[nonsolopiccoli] [Party Game] Smiley Games

scritto da

Simarillon (Davide)

Ancora CreativaMente e … no questa volta nessun pezzo ad incastro di cui tanto vi ho parlato, questa volta si gioca con le carte rotonde di Smiley Games simpatico (in tutti i sensi) gioco che coinvolgerà da due a dieci persone, a partire dai cinque anni, in partite dalla durata variabile, ma, comunque, sempre contenuta in massimo una decina di minuti. Se vi interessa scoprire come giocare con le espressioni e se vi siete stufati di Dobble, ma vi piacciono le carte rotonde e la scatola di latta che le contengono … continuata a leggere.
I MATERIALI
Scatola di metallo, comoda da trasportare che contiene:
  • trentasei carte base, ciascuna con uno smiley ed un colore (arancio, blu, giallo, rosso, verde, viola);
  • sei carte speciali colore con presenti tutti gli smiley;
  • sei carte speciali smiley con sfondo nero ed espressione gialla;
  • due dadi a sei facce, uno con presenti tutti gli smiley e l’altro con tutti i colori;
Materiali adeguati al gioco, con il piccolo merito della scatola in metallo, resistente e facilmente trasportabile, nel complesso quindi tutto ok!
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Evidentemente le carte rotonde permettono una molteplicità di giochi, anche con Smiley Games, infatti, vengono proposte diverse modalità di gioco; cercherò quindi di fare una veloce carrellata su ognuno dei giochi. 
Si parte con TROVAMI, il gioco forse più intuitivo fra il set di giochi proposti. Le trentasei carte base

materiali in gioco

vengono disposte a faccia scoperta sul tavolo. Si lanciano i dadi ed il giocatore che per primo mette il dito sulla carta ne diventa il possessore, mettendola coperta davanti a sé. Se la carta non è visibile sul tavolo perché già presa ci si può prenotare per dire chi ha la carta, in caso si abbia ragione la carta viene rubata, in caso di errore, invece, si perde una delle proprie carte e la si rimette scoperta sul tavolo; ci si deve prenotare, eventualmente, anche per confermare la propria carta. Vince il primo che raggiunge un numero prefissato di carte (ad esempio nove carte in tre giocatori, come suggerito dal regolamento).

Il secondo gioco è MIA. Le trentasei carte vengono poste coperte al centro del tavolo, mentre le carte speciali vengono distribuite in egual misura ai giocatori e disposte scoperte davanti ad ogni giocatore. Si tirano i due dadi e si lasciano al fianco delle carte coperte. Si scopre la carta al centro del tavolo e i concorrenti che hanno la corrispondenza o di colore o di espressione devono essere i più veloci ad aggiudicarsi la carta. Ed ecco il twist del gioco, se la carta corrisponde ai due dadi tutti possono concorrere per aggiudicarsela e chi la conquista prende anche una carta da tutti gli altri giocatori. La partita termina quando non ci sono più carte da girare e vince chi ha il maggior numero di carte. 
È il turno di URLA, ogni giocatore sceglie ‘un nome di battaglia’, il mazziere gira davanti a tutti i giocatori una carta scoperta, quando si viene a creare una corrispondenza tra le carte create si deve dire il nome di chi ha la corrispondenza (eventualmente anche i due nomi se la corrispondenza e sia per espressione sia per colore), chi lo dice per primo (o più forte da qui il nome Urla) vince le carte degli avversari; qualora la carta corrisponda ai due dadi si deve dire il proprio nome, chi lo urlerà per primo (o più forte) potrà prendere una carta a tutti gli altri giocatori. Alla fine del gioco vince chi ha accumulato il maggior numero di carte.
Ora QUESTO E QUELLO, gioco in cui tutte le quarantotto carte entrano in gioco ed otto vengono

Yellow Smiley

distribuite tra i partecipanti. Il giocatore di turno può giocare se ha una carta con lo stesso colore o lo stesso smiley di una presente sul tavolo; le carte speciali Smiley e Colore valgono come Jolly. E ora il twist … se si gioca una carta che si attacca a due carte sul tavolo si può continuare il proprio turno. Sul tavolo si deve formare uno schema che non abbia mai più di sei righe o sei colonne, con una sola colonna per ogni tipologia di colore e una sola riga per ogni tipologia di Smiley. All’inizio del turno si possono scambiare i jolly per rigiocarli, qualora il jolly non sia giocabile può essere scartato. La partita termina con il giocatore che gioca la sua ultima carta che vince. 

E per ultimo ULTIMO, gioco in cui si mischiano le trentasei carte e le sei carte speciali colore e se ne distribuiscono cinque ad ogni giocatore. Si gira una carta al centro del tavolo, che inizierà il mazzo degli scarti e si posiziona le rimanenti coperte (a cui si aggiungono le carte speciali Smiley) come mazzo da pesca. I giocatori possono giocare se c’è corrispondenza di Smiley o di Colore, altrimenti si dovrà pescare dal mazzo di pesca. Quando il giocatore ha una sola carta dovrà dichiarare ultimo a voce alta. Le carte Jolly con gli Smiley attivano le seguenti varianti:  il giocatore successivo salta il turno;  può sempre essere giocata su qualsiasi carta, :O si cambia il giro; :q il giocatore successivo deve pescare due carte (a meno di non rispondere alla giocata con uno smiley arrabbiato) … qualcuno per caso ha pensato UNO?

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Appena ho visto il gioco ho avuto una sensazione di deja-vu, Smiley Games, infatti, strizza l’occhio a Dobble, per le carte rotonde e per la scatolina in metallo, ma lo fa in maniera saggia, non essendo un semplice rifacimento di un gradissimo gioco (io ne avevo parlato qui in passato) ma creando nuove e interessanti meccaniche di gioco. 
Le Carte Rotonde, sono sempre più di attualità, Dobble ha sdoganato un formato che è sicuramente intrigante e simpatico, ma che può essere difficile da preservare (a quando le bustine rotonde?); cosa tanto più importante in un gioco come questo (e a dire il vero come tutti i giochi con carte rotonde che ho provato) dove il rimescolamento delle carte è operazione che avviene con una certa frequenza e le carte tenderanno quindi piuttosto ad usurarsi. 
tutti insieme
Bella l’idea di giocare con gli Smiley, che, ad oggi, sono diventati parte integrante del parlato-scritto della quotidianità, è difficile ormai trovare thread, mail o messaggi al cellulare che non abbiamo uno di questi espressivi simboli 😉 entrati nella nostra vita di tutti i giorni.

Brava CreativaMente e il suo staff ludico ad aggiungere un twist a giochi che altrimenti sarebbero potuti risultare ‘già troppo visti’, ad esempio interessante il twist del poter prendere le carte coperte degli altri giocatori in Trovami. Simpatica anche l’idea di un torneo di Smiley come proposto dal regolamento, ovvero l’assegnazione di punteggio in base al piazzamento in ogni gioco e una vittoria finale a chi ha ottenuto il punteggio più alto giocando una partita a tutti e cinque i giochi. 
Non mi piace molto la modalità di tie-break individuata per dirimere le parità, infatti a fine partita si lanciano i due dadi e il vincitore è chi ha la carta corrispondente ai due dadi, ovvero chi ha più fortuna, mi ricorda un po’ il lancio della monetina al termine dei supplementari nelle partite di calcio degli anni sessanta! Trovo anche un po’ più debole rispetto agli altri giochi Ultimo, dal momento che re-implementa meccaniche note, con un mazzo piccolissimo e senza nessun twist particolare. 
Il fatto di presentare cinque giochi differenti permette di andare incontro alla preferenze di diverse tipologie di piccoli giocatori, così che ognuno potrà scegliere il gioco che preferisce. Se poi si ha molta creatività (anche se CreativaMente ha già coperto un buono spettro di possibili tipologie di gioco) il regolamento suggerisce di inventare dei giochi! Il mio piccolo Lorenzo, senza conoscere le regole, ha inventato un gioco molto simile a Trovami, ad esempio.


Nel regolamento si suggerisce di introdurre la variante di mimare lo Smiley della carta giocata/conquistata. Sicuramente si rallenta la partita, ma la si rende in un qualche modo anche più simpatica e divertente e visto che lo scopo è soprattutto divertirsi personalmente è una variazione che consiglio. 
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO 
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “il gioco crea un ordine, è ordine. Realizza nel mondo imperfetto e nella vita confusa una perfezione temporanea, limitata. L’ordine imposto dal gioco è assoluto. La minima deviazione da esso rovina il gioco, gli toglie il suo carattere e lo svalorizza” come scrive Johan Huizinga.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al gioco Smiley Games:
  • tutti i giochi richiedono attenzione costante sulla partita e colpo d’occhio;
  • ci sono (o meglio ci possono essere) modi di giocare differenti, con obiettivi differenti, con le stesse carte, che stimolano anche capacità differenti, dalla memoria ai riflessi alla percezione visiva;
  • comunicare la propria espressività (se si gioca con la variante del regolamento che si deve mimare lo Smiley), questo potrebbe essere un modo per superare anche un po’ di timidezza.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare il classico 5-99 e direi che come indicato già sulla scatola Smiley Games è un gioco che si può giocare, divertendosi, a qualsiasi età, senza aver paura di aver comperato solo un gioco per bimbi, ma che saprà divertire i giocatori già a partire dai cinque anni. Gioco quindi che può entrare senza problemi e senza sfigurare, considerando la tipologia di gioco che è, sia nella collezione di papà sia in quella dei figli. Un gioco per la famiglia a tutto tondo!
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
multicolor

Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 

Le carte rotonde sono sempre interessanti da vedere, gli Smiley poi sono nell’immaginario di chiunque quindi sarà facilissimo avvicinare chiunque, anche mamma, a Smiley Games, sperando che gli vengano tanti sorrisi e poche arrabbiature. 
Si ringrazia CreativaMente per la copia di review concessa.
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