scritto da TeOoh!
Giocai una partita mille anni fa alla prima edizione e ricordo che la sensazione non fu affatto male, anche se il gruppo ludico non era ancora formato e avevo quindi giocato ad un qualche evento ludico non in condizione di concentrazione totale.
Non appena, quindi, sono venuto a sapere della esistenza di una nuova edizione, perdipiù con italianizzazione inclusa… beh non ho perso tempo a farmi salire una scimmia terribile.
Vi parlo quindi di Endeavor: le rotte dell’impero, per 2-5 giocatori di Carl de Visser, Jarratt Gray, durata circa 20 minuti a giocatore. Edito in Italia da Cranio Creations.
La minutissima è: a inizio round ogni giocatore costruisce, raccoglie dischi da riserva ed edifici, in funzione della sua forza su diverse track. Poi si esegue un’azione a turno (piazzando dischi su edifici liberi e plancia) per: navigare verso nuove aree, conquisare città, raccogliere carte bonus, cannoneggiare gli avversari. Ogni disco piazzato farà PV direttamente o raccoglierà segnalini per avanzare sulle varie track (che daranno comunque PV a fine partita). Al termine del 7o round chi ha più PV è il vincitore.
Ho forse ridotto un po’ troppo all’osso il regolamento, ma la sostanza è davvero questa. Vi troverete in tavola un gioco decisamente per gamer, ma con pochissimi vincoli e una fluidità di turni molto elevata. Le azioni sono subordinate a come avete gestito i vostri turni precedenti: dovete infatti avere edifici liberi, sufficienti dischetti e “bersagli” validi su cui operare; il tutto condito da una crescita sempre più rapida che vi porterà dalla mono-azione del round1 a una decina di mosse nel round7.
L’interazione tra i giocatori è alta: la plancia è molto stretta (ma a seconda del numero di giocatori potete anche decidere QUANTO è stretta, selezionando il lato plancia adatto) e in un attimo le zone saranno riempite, costringendovi ad una corsa alla colonizzazione o a ripiegare su seconde scelte; inoltre ci si può cannoneggiare amabilmente: è costoso, voi perdete 3 dischi contro 1 avversario, ma il guadagno è immediato e diretto in plancia. Con parsimonia, ma è utile.
A livello di rigiocabilità siamo già a buon livello, perchè, sebbene le carte siano sempre le stesse all’interno delle diverse zone, la disposizione dei segnalini casuale a inizio partita vi farà muovere in maniera differenze sulle vostre tracce, costringendovi a scelte differenti, il tutto unito all’interazione di cui sopra che non vi permetterà vita facile per perseguire i vostri obiettivi.
Su questo, però, va detto che nella scatola troverete una grossa quantità di missioni (se ne scelgono 3 ogni partita) che cambiano radicalmente l’approccio in plancia. Dovrete decidere quali perseguire per ottenerne i benefici: hanno impronte molto diverse tra loro (da un semplice upgrade alle azioni a nuove zone da scoprire a percorsi da completare) e non sono ignorabili per via dei ghiotti PV che regalano a fine partita. Chiaramente ve le consiglio dopo almeno 3 partite, visto che la prima serve a capire come funziona tutto, la seconda cominciate a giocare con cognizione e dalla terza potrete definirvi esperti dei meccanismi.
Vabè, per la quantità e qualità materiali vi rimando al video, che sono un sacco.
Devo trovarci qualcosa? Che il cannoneggiamento, sebbene non appetitoso, può essere comunque condotto senza un vero guadagno. Se al tavolo avete qualcuno di poco sportivo, potrebbe decidere di attaccarvi, non tanto perchè siete in testa o gli serve quel particolare spazio, ma solo per darvi fastidio. Resta comunque detto che tra gamer scafati e un gruppo consolidato, questo Endeavor regala una sensazione molto piacevole di partita… restando comunque sotto i 90 minuti anche in 5 giocatori (e persino alla prima partita)!
Vi lascio un Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e vi auguro buona visione per gli approfondimenti!
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it