scritto da
S
Simarillon (Davide)
Con oggi si chiude, almeno provvisoriamente, la mia esplorazione della linea L’emozione di Imparare di Clementoni (di cui ho parlato in generale
qui). Oggi è il turno di
Metto questo, Tolgo Quello!, gioco che vedrà impegnati da uno ad un gruppo di giocatori (nel caso si passi alla modalità collaborativa) per una
decina di minuti circa, a partire dai
tre anni.
Spazio all’immaginazione e alla fantasia con personaggi da vestire e spogliare con simpatici accessori, incuriositi? Continuate a leggere.
I MATERIALI
La scatola contiene:
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| materiali in gioco |
- due plance con disegnati i personaggi da vestire (entrambe double face con un bimbo ed una bimba);
- quarantuno tessere con vestiti ed accessori;
- una plancia con la ruota dei vestiti e le ruota del tempo.
I personaggi sono belli e politically correct, vestiti ed accessori sono molto colorati e in alcuni casi quasi psichedelici, diciamo che io così non mi ci vestirei, ma di sicuro attireranno la curiosità dei più piccoli; le due ruote sono funzionali allo scopo, nel complesso materiali promossi, anche se leggermente sottotono rispetto ad altri giochi della stessa serie.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco, come spesso per la nuova linea Clementoni, e in generale per molti giochi per i nongrandi, ha diverse modalità di gioco, nello specifico qui potremo giocare a Mi vesto a modo mio oppure a Il tempo scorre … vestiamoci in fretta. Nel primo gioco il giocatore riordinerà il guardaroba, suddividendo in gruppi i diversi abiti, poi sceglierà uno dei personaggi e lo vestirà e svestirà secondo il proprio gusto più e più volte; il vero gioco però sarà il secondo quando il bambino girerà la ruota dei vestiti e sceglierà o un vestito della tipologia indicata dalla ruota, oppure qualora il personaggio abbia già quel vestito farà avanzare la ruota del tempo; lo scopo è di riuscire a vestire completamente (scarpe, abito oppure maglie e pantalone/gonna e un accessorio) il personaggio scelto prima che la ruota del tempo arrivi alla fine del proprio cammino.
Il regolamento suggerisce anche di giocare, eventualmente, a squadre, con massimo due giocatori per squadra, eliminando la ruota del tempo e scegliendo ogni squadra un personaggio da vestire prima degli avversari.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
E’ sempre più frequente leggere nelle note introduttive del gioco di far prendere confidenza ai bambini con i materiali di gioco e di farli giocare, perché, citando il manuale di questo gioco Clementoni: “il gioco è il linguaggio naturale con cui si affaccia al mondo” e il mondo imparano a conoscerlo così con serenità e tranquillità.
Vestirsi e svestirsi è un’attività che facciamo quotidianamente e con naturalezza, fin da molto piccoli, magari aiutati da mamma e/o papà, quindi il gioco, da subito avrà una forte attrazione magnetica per i piccoli giocatori che proveranno a vestire i bimbi presenti sulle due grandi plance. I vestiti poi sono un po’ di tutti i tipi e oltre a maglie, pantaloni e gonne troviamo anche accessori come guanti, sciarpe e cappelli; dando un’idea completa di come ci si può vestire. Sicuramente positivo il fatto che le plance siano double-face con un personaggio maschile e uno femminile per una parità di genere che per i piccoli è molto importante, la mia bimba non è raro che dica “giochiamo femmine contro maschi”, e avere una bimba da vestire sicuramente l’aiuta ad immedesimarsi.
Il gioco insegna, in modo nascosto, sia i primi concetti matematici di addizione e di sottrazione sia l’idea dello scorrere del tempo con quelle due frecce che sono parte integrante del gioco e ci sanno guidare nel gioco, ma anche fornire concetti così importanti.
Il regolamento propone la modalità singolo giocatore contro il tempo, oppure quello di sfida tra gruppi di giocatori, con ogni gruppo impegnato a vestire uno dei due bambini. Avrei aggiunto la sfida a due contro il tempo, sarebbe bastato mettere una lancetta in più di un colore differente (noi l’abbiamo fatto), e, tra l’altro, questa mi sembra, in generale, la configurazione più divertente.
Il gioco è un 3+, direi che il target è sicuramente azzeccato per un gioco che si può giocare a partire davvero dai tre anni, senza alcuna difficoltà, proponendo giocosamente un’azione della nostra quotidianità.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è
fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “o si è un’opera d’arte o la si indossa”, Oscar Wilde.
Ecco quindi in elenco le cose che Letizia (la mia piccola di tre anni e mezzo) ha imparato giocando Metto questo, tolgo Quello!:
- i primi concetti di matematica di addizione e sottrazione;
- a giocare, eventualmente, in squadra;
- a suddividere e classificare (con dei primissimi concetti di insiemistica);
- i nomi dei vestiti, e, la differenza tra vestiti ed accessori.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il gioco è davvero prettamente solo per bimbi e non avrà una grande longevità, cosa di cui dubito fosse l’intento, ma è sicuramente un gioco divertente per i più piccoli che li farà giocare con la loro quotidianità.
PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Chi veste i suoi alla mattina? Mamma, naturalmente! Quindi giocando a Metto questo, tolgo quello! potrà insegnare ai suoi bimbi come ci si veste e giocando sarà costretta a fare quegli accostamenti improponibili che …. nemmeno DPMA.
Si ringrazia Clementoni per la copia di review fornita.