Simarillon (Davide)
Nuovo esordio oggi a nonsolograndi e si tratta di un esordio
un po’ particolare. Arriva, infatti, uno dei giganti del gioco: si parla di
Lego e della sua linea Lego Games.
Oggi scrivo di Lo Hobbit, Un viaggio inaspettato gioco
Lego Games (3920) che si può giocare
a partire dai sette anni, da due a quattro giocatori in partite di
una ventina di minuti. BGG ci aiuta
con i nomi di illustratore (Max Valembois) e game-designer (Cephas Howard),
sperando che siano quelli corretti. Il gioco è del 2012 e non è più a Catalogo,
ma se volete sapere se vale la pena averne una copia (a voi valutare come
procurarvela, impresa non poi così difficile) nella propria collezione
continuate a leggere.
I MATERIALI
Lego, presenti in numero di trecentonovantaquattro, in svariate forme
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| materiali in gioco |
dalle più
classiche ad alcune particolari, ci sono poi quattro mini-figures che
rappresentano Gandalf il Grigio e i nani Kili, Fili e Dwalin. Credo che non ci
sia persona in Italia che non conosca Lego, quindi sui mattoncini Lego non dico
niente se non che ogni volta mi stupisco per le soluzioni che Lego riesce ad
indicare e per come queste rendano sempre bene l’idea di cosa si vuole
rappresentare e, similmente, guardo sempre con molta curiosità ai differenti
usi che si fanno dei pezzi un po’ particolari.
con le facce con i numeri 1,2,3 e su una la presenza di una mappa. Nel
complesso direi che i materiali (relativamente all’aspetto funzionalità al
gioco in scatola) sono promossi. Il dadone è sicuramente un aspetto visivo
interessante oltreché divertente da tirare!
a giocare scegliendo uno dei quattro personaggi disponibili. Si tira poi il
dado e si muove del numero esatto apparso sul dado (ci si può muovere o di casa
in casa o con una piccola variante considerando tutti i pezzi del mattoncino
Lego, andando, naturalmente, un po’ più lenti). Arrivati alla casa di destinazione
se ne scopre la tessera e possono succedere le seguenti cose:
- è rappresentato un Nano, si tiene la tessera e
la si aggiunge alla propria riserva;
villaggio in movimento - è rappresentato un Hobbit, si cerca tra le tessere disponibili un altro Hobbit, se lo si trova e quindi si hanno due Hobbit
si solleva e si guarda di nascosto una delle tessere superiori di una caverna a
propria scelta; - è rappresentata una runa, si cerca tra le
tessere disponibili un’altra runa, se la si trova e quindi si hanno due rune
si solleva una tessera in una qualsiasi caverna Hobbit e se si trova una
tessera nano la si aggiunge alla propria riserva; - è rappresentato del cibo, si cerca tra le
tessere disponibili un’altra tesser cibo, se la si trova si scegli un giocatore
con almeno una tessera nano e questo dovrà riporla nel piano di gioco.
si potrà muovere liberamente nel villaggio Hobbit. Quando tutti i dieci nani
sono stati trovati il gioco termina e vincitore sarà il possessore del maggior
numero di tessere nano.
nel libretto delle istruzioni come Bilbo
Baggins. Lo Scassinatore, in cui si sostituisce una tessera Hobbit con quella
di Bilbo. In caso si faccia l’accoppiata Bilbo e altro Hobbit si può rubare una
tessera nano ad un altro giocatore. C’è poi la variante L’ultimo sarà Thorin Scudodiquercia in cui si sostituisce una
tessera nano con Thorin e questo dovrà essere l’ultimo nano trovato, in caso lo
si trovi prima lo si deve comunque mettere in gioco. O ancora Avidità Nanesca in cui si può
rischiare, sino a quando si vuole, di trovare altre tessere nano: se si trovano
si potranno tenere tutte, in caso contrario si perderanno tutte quelle in
precedenza trovate.
costruzione Lego, quindi possiamo considerarlo come due differenti giochi in
una sola scatola; c’è, infatti, la fase classica di costruzione, con le
relative istruzioni e la fase di gioco in scatola e cui Lego si è aperta con
questa serie di prodotti. Non esprimo, ovviamente, pareri sulla fase di
costruzione (comunque sempre divertente anche per i più grandi) mentre le mie
considerazioni saranno limitate al gioco in scatola.
Lo Hobbit, Un Viaggio Inaspettato
è un buon mix tra memory e set collection, sebbene la parte di
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| sulla strada con Gandalf il Grigio |
memoria non sia così esasperata e similmente la parte di collezione oggetto sia
limitata ad un solo oggetto (nello specifico i nani). Molto bella l’idea di
rendere la mappa di gioco dinamica e non statica con la possibilità, se lo si
desidera, di ruotare parte delle case del piccolo villaggio Hobbit.
soprattutto (o forse solo) agli amanti del mondo di Tolkien e in particolare
dei due capolavori Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli; chi butta un occhio al
mio nickname, potrà capire che parlo con cognizione di causa. Il gioco
restituisce poco o nulla delle atmosfere tolkeniane, ma il fatto di avere un
Gandalf il Grigio che si muove per Hobbiville costruita con i mattoncini Lego è
comunque impagabile. Personalmente penso si potesse sfruttare meglio una delle
licenze con cui è davvero facile creare qualsiasi cosa data la ricchezza di
personaggi, ambientazioni ed eventi. Sicuramente positivo il fatto che il gioco
possa essere riposto nella scatola completamente montato così che quando si
vuole si può prendere e giocare saltando (se desiderato) la fase di montaggio.
Da ultimo chiaramente positiva la
ricchezza delle varianti che vengono prospettate già dal regolamento di gioco,
alcune, come quella della tessera Thorin sono quasi indispensabili per rendere
il gioco più interessante. Questo permette di avere partite brevi ma anche
molto brevi o un po’ più lunghe.
La scatola indica un 7+ come età
per iniziare a giocare: posso dirmi d’accordo con questo target, soprattutto in
considerazione del fatto che il gioco prima si deve montare e non è proprio tra
le scatole Lego più semplici che mi sia trovato a montare (e avendo un figlio
naturalmente ne ho montate recentemente anche un bel po’). Poi una volta che il
gioco è pronto basta saper contare e si può tranquillamente giocare, diciamo
che in questo caso potrebbe diventare un 6+.
paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare,
e che “Se volete trovare qualcosa, non
c’è niente di meglio che cercare”, come scrive J.R.R. Tolkien ne Lo Hobbit.
Ecco quindi in elenco le cose che
Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al
gioco Lo Hobbit, un Viaggio Inaspettato
… o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
- non conosci Gandalf il Grigio, Lorenzo non
conosci Gandalf il Grigio!!! Non sai chi sono gli
eroi in partenza Hobbit? Davvero non sai chi
sono gli Hobbit, non è possibile! Ecco: benvenuto anche al piccolo Lorenzo nel
mondo di Tolkien; - il gioco può crescere con il crescere dei
giocatori, ci sono, infatti, regole, che vengono suggerite per variare le
meccaniche di gioco, ma, soprattutto, si consiglia di crearsi le proprie regole
(e il mio piccolo Game Designer vedremo cosa mi proporrà); - la gestione e ottimizzazione del movimento, si
deve valutare come è meglio muoversi sulla mappa per ottenere i vantaggi
dell’esplorazione delle case Hobbit e per le informazioni già in proprio
possesso.
infinita a cui certo non si giocherà ogni giorno della settimana. Il gioco di
memoria, infatti, lo fa essere sempre facilmente accessibile e il tema
‘tolkeniano’ lo fa preferire, probabilmente, a giochi con meccaniche simili. Un
gioco che troverà un posto nella ludoteca di tutti gli appassionati del
maestro Tolkien e che saprà regalare dei bei momenti di divertimento.
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| tessere |
Tutti i giochi è bello giocarli
con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
«Papà costruiamo il gioco della
Lego?», be’ il motivo per giocare con papà e sin troppo facile: quale papà,
infatti, nell’infanzia (ma anche dopo) non ha maneggiato dei pezzi della Lego?
Lo stesso si può dire anche per molte mamme, che quindi ritorneranno un po’
bambine con in mano i mattoncini Lego. Il gioco, poi, stimola la fantasia dei
giocatori, che sono invitati a creare nuove regole, così ognuno inserirà quanto
più gli piace … e le mamme di fantasia – lo sappiamo tutti – ne hanno e con questo
gioco lo potranno dimostrare.
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