[nonsolograndi] Carte Junior + Mimo

scritto da
Simarillon (Davide)
Dopo aver fatto esordire sulla rubrica la linea Sapientino L’emozione di Imparare di Clementoni (qui) e alcuni dei suoi interessanti titoli, su tutti, almeno per me, Tutti in Fattoria, oggi l’esordio della nuova linea di Carte da Gioco Sapientino. L’idea è quella di riproporre e/o inscatolare grandi classici del gioco. In particolare, oggi vi parlerò del mazzo generico Carte Junior e del mazzo Mimo, scrivo di due giochi insieme perché mi sembra che molte delle riflessioni si possano accumunare alle due scatole quindi oggi leggerete due al prezzo di uno. I giochi sono sviluppati da Francesco Berardi e il primo è illustrato da Andrea Cozzoni il secondo da Laura Giorgi; il target di età è, soprattutto, quello pre-scolare a partire dai quattro anni. 

I MATERIALI
Entrambi i giochi prevedono una scatola di cartonato spesso, con inserto per contenere le carte, che

La scatola

sono: 40 (nel caso di Carte Junior) o 50 (nel caso di Mimo). Per Carte Junior si è deciso di partire dal classico mazzo di carte napoletane (ce ne sono di molti altri dalle piacentine alle piemontesi, ma, sicuramente, le napoletane sono le più conosciute), per adeguarle con disegni più appropriati per i più piccoli, nel caso di Mimo, invece, sulle carte si è deciso di rappresentare o degli animali (20) o delle azioni (30), per le due categorie più famigliari ai bambini. Le scatole sono comode e permettono di mettere via le carte con ordine; il formato delle carte mi sembra particolarmente adeguato ai nongrandi, che riescono a tenerle in mano con facilità. Buona la grammatura delle carte, aumentata a 400 grammi, anche in considerazione di chi ne saranno i fruitori.

I GIOCHI … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Pensavo di non dover spiegare le regole di grandi classici delle carte … e in effetti non lo farò perché mi sembra folle, ma voglio almeno linkare le pagine di Wikipedia, il perché lo scoprirete più tardi, nelle considerazioni. Ecco quindi che potrete leggere di Scopa (qui), Briscola (qui), Straccia Camicia (qui) che sono i giochi di cui appaiono le regole, aggiustate, nel piccolo librettino del gioco. Riguardo a questo mi limito a dire che si è cercato di semplificare il regolamento con ad esempio un calcolo più semplice della primiera per la Scopa (con solo i 7 e i 6 significativi) o del punteggio della Briscola dove significative sono solo le prese degli Assi e dei Tre e le figure servono solo come tie-break nelle parità.  
ma quanti begli animali

Per quanto riguarda Mimo, invece, sono proposti Gioco dei Mimi, SchiacciaMimo, Sequenza, Mimo Memorabile, tralasciando il primo, che è il classico gioco vi do un accenno degli altri tre giochi. In SchiacciaMimo si forma una griglia 4*3 e il giocatore di turno dovrà, senza dirlo, mimare una delle dodici carte, gli altri dovranno il più velocemente possibile indicare la carta mimata; per quanto riguarda Sequenza il giocatore di turno dovrà mimare la carta girata, più tutte le carte mimate dai giocatori a lui precedenti, i giocatori possono dubitare che la sequenza sia corretta, nel caso il dubbio sia vero il giocatore che ha sbagliato la sequenza dei mimi prende le carte scoperte come penalità altrimenti si continua a giocare. Mimo Memorabile, di nuovo, oltre al mimo introduce una componente di memoria, infatti, i giocatori prese le carte con i mimi dovranno poi far mimare (e ricordarsi) le carte che hanno in mano i compagni di gioco.

CONSIDERAZIONI PERSONALI  / IMPRESSIONI
L’idea di avere grandi classici in formato adeguato ai nongrandi può sembrare banale, e forse lo è, ma con un mazzo adeguato e le regole appositamente pensate e semplificate per adattarsi alle esigenze dei nongrandi sarà più semplice poter avvicinare i piccoli giocatori ai grandi classici che si è deciso di ricordare.
I giochi scelti sono super classici come Scopa, Briscola, Straccia Camicia, Numero più alto vince. La scelta è sicuramente interessante dal momento che giochi come la Briscola e la Scopa costituiscono un valore culturale della nostra tradizione. Quello che mi ha stupito molto è stato che anche i genitori dei bimbi (diciamo tra i quattro e i dieci anni) molto spesso non conoscessero le regole di questi giochi o li avessero giocati solo con i loro nonni moltissimi anni fa e fossero, di conseguenza, solo uno sbiadito ricordo del passato, non ho trovato praticamente nessun genitore che avesse chiare sia le regole di Scopa, sia di Briscola, sia di Straccia Camicia, e questo mi ha stupito davvero molto. Pollice su quindi sull’aspetto recupero della tradizione!
Per quanto riguarda Scopa la semplificazione mi sembra particolarmente riuscita, lasciando il gioco

sette di coppe sto arrivando

pressoché identico all’originale e togliendo semplicemente il calcolo qualche volta un po’ complesso della primiera e qualche altro piccolo orpello. Qualche dubbio in più, invece, sulla Briscola, il rendere significativa solo la presa degli Assi e dei Tre rischia di banalizzare eccessivamente il gioco, oltre che di esasperare un difetto già insito nella briscola, ovvero quello di avere molti turni di gioco interlocutori se non inutili (nessun bambino si metterà mai a contare le carte uscite); inoltre ad un certo punto della partita si potrebbe già essere certi della vittoria o della sconfitta, sensazione che si può avere anche dalla briscola, ma con le figure che possono regalare qualche sorpresa. Poi il vero divertimento della Briscola è giocare a squadre con quel bel carico da mettere proprio quando arriva l’asso di briscola e il gioco invece, almeno in questa versione, è dato come per due giocatori.

Una piccola nota su Sequenza nel caso si giochi con il mazzo di carte di Mimo, l’idea del gioco è la più divertente, sia perché coinvolge tutti i giocatori con gli stessi mimi che faranno magari in modo diverso, sia perché c’è una parte di memoria, sia perché c’è molta interazione diretta. Mi rimane oscuro il perché se il giocatore che dubita sbaglia non prenda una penalità, questo potrebbe fare in modo che si dubiti sempre (se qualcuno ha un pochetto di malizia).
Le illustrazioni sicuramente sono molto adeguate ai bambini, nel caso di Carte Junior, mi lascia un po’ perplessa la scelta degli ombrelli, dal momento che gli altri tre semi di gioco si riferiscono a cose da mangiare e anche per questo quarto si poteva pensare a un qualcosa di attinente al cibo; a questo proposito racconto un anedotto simpatico l’illustratore ha suggerito gli ombrelli proprio perché da piccolo ci giocava immaginando che fossero delle spade :D. parlando dei vari semi di gioco molto intelligente l’idea di avere simboli adeguati ai bambini, ma con gli stessi colori dei grandi (e anche un qualche richiamo nella forma) dei grandi, così Coppe, Denari, Bastoni, Spade, diventano, rispettivamente, Tazze, Ciambelle, Coni Gelato, Ombrelli. Per quanto riguarda Mimo, invece, i disegni sono assolutamente perfetti per il target di età a cui si riferiscono sono evocativi e aiutano i più piccoli, centrando in pieno il loro intento, la scelta degli animali è sicuramente azzeccata e i venti animali rappresentati danno un panorama sufficientemente vario in relazione alle conoscenze dei piccoli giocatori; anche le azioni sono, abbastanza facili da mimare e sicuramente fanno riferimento alla quotidianità vissuta.
Clementoni entra sul mercato con i mazzi di carte, e, almeno in questa prima fase, lo fa appoggiandosi su grandi classici dal passato più o meno recente, colmando un vuoto nel suo catalogo e facilitando l’accesso ai giochi di carte anche ai più piccoli.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “soltanto se la tradizione viene trasformata frequentemente può essere salvata come realtà vivente”, dal teologo Paul Johannes Tillich.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando con le carte di Carte Junior e di Mimo:
ecco inuovi semi
  • che i nostri nonni giocavano già … e anche a dei bei giochi;
  • che è possibile svecchiare e semplificare anche giochi molto vecchi;
  • che per aiutarci a giocare si possono anche inscatolare giochi super classici;
  • che la nostra fantasia qualche volta può aver bisogno di un piccolo aiuto (che le carte di Mimo riescono a darci);
  • a non dare mai nulla per scontato; se dico giochi in scatola a qualcuno che non sa della mia passione sono travolto dalla solita triade Monopoli Risiko!, Cluedo; pensavo che per le carte Scopa e Briscola fossero anche più conosciuti … e invece no, almeno nelle generazioni più giovani!
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Che domanda strana questa! I giochi proposti, come ho scritto, partono dalla tradizione italiana, chi non ha visto nella vecchia piola del paese quattro anziani seduti al tavolo a giocare a scopa? La risposta parrebbe quindi ovvia, si può giocare per sempre, diciamo che la grafica bambinesca, invece, li potrebbe far finire ad una certa età in un dimenticatoio da cui sarà difficile riuscire.

Per Mimo il discorso è analogo e forse ancora più esasperato dal tipo di gioco, tutti abbiamo giocato a fare i Mimi e lo abbiamo fatto a qualsiasi età, ma da grandi c’è un po’ meno voglia di mettersi in gioco e le illustrazioni del mazzo di carte potrebbero anche farci allontanare dal gioco prima ancora di provarlo.
un po’ di azioni da mimare

PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA … E CON I NONNI
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Giocare è sempre un piacere, sarà divertentissimo vedere mamma mimare la tartaruga, lei che è sempre di corsa. In generale poi è sempre bello vedere come i grandi proveranno a mimare animali e azioni.
Se abbiamo parlato di Mimo per mamma e papà è impossibile non citare i nonni per Carte Junior, nonni e nipoti, insieme, con le carte per provare a prendere il Settebello a scopa, oppure l’asso di Ombrello a Briscola.
Si ringrazia Clementoni per la copia di review concessa dei due mazzi.
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