[Librogame] La rocca del male

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Dopo le recensioni di mOKa, *Ele* e TeOoh!, oggi analizziamo un altro libro della collana Fighting Fantasy: La rocca del male (titolo originale: The Citadel of Chaos), pubblicato per la prima volta nel 1983, tradotto in questa edizione da Efrem Orizzonte per Magazzini Salani (che ringrazio per la copia di review).
Il libro-gioco è nato dalla penna di Steve Jackson… mmm… Steve Jackson… quello della Steve Jackson Games, l’editore di Munchkin, Ogre e della serie Conspiracy! Come? Non è lui? Non è quello Steve Jackson, l’autore di giochi statunitense originario dell’Oklahoma? Ma porca miseria, un caso di omonimia nel ristretto olimpo nerd? Ebbene, sì! Lo Steve Jackson autore di questo librogame e de Lo stregone della montagna infuocata, di cui vi abbiamo già parlato, è inglese ed è nato soltanto 2 anni prima del succitato game designer e, oltre a scrivere libri, si è dilettato pure con i videogame, tra i quali troviamo anche la serie Sorcery!

Come per gli altri libri della collana, tutto parte da un antefatto:
“Da ormai otto anni i pacifici e onesti abitanti della Valle dei Salici vivono in preda alla meraviglia e al terrore. A suscitare in loro tali sentimenti è Balthus Díre, lo stregone guerriero, la cui fortezza domina la Valle dall’alto della collina di Craggen Rock; un mago dai poteri tanto grandi, che ogni suo più piccolo gesto non può che suscitare meraviglia nei semplici valligiani. Ma la meraviglia va di pari passo col terrore, perché dai suoi domini giungono da qualche tempo voci insistenti secondo le quali Balthus avrebbe intenzione di muovere guerra ai territori confinanti e la prima vittima delle sue mire espansionistiche sarebbe proprio la Valle dei Salici. […] Tu sei il miglior allievo del Gran Mago di Yore. Egli è stato per te un maestro severo ed esigente, e la tua naturale impazienza ti è spesso stata d’ostacolo nell’apprendistato. Da gran testa calda che sei, non appena la notizia dell’invasione è giunta alla dimora del tuo mentore, ti sei messo subito in viaggio per la corte di Salamon. Il re ti ha accolto con entusiasmo e ti ha illustrato il suo piano: la battaglia potrebbe evitarsi senza alcuno spargimento di sangue, se Balthus venisse assassinato prima di riuscire a radunare il suo esercito…
La missione che ti attende è estremamente pericolosa. Balthus Díre, nella sua roccaforte, è attorniato da schiere di creature orripilanti. Benché la Magia sia la tua arma più potente, a volte dovrai affidarti alla spada per sopravvivere. Re Salamon ti ha illustrato tutti i dettagli della missione e ti ha messo in guardia sulle insidie che ti attendono. Tra le tante strade che attraversano la Rocca, ce n’è una che ti porterà al successo evitando la maggior parte dei pericoli; è probabile, però, che per trovarla ti ci vogliano diversi tentativi.
Lasci la Valle dei Salici e ti avventuri sul lungo sentiero che conduce alla Torre Nera. Dai piedi della collina di Craggen Rock puoi scorgere il profilo della fortezza che si staglia sullo sfondo del cielo nero cupo…”

La mappa di Allansia: potete vedere la Valle dei Salici e la Foresta di Yore, la Torre Nera e i Picchi di Craggen

COME SI PRESENTA
Il libro ha una copertina flessibile magistralmente illustrata e conta 223 pagine, a cui si aggiungono, in fondo, il regolamento, i Fogli d’Avventura, l’Elenco dei Mostri e alcune pagine per le annotazioni. Anche questa avventura è composta da 400 paragrafi numerati. All’interno, oltre a diverse illustrazioni in bianco e nero (a tutta pagina) troviamo ripetuti alcuni disegni a intervallare i diversi paragrafi e inoltre, su alcune facciate, si ripetono una serie di motivi stampati per simulare l’invecchiamento e l’usura delle pagine, utili a far diventare l’esperienza del lettore ancora più immersiva. Pure in questo caso, in fondo a ogni pagina, trovate raffigurata una coppia di dadi con risultati variabili, da poter utilizzare nel caso in cui non possiate o non vogliate usare quelli fisici, cosa che ho apprezzato molto. Nel complesso si tratta di un’edizione sufficientemente curata e adatta allo scopo.

COME SI GIOCA
Per questa particolare avventura avremo a disposizione anche la Magia, perciò nel regolamento troviamo lo specifico paragrafo “Come usare la magia”. In poche parole, il nostro personaggio avrà – tra le altre caratteristiche – pure un punteggio Magia (dato dal tiro di due dadi a cui dovremo aggiungere 6, quindi intervallo possibile 8-18), che corrisponde al numero di incantesimi che avremo a disposizione per portare a termine l’avventura. Potremo scegliere gli incantesimi da un elenco in cui vengono spiegati dettagliatamente gli effetti di ognuno. La scelta è assolutamente libera, nel senso che il medesimo incantesimo potrà essere scelto più volte e annotato nella scheda personaggio. Ogni volta che verrà utilizzata una magia, questa dovrà essere cancellata dal nostro elenco. Senza anticipare nulla, vi posso assicurare che durante la prima avventura nella Rocca, alcuni degli incantesimi non sortiranno gli effetti desiderati e alla seconda occasione saprete senz’altro scegliere quelli più utili ed efficaci. Le altre regole ricalcano quelle già spiegate per i primi due capitoli della saga, per cui potete andare a recuperare la corrispondente sezione dal post a questo link.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
(Nelle righe seguenti non c’è traccia di spoiler, né di altre appendici aerodinamiche ^_^)

Prendere in mano questo volume è stato (e penso sarà per la maggior parte di chi frequenta questo blog) un tuffo nel passato. Non avevo mai letto questa collana, ma avevo già affrontato libri-gioco, quando ancora non dovevo usare il rasoio da barba… e la prima reazione è stata: “che figata!” In realtà l’entusiasmo si è un po’ affievolito dopo aver letto il regolamento e aver realizzato che, se volevo disegnare una mappa e tener traccia dei progressi, dei mostri e del contenuto dello zaino, potevo scordarmi di poterlo leggere/giocare nei miei due luoghi di lettura preferiti: a letto e… OK, lasciamo perdere.
Una volta accettato il fatto che è necessario un piano d’appoggio per godersi appieno il titolo, mi sono messo di buzzo buono ad affrontare l’avventura. Lo stile di Jackson non sarà da premio Nobel per la letteratura, però devo dire che mi sono immediatamente calato nella parte e sia i luoghi sia le creature che caratterizzano i vari incontri sono descritti in maniera tale che è facile rimanerne avvolti e catturati. Certo, come ha fatto notare *Ele* nella sua recensione, i personaggi sono descritti in maniera piuttosto semplice e funzionale al gioco, ma d’altro canto una descrizione elegante e stilistica di tipo dannunziano non sarebbe adatta al target cui il libro è rivolto.
Devo dire che al primo approccio avevo sottovalutato la difficoltà dell’avventura: infatti, nonostante il mio personaggio fosse nato sotto una buona stella (tiri di dadi clamorosamente fortunati), i primi due tentativi sono andati miseramente a vuoto, complice anche una compilazione della mappa da parte del sottoscritto tutt’altro che accurata. Ho deciso di “resettare” completamente e ripartire: nuovo lancio di dadi (meno clamoroso, però comunque buono) per decidere le caratteristiche del mio avventuriero e meticolosa stesura della mappa, che non avrebbe sfigurato nemmeno al confronto delle rappresentazioni cartografiche di Gerardo Mercatore. Impossibile non arrivare in fondo! Infatti, dopo un paio d’ore di lettura/gioco serratissime, giungo al seguente paragrafo: “[…] tutto diventa nero… Hai fallito la tua missione!
Della serie: non c’è due senza tre.
In effetti, con il senno di poi, avrei potuto scegliere con più accortezza quali incantesimi avere a disposizione durante l’ascesa alla Torre Nera: consiglio di leggere con attenzione l’elenco in fondo al libro, anche se, a dirla tutta, la selezione sarà più consapevole solo dopo aver fallito almeno un paio di volte la missione.
Al quarto tentativo sono finalmente arrivato all’ultimo capitolo e uscito vittorioso da La rocca del male, che si è rivelato così tutt’altro che banale, ma la soddisfazione di essere riuscito nell’impresa di sconfiggere il “boss finale” Balthus Díre è stata attenuata da un paio di condizioni piuttosto fastidiose:

  • come ha già fatto notare F/B!O, nel suo commento a Lo stregone della montagna infuocata, il fatto che non ci sia la possibilità di tornare indietro e che ci sia un unico modo (il famoso true path) per concludere con successo l’avventura è un po’ frustrante e (al contrario della famosa bibita energetica) ti “tarpa le ali”. Dover ricominciare da capo solo perché nel momento topico non hai un particolare oggetto (rimango sul vago per non rovinare la sorpresa a chi vorrà cimentarsi nella lettura) senza poter andare a cercarlo è decisamente seccante;
  • durante l’avventura, man mano che ci si avvicina allo scontro finale, c’è una costante ascesa della tensione ben resa dagli incontri e dalle situazioni che si fanno via via più impegnativi e, proprio al culmine del climax, il duello conclusivo si risolve in maniera abbastanza banale.

Al netto di quanto scritto sopra, il libro svolge egregiamente il suo compito e non risente troppo del peso degli anni. Il fatto di riuscire ad avanzare nell’avventura solo dopo almeno un paio di fallimenti lo rende sfidante il giusto. Una volta cominciata l’avventura, la voglia di scoprire come si sarebbe sviluppata mi ha tenuto parecchio incollato alle pagine e in un paio di occasioni ho addirittura perso la cognizione del tempo. Anche dopo aver concluso vittoriosamente l’episodio mi è rimasta la curiosità di vedere cosa sarebbe successo intraprendendo strade alternative o facendo scelte diverse, così – mappa alla mano – ho sviluppato pure i rami che non avevo esplorato fino in fondo e devo dire che in effetti avevo perso qualche situazione interessante.
Penso che il target corretto sia un 10+ e sarà maggiormente apprezzato dagli amanti del genere fantasy, soprattutto di quello più classico (alla D&D prima edizione per intenderci). In definitiva un’eccellente alternativa a un solitario e un ottimo trampolino di lancio per far rifiorire un genere che negli ultimi anni era diventato di nicchia: mia figlia, ad esempio, si è avvicinata al volume che ho letto, incuriosita dal fatto che un libro potesse fungere anche da gioco, e adesso si è lanciata nell’avventura… se son rose, fioriranno!

PLAYLIST
Anche se siamo di fronte a un libro-gioco, provo a lasciarvi qualche brano da abbinare all’avventura La rocca del male:

  • Megadeth – Addicted To Chaos [Youthanasia 1994]:
    Sicuramente non è uno dei pezzi più famosi di questo gruppo statunitense ben noto agli amanti del genere “thrash metal”, ma gli interrogativi cantati nel ritornello sono gli stessi che vi assaliranno durante le imprese che affronterete in questo librogame.
  • Franco Battiato – La torre [L’Arca di Noè 1982]:
    Anche questo brano non è proprio tra i più noti dell’artista siciliano, anzi nello stesso album troviamo la ben più famosa Voglio Vederti Danzare. Ho scelto di proporre questo pezzo, non solo per il titolo evocativo del libro di Steve Jackson, ma per l’intro della canzone che ricorda le musiche 8bit dei primi videogiochi del Commodore 64, un must per chi all’epoca passava i pomeriggi tra un librogame e una partita a Impossible Mission.
  • Queen – A Kind Of Magic [A Kind Of Magic 1986]:
    Non ha certo bisogno di presentazioni A Kind Of Magic, il dodicesimo album in studio dei Queen, la cui title track fa parte anche della colonna sonora del film Highlander. Semplicemente buon ascolto!
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