[Riscopriamoli] Indonesia

scritto da Agzaroth
Più di dieci anni sono passati dalla comparsa
sul mercato di questa pietra miliare. Uno dei giochi più apprezzati
della Splotter Spellen e ancora uno dei più giocati nel mio gruppo.
Indonesia riassume tutti i difetti di componentistica che
affliggevano il duo olandese pre-The Great Zimbabwe ma ne consacra
anche definitivamente le doti di designers.
Si tratta di un pick-up&deliver a
tema economico, in cui si avviano compagnie produttive e navali in
Indonesia, con la possibilità di fonderle in compagnie più grosse,
anche rilevando le ditte concorrenti dagli altri giocatori.

MATERIALI

Qui Indonesia tocca il punto più
basso, peggio a mio parere anche di Antiquity. Tre sono i problemi
principali:
– Mappa. Molto bella come disegno, ma
disfunzionale. Uno dei confini (Bali – Java Timur) ha avuto bisogno
di un chiarimento immediato, presente nel regolamento. Gli altri
risultano molto sottili, spesso sfumati e incerti, se non ci si fa
l’occhio rapidamente. Il font scelto per i nomi delle regioni è
bello e tematico, ma altrettanto illeggibile. Inoltre risulta spesso
sottodimensionata, sia per il piazzamento dei segnalini piantagione,
che per i soldi in fase di spedizione.
– Merci alle città. Per rappresentare
le merci portate alle città indonesiane, si utilizzano gli stessi
identici segnalini delle piantagioni da cui partono, generando
confusione e poca immediatezza visiva.
– Navi. Qui è il delirio.
Probabilmente per ridurre i costi di produzione, non sono incluse
navi di colore diverso per le sette compagnie spedizioniere. Ce ne
sono solo tre (giallo, rosso, blu), ciascuna in due forme differenti.
Quando due compagnie si fondono, può essere che la stessa abbia così
navi di diverso colore, oppure forma, oppure entrambi gli aspetti,
generando parecchia confusione.
Come ovviare? Ovviamente dovete
metterci del vostro. Per la mappa, su BGG (link)
un utente ne ha realizzata una versione più chiara e bella. Per le
merci, io ho preso 25 cubi da 0,8 mm nel colore di ogni merce
(giallo, verde, arancione, viola, grigio) in modo da usare questi
quando si trasporta qualcosa a una città (link).
Infine per le navi, tolte le vecchie, ho integrato con navi di 7
colori, una ventina per colore (link).
La spesa non è ovviamente bassa, considerato il già alto prezzo del
gioco stesso.
AMBIENTAZIONE

Siete armatori e imprenditori
indonesiani che investono nello sviluppo della regione. È possibile
sia fondare piantagioni che compagnie navali per spedire i prodotti
delle piantagioni stesse.
Il gioco poteva in realtà essere
ambientato ovunque, ma l’arcipelago Indonesiano, con le sue
molteplici isole e mari adiacenti, ben si presta alle meccaniche
sviluppate.
REGOLAMENTO
Per lo più chiaro, anche se al solito
con pochissime figure ed esempi, che in più di una occasione
avrebbero fatto comodo, specie per la parte riguardante il trasporto
delle merci all’interno della stessa piantagione e i confini di una
città.
IL GIOCO

Il tabellone rappresenta l’arcipelago
indonesiano, diviso in regioni (a loro volta segmentate in spazi) e
mari. Nel corso di 3 ere compariranno nuove compagnie commerciali e
navali in regioni prefissate.
Affianca la mappa una tabella in cui è
possibile avanzare di uno scalino per round, scegliendo di aumentare
uno dei seguenti valori: il moltiplicatore per il denaro puntato
nell’asta per l’ordine di turno; il numero massimo di compagnie
acquisibili; il numero di compagnie che possiamo fondere assieme; la
rapidità con cui si espandono le nostre piantagioni quando vendono
tutto il loro prodotto; la quantità di merci trasportate dalle
nostre navi.
Ogni round di gioco procede in questo
modo:
1) Si controlla che l’era in
corso sia finita. Con la conclusione della terza, si contano i soldi
dei giocatori e il più ricco vince.
2) Asta per l’ordine di turno.
Il denaro investito individualmente non va perso del tutto, perché
finisce nella propria banca: non potrà più essere toccato per il
resto della partita ma conterà per la vittoria. È molto importante
giocare prima degli altri, perché si scelgono per primi le nuove
compagnie e soprattutto si spediscono le merci saturando la richiesta
delle città.
3) Ogni giocatore può proporre
fusioni tra le compagnie esistenti, in base al suo valore sulla scala
delle Fusioni. C’è un’asta a cui può partecipare chiunque abbia uno
slot libero per la nuova compagnia.
4) Si acquisiscono gratuitamente
le nuove compagnie presenti sulla mappa sotto forma di tessere.
L’acquirente avvia subito la nuova compagnia con un segnalino merce
appropriato (piantagione) o una nave (trasporto).
5) Ricerca & Sviluppo: ogni
giocatore avanza di un passo sulla traccia che preferisce.
6) In ordine di turno, ciascuno
attiva una sua compagnia e la fa operare. Le piantagioni producono
profitto consegnando le merci alle città, le compagnie navali
incamerano una parte di questo profitto a seconda della distanza alla
quale hanno dovuto trasportare la merce stessa. Ad esempio se le
spezie (valore 25) vengono consegnate a una città distante 2 (quindi
usando 2 navi), il proprietario della piantagione prende 15 dato che
ciascuna nave utilizzata viene pagata 5.
7) Le città che hanno ricevuto
il massimo di merci, conformemente alla propria capienza, aumenta di
livello diventando quantitativamente più ricettiva.
SCALABILITÀ

A molti piace giocare in 4 e ritengo effettivamente questo il numero ideale. Io lo gioco volentieri anche in 5, perché la
partita è più veloce e probabilmente anche un po’ più spietata. Tuttavia c’è meno spazio per le fusioni, che sono il cuore pulsante di Indonesia e che in 5 sono più sacrificate. Detto questo, in 4-5 il gioco funziona bene, mentre lo sconsiglierei
in 2-3 perché, oltre a spingersi su tempi biblici, la parte di aste
e fusioni perde un po’ di verve.
In linea generale, se avete problemi di
tempo, tenete presente la particolarità per la quale il gioco dura
meno con più giocatori e viceversa, assestandosi sulle
3 ore in cinque, 3 ore e mezzo – 4 in quattro giocatori.
RIGIOCABILITÀ

Molto alta. Ciò nonostante la mappa
fissa e il setup fisso delle compagnie. Indonesia prende la forma che
i giocatori gli danno, ha molte possibilità, molte strade da
percorrere, alta interazione.
ORIGINALITÀ

L’asta che accumula soldi per il finale
è un piccole elemento di spicco e di rivisitazione di una meccanica
classica. La cosa più evidente sono però le fusioni con cui è
possibile rubare fonti di reddito agli altri e aumentare il proprio
impero economico. Il timing di tali operazioni è molto importante,
perché i soldi spesi nell’investimento sono spesso molti (e vanno ai
precedenti proprietari) e occorre avere il tempo di rifarli e
superarli. Al contempo è pericoloso rimanere senza contate, perché
si rischia di venire a nostra volta scalati da qualcun altro, per cui
occhio sempre ai valori di Fusione degli avversari. Inoltre avere una
grossa compagnia che non vende e non si espande perché è scavalcata
dalle concorrenti nell’ordine di turno, vanifica qualsiasi fusione.
INTERAZIONE

Indonesia è un gioco ad alta
interazione. Parliamo di interazione indiretta che si esplicita
principalmente nella fase di spedizioni, quando è vitale riempire
gli slot delle città con le giuste merci prima che lo facciano gli
avversari. Significa più soldi, più sviluppo, più potenzialità:
in una parola, significa un nuovo passo verso la vittoria. Ma anche
la tensione che si genera sui tracciati Ricerca&Sviluppo non è
da sottovalutare, perché è lì che si intuiscono le strategie del
tavolo.
Ma c’è anche interazione diretta,
nella fase di asta per le fusioni, quando una delle nostre compagnie
più redditizie viene scelta par tale spregiudicata operazione di
mercato e dovremo scegliere se offrire o lasciarla andare, se
rilanciare sperando che cedano o che comprino, pagando salato.
PROFONDITÀ

Come tutti i giochi della Splotter
Spellen, siamo ad altissimi livelli. E come sempre, un errore
all’inizio si ripercuote su tutta la partita. È possibile impostare una strategia generale fin dalle prime mosse ma, data la fluidità
del sistema – grazie soprattutto alle fusioni – occorrerà anche
molta flessibilità.
Una delle opzioni di gioco che più
cambia faccia alla partita è quella di tenere i soldi individuali
coperti o scoperti. Gli autori dicono di giocare personalmente a
soldi coperti, mentre la versione online prevede il contante
visibile.
Cosa cambia? L’approccio strategico.
Specificando che Indonesia non prevede una componente mnemonica nelle
sue meccaniche, per cui dovreste avere solo un’idea approssimativa di
quanto hanno gli avversari, senza contare, il gioco a soldi coperti è
più incerto, più “pokeristico”, più d’azzardo e d’intuito. Coi
soldi palesi, le informazioni sono sempre tutte sul tavolo e la cosa
si fa più calcolosa, anche più strategica, dato che si può sempre
sapere con certezza fin dove spingersi in un’asta e anche realizzare
meglio chi sia in vantaggio e ed eventualmente ostacolarlo. Le aste
conservano comunque un margine di incertezza, non sapendo fino a che
punto l’avversario vorrà rilanciare o passare.
Il gioco funziona bene in entrambi i
modi e dipende quindi dai gusti del vostro gruppo applicare l’una o
l’altra opzione.
Il cuore strategico di Indonesia sono le fusioni. Occorre sempre tenere presente chi ha più soldi, chi beneficia di una fusione e chi potrebbe perderci. Chi è in testa non ha di solito interessa farne, per non alterare lo status quo (a meno che non abbia davvero tanti soldi più degli altri, ma allora la partita è già chiusa). Sono molto utili invece a chi insegue, perché fondendo società tra di loro, questi giocatori possono: creare società più competitive; liberarsi slot per nuove compagnie; concentrare contante per stavolta soffiare le società al giocatore in testa. Indonesia è un gioco in cui il leader non viene mai ostacolato dal gioco, non ci sono meccanismi di compensazione per chi è in fondo: tocca ai giocatori indietro ostacolare il primo. 
Saper giocare bene le fusioni (il come, il quando e il perché) significa saper giocare bene a Indonesia. Il resto è – quasi – automatico. 
ELEGANZA E FLUIDITÀ

Le meccaniche, di per sé, sono molto
semplici, subito memorizzabili e con poche eccezioni. Il flusso della
partita va invece incontro a un progressivo rallentamento. Se i primi
round di gioco sono estremamente rapidi, gli ultimi possono portare
via anche mezzora l’uno, tra calcoli, spedizioni e quant’altro. La
pessima ergonomia del tabellone non contribuisce a facilitare le
cose, costringendo a ulteriori rallentamenti.
PREGI / DIFETTI

Come abbiamo evidenziato nel paragrafo
“materiali”, i difetti sono soprattutto a carico dell’ergonomia.
Al di là di questo, le avvertenze che
possiamo dare per chi si approccia per la prima volta a Indonesia
sono le tipiche di un gioco della Splotter Spellen: è un gioco
mediamente lungo, sulle tre ore minino, se siete 5 e già scafati; è
difficile, non tanto come regole, ma per la profondità proposta; è
calcoloso, più di Alta Tensione, tanto per fare uin esempio noto; è
punitivo, per cui un singolo errore, se grave, può costarvi la
partita. A proposito di quest’ultimo punto, ribadisco che un errore
grave può escludervi dalla vittoria fin dai primi round di gioco,
facendovi giocare tutta la partita già consci di non poter vincere
(a meno che gli avversari non sbaglino clamorosamente pure loro):
questo può non piacere a molti. Non ci sono meccanismi di compensazione per il leader in fuga, per cui devono pensarci gli altri giocatori a bloccarlo in tutti i modi (piantagioni tappate da città o altre piantagioni, relegarlo ultimo nei round chiave, fare fusioni mirate ad escluderlo). 
Altra cosa che è stata a volte
criticata è il fatto che il guadagno dell’ultimo round di gioco
viene raddoppiato. È sicuramente una soluzione poco elegante,
tuttavia necessaria per stemperare un po’ quella sensazione di esito
già scritto che potrebbe subentrare da metà partita in poi. Chi è
ancora in corsa per la vittoria, saprà infatti che anche all’ultimo
turno sono possibili buoni recuperi, se si giocano bene le proprie
carte.
Per il resto, Indonesia è un gioco
esemplare di economia e pick-up&deliver. Originale nella sua
struttura, con una buona differenziazione strategica e un ottima
componente tattica. Un gioiello nel panorama dei gestionali per
bilanciamento e profondità.
CONCLUSIONE

Saldamente nella mia Top-10, Indonesia
è uno di quei giochi che consiglierei ad occhi chiusi a chi ama i
gestionali economici. A distanza di 10 anni non ha perso il suo fascino, ma soprattutto è in grado di lanciare
sfide sempre nuove anche dopo l’ennesima partita. Se riuscite a
passare sopra alla castrante ergonomia – e al prezzo – non
fatevelo scappare.
Tutte le immagini sono tratte da BGG
(postate da Cornelius Rosenkrantz, Simulacrum, Henk Rolleman, Bruno Valerio, Anttoni Huhtala) e appartengono ai rispettivi proprietari. Sono state
postate pensando possano essere una gradita forma di promozione e
saranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.
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