessante e degna di nota è l’idea dell’intera collana di legare i giochi da tavolo a dei libri, così da permettere ai piccoli di approfondire la conoscenza dei protagonisti del gioco attraverso la lettura dei loro racconti e viceversa.
LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Il gioco riprende la classica tombola, apportando qualche aggiunta e una sostanziale modifica: al posto dei freddi numeri ci sono i nostri teneri topini. Ogni cartella ne raffigura 4 e, una volta distribuito un numero prefissato di cartelle a ciascun giocatore (1, 2 o 3 a seconda di quanto tempo volete far durare la partita), a turno ciascuno dovrà pescare una carta dal mazzo. A seconda del topino raffigurato sulla carta, i giocatori dovranno gridare “topino!” per aggiudicarsi la carta e coprire così il corrispondente topino sulla propria cartella. In caso di errore si dovrà rimettere nel mazzo un topino tra quelli già conquistati; in caso di 2+ giocatori reclamanti, la carta va al giocatore più veloce nel gridare “topino!“. Assegnata la carta, il giocatore successivo procede con una nuova estrazione, con 2 sole eccezioni al normale flusso di gioco:
- foglia magica – il giocatore che la estrae dal mazzo può posarla su un qualsiasi topino sulla propria cartella (è una sorta di jolly!);
- funghi velenosi – il giocatore che la estrae dal mazzo è costretto a rimettere nel mazzo uno dei topini già conquistati.
Come nella classica tombola, vince il giocatore che per primo riesce a completare tutte le proprie cartelle con i corrispondenti topini.
CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Visto che Tommi è ancora piccolo, ho preferito per il momento non aggiungere la componente competitiva del “vince la carta chi per primo dice topino”, lasciandolo quindi concentrare in tutta calma sul riconoscere e abbinare le immagini dei topini. A questa età secondo me il babbo (o la mamma) deve fare un po’ da master (tanto per citare un termine caro ai vecchi giocatori di D&D), enfatizzando gli eventi di gioco, aiutando il piccolo a entrare nella meccanica e ampliando magari l’esperienza descrivendo colori e posizioni dei vari topini raffigurati (la grafica si presta davvero bene a questo scopo!). Il gioco è semplicissimo, ma davvero delizioso, sia nella componentistica che nella dinamica. Come scrivevo all’inizio, la richiesta di rigiocare – nata direttamente da Tommi – è stata per me la miglior garanzia che l’esperienza è stata un vero successo!
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
A 2 anni e mezzo da un gioco del genere si possono imparare un sacco di cose! Ad esempio:
- osservare bene il topino estratto per cogliere i suoi tratti distintivi;
- associare l’immagine sulla carta a quella sulla propria cartella;
- giocare e divertirsi rispettando delle regole;
- forse la cosa più basilare, ma anche la più importante per i più piccoli: imparare ad approcciare un gioco da tavolo.
FINO A QUANDO CI SI PUÒ GIOCARE
La scatola consiglia di cominciare a 3 anni e anche secondo me è l’età giusta. Io ho anticipato solo di qualche mese per vedere se Tommi poteva già essere pronto (e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso!); in tal caso consiglio di accorciare un po’ la partita con 2 cartelle invece che 3. Mi raccomando invece sul limite superiore: la nonna di 103 anni sì, il nonno di 104 assolutamente no. Scherzi a parte… la sua natura di “tombola” lo rende davvero un gioco senza limiti di età!
PERCHÉ GIOCARE COL BABBO MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Rispetto alla scorsa recensione, io e Tommi abbiamo fatto un passo in avanti e la prima partita l’abbiamo giocata addirittura con la zia di 27 anni! Un vero successo! Sulla mamma invece ci stiamo ancora lavorando… ma non demordiamo!
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