[nonsolograndi] Lady Richmond

scritto da Simarillon
(Davide)

Giallo carico con scritta rosso, inequivocabilmente Haba: da un paio di anni, però, la casa tedesca di giochi per i più piccoli ha una linea per la famiglia e, per questa, ha abbandonato anche il colore giallo. L’anno scorso avevo parlato di Karuba, ottimo gioco che è stato anche tra i candidati alla vittoria finale dello Spiel des Jahres, mentre fra i giochi di questa linea quest’anno ho scelto di parlare, per primo, di Lady Richmond. Si può giocare da due a cinque giocatori, a partire dagli 8 anni, in partite che staranno facilmente sotto la mezz’ora di gioco; autore Tim Rogasch, illustratore Christian Effenberger.
Il gioco viene tematizzato così all’apertura delle istruzioni: nella casa d’aste Wetherby la tensione è alta. La ricca Lady Richmond è mancata inaspettatamente all‘improvviso tra le braccia del giovane amante Jacques Monetaire, tutta la famiglia si è riunita per contendersi la grossa eredità, ma la sua ricca eredità viene messa all’asta tra gli eredi con tutti gli oggetti della vasta collezione. Sembra facile a dirsi, ma i personaggi che si sono dati appuntamento alla casa d‘aste Wetherby formano un mix potenzialmente esplosivo… Chi mantiene uno sguardo lucido nella concitazione dell’asta e fa un uso oculato del proprio denaro riesce alla fine ad assicurarsi i pezzi migliori e a vincere questo gioco turbolento e imprevedibile.

I MATERIALI
Dentro la scatola (un po’ sovradimensionata) del gioco si può trovare:
  • un tabellone di gioco;
  • cinquanta monete;
  • quindici tessere imbroglio, tre per ogni giocatore;
  • una pedina dell’asta;
  • una cassetta del denaro in cartone;
  • quarantanove carte di gioco, divise in trentasette carte oggetto e dodici 12 carte del banditore.
Buoni i materiali, con i disegni particolarmente azzeccati (forse la caratteristica che più mi ha colpito del gioco): probabilmente ci si poteva aspettare un qualcosa in più dalle monete, ma nel complesso materiali su un buono standard qualitativo, come è abitudine per i tedeschi della Haba.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Prima di iniziare ciascun giocatore sceglie un personaggio e mette le relative 3 tessere imbroglio (barare, scambiare, prendere in prestito) scoperte davanti a sé. Ogni giocatore riceve inoltre dieci monete, che costituiscono la sua riserva personale. Le monete e le tessere imbroglio in più vengono riposte nella scatola. Vengono poi posizionate sette carte sul tabellone.
Al proprio turno ogni giocatore gira una delle carte sul tabellone e ciascun giocatore può decidere se avviare un‘asta afferrando la pedina al centro del tabellone. Tutte le carte scoperte vengono messe all’asta con una prima offerta da parte di chi ha afferrato la pedina asta; dopo l‘offerta iniziale il giocatore alla sinistra del giocatore che ha iniziato l‘asta può rilanciare l‘offerta, cioè fare un’offerta più alta di una o più monete. Se non vuole partecipare all‘asta, può passare. In questo modo, tutti i giocatori possono fare la propria offerta a turno in senso orario, rilanciando quella in corso di una o più monete (e mettendo davanti a sé la quantità corrispondente di monete); in alternativa, possono passare. Chi ha deciso di passare non può più fare nessuna offerta in questa tornata d‘asta. Le offerte proseguono fino a quando nessuno è più disposto a rilanciare. Il giocatore che ha fatto l‘offerta più alta si aggiudica l’asta, mette le monete offerte nella cassetta del denaro, prende tutte le carte scoperte presenti sul tabellone di gioco e forma con esse un proprio mazzo coperto. Gli altri giocatori riprendono le monete offerte per rimetterle nelle rispettive riserve.
Le carte banditore hanno i seguenti effetti:
pronti per l’asta
  • Pausa: il banditore ordina una pausa e non si può iniziare un’asta; 
  • Rimuovere le carte scoperte: il banditore non è soddisfatto perché non ci sono abbastanza offerte. Di conseguenza, tutte le carte scoperte presenti sul tabellone di gioco vengono subito tolte e poste sul mazzo degli scarti;
  • Rimuovere le carte: tutte le carte sia coperte sia scoperte presenti sul tabellone di gioco vengono subito tolte e poste sul mazzo degli scarti;
  • Giorno di paga: ricevete una chiamata dalla banca, che vuole mettere in pareggio il vostro conto. Aprite la cassetta del denaro. I giocatori che hanno una riserva personale inferiore a dieci monete possono prendere quelle necessarie per ripristinare la quantità iniziale. Prima però i giocatori che in questo momento possiedono ben undici monete devono cedere la moneta in più;
  • Liquidazione: il banditore è di ottimo umore, per questo ha deciso di mettere all‘asta tutte le carte, scoperte e coperte, del tabellone di gioco. Uno dei giocatori afferra la pedina dell‘asta? Allora può dare inizio all’asta sulla totalità delle carte.
Le tessere imbroglio permettono di barare e scambiare le carte o rubare una moneta a un altro giocatore.
Il gioco finisce quando tutte le carte sono state cedute all‘asta o messe sul mazzo degli scarti e il mazzo di pesca è esaurito. Alla fine del gioco si contano i punti sulle carte accumulate (sottraendo quelli negativi) e chi ha il maggior punteggio vince la partita. In caso di parità vince il giocatore che ha raccolto il maggior numero di oggetti della stessa categoria.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
salvadanaio

La lettura del regolamento mi aveva lasciato un po’ perplesso, ma devo dire che, giocandolo, il gioco si è rivelato migliore di quanto me lo fossi prospettato: questo è un sicuro merito! Con Lady Richmond viene inserita una meccanica di asta in un modo semplice e facilmente affrontabile anche dai più piccoli. Il vero twist del gioco è il segnalino asta e il fatto che sia uno dei giocatori a decidere quando far partire l’asta e con quante monete fare la prima offerta, interessante perché si inserisce un piccolo gioco nel gioco per vedere chi è più disposto a rischiare e chi invece propende per accontentarsi prima, in una sorta di push-your-luck per tutti i giocatori. Il meccanismo di aste del gioco permette di essere sempre tutti coinvolti (a meno di non aver esaurito le proprie monete, cosa che con i più piccoli può succedere a gioco non così inoltrato) abbattendo tempi morti che sono uno dei peggiori difetti riscontrabili nei giochi proposti ai nongrandi.

Ottima l’idea delle carte banditore, che donano dinamismo e variabilità alla partita: senza queste tessere penso che il gioca sarebbe stato un po’ troppo ripetitivo. In particolare l’idea di far ritornare tutti i giocatori a dieci monete potrà creare grandi improperi a chi ha giocato al rialzo per far spendere gli avversari, i quali poi, invece, si troveranno ad aver avuto un set di carte (punti) praticamente in maniera gratuita a dispetto di quanto accaduto nell’asta precedente. Buona anche l’idea di un tie-break per determinare il vincitore e anzi forse la set collection poteva essere anche sfuttata un pochino di più in ottica del punteggio finale.
quanti eredi!

Mi piace la caratterizzazione dei diversi personaggi, così è piacevole leggere di Fiona Smith-Richmond: la figlia di Lady Richmond è una megera a cui l‘orgoglio non fa certo difetto. Viziata, irascibile e senza scrupoli, ha sempre ottenuto quello che voleva grazie al patrimonio della madre. Di lei non c‘è da fidarsi: le umili origini del padre l’hanno privata del titolo di lady di cui si fregiava la madre e per questo teme sempre di venire penalizzata o di Sir Harvey Devenport: il nipote di Lady Richmond non brilla per intelligenza. Rampollo dell’antica nobiltà, preferisce i piaceri della tavola allo spietato mondo degli affari. Ma non fatevi ingannare dal suo aspetto bonario, perché ha già calcolato quanto paté di quaglie si può ottenere con ognuno degli oggetti messi all’asta; peccato che questa caratterizzazione sparisca completamente nel gioco, se non nelle illustrazioni delle tessere imbroglio: forse si poteva osare un pochino di più e dotare i vari giocatori di alcune tessere imbroglio personali coerenti con le caratteristiche del personaggio scelto. Le tessere imbroglio permettono qualche piccola scelta strategica relativa a quando è più opportuno usarle e intensificano una già forte interazione fra i giocatori.

La scalabilità non è ottimale e in due giocatori il gioco perde davvero molto. Il produttore suggerisce per questo gioco come età un 8+ e direi che mi trovo assolutamente d’accordo con questa indicazione, dal momento che la gestione dei soldi e delle aste non è così semplice e intuitiva per i più piccoli.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
un po’ di tessere imbroglio

Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che il pianto dell’erede è un riso mascherato, aforisma di Publilio Siro, drammaturgo e scrittore romano del I secolo a.C. e… quante già ne sapevano i romani!!! 😀

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bimbi – e adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a questo titolo:
  • la prima cosa è la gestione delle proprie risorse (quanto posso spendere per prendere le carte, cosa mi conviene fare?);
  • la partecipazione a un’asta: vi stupirete di come sia un meccanismo completamente sconosciuto ai piccoli giocatori di oggi;
  • l’interazione con gli avversari e soprattutto l’interazione con la fortuna, una tessera banditore in un momento particolare può davvero cambiare il corso della partita;
  • il saper gestire anche i punteggi negativi.
i punti

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE

Sulla scatola compare il classico 8-99 age. Il gioco rappresenta un buon introduttivo per la meccanica dell’asta, quindi sotto questo punto di vista direi che ci si può giocare a qualsiasi età se si è a digiuno di giochi e può essere un buon apripista a giochi più complicati con questa meccanica, oltre che una valida alternativa al Mercante in Fiera, il gioco d’aste per eccellenza, almeno qui in Italia, per attirare qualcuno nello splendido mondo dei giochi in scatola e per far vedere che questo mondo… va avanti!
no, il nano da giardino no!

PERCHÈ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA

Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Haba è stata la prima scatola arrivata in casa e quindi non sarà difficile convincere mamma a partecipare, non solo ai giochi per i più piccoli, ma anche a questo family game che saprà regalare momenti di divertimento e che non richiede un impegno di tempo eccessivo… e poi un’asta è più divertente in tre piuttosto che in due… e poi chi può impersonare Lady Ester Richmond Devenport se non mamma!
Si ringrazia il ditributore Haba Italia per la copia di review.

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