scritto da TeOoh!
Questa storia inizia con Essen 2013: io e Ricky ci aggiravamo per gli stand del padiglione meno gettonato alla ricerca di qualcosa di sfizioso, quando i suoi occhi caddero su questo titolo. All’aspetto sembrava un gioco del SuperNES: stesso tipo di scatola, grafica spixelata in copertina, stesso font… e a quanto sembrava dalla descrizione, eri il cattivo e non il tipico eroe “mo’ ti gonfio e salvo la principessa”. Preso e giocato.
Fast forward fino al 2016. Boss Monster, gioco per 2-4 giocatori di Johnny O’Neal e Chris O’Neal, edito in Italia grazie alla Fever Games, arriva nuovamente nelle mie mani in edizione italiana, giusto in tempo per l’uscita della prima espansione in questa Play 2016!
La minutissima è: durante ciascun turno, i giocatori aggiungeranno (o potenzieranno) stanze al proprio dungeon. Poi gli eroi arrivati al villaggio attraverseranno il dungeon che promette la maggioranza dei tesori che ricercano. Ogni stanza attraversata dall’Eroe attiverà un’abilità e gli infliggerà un certo numero di danni. Se l’Eroe raggiunge il Boss a fine dungeon, esso gli assegnerà ferite (con 5, il Boss muore), mentre se soccombe prima, si aggiungerà ai punti anima del Boss. Il primo boss ad arrivare a 10 punti anima, è il vincitore.
Il gioco è molto immediato da spiegare, nel momento in cui si fa immergere il giocatore nell’ambientazione stessa. Il resto è creare micro combo e gestire un sistema light di maggioranze per attrarre gli eroi e… farli perire nella vostra malvagia costruzione.
L’idea di ribaltare il concetto classico di avventura facendo vestire i panni del cattivo e la grafica ad 8 bit lo fanno sicuramente un prodotto che stuzzica la voglia di provarlo. Poi vabbè, se siete amanti dei videogame retrò, trovete anche alcuni easter egg e riferimenti ai titoli più in voga nel passato.
C’è interazione al tavolo, oltre che nel sistema di maggioranze, anche tramite gli incantesimi che i giocatori potranno lanciare per migliorare la propria condizione o… peggiorare quella altrui. In alcuni casi gli sgambetti possono decisamente cambiare le sorti della partita. Le alleanze possono essere create e ribaltate in un attimo. Ma, in fondo, siamo i cattivi in questo gioco. Vale tutto.
Devo trovarci qualcosa? Ha un regolamento semplice e un impatto sul tavolo che invoglia ad avvicinarsi anche ai giocatori alle prime armi, ma nasconde la possibilità di andare in paralisi da analisi. La scelta a inizio turno riguarda 1 sola stanza da piazzare, ma scegliere QUALE e DOVE piazzarla, in funzione anche di come potrebbero modificare il proprio dungeon anche gli avversari, può sicuramente essere valutato esplorando le molteplici possibilità. In quel caso la partita si allunga e, pur significando che il gioco ben si può adattare anche ai gamer, risulta però fuori dal suo intento principale.
È un titolo che in una serata chiede 2 partite di seguito, giocate calandosi nell’atmosfera e facendo “vivere” i vari personaggi tramite il flavour text, che non 1 sola partita in stile “german duro&puro”.
Un peso medio/leggero da 1 oretta che vorrò sicuramente vedere come si evolve con l’aggiunta di questa nuova espansione.
Vi lascio ad un Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e all’approfondimento di un po’ tutto nel video qua sotto! Ciao!
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