[nonsolograndi] Castello degli Specchi

scritto da
Simarillon (Davide)
“Uhhh sono un fantasma“, urlano i tre bambini allegramente e si spaventano reciprocamente. Orgogliosamente si ammirano negli specchi impolverati e pieni di ragnatele. Ad un tratto si sente un buhhhhhhhhhh. Stupiti i bambini si girano uno verso l’altro. Sono quattro fantasmi con delle lenzuola bianche sulla testa. Quattro? Grrrrr! In segreto fra i quattro bambini si è confuso un fantasma vero. Agitati si mettono a correre ma chi di loro è il vero fantasma?”

Questo il contesto in cui si svolge il gioco della Drei Magier Spiele dal nome Castello degli Specchi, ideato da Thomas Daun e Violetta Leitner, illustrato da Rolf Vogt; come sempre bravi i tedeschi a contestualizzare il gioco. Il titolo è in Italia grazie a Borella / Orgo Mago che lo importa e distribuisce nel nostro paese. Si può giocare da due a quattro giocatori, a partire dai sei anni, in partite con una durata di una trentina di minuti circa.

I MATERIALI
Tanto, tantissimo materiale in questo gioco Drei Magier, ancora una volta rigorosamente ‘made in Germany’! Andiamo ad elencarli:
  • un piano di gioco con disco girevole;
    materiali in gioco
  • quattro fantasmi in plastica di buone dimensioni;
  • quattro candele in plastica nei colori nero, rosso, blu, giallo;
  • un dado a sei facce con i valori 1-2-3 e tre fantasmi;
  • quattro piastrine di ricerca;
  • sedici dischetti candela in cartone nei colori delle candele in plastica;
  • quattro oggetti in cartone (camino, poltrona, armadio, armatura del cavaliere);
  • una base in plastica di buone dimensioni con specchi mobili che si alzano e abbassano.
Le illustrazioni del gioco sono davvero molto belle e perfettamente funzionali al gioco; fantasmi e candele altrettanto belli (se non di più): nel complesso quindi, come al solito, tedeschi promossi… e, se parliamo solo di materiali, a livello di assoluta eccellenza, con il gioco che apparecchiato fa davvero una bella impressione ed è uno spettacolo da vedere!

IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE

allo specchio

Prima della partita si inseriscono gli oggetti nel disco girevole, si assegna casualmente una candela ad ogni fantasma, si posizionano i dischetti candela in maniera casuale sul piano di gioco e per ultimo si assegna a ciascun giocatore una piastrina di ricerca.

Vince chi, raccolti i quattro dischetti candela del proprio tipo, riesca a scoprire chi è il vero fantasma.

Al proprio turno ogni giocatore lancia il dado e si sposta, con un fantasma a propria scelta nella direzione desiderata. Arrivato, il giocatore guarda il dischetto candela e se ha il proprio simbolo sullo sfondo lo raccoglie. Se sul dado appare il fantasma si devono eseguire:

  • il test dello specchio: si posiziona il fantasma al centro del disco girevole e si ruota lentamente in direzione della freccia, sino a quando si arriva in uno specchio. Se il fantasma si riconosce nello specchio è uno dei bambini travestiti; se, invece, gli specchi cadono è stato individuato il vero fantasma;
  • la mossa jolly: il fantasma mosso in precedenza si muove su una qualsiasi delle caselle del percorso.
Si può anche rinunciare al test dello specchio ed effettuare la sola mossa jolly. 
Una volta raccolto l’ultimo dischetto candela si deve indicare il vero fantasma del castello con il test dello specchio e nel caso il fantasma sia quello corretto il giocatore vince la partita.

Variazioni sul tema
Il regolamento suggerisce anche una versione per esperti, che non aggiunge niente all’esperienza di gioco. Personalmente lasciamo le schede con i simboli delle candele coperti, per dare quel tipo minimo di interessa in più al gioco, esasperando la componente di memoria.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI 

Drei Magier Spiele è sempre stata specializzata nei giochi per i più piccoli, quindi la cura al dettaglio e ai materiali è ai massimi livelli, ogni piccolo particolare del gioco è davvero bello, dai fantasmi alla struttura degli specchi, ma alla bellezza dei materiali fa da contraltare un gioco che ha una giocabilità forse un po’ limitata, rendendolo sicuramente molto più bello da vedere (anche perché è proprio bello da vedere) piuttosto che non da giocare. La scatola fa parte integrante del gioco e qui davvero è un valore aggiunto al gioco ed è assolutamente necessaria e funzionale allo stesso tempo, con il meccanismo degli specchi che salgono e scendono davvero interessante.

ma quanti bei fantasmi

Il gioco mischia sapientemente un’ambientazione intrigante, come quella dei fantasmi, con una meccanica molto semplice di tira e muovi e con l’elemento di rottura del test dello specchio: il tutto dà una buona impressione globale ai piccoli giocatori.

Non mi piace per nulla, invece, la possibilità di eseguire (potenzialmente) il test dello specchio ad ogni turno, rende il gioco davvero troppo veloce, dal momento che con un minimo (ma proprio minimo) utilizzo della memoria dopo pochi turni sarà possibile già sapere chi è il fantasma, inoltre il meccanismo può avvantaggiare non il giocatore di turno, ma il compagno di gioco… si poteva pensare a qualcosa di diverso, ma non saprei esattamente cosa :D.
Una nota negativa anche sul regolamento, di difficile lettura e non sempre tradotto al meglio: lascia qualche spazio all’interpretazione, che per un gioco per i più piccoli non è il massimo.

Il regolamento indica il gioco come 6+ e mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa età, il gioco, infatti ha difficoltà pressoché nulle ad essere spiegato ed appreso.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO

candeline

Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Castello degli Specchi:

  • il gioco permette un minimo di scelte in modo da provare a non avvantaggiare troppo gli avversari e soprattutto di ottimizzare il proprio movimento decidendo se e quale fantasmi muovere e se effettuate o meno il test dello specchio;
  • qualche volta i giochi sono più belli da vedere piuttosto che da giocare (chi ha pensato a qualche, molti, kickstarter?);
  • ma allora i fantasmi esistono davvero, soprattutto nei Castelli incantati 😀

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Ancora una volta un gioco Drei Magier Spiele ed ancora una volta un gioco che non credo abbia nella longevità il suo punto forte e che difficilmente potrà superare gli anni delle scuole elementari, questa mi sembra una scelta comune della casa editrice tedesca (almeno per i giochi con cui ho avuto a che fare io), dal momento che in alcuni giochi per nongrandi la Drei Magier spinge al massimo sulla componentistica e modula le difficoltà di gioco su un target di età assolutamente ben definito. Anche se qui il valore aggiunto è che comunque il gioco è davvero bello da vedere per la componentistica e con un meccanismo assolutamente originale che lo fanno essere unico nel suo genere, diciamo che può diventare un bel ricordo d’infanzia… per chi è vecchio come me, diciamo un Brivido moderno :D.

tessere

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 

Partite veloci in un gioco che in tre (e magari anche in quattro) è sicuramente più divertente che non in due. Poi dai… mamma devi aiutare papà a smitizzare questa paura dei fantasmi… oppure no, i fantasmi esistono veramente!

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