[Party Game] 5 secondi

scritto da Fabio (Pinco11)


Alcuni giorni fa capitano a casa degli amici, con la loro bimba coetanea del mio (circa otto anni) e mi portano in dono un gioco da tavolo. Sapendo che ne ho a bizzeffe, vanno però ‘sul sicuro’ prendendo un party game di quelli da centri commerciali, ovvero 5 Secondi (ideato da Michael Sistrunk ed edito in Italia da Grandi Giochi – Megableu), titolo per 3-6 giocatori dagli 8 anni in su.
La meccanica è quella di stimolare a rispondere, nei 5 secondi ai quali fa menzione il nome del gioco, ad un quesito, che invita a nominare tre cose appartenenti ad una certa categoria indicata sulla carta quesito pescata.

Apriamo la scatola

Non appena aperta la scatola troviamo al suo interno, prima di tutto, il componente principe del gioco, ovvero la simpatica clessidra a palline oversize.

Si tratta di un lungo cilindrone di plastica che contiene al suo interno un’elica, sulla quale scorrono alcune palline di metallo: girandola per prima cosa si sente una sorta di ‘zoop’ prodotto dal fischio ad aria che è collocato su di un lato della clessidra e poi parte la caduta delle palle, che impegnano 5-6 secondi (circa) a cadere, fungendo il tutto da timer per le risposte.

È inutile dire che l’oggetto costituisce il componente identificativo del gioco, ovvero è la cosa che maggiormente e per prima attira l’attenzione, cosa confermata dal fatto che i bimbi, dopo aver aperto la scatola, si sono baloccati la clessidra a lungo, in attesa di dedicarsi poi al gioco vero e proprio.

Abbiamo poi il classico tabellone, che altro non è che un percorso a caselle che si usa come contapunti (a sua volta oversize) spostandoci sopra i birillini in plastica dei giocatori e, per chiudere, il motore del gioco, ovvero la classica manata di centinaia di carte definizione, ciascuna delle quali, come accennato, reca una domanda del tipo: dimmi tre parole che fanno rima con ‘molto’, ‘dimmi tre giochi da piscina’ ‘dimmi tre alimenti per la prima colazione’ e così via. Si aggiungono, infine, alcune carte speciali, ossia ‘passo’ e ‘cambio’, le quali consentono di passare la domanda al giocatore seguente o cambiarla (se ne consegnano due per tipo ad inizio partita a ciascuno).

Le regole sono semplici e stanno in una paginetta
L’idea è quella che ad ogni turno il giocatore a cui sta rivolge al successivo la domanda che legge su di una delle carte che estrae, concedendo all’interrogato 5 secondi (vedi clessidra) per rispondere. Se questi riesce, prende un punto (avanzando di una casella sul percorso), mentre se sbaglia la domanda è girata al giocatore successivo, il quale tenterà di rispondere alla medesima domanda, senza però poter rinominare parole già indicate dal precedente.

Se nessuno riesce ad indicare le tre cose richieste, il punto va al primo giocatore al quale la domanda era stata rivolta e che non aveva saputo rispondere.

Vince il giocatore che per primo raggiunge il traguardo (aggiungo che sbagliare quando ci si trova sulla casella pericolo fa saltare un turno).
Impressioni

Questo 5 secondi è un classico trivia light, adatto un poco a tutti, il quale propone una via di mezzo tra i giochi di domande nozionistici ed il nomi, cose, città  dei tempi della scuola. Le domande contenute nelle carte sono infatti estremamente varie e propongono sfide di diverso livello, considerando che si possono trovare richieste come ‘dimmi il nome di 3 presentatori televisivi’ o ‘di 3 città tedesche’, a fianco ad altre che richiedono ‘3 fiumi’, ‘3 personaggi di Guerre Stellari’ o ‘3 oggetti di metallo’.

Il comune denominatore è comunque rappresentato dai pochi secondi a disposizione, che hanno spesso l’effetto di mandare nel panico il giocatore di turno, bloccandolo quell’istante di troppo che impedisce spesso di dare risposte astrattamente facilissime.

Messo sul tavolo il gioco è girato in modo sorprendente, coinvolgendo il nostro pubblico misto genitori – bambini ed è piaciuto al punto da richiedere un paio di bis, quindi un ottimo segno.
Sempre nella colonna degli aspetti positivi indico, come avevo premesso, i componenti, con una scatola coloratosa e, soprattutto, il fischione – clessidra 😉

Per i più pignoli le voci ‘a sfavore’ possono consistere prima di tutto nel fatto che la meccanica di gioco è molto basica (ma qui credo che la cosa sia voluta, perché il target è ultrafamiliare), visto che in genere il secondo o terzo giocatore è quasi sempre in grado di rispondere se quelli prima di lui sbagliano, avendo avuto tutto il tempo per pensare con comodo. 

A seguire annoto che un confezionamento più accurato del prodotto avrebbe proposto domande magari divise, magari con codici colore o numeri, per fasce di età: nel corso della partita personalmente non ho giocato, assumendo il ruolo di lettore ed addetto al fischione ed ho selezionato io stesso le domande, cercando di rivolgere ai più piccoli quelle adatte a loro, ma se si va a pesca casuale, è facile che sino ai 10 anni molti quesiti risultino semplicemente al di là della conoscenza dei bambini. 

L’effetto coinvolgimento è, infine, immediato e l’interazione è garantita dal fatto che la mancata risposta di uno attiva il giocatore seguente, per cui i tempi morti sono bassi.

Nel contempo, considerando che la modalità di gioco può essere alla lunga ripetitiva, può essere il classico titolo da tirare fuori ‘dosandolo’, anche perché chi ci ha giocato un pochetto finisce poi per memorizzare le risposte più facili alle domande già sentite.

Conclusioni


5 secondi è un classico party game che stimola la velocità di riflessione: pur proponendo domande ai partecipanti, non lo considero un trivia, perché le stesse sono in genere molto semplici e la sfida è più che altro quella di saper rispondere nei 5 secondi concessi, piuttosto che di ‘sapere o no’ la risposta. 
Il target del gioco è ampio, risultando fruibile anche dai più piccoli (almeno 7-8 anni, però), a patto che chi legge selezioni per loro domande adatte. Ha i suoi pro ed i suoi contro, ma nella fascia di appartenenza (party game ultrafamiliari) può essere considerato valido.
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