Procedono i preparativi per le varie case editrici e la crescente rilevanza della Gen Con sta spingendo il mercato verso una graduale anticipazione delle uscite verso la scadenza agostana.
Scorrendo l’elenco dei titoli che saranno presenti nella rassegna a stelle e strisce, però, la sensazione più frequente che mi torna è quella della estrema diversità del mercato statunitense da quello europeo, visto che là sono presenti numerosissimi editori che in Germania non compaiono (e che non riescono, esattamente come il 70% degli standisti in Germania) poi a ottenere una distribuzione mondiale dei loro prodotti. Vabbe’, passiamo ora a qualche altro titolo da proporvi in anteprima …
L’idea del gioco è semplice. Al centro del tavolo abbiamo 5 tessere animale (esagonali) e il giocatore di turno rolla i dadi disponibili (6), con a sua disposizione due reroll (totali o parziali). Terminati i lanci egli potrà prelevare dal centro del tavolo tessere di animali corrispondenti al risultato dei dadi (che recano immagini di animali) e potrà piazzarle sulla propria scheda personale nella riga corrispondente al numero di facce che sono state ottenute con quell’animale (es. ottengo 4 koala e 2 canguri, per cui posso prelevare le due tessere corrispondenti, piazzando la prima nella riga che reca un ‘4’ a lato e l’altra in quella con il ‘2’ a lato). Al piazzamento si otterrà 1 punto + 1 punto di bonus per ogni altra tessera di quel tipo collegata a quella piazzata.
Come accadeva in Heaven & Ale abbiamo un segnalino punteggio per ogni animale da far salire e a fine partita si otterranno punti solo per gli ultimi 3 segnalini animale sul lato sinistro della traccia punteggio e per quelli che sian riusciti a superare un certo valore.Al proprio turno il giocatore a cui sta altro non fa se non 1) aggiungere una tessera quadrata alla città (si parte con la city hall al centro del tavolo e si aggiungono poi le tessere alla Carcassonne, con almeno un bordo a contatto con una di quelle già presenti) 2) costruire (se vuole) un piano di un palazzo (su di una tessera commerciale o abitativa) e 3) completare (se vuole) un palazzo mettendoci sopra il tetto.
Al completamento degli edifici si ottengono punti sulla base dell’altezza degli stessi e dei bonus riconosciuti dalle caselle confinanti ed è anche possibile incassare i bonus legati alle carte obiettivo che si possiedono. Quanto tutte le tessere (40) sono state piazzate, il gioco ha termine e si attribuiscono punti per gli obiettivi di fine partita.
Approfondendo verifico che si tratta di una variazione sul tema Tetris, con ogni giocatore che ha a disposizione una griglia quadrettata sulla quale andrà a piazzare i classici polimini nel corso della partita, cercando di racchiudere, con essi, i simboli scarabeo posti su alcune caselle, delimitando così teoriche aree di scavo destinate a riconoscere punti vittoria.A livello pratico il gioco è piuttosto rapido, perché tutti i giocatori giocano in contemporanea, visto che la forma disponibile in ogni turno è la stessa per tutti (meccanismo tipo Number 9).
EDITION SPIELEWIESE
Ok, dovremmo essere arrivati (finalmente?) alla conclusione della trilogia del Tetris avviata dal buon vecchio Uwe Rosenberg come seguito virtuale del suo successone Patchwork.
Il primo, Cottage Garden, non è che avesse riscosso poi tutto ‘sto successo (mentre era piuttosto atteso) e di fatto la sua prestazione non eccelsa ha un poco oscurato l’uscita di Indian Summer (che era invece, almeno per me, decisamente migliore), per cui ero in attesa di capire se il capitolo di chiusura fosse meritevole.
Obiettivo del gioco? Be’, riempire la propria scheda personale, ovvero una bella grigliotta quadrettata 10×10, con i classici polimini, proposti qui nella nuova veste, presa da Indian Summer del polimino con il buco dentro.
Lo spirito del gioco diventa qui affine a quello del Tetris originale, perché si deve riempire la scheda dal basso verso l’alto, senza lasciare spazi vuoti nelle proprie righe e quando la fase punteggio scatta (al raggiungimento di 3 (se non erro) segnali altezza, si contano i punti delle righe complete e della prima incompleta.
Altri elementi utili a incrementare il proprio punteggio sono rappresentati dall’aver sovrapposto i buchi dei polimini con le buche che sono stampate sulla propria scheda, così come l’aver efficacemente allineato i buchi dei polimini, per ottenere le tesserine roccia.
Nel complesso, dunque, una sintesi (se ci aggiungiamo la scheda centrale per il prelievo delle tessere presa da Cottage) tra le due precedenti uscite, che dovrebbe soddisfare i fan della serie.
EAGLE GAMES
Oramai quello con il duo Eagle Games-Vital Lacerda sta diventando un appuntamento classico annuale, per cui eccoci qui a dare uno sguardo al nuovo capitolo del sodalizio in questione, con Escape Plan, nel quale i partecipanti sono chiamati, quali ladri che hanno realizzato un colpo perfetto, a cercare di riuscire a godersi il ricavato della loro inventiva.
Al di là della cosmesi leggo un curioso 60-120 al tempo a partita, dove la curiosità sta nel 60′, ma poi considero anche l’1-5 alla voce numero giocatori, dove credo di poter riferire l’oretta di gioco al solo play.
24 le pagine di manuale (qui lo trovate) e un finanziamento previsto via Kickstarter (qui la campagna), con un tabellone sterminato che segue il cliché già visto in Lisboa, anche se qui al centro del tutto troviamo una griglia esagonata, circondata poi dalla classica selva di location.
La griglia viene esposta mano a mano nel corso della partita, rivelando la città, sulla quale poi i giocatori andranno a muoversi, con sullo sfondo il classico motorino produttivo, tipico dei gestionali. In sostanza i giocatori sono chiamati a sfruttare gli effetti dei vari insediamenti, cercando di sfuggire alla rete della polizia che li sta ricercando.
A 20 giorni dalla fine della raccolta vedo che il progetto ha già tirato su più di 300.000 dollari, per una uscita fissata per giugno 2019, per cui stavolta siamo nel campo dei dintorni molto lontani dall’Essen 2018, ma visto che parliamo di Lacerda ne ho voluto far comunque menzione …
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