[nonsolograndi] Monster Brunch

scritto da

simarillon (Davide)
Quarto e ultimo (almeno per ora…) appuntamento con la linea logica Red Glove dei prodotti HUCH! & friends. Dopo Mango Tango (qui), Marble Monster (qui) e Archelino (qui), oggi è il turno di Monster Brunch, altro solitario multi-giocatore a cui si può iniziare a giocare a partire dai sette anni, con partite di durata determinata da quanta logica sarete in grado di mettere e da quanto difficile saranno i quesiti: si parte, comunque, dai dieci minuti suggeriti sulla scatola.
Il gioco è indipendente dalla lingua, ma grazie a Red Glove troviamo anche il manuale in italiano, oltre alla ‘quarta di copertina’ sempre in italiano. Il gioco, illustrato da Oliver Freudenreich (come molti dei giochi della casa tedesca) nasce da un’idea di Inon Kohn… vediamo se vi può interessare questo tipo di sfide (per voi e/o per i piccoli di casa). Pronti ancora una volta a giocare con i mostri allora, infatti sei simpatici mostri si incontrano per fare un Brunch Mostruoso. 
  


I MATERIALI

Nel gioco si possono trovare: 
  • il libretto delle sfide, in cartone spesso, contenente sessante sfide da superare con quattro
    quesito…

    diversi livelli di difficoltà;

  • il piano di gioco in plastica e di buone dimensioni, con dieci posti a sedere (quattro sul lato superiore, quattro sul lato inferiore, due a capotavola);
  • sei tessere mostro (Franky, Gary, Mandy, Mia, Wizzy, Wolfy) in plastica con gli adesivi che caratterizzano i diversi mostri.
Un plauso va sicuramente ai materiali, che fanno la loro parte con la plancia che è certamente il punto di maggior attrazione fra tutti i materiali. 
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Scopo del gioco è quello di posizionare i vari mostri attorno al tavolo e davanti a un piatto per godersi il proprio brunch mostruoso e assaporare uno tra il Burger di Pipistrello, il Pudding Mortale, la Zuppa di Chiodi, il Sandwich di Vermi. Il libretto al centro della tavola dà alcuni suggerimenti su dove/come posizionare i diversi mostri.
In sintesi si possono avere le seguenti informazioni:

… e soluzione
  • il piatto che un mostro vuole o non vuole mangiare;
  • chi vuole avere di fronte o a lato un mostro;
  • la posizione di un mostro rispetto alla tavola;
  • chi non vuole avere di fronte (capotavola compreso) o a lato un mostro;
  • se ci sono dei punti interrogativi l’indizio vale per un mostro, ma non si sa in relazione a quale altro mostro. 
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Diverse considerazioni sono in comune o simili a quanto già scritto per Mango Tango, Marble Monster, Archelino: d’altronde questi titoli fanno parte di una serie di quattro giochi. Per annoiarvi per bene, qui le ripeto per dare organicità alla recensione del gioco in questione (anche ridondando eventualmente concetti già espressi). Per iniziare non si può che dire bene degli ottimi materiali del gioco, che, essendo destinato in modo particolare a un pubblico di piccoli giocatori, ha proprio in questa caratteristica un aspetto peculiare e importante; i mostri sono disegnati simpaticamente e la tavola in plastica, come già scritto, la sua figura la fa. 
il primo quesito

Sicuramente positivo il fatto che ci siano quattro livelli di difficoltà differenti e progressivamente crescenti, così da poter approcciare il gioco a step e il gioco abbia la possibilità di crescere con il crescere dei bambini e aiuti a sviluppare sin da piccoli l’attitudine alla logica e al ragionamento. Allo stesso tempo buona l’idea della soluzione sul retro del quesito, anche se spesso fa… venir voglia di dare una sbirciatina per aiutare a risolvere i quesiti più complicati (ehi Lorenzo non vale imbrogliare!!!), o almeno quelli con cui ci si trova in difficoltà, ma se si resiste alla tentazione alla fine si sarà anche più soddisfatti. In quest’ottica la sfida con sé stessi poi dà valore al gioco e fa sentire i piccoli giocatori davvero bravi quando sono in grado di superare la sfida proposta, soprattutto nei livelli ‘EXPERT’ e ‘MASTER’. Una riflessione sulla disponibilità delle sfide: sessanta sfide non sono pochissime, anche in ragione delle difficoltà delle stesse, ma sono un numero che se il gioco piace si esauriscono un po’ troppo in fretta. Nel caso ci fossero abbastanza tempo e pazienza si potranno creare delle sfide personalizzate, che faranno divertire come quelle presenti nel librettino contenuto nella scatola del gioco.

Un ultimo aspetto positivo sulla scalabilità del gioco: sicuramente interessante la possibilità di porre il piccolo di casa di fronte a un gioco in cui si può cimentare da solo, ma allo stesso tempo si può vivere ogni sfida come un quesito di gruppo da affrontare tutti quanti i giocatori insieme. Un piccolo aspetto negativo è nel fatto che alcune sfide possano essere risolte in più di un modo e questo può confondere il piccolo, se risolve la sfida in modo differente da quanto proposto nel libretto. 
Il produttore suggerisce per questo gioco come età un 7+, ma credo che si possa iniziare a giocare già a partire dai sei anni, soprattutto, per le sfide del livello principiante. 
Essendo questo l’ultimo gioco di una serie di quattro provo a fare un piccolo sommario tra i quattro

tutti insieme appassionatamente

giochi, partendo dalla frase del mio piccolo Lorenzo, belli tutti… ma piace di più Mango Tango (il preferito di papà è invece Marble Monster). I giochi sono abbastanza simili (nella logica), ma hanno quel qualcosa di differente che dà ad ognuno una propria personalità e la possibilità di essere il gioco preferito. Sicuramente se devo fare una scala di difficoltà (personale) indicherei dal più semplice al più complicato Mango Tango, Archelino, Monster Brunch, Marble Monster. Mango Tango è il gioco… più matematico, basandosi essenzialmente sul concetto di equivalenza; Arhcelino e Monster Brunch sono i giochi più informatici, essendo basati sostanzialmente su delle if logiche; Marble Monster è quello che richiede una maggiore visione spaziale e propone anche delle sfide impegnative. L’esperienza è fondamentale per tutti i giochi e il crescere della difficoltà deve essere affronato con la consapevolezza di aver risolto le sfide più semplici. Questo è vero, soprattutto, per Marble Monster, dove per risolverle le ultime sfide è necessaria una certa esperienza e aver acquisito un cero modo di ragionare. Tutti i giochi stimolano le sinapsi (anche dei grandi) e sono sicuramente interessanti da giocare… forse il livello MASTER è un po’ troppo ostico per i nongrandi di casa… ma il pregio è che il gioco risulta stimolante anche per i grandi e non solo per i più piccoli. Alcuni giochi si prestano, se si hanno tempo e voglia, alla creazione di sfide personalizzate e in questo sicuramente brilla Marble Monster. Quattro giochi abbastanza simili da far parte di una collana, ma abbastanza diversi da regalare esperienze di gioco variegate e in cui sicuramente potrete trovare… quello che fa per voi.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che Anche la logica ha il suo lato debole, quello di essere illogica per tutti coloro che non la capiscono, Stanisław Jerzy Lec, Nuovi pensieri spettinati.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bimbi – ed adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a Monster Brunch:
  • la visione spaziale e la progettazione per l’ottenimento del risultato;
  • l’aggregare le informazioni per la soluzione di un quesito… e la possibilità di sommare le informazioni su uno stesso soggetto per la soluzione del quesito stesso;
  • il ragionare in modo astratto e, soprattutto, deduttivo;
  • le sfide sono difficili, soprattutto negli ultimi livelli, e quindi aiuta a raffrontarsi con realtà complicate da affrontare;
  • è possibile giocare anche da soli e sfidare il gioco con problemi di difficoltà via via crescente;
  • e per ultimo smitizziamo un po’ i mostri che sono simpatici e ci fanno divertire.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare un eloquente 7-99 age. Il gioco si presta bene a essere giocato sempre, soprattutto nei quesiti un po’ più difficili, anche in età un po’ più adulte. Un gioco che cresce con i piccoli giocatori e che divertirà (e farà pensare) a qualsiasi età.  
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Innanzitutto perché questo… tra i quattro è il gioco cui mamma (almeno la mamma di Lorenzo) si è appassionata alle sfide e le risolve brillantemente. Il gioco poi, soprattutto nei quesiti più difficili e/o con i bimbi un po’ più piccoli, richiede quasi naturalmente la presenza di un adulto con cui giocare insieme, per confortarlo e aiutarlo e, quindi, papà e mamma non avranno scuse per non stare con il proprio piccolo, impegnati a risolvere la sfida proposta dal gioco… anche se lo stesso può considerarsi una valida alternativa al piazzo mio figlio davanti alla TV così riesco a sbrigare quelle due o tre faccende che si accumulano quasi sempre.    

Si ringrazia Red Glove per la copia di review concessa. 
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