[I filler] Game of Trains

scritto da Bernapapà

Oggi vi voglio parlare di questo gioco di carte, categoria filler, Game of Trains, uscito nel 2015 per la Brain Games, che nel 2016 ha ottenuto il premio di Miglior gioco di carte allo UK Games Expo. Il gioco, opera del trio russo Konnov, Paltsev e Shklyarov e distribuito in Italia dalla dV Giochi, è destinato a un pubblico decisamente ampio (8+, ma forse anche qualcosina meno), da 2 a 4 giocatori, senza alcun testo sulle carte, per una ventina di minuti. L’ambientazione proposta è del tutto pretestuosa, perché si tratta di un gioco astratto di carte basato su meccaniche di ordinamento numerico: però i disegni sono molto belli, quindi l’occhio avrà comunque la sua parte. Per meritare il suddetto premio, credo abbia contribuito l’aspetto innovativo del gioco e il fatto di essere veramente alla portata di tutti. Una componente aleatoria piuttosto importante potrebbe allontanare i fautori del determinismo, ma trattandosi comunque di un filler, il gioco è correttamente posizionato nel proprio target. Vediamo insieme se potrebbe fare al caso vostro…

I materiali e le regole

Nella solita scatolina troveremo la bellezza di 88 carte, di cui 4 rappresentanti una locomotiva e le altre 84 rappresentanti ciascuna un vagone: su ogni carta vagone è presente un numero (da 1 a 84), e un simbolo che definisce le azioni possibili. Come accennavo, i disegni sono molto belli: i vagoni sono 84 e tutti diversi, che trasportano le cose più disparate (da un disco volante a improbabili uova giganti). Ai fini del gioco contano però solo i numeri e i diversi simboli che verranno descritti durante la spiegazione delle regole; qualità delle carte decisamente buona (plastificate rigide).
Abbiamo girato anche un video di unboxing ^_^

Le regole sono presto dette: le 84 carte vagone vengono mescolate e ognuno riceve una locomotiva e 7 carte che disporrà scoperte a fianco della propria locomotiva in ordine rigorosamente decrescente.

Scopo del gioco è arrivare per primi ad avere le carte vagone ordinate in modo crescente. All’inizio del gioco il primo giocatore riceve una carta vagone, mentre quelli successivi ne ricevono una in più di quelle del giocatore precedente: viene quindi effettuata la prima azione obbligatoria, consistente nel sostituire una carta vagone con una di quelle appena ricevute (le altre si scartano): la carta sostituita va a far parte delle carte azione che vengono messe in mezzo al tavolo. Al proprio turno, ogni giocatore ha due possibilità: pescare una carta dal mazzo e con essa sostituire una delle proprie carte vagone, mettendo la carta sostituita fra le carte azione, oppure utilizzare una delle azioni presenti nelle carte sul tavolo e poi scartarla nel mazzo degli scarti. Se fra le azioni disponibili ce ne sono due uguali, vengono scartate entrambe (con 3 una ne rimane).

Le azioni, rappresentate dai simboli sulle carte possono essere 8: abbiamo la possibilità di scambiare l’ordine di due carte adiacenti, oppure scambiare l’ordine di due carte separate da una carta; abbiamo poi la possibilità di spostare una delle carte a sinistra di due posizioni, oppure a destra, sempre di due posizioni; l’azione più dirompente è quella che obbliga tutti i giocatori, compreso chi ha effettuato l’azione, a scartare una carta (la prima, l’ultima o quella centrale a seconda del simbolo mostrato), sostituendola con una carta pescata. Per poter essere protetti da questa azione, che in alcuni casi potrebbe rappresentare una sciagura, c’è l’azione blocco che consente di utilizzare la carta azione blocco per posizionarla dietro alla propria carta vagone che si vuole bloccare, annullando l’effetto dell’azione di distruzione della carta. Si gioca a turno e il primo che è riuscito a costruire una fila crescente di vagoni è il vincitore.

Le impressioni

Be’, che dire: il gioco è veramente semplice: semplice l’obiettivo e semplice nelle dinamiche di gioco. Si tratta in definitiva di ottimizzare le mosse per ribaltare l’ordinamento delle proprie carte, utilizzando le azioni di slittamento e inversione, ma anche tentando la fortuna pescando una carta dal mazzo, oppure richiamando l’azione di distruzione delle carte: quest’ultima ha un valore tattico molto importante in quanto può servire a spezzare il gioco a chi sta per arrivare all’obiettivo: in definitiva è l’azione che implementa la pur bassa interazione del gioco, che altrimenti sarebbe semplicemente un solitario di gruppo.

Ovvio, dato che si pescano molte carte, il fattore fortuna può essere determinante, soprattutto alla fine del gioco quando mancano poche mosse a terminare l’ordinamento corretto – e solitamente si arriva spesso sul filo di lana – per cui non è così raro che l’ultima pesca di carte determini la vittoria dell’uno o dell’altro, ma la meccanica di ribaltamento dell’ordinamento ha comunque il suo appeal, sarà perché fin da piccoli ci hanno abituato a ordinare le cose, sarà perché, per gli informatici, è uno dei primi esercizi di programmazione che vengono proposti, eppure questo gioco, preso con il giusto peso (ossia assolutamente leggero) può rappresentare un simpatico passatempo, magari giocato con i figli più piccoli (direi che già 7+ potrebbe andare), che sono più vicini di noi alla fase di ordinamento… Si capisce quindi l’intento della giuria dello UK Games Expo Awards che lo ha premiato come miglior gioco di carte 2016.


– Le immagini sono tratte  da BGG; tutti i diritti appartengono agi autori ed alla casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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