[nonsolograndi] Mango Tango

scritto da
Simarillon (Davide)
Red Glove torna protagonista con la sua linea logica che ha arricchito il catalogo: la casa del guanto rosso, infatti, è diventate distributore italiano di alcuni dei prodotti HUCH! & friends. Oggi in particolare si parla di Mango Tango, solitario a cui si può iniziare a giocare a partire dai cinque anni e con partite di durata determinata da quanta logica sarete in grado di mettere e da quanto difficili saranno i giochi: si parte, comunque, dai dieci minuti suggeriti sulla scatola per avere un’idea di massima. Il gioco è, chiaramente, indipendente dalla lingua, ma grazie a Red Glove troviamo anche il manuale in italiano. Illustrato da Oliver Freudenreich, nasce da un’idea di Inon Kohn… vediamo se l’autore ha saputo cogliere nel segno.

I MATERIALI
La scatola, in un bel formato resistente e con un’apertura particolare, contiene:

materiali in gioco
  • il libretto delle sfide, in cartonato spesso, contenente sessante sfide da superare con quattro diversi livelli di difficoltà;
  • la bilancia dei tucani in plastica e con cinque alloggiamenti numerati da uno a cinque per ogni lato;
  • dieci tucani;
  • quattro manghi.
Un plauso ulteriore alla scatola che contiene la bilancia in una ulteriore piccola scatola in diagonale. Materiali belli (anche se c’è la plastica e non il legno) che sono ampliamente promossi. Buona poi l’idea di fornire degli adesivi di riserva sia per la bilancia sia per i manghi, in modo che un consumo eccessivo non pregiudichi la bellezza dei materiali del gioco.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
ma che bella scatola

Siamo nel classico caso in cui il gioco è più semplice da giocare che da spiegare. Obiettivo del gioco:

i tucani vogliono sedersi sulla bilancia a mangiare i loro manghi. Ma la bilancia non è stabile e quindi a seconda della sfida scelta si dovranno mettere i tucani in modo che la bilancia sia perfettamente in equilibrio.
Si sceglie una sfida e si posizionano i tucani come illustrato nello schema della sfida scelta. Ora, seguendo le indicazioni, si muoveranno i tucani in modo da ri-equilibrare la bilancia, togliendoli o aggiungendoli in modo da portare la bilancia in equilibrio, in alcune sfide i tucani possono anche sedersi uno sull’altro. In alcune sfide si devono piazzare anche i manghi, un mango blocca sempre il posto dove è stato posizionato, ovvero non si possono mettere tucani sopra i manghi. 

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Per iniziare non si può che dire bene degli ottimi materiali del gioco, che, essendo destinato in modo particolare ad un pubblico di piccoli giocatori, ha proprio in questa caratteristica un aspetto peculiare ed importante.
Altro aspetto di fondamentale importanze è che si impara un tema ostico (almeno in apparenza) come la matematica giocando e divertendosi. La sfida con sé stessi poi dà valore al gioco e fa sentire i piccoli giocatori davvero bravi quando sono in grado di superare la sfida proposta. Rispetto a Pytagora (di cui avevo parlato qui e che è il suo competitore naturale) Mango Tango è gioco e poi strumento educativo, mentre Pytagora è strumento educativo e poi gioco, due approcci differenti per un tema importante e tanto bistrattato come quello della matematica, ma entrambi meritevoli.
Sicuramente positivo il fatto che ci siano quattro livelli di difficoltà differenti e progressivamente crescenti, così da poter approcciare il gioco a step e il gioco abbia la possibilità di crescere con il crescere dei bambini e aiuti a sviluppare sin da piccoli l’attitudine alla logica e al ragionamento. Allo stesso tempo buona l’idea della soluzione sul retro del quesito, anche se spesso fa… venir voglia di dare una sbirciatina per aiutare a risolvere i quesiti più complicati, o almeno quelli con cui ci si trova in difficoltà, ma se si resiste alla tentazione alla fine si sarà anche più soddisfatti.
Una piccola critica per il fatto che le prime sfide risultano essere davvero troppo semplici,

soluzioni!!!

sicuramente per gli adulti ma anche per i piccoli un po’ più smaliziati; allo stesso tempo, però, questo si rivela un ottimo modo per far entrare i piccoli giocatori nelle dinamiche del gioco, così che possano capire veramente… come si gioca. 

Più pesante, senza dubbio, la disponibilità delle sfide, probabilmente sessanta sfide sono un po’ poche, ma se avete tempo e pazienza potrete creare sfide personalizzate per i nongrandi di casa, che li faranno divertire come quelle presenti nel librettino contenuto nella scatola del gioco. 
Un ultimo aspetto positivo sulla scalabilità del gioco: sicuramente interessante la possibilità di porre il piccolo di casa di fronte ad un gioco in cui si può cimentare da solo, ma allo stesso tempo si può vivere ogni sfida come un quesito di gruppo da affrontare tutti quanti i giocatori insieme.
Il produttore suggerisce per questo gioco come età un 5+: mi trovo assolutamente d’accordo con questa fascia di età dal momento che è proprio verso i cinque anni che i piccoli iniziano a contare qualsiasi cosa… almeno nella mia esperienza personale è così, con Lorenzo che conta una volta i libri della libreria, una volta le luci del lampadario, una volta i DVD della Disney che ha e così via… non so se questo sia un primo sintomo di avere un piccolo matematico per casa :D. 
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e come la matematica sia il più importante strumento di conoscenza fra quelli lasciatici in eredità dall’agire umano, essendo la fonte di tutte le cose, come scrisse Cartesio.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bimbi – ed adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a Mango Tango:
  • la prima cosa che si impara è, senza alcun dubbio, il concetto di uguaglianza e al contempo le
    tutti in riga

    operazioni di somma e sottrazione per eseguire queste uguaglianze;

  • il gioco poi può essere usato anche come un abaco nelle operazioni di somma e sottrazione;
  • Mango Tango, in generale, dimostra come il mondo della matematica sia molto più divertente di quanto di solito ci si possa immaginare e che con i numeri è anche possibile giocare e divertirsi;
  • la forma e la funzione del gioco invogliano all’attività ludica stimolando i sensi e educando all’autocorrezione e al controllo dell’errore;
  • aggiungo da ultimo il commento di mia suocera, maestra di matematica oramai in pensione: “che bello strumento per insegnare la proprietà commutativa”, intuito guardando il gioco e capendone le possibilità senza istruzioni. 

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare un eloquente 5-99 age. Il gioco si presta bene ad essere giocato sempre, soprattutto nei quesiti un po’ più difficili, per togliere la ruggine matematica tipica dell’età adulta nella maggior parte delle persone. Forse è un gioco che si consuma in fretta ma che comunque saprà regalare divertimento a qualsiasi età lo si inizi a giocare. 

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
tucano solitario

Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Appassionati di matematica, che siate papà o mamma, avete trovato il gioco giusto per far avvicinare vostro figlio alla vostra stessa passione. Il gioco poi, soprattutto nei quesiti più difficili e/o con i bimbi un po’ più piccoli, richiede quasi naturalmente la presenza di un adulto a giocare insieme al nongrande di casa, per confortarlo e aiutarlo e, quindi, papà e mamma non avranno scuse per non stare con il proprio piccolo impegnati a risolvere la sfida proposta dal gioco!
Si ringrazia Red Glove per la copia di review concessa.
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