[nonsolograndi] Il labirinto Magico

scritto da

Simarillon (Davide)
Oggi a nonsolograndi si parla de Il Labirinto Magico, titolo di Dirk Baumann e illustrato da Arvi, gioco che Devir Italia porta nel paese di Dante, con un manuale capibile ai più. Al gioco possono giocare da due a quattro giocatori, a partire dai sei anni, in partite con una durata di una trentina di minuti circa.

Eccoci quindi pronti a impersonare quattro piccoli apprendisti maghi che hanno perso alcuni dei loro oggetti magici nel labirinto del loro maestro: dovremo recuperarli prima che il maestro se ne accorga,   facendo attenzione alle pareti magiche e ricordandoci che un solo oggetto alla volta potrà essere recuperato.

I MATERIALI
Ecco cosa contiene la scatola de Il Labirinto Magico:
  • un tabellone di gioco a più livelli, formato da un piano base e un labirinto sotterraneo;
    materiali in gioco
  • ventiquattro muri di legno;
  • ventiquattro gettoni simboli magici;
  • quattro pedine mago, di legno e di buone dimensioni, nei colori rosso, blu, giallo e verde;
  • quattro palline di metallo;
  • un dado a sei facce con i numeri: 1, 2, 2, 3, 3, 4;
  • un sacchetto di stoffa.
Le illustrazioni sono davvero molto belle, perfettamente funzionali al gioco (in particolare quelle del regolamento) e tipiche dello stile Drei Magier: come al solito, quindi, tedeschi promossi… anche parlando solo dei materiali il livello è di assoluta eccellenza, con il gioco che apparecchiato fa davvero una bella impressione ed è piacevole da vedere!
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Prima di iniziare a giocare si costruisce un labirinto con un numero di muri compreso tra 19 e 24, avendo cura di lasciare a tutte le caselle almeno un accesso. Si pone poi il mago alla propria casella di partenza e gli si posiziona sotto la pallina sino a quando questa verrà trattenuta dalla calamita posta alla base del mago; si estrae quindi un gettone simbolo magico e il gioco può avere inizio.
Al proprio turno il giocatore tira il dado e muove sulla plancia il proprio mago di un numero di caselle pari al valore uscito sul dado, cercando di raggiungere il simbolo magico visibile. Nel proprio tragitto il mago può venir fermato da un muro e quando questo succede si sentirà la pallina cadere. Qualora questo avvenga il mago ritornerà alla propria casella di partenza, invece se il mago riesce a raggiungere il gettone simbolo magico questo verrà preso e messo nella propria riserva. Ogni volta che viene preso un gettone se ne gira un altro e qualora il giocatore si trovi già sul simbolo  riceverà subito il gettone e ne girerà un altro ancora. Muovendo si può passare su una casella già occupata da un altro mago, ma due maghi non possono stare fermi nella stessa casella.
Vince il primo giocatore che riesce a procurarsi cinque simboli magici.  
Variazioni sul tema
Una piccola modifica, per semplificare il gioco e magari far giocare anche prima dei sei anni, è quella di fornire la possibilità ai giocatori di segnare i muri incontrati sul tabellone durante i propri spostamenti: ho provato questa versione e la trovo molto meno divertente, ma può essere funzionale a chi ha qualche problema con la memoria.  
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
maghetto

Finalmente! Drei Magier Spiele è sempre stata specializzata nei giochi per i più piccoli, quindi la cura al dettaglio e ai materiali è ai massimi livelli: ogni piccolo particolare del gioco è davvero bello, dai maghi con il piccolo velluto alla base per farli scivolare meglio sulla plancia, alle palline calamitate, ai pezzi di legno per costruire il labirinto e, finalmente, c’è l’edizione italiana di questo classico per nongrandi. Per merito di Devir Italia, non si dovrà più pronunciare il nome tedesco del gioco Das Magische Labyrinth, ma si potrà giocare a un più rassicurante Il Labirinto Magico (da non confondere con Labirinto Magico… quando un piccolo articolo fa la differenza!).

Il gioco, per sottolinearne la qualità, occupa un invidiabile quarto posto nella classifica BGG dedicata ai giochi per nongrandi e ha vinto, con pieno merito, il Kinderspiel des Jahres nel 2009 e svariati altri premi tra i quali il UK Games Expo Best Children’s Game Winner nel 2014, per ricordare il più recente.
I materiali rendono il gioco molto bello da vedere e la scatola, come spesso accade nei giochi Drei Magier, è parte integrante del gioco ed è un valore aggiunto allo stesso: è assolutamente necessaria e funzionale allo stesso tempo e, anche se io non sono particolarmente amante di questa soluzione, devo ammettere che ci sono alcuni giochi che…  puntualmente mi fanno ricredere e che evidenziano i pregi di far diventare la scatola parte del gioco. 
Positivo il fatto che si possa modulare la difficoltà (come anche la lunghezza della partita) semplicemente creando un labirinto con più o meno muri e determinando il numero di oggetti da recuperare sulla plancia: per una partita più veloce, ci si potrà limitate a recuperare tre soli elementi mettendo solo 19 muri (minimo consigliato dal regolamento), se invece si vorrà una sfida ostica, anche e soprattutto per gli adulti, ecco i cinque oggetti da recuperare con 24 muri posizionati. La costruzione del labirinto dona al gioco longevità dal momento che, ad ogni partita, i muri che bloccano la strada saranno posti in posizioni differenti; longevità ulteriormente incrementata dall’ordine casuale dell’uscita delle tessere da recuperare.
Un’idea sarebbe stata quella di mettere degli schemi pre-fatti per la costruzione del labirinto, visto che senza la supervisione di un adulto c’è il rischio che si creino parti di labirinto dalle quali è praticamente impossibile uscire. Un libricino di schemi avrebbe aiutato anche in un’ottica di incrementare progressivamente la difficoltà del gioco. 
Il regolamento indica il gioco come 6+ e mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa età: il gioco, infatti, presenta difficoltà pressoché nulle ad essere spiegato e appreso dai piccoli giocatori, essendo basato, come meccanica principale, sulla memoria, che è una delle migliori per i nongrandi e ha il dado che sempre affascina con il suo lancio i più piccoli.
…ed ora non resta che sperare anche nella localizzazione da parte di Devir dell’espansione del gioco…
Una recensione positiva merita anche un contraddittorio. A mamma Elena il gioco non è piaciuto perché: “L’ho trovato troppo lungo per essere giocato da bambini non abituati al gioco in scatola e i grandi che giocano con loro si stufano… occorre essere troppo concentrati e probabilmente questo non è il mio approccio al gioco”. 
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente, aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “da un labirinto si esce. Da una linea retta no”, come scrive Miguel Ángel Arcas.
Ecco quindi l’elenco delle cose che Lorenzo ha imparato giocando a Il Labirinto Magico:
  • innanzitutto che uno stesso gioco può essere affrontato con quozienti di difficoltà anche molto
    un labirinto facile facile

    differenti;

  • la gestione ottimale del risultato del tiro del dado;
  • stare concentrati sul gioco, anche nel turno degli avversari, per costruirsi la mappa mentale completa del labirinto;
  • il primo concetto di rischio: mi conviene lasciare una strada conosciuta e sicura per una sconosciuta e meno sicura, ma più veloce, per raggiungere l’oggetto che deve essere recuperato?
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sempre difficile definire la longevità di un gioco per i più piccoli, ma in questo caso lo è anche un po’ di più: la meccanica di base è quella del movimento su plancia sfruttando le informazioni acquisite, quindi entra in gioco la memoria; il comparto grafico è sicuramente dedicato ai più piccoli, quindi il tutto lascia presagire una longevità limitata, mentre, se si superano questi aspetti, il gioco è piacevole anche in età più adulte. 
Uno dei valori aggiunti è che il gioco è davvero bello da vedere grazie alla componentistica e con un meccanismo assolutamente originale che lo fanno essere unico nel suo genere: diciamo che può diventare un bel ricordo d’infanzia… per chi è vecchio come me, si può dire che fra vent’anni potrebbe essere un Brivido moderno :D, ma anche più divertente da giocare.
oggetti magici alla rinfusa

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA 

Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 
La mente labirintica e femminile di mamma sicuramente aiuterà a creare una mappa con un labirinto migliore; poi perché è bello veder cadere la pallina sullo stesso muro per più e più volte… ogni volta dimenticandosi di quel muro che ostruisce la strada… e mamma in questo è bravissima! 
Se vi ha incuriosito questa recensione potete trovare il gioco, che personalmente consiglio, su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.

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