Avrebbero visto la luce o… come ogni tanto gli capita avrebbero semplicemente respirato un’aria diversa e avrebbero passato una giornata al di fuori degli scaffali, ma chiusi comunque dentro quella busta chiusa?
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| pizzette gommose |
- quarantotto Carte Trancio;
- sette Carte Pizza;
- sette Pizzette di Gomma
- nella prima i giocatori andranno a formare il proprio Mazzo Pizza. Al proprio turno si sceglie una carta delle tre a faccia in su del Mercato e la si mette sopra il proprio Mazzo Pizza, giocandola a faccia in giù. Dopodiché pesca una carta dal Mazzo Ingredienti ponendola a faccia in su al centro del tavolo, riportando il Mercato a tre carte; non è mai possibile guardare il Mazzo Pizza che si sta costruendo.
- nella seconda fase i giocatori, contemporaneamente, dovranno comporre, il più rapidamente possibile, la propria pizza, piazzando le carte trancio con regole di piazzamento simili a quelle del domino (le carte di possono unire solo se hanno lo stesso ingrediente) con il plus della mozzarella (jolly) che si può unire a qualsiasi carta trancio.
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| al trancio |
E si inizia a giocare: il gioco è piacevole, la prima manche scorre veloce, con i tre partecipanti a prendere le carte cercando di ricordare quali sono le pizze che hanno già preso e, nel caso non ci sia niente che combini, a scegliere un po’ a caso e a sperare che la fortuna possa poi aiutare nella prossima scelta o soprattutto a sperare nella mozzarella (chi a Scala o a Pinnacola non ha mai bramato quel maledetto jolly?!). Interessante che, comunque, si deve anche attivare un minimo le sinapsi per ricordarsi cosa si ha nel mazzo pizza che ogni giocatore si sta costruendo e, se si vuole essere cattivi, magari ricordarsi anche dei mazzi degli altri giocatori, per veicolare la propria scelta e interferire con quella degli altri. Poi arriva la seconda fase: tutti a costruire, nel più breve tempo possibile, quella pizza al metro ripiena di ogni bene. Lui è sempre un po’ troppo lento, ma la prima manche la devono sempre vincere i nongrandi e Martina è la prima a piazzare (tutte) le sue carte, questione di attimi quelli con cui supera Edoardo. La velocità, la competizione, la concitazione, la fortuna nel trovare la carta giusta, tutti dettagli che piacciono ai (piccoli) giocatori e che danno quel piccolo quid al gioco che lo fa apprezzare un po’ di più rispetto ad altri. Brava Ilenia Nacci (una donna come autrice, bella rarità) ad aver mischiato memory e velocità, due delle meccaniche in cui i nongrandi si distinguono e possono rivaleggiare con gli adulti.
Nel mentre si è formato il solito capannello di bambini che guardano e che non sono abituati a giocare e lui ha iniziato la sua apologia sul valore educativo del gioco con i papà che ancora pensano non ci sia niente oltre il Risiko! e il suo ruolo di evangelizzatore si esaspera sempre di più, ma se i giochi sono buoni è anche più facile. Pizzeria Italia è diventata una sfida a due con Martina e Edoardo che da soli… se le danno di santa ragione con la vittoria di Edoardo (be’, con il lavoro della mamma parte avvantaggiato) che vince di misura per tre a due.
Nel frattempo dall’anonima busta bianca sono usciti tutti: Contrast, che con i suoi disegni non può non attirare, e Smiley Games, ovvero metti Nome-Cose-Città in una scatolina rotonda di metallo e potrai conquistare gli astanti. Oggi è stato bello e utile portarsi qualche scatola! E Pizzeria Italia viene messo alla prova da dei seienni e conferma l’età scritta sulla scatola per iniziare a giocare al gioco.
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| la busta bianca… |
Il primo pomeriggio è persino meglio del previsto e le scatole passano di mano in mano tra curiosità e partite abbozzate più o meno rapide, compare il pallone e il sesso non debole – ma che lo sta diventando – ovviamente si mette a inseguire la sfera rotolante! Il bravo papà non può non partecipare o almeno guardare, anche se il sole cucina chi si muove troppo… e magari anche le pizze preparate con Pizzeria Italia. Trascorre il tempo, è ora di tornare a casa, è ora di prendere i giochi che… sono scomparsi o forse semplicemente sono scappati, sui lunghi tavoli non c’è più niente. Pizzeria Italia prima degli altri avrà capito che sarebbe dovuto stare sullo scaffale molto più tempo di quanto avrebbe voluto, circondato da tanti (troppi) altri titoli per nongrandi (e non solo) e avrà deciso di andare a diffondere il verbo ludico in una casa in cui probabilmente l’ultimo arrivato sarà stato Monopoly Junior e lui avrebbe potuto far capire che magari qualche sera la TV può stare spenta anche se hai una Pay per View, perché se non ce l’hai lo hai già capito… e la sera ci si può divertire giocando in famiglia con mamma e papà. Contrast, Pipolo e Smiley Games lo seguono… magari in case differenti nella speranza che sempre più piccoli (e grandi) giocatori vengano attratti dal mondo del gioco da tavolo.
Il mass market per il gioco? Sì! Ma magari! Smettiamola con lo snobbismo un po’ nerd che ci farebbe rimanere nicchia per sempre! Più giocatori ci saranno e migliore sarà il (nostro) mondo. Quindi ecco che si può finalmente dire:
- un bel niente! Non ci ha mai giocato.
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| Napoli |
… o che avrebbe potuto imparare se già non le avesse sapute:
- gestire due fasi di gioco completamente differenti;
- valutare il rischio e ottimizzare le proprie scelte;
- a confrontarsi con gli altri in gare di velocità, cercando di ottimizzare le informazioni immagazzinate;
- che la vera pizza è quella rossa, ha la mozzarella (magari di bufala) e ci puoi mettere sopra qualsiasi cosa… o quasi (la marmellata è meglio di no).
PS se qualcuno avesse dei dubbi è successo, è succcesso tutto veramente!!!
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