[nonsolograndi] MasterChef Junior

scritto da

Simarillon (Davide)
Sfido chiunque a dire di non essersi abbuffato nel periodo delle vacanze natalizie da poco trascorse. Noi, per non farci mancare niente, ci siamo abbuffati anche di giochi e, soprattutto, ci siamo abbuffati giocando con MasterChef Junior, un gioco Clementoni (e quindi pensato dall’amico Francesco Berardi game-designer interno della Clementoni stessa) costruito sulla licenza della fortunata trasmissione televisiva (che personalmente non conosco né nella versione adulti né in quella junior).
Il gioco si può giocare da due a sei giocatori, a partire dai sette anni in partite di massimo una trentina di minuti. Chi saprà preparare la migliore ricetta? Se volete provare a cimentarvi con prove culinarie di vario genere continuate a leggere.

I MATERIALI

Il gioco si compone di:
  • cinquanta carte ingrediente (e non li elenco perché sarebbe troppo lungo scriverli tutti);

  • Materiali in Gioco

    cinquanta tessere ingrediente cartonate (stessi ingredienti di sopra);

  • trentasei gettoni voto in sei colori differenti;
  • sei simpatiche pedine a tema cucina;
  • due plance voto;
  • sei dischi di grandi dimensioni con le prove da sostenere durante il gioco;
  • un cappello da chef.
Buono il materiale a corredo del gioco, con una menzione particolare per la scatola, come spesso succede con le scatole Clementoni, dal momento che contiene alloggiamenti per separare i vari componenti del gioco; ulteriore menzione d’onore per il cappello da cuoco, inutile ai fini del gioco, ma molto d’impatto, tanto che i piccoli giocatori, almeno per la mia esperienza, se lo contendono vivacemente durante il gioco.
Una piccola critica invece alla scelte dei colori dei gettoni voto. Si è optato, infatti, per tonalità pastello, ma ci sono almeno un paio di colori che non sono immediatamente distinguibili, soprattutto in ambienti non troppo illuminati: forse si poteva accentuare maggiormente la differenza tra i vari colori, anche se i colori scelti sono quelli presenti nella guida di MasterChef.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
In questa scatola Clementoni ci sono in realtà due giochi, che vengono indicati rispettivamente come gioco per bambini e gioco per famiglie.
Il gioco per bambini si compone di diversi minigiochi (o prove) che cerco di elencare velocemente:
  • Pressure Test: si dispongono le cinquanta tessere con gli ingredienti visibili, si forma un mazzo di dieci carte e si girano progressivamente tutte le carte. I giocatori devono essere i più veloci ad afferrare la tessera con la stessa immagine che viene così guadagnata.

    Tutto a posto
  • Memo Test: le quaranta tessere rimaste vengono capovolte in modo che mostrino il cappello, si forma un mazzo di dieci carte e se ne scoprono cinque e si iniziano a girare le tessere. Se la tessera non corrisponde a nessuna carta il giocatore la ricopre e passa il turno; se la tessera corrisponde a uno degli ingredienti delle carte il giocatore guadagna la tessera e scopre una nuova carta.
  • Pressure test (2): le trenta tessere rimaste vengono nuovamente capovolte con gli ingredienti visibili e vengono distribuite cinque carte ad ogni giocatore; tutti scoprono le carte contemporaneamente e il primo che prende i suoi cinque ingredienti grida MasterChef e ha diritto a scegliere tre tessere a piacere. 
  • Memo test (2): si prendono tutte le carte e lo chef ne pesca otto. Dopodiché nomina in sequenza gli otto ingredienti senza mostrarli; gli altri giocatori, a turno, devono dire uno dei nomi degli ingredienti fra le carte dello chef. In caso positivo lo chef dà la carta al giocatore che ha indovinato l’ingrediente, altrimenti il giocatore ha finito la propria manche di gioco; si va avanti sino a quando tutti hanno sbagliato o tutti gli ingredienti sono stati indovinati. Dopo che tutti i giocatori hanno fatto lo chef una volta, la prova termina e vince chi ha il maggior numero di carte. Il vincitore ha diritto a scegliere tre tessere a piacere.
  • Detective Test: si scoprono dieci carte a caso in modo che tutti possano provare a memorizzarle. Dopo qualche secondo lo chef mescola le carte e ne distribuisce una ad ogni giocatore. A turno i giocatori fanno una domanda a scelta al giocatore alla propria sinistra per provare ad indovinare l’ingrediente che ha in mano. Si possono fare domande a cui si risponde solo con ‘sì’ o con ‘no’. Se il giocatore vuole può provare ad indovinare l’ingrediente. Se indovina conquista la carta e l’avversario ne pesca una nuova; se sbaglia, invece, perde una tessera in suo possesso. Alla fine della prova si possono scegliere due tessere per ogni ingrediente indovinato.
A questo punto il gioco termina e chi ha più tessere viene dichiarato vincitore, in caso di pari merito  ci sarà più di un vincitore.
Nel gioco per famiglie ogni giocatore prende una pedina e la pone davanti a sé e prende i gettoni voto di un certo colore. Si dispongono al centro del tavolo le plance Piatto più Buono e Piatto più Originale e si formano alcune pile con le tessere ingrediente. Ora si può finalmente iniziare a giocare.
Il gioco si divide in tre fasi:
  • quale ricetta preferisci

    Preparazione dei piatti: vengono distribuite ad ogni giocatore otto carte ingrediente e i giocatori devono preparare una ricetta con almeno tre ingredienti; quando tutti hanno finito ognuno descrive il proprio piatto.

  • Votazione: ogni giocatore vota in segreto il piatto più buono e quello più originale, ponendo sulle due plance il gettone voto con la pedina che vuole far vincere; si può votare anche per sé stessi. 
  • Assegnazione dei punti: si scoprono i gettoni e si assegnano i punti. Chi ha la maggioranza dei gettoni sulle due plance ha diritto ad una tessera ingrediente, chi ha votato per il giocatore il cui piatto è stato dichiarato vincitore ha diritto ad una tessera ingrediente.
Dopo un numero di manche che è consigliato di tre il gioco finisce e vince il giocatore con più tessere, in caso di pari merito ci sarà più di un vincitore.
Variazioni sul tema
Noi abbiamo aggiunto una piccola variazione al gioco per bambini, intrecciandola con il regolamento del gioco per famiglie. Alla fine della cinque manche ci sarà, comunque, da preparare una ricetta con le tessere che sono state guadagnate durante il gioco ed, eventualmente, votarla. Se non si hanno almeno quattro ingredienti si pescano le tessere eventualmente ancora presenti per arrivare al numero minimo di ingredienti necessari a provare a preparare una ricetta.
Similmente si può fare una super-manche finale nel gioco per famiglie, con gli ingredienti vinti nelle precedenti manche.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
È difficile fare delle considerazioni univoche visto che i giochi, nel complesso, sono molto differenti. Sicuramente ottima idea, condivisa, dei dischi che riassumono le prove. Si ha rapido accesso ad un bignami del regolamento in ogni momento, ma con un impatto visivo importante e simpatico. Naturalmente positivo il fatto di avere due giochi (ed uno dei due anche con ulteriori mini-giochi) in una sola scatola.
Un gioco su licenza richiede (o meglio richiederebbe) una riflessione su come è stata sfruttata la

ingredienti alla rinfusa

licenza. Purtroppo, come ho già scritto, non conosco il programma MasterChef in nessuna delle sue versioni, nemmeno nella versione Junior ovviamente, quindi su questo punto non posso dire praticamente nulla.

Pregio del gioco (versione bambini) è avere manche con abilità anche molto differenti, ma tutte (o quasi) alla base di quelle che sono le principali abilità dei bambini, ovvero la memoria e la velocità. Interessante anche la fase di deduzione che si discosta un po’ rispetto alle meccaniche consolidate dei giochi per nongrandi.
Piccolo difetto è nello squilibrio di tessere punteggio che i diversi test forniscono, anche in ragione di tempi di gioco molto differenti tra un test e l’altro. Così l’iniziale Pressure Test (soprattutto in due) fornisce molti punti per un gioco di pochi secondi, mentre il (molto) più complicato Memo Test 2, anche per lunghezza, fornisce al vincitore (e solo a lui oltretutto) solo tre tessere punteggio.

Una cosa che non mi piace, e che accomuna i due giochi, è quella di non avere un vincitore unico in caso di pari merito: ci sono diversi modi di tie-break (ad esempio premiare chi ha vinto il maggior numero di giochi) ma ad ognuno la sua scelta, compresa quella del pareggio.
Noi a casa abbiamo giocato molto di più la versione per famiglie (e un po’ di meno quella per bambini), anche perché introduce un qualcosa di un po’ diverso rispetto ai tanti giochi che Lorenzo si trova ad avere nell’armadio. Le mie successive riflessioni, quindi, riguardano tutte la versione per famiglie.
Prova numero 3

I due aspetti che mi piacciono di più sono sicuramente il sistema di punteggio (che in un qualche modo può ricordare Co-Mix): è importante vincere con la propria ricetta, ma è soprattutto importante riconoscere cosa penseranno i miei compagni di gioco delle diverse ricette. Questo permette anche a chi ha poca fantasia, o a chi è proprio sfortunato con la pesca degli ingredienti, o a chi proprio non sa cucinare, di poter comunque lottare per la vittoria. Sempre interessante la possibilità di modulare la lunghezza della partita: il regolamento suggerisce di fare tre manche ma nulla vieta di farne due o cinque, anzi noi raramente (soprattutto con gli adulti) ci siamo fermati a tre ricette, ma siamo quasi sempre arrivati a cinque.

Ora le critiche del recensore sempre più esigente (con l’esperienza) per i giochi dei nostri bambini. Sicuramente manca un gettone premio per chi riesce a vincere la votazione di una delle due ricette usando tutti gli otto ingredienti a propria disposizione (e noi l’abbiamo aggiunto). Altra piccola critica per il vincolo di poter esprimere un solo voto verso un singolo cuoco  (ma forse qui Francesco l’ha pensato per evitare che tutti votassero sé stessi); non di rado mi è capitato di aver pensato che la stessa ricetta fosse sia la più buona sia la più originale e magari per qualche sfumatura voto diversamente dagli altri concorrenti perdendo così preziose tessere ingrediente, e quindi punti. Da ultimo il gioco non è proprio scalabile: dal momento che più si è e più ci si diverte, personalmente penso che il numero minimo di giocatori per avere partite davvero divertenti sia quattro; noi ci abbiamo giocato anche in tre, naturalmente, ma il gioco rende davvero di meno. Ultimo peccatuccio veniale è che il gioco, se usato molto, rischia di far cadere le persone sempre negli stessi accoppiamenti e in ricette simili se le persone che ci giocano hanno scarsa fantasia.
Da ultimo una piccola citazione di due aspetti davvero particolari del gioco: è molto divertente

segnali di cucina

(e scatena anche una serie di buffi commenti) sentire i giocatori proporre l’accoppiamento di ingredienti improbabili (una braciola di maiale con scaglie di cioccolato e pezzi di fragola ad esempio) così come è bello (ed educativo) sentire tutte le brave cuoche proporre termini culinari strafighi come un arrosto adagiato su una dadolata di pomodori e melanzane, o un riso con una riduzione di cipolle latte e rosmarino (ma sarà poi buono?).

Il regolamento indica il gioco come 7+ e mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa età, soprattutto considerando la versione per famiglie; la versione per bambini può sicuramente essere giocata prima, dai sei anni senza dubbi e dai cinque anni magari osando qualcosa.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, e che il più bel successo in cucina è riuscire a riempire lo stomaco con l’immaginazione, come scrive José Manuel Fajardo.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo, o le altre persone che ci hanno giocato, hanno imparato (o potrebbero imparare) giocando al gioco MasterChef Junior:
  • la prima cosa è, naturalmente, come con le stesse tessere si possa giocare a due giochi molto

    differenti, ma entrambi interessanti;

  • il fast-catching aiuta a raffrontarsi nel gioco direttamente (e in maniera anche piuttosto aspra) con i propri compagni di gioco;

    Numero Uno
  • nel gioco sono richieste molte abilità differenti quindi si può essere un po’ più bravi in qualcosa e un po’ meno bravi in qualcos’altro (ho un colpo d’occhio super, ma non so proprio fare le domande corrette, ad esempio);
  • la gestione delle domande nel detective test da parte dei piccoli è molto singolare, ho notato, infatti, come tendano a fissarsi su un paio di domande e fare sempre quelle per la risoluzione di tutti i diversi ingredienti, giocando, quindi, ho aiutato Lorenzo a riflettere sulla diversità delle cose e sull’associazione logica migliore ingrediente / domanda;
  • da ultimo abbiamo imparato a conoscere gli ingredienti della cucina e a cosa servono (per preparare le torte ad esempio posso usare burro e uova) e come è meglio abbinarli insieme. 

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Riprendo quanto avevo scritto, poco tempo fa, per The Avengers, sempre della Clementoni: questo è un ottimo gioco da giocare in famiglia, che sicuramente non verrà giocato da un gruppo di Nerd Ludici Adolescenti, ma, diversamente, lo si potrà tirare facilmente fuori nelle partite che coinvolgono genitori e figli, come non sarà problematico giocarci tra un gruppo di bimbi pre-adolescenti. Il fatto di avere due giochi così diversi, ma entrambi divertenti da giocare anche se con esperienze di gioco completamente differenti, ne fa aumentare ulteriormente la longevità, dal momento che può essere proposto a fasce di età anche molto, ma molto differenti, ad esempio questo è stato uno dei giochi (insieme a Fantascatti e Saboteur) proposti agli amici adulti non giocatori dopo il Cenone di Capodanno e ha riscosso un buon successo. Come sempre l’impressione deriva dal mio vissuto personale e dalle esperienze con il piccolo cinquenne (oramai seienne) di casa.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA

bignami

Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Nella versione per famiglie in particolare mamma avrà davvero una marcia in più: quale mamma, infatti, non si è trovata nella situazione di dover aprire il frigorifero e di dover improvvisare una ricetta con gli ingredienti trovati? Farlo per gioco, sarà sicuramente più divertente che farlo nella realtà e l’allenamento vissuto non potrà che aiutare. Le mamme più fantasiose, poi, potranno effettuare voli pindarici con ricette da super-chef e con accoppiamenti difficilmente proponibili nella realtà. Mamma, insomma, questa volta non avrà davvero nessun motivo per non giocare, anzi … sarà la prima a voler prendere in mano la scatola di MasterChef Junior.

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