[nonsolograndi] – Occhio! Cosa è cambiato?

scritto da Fabio (Pinco11)


A volte ti trovi di fronte a dei giochi che la prima volta che li prendi in mano, magari per via di un componente o della grafica, non ti colpiscono, ma che poi, una volta messi sul tavolo, ti regalano momenti di vero divertimento, ancor di più perché lo fanno ‘a sorpresa’.
È stato questo il caso, per me, di Occhio! Cosa è cambiato? (edizione italiana di Schau mal? Was ist anders), ideato da Haim Shafir (noto autore israeliano, ideatore, tra gli altri, di Halli Galli) ed edito da Giochi Uniti (edizione originale di Amigo), simpatico e davvero interessante gioco per bambini – ma non solo – (la scatola recita addirittura un 4+, con tempo medio a partita di 10 minuti, per 2-6 giocatori) che premia la capacità di osservazione ed il colpo d’occhio.

Occhio …

I materiali di gioco sono presto detti, perché abbiamo unicamente 32 carte di formato 8,7 x 5,6, ciascuna delle quali ritrae su di un lato un soggetto e su quello opposto lo stesso soggetto, ma con una piccola differenza.

Per esempio possiamo avere una mela, da una parte con una fogliolina e dall’altra senza, oppure un uccellino in un lato poggiato su di un filo e nell’altro in volo e così via.

Altrettanto semplici ed immediate sono le regole (del resto è un gioco adatto anche per l’età prescolare), ossia si mettono per prima cosa sul tavolo 5 carte e se ne distribuiscono alcune altre ad ogni giocatore (da 4 a 6 a seconda dei partecipanti).
In ogni turno uno dei giocatori invita gli altri a chiudere gli occhi e gira solo una delle carte sul tavolo, dando poi il via per riaprire gli occhi. A quel punto si aprirà la gara tra i giocatori che hanno chiuso gli occhi per essere il più veloce ad identificare quale carta è stata girata: egli potrà sostituire la carta in questione con una delle sue.
Vince chi per primo si libera di tutte le proprie carte.

… una sfida inattesa …


Come accennavo in premessa la prima volta che ho preso in mano la scatolina del gioco non ne sono rimasto impressionato, complice la grafica colorata, ma da bambini, il 4+ sulla scatola ed il fatto che ci fossero dentro solo 32 carte, perché tutto questo mi ha fatto pensare al classico giochino educativo che dura giusto giusto dai 4 ai 5 anni di età o meno.
Invece no.
Ammetto che il mio istinto stavolta mi ha ingannato.
Trovate la differenza rispetto alla foto precedente 🙂

Ho aperto con scetticismo la scatola e lo ho provato al volo con mio figlio, nella versione a 2, nella quale è sufficiente, senza limite di tempo, indovinare quale carta è stata girata dall’avversario mentre avevi gli occhi chiusi.

Alla prima partita vera (dopo un paio di ‘percorsi netti di entrambi’), così, lui vince subito secco, perché le indovina tutte, senza sbagliare od avere mai esitazioni, mentre io ne sbaglio giusto una. Riproviamo subito, tenendo ciascuno tutte le carte residue – 13 a testa, per avere una partita più tesa – ed ancora vince, stavolta con un errore, mentre io ne faccio un paio.
Mi rendo conto che è premiata davvero la capacità di cogliere i dettagli al volo e che i bambini, che si concentrano in questo tipo di giochi più degli adulti, sono davvero avvantaggiati e la sfida con i genitori è quindi reale.
Opero di conseguenza un paio di house rules, molto semplici, e che vi suggerisco (tra poco ve le spiego …) e lo ripropongo nei giorni seguenti a gruppetti di amici che vengono in visita da noi con i bambini, così come in gruppo con mia moglie e mio figlio e riscontro come il gioco sia un vero successone ed in genere i bimbi primeggino senza troppe difficoltà e, soprattutto, senza bisogno di dar loro dei vantaggi.

… guardate con attenzione … e quando siete pronti cercate la prossima foto 🙂

La prima modifica che ho apportato è stata quella, semplice, di aumentare il numero di carte sul tavolo, portandole a 8 ed a 10. Ho notato infatti che 5 possono essere poche per bambini già di 7/8 anni, per cui ho incrementato il numero di carte presenti, cosa che richiede un incremento di attenzione e che consente senza difficoltà di elevare il target di età.

La seconda modifica è stata quella di proporre a turno la sfida ad un solo giocatore, eliminando la parte del ‘più veloce’: in questo modo si diminuisce leggermente il caos intorno al tavolo e si premia chi ha maggiore capacità nel colpo d’occhi, mentre nella versione ‘in tempo reale’ ho notato che un po’ tutti indicavano comunque una carta, non essendo previste penalità in caso di errore. 
Ultima modifica è stata quella di far prendere in mano a chi indicava una carta sbagliata la carta in questione.
Le regole aggiuntive in questione ve le suggerisco quali possibili varianti, non perché il gioco base non funzioni (anzi, è un’idea semplice ed ottima), ma perché potrebbero aiutarvi ad allungarne la longevità e renderlo una sfida più divertente ed adeguata anche per bambini più grandi.

… e ora ditemi cosa è cambiato … 🙂

Nel complesso, lo avrete capito, il gioco è stato un ottimo successo e per ora, in luce di una decina di partite, ho verificato che chi ci ha giocato di più è chiaramente avvantaggiato, perché si memorizzano anche i ‘retro’ delle carte, mentre chi ci gioca per la prima volta non ha l’idea esatta di quali siano le due opzioni e deve essere un pelo più attento, ma non è che si vinca solo grazie a quello, per cui la rigiocabilità c’è, ad onta del limitato numero di carte (per quanto alla lunghissima sì la componente mnemonica incide sul colpo d’occhio). 

Sarei per altro curioso di veder riproposto il gioco in futuro in una versione magari illustrata con un gusto più ‘da grandicelli’ e con un maggior numero di carte e sono mezzo convinto che potrebbe ottenere un buon successo anche presentato (magari inserendoci un paio di meccaniche collaterali aggiuntive) ad un target diverso.

Conclusioni


Pur presentandosi quasi dimesso nella sua scatolina, questo Occhio! Cosa è cambiato?  è davvero un giochino carino, simpatico ed intelligente, che una volta messo sul tavolo si è rivelato una piacevolissima sorpresa.
Suscettibile di essere facilmente assoggettato a piccole varianti per renderlo adatto anche a bambini più grandi, sollecita la capacità di cogliere a colpo d’occhio i particolari delle cose e quindi si presenta come una sfida che potrebbe stupirvi per quanto risulterà equilibrata tra voi ed i vostri figli.
Vi segnalo pure che, zitto zitto, questo giochino è entrato anche nella lista dei consigliati nel gioco dell’anno tedesco 2015 (kinder Spiel des Jahres), categoria per bambini.
Dategli un’occhiata, perchè merita, anche considerando che ha un costo intorno ai 10 euro 🙂
Ringraziamo l’editore per la copia di review concessaci.
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