Simarillon (Davide)
Poco tempo fa avevo parlato della
linea editoriale pensata per i più piccoli di RedGlove e del fatto che sarebbe
stata una delle protagoniste di nonsolograndi. Eccoci qui,.ndi
alla seconda puntata, dopo NasconDino,
si parla de L’isola del Tesoro gioco
illustrato da Guido Favaro, l’illustratore di tutta la nuova linea editoriale della
casa del guanto rosso e a cura di tutta la squadra Red Glove, Marco Valtriani,
lead designer della casa, in testa. Il gioco si può giocare da due a sei giocatori, a partire dai cinque anni in partite dai dieci minuti in su.
Odiate il gioco dell’oca? Continuate a leggere,
questo gioco di percorso potrebbe piacervi! Amate il gioco dell’oca? Continuate
a leggere, questo gioco di percorso potrebbe piacervi! Insomma pirati dei Sette
Mari preparatevi alla caccia della famosa Isola del Tesoro, dove si narra che
il temibile Pirata Barbarossa abbia nascosto una vera fortuna! Preparatevi ad
affrontare le insidie del mare con coraggio, determinazione e un pizzico di
fortuna!
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| materiali in gioco |
La scatola contiene, essenzialamente, delle tessere di forma cartonato molto spesso che si possono suddividere in:
- Tessere Percorso / Mare, sono trentasei e sono di forma quadrata e con un punto interrogativo sul dorso della carta e una simpatica illustrazione sul fronte della carta stessa. Le tessere sono di dieci tipi differenti, una con effetto nullo, quattro con effetto positivo e cinque con effetti negativo;
- Tessere Mostro, sono quattro tessere rettangolari con disegnato un mostro e l’indicazione di un numero, anche questo in cartonato molto spesso come quelle appena descritte;
- Tessera Partenza e Tessera Isola del Tesoro, anche esse di forma rettangolare che determinano l’inizio e la fine del percorso.
Completano la dotazione le sei barchette in legno che ogni giocatore userà per arrivare al traguardo (nei colori rosso, giallo, blu, verde, nero, bianco) e il più classico dei dadi a sei facce
Per ultimo un commento sulle
illustrazioni, sicuramente simpatiche e fumettose, come per tutta la linea del
guanto rosso, il tocco di Favaro si nota ed è sicuramente un aspetto positivo. Materiali, ne complesso, molto più che promossi, ho solo qualche dubbio sulla dimensione della scatola, un po’ troppo grande rispetto a quanto è destinata a contenere.
il percorso di gioco, si può giocare. Ogni giocatore al proprio turno tira il
dado e muova la propria nave in funzione del numero ottenuto. Se la tessera è
dal lato “?” viene capovolta e se ne applicano immediatamente gli effetti. Se
muovendosi sia arriva su una nuova tessere con un effetto anche questo verrà
applicato subito; la nave continuerà a muoversi sino a quando si arriva su di
una tessera con la dicitura “non succede niente”, oppure quando si arrivi su
una tessera già visitata nel turno di gioco. Vince solo chi arriva con il
numero esatto, se si ottiene un numero più alto del necessario la nave
retrocederà sul percorso, ed, eventualmente, applicherà gli effetti della
tessera su cui si è fermata. Particolare il regolamento a bivi, che mi ha fatto
sorridere e ricordato quasi un libro-game.
Combattimenti: per rendere più avvincente (e imprevedibile anche se sembra quasi impossibile) il gioco se una nave, al termine del proprio turno si ferma su una tessera già occupata avrà luogo lo scontro. Entrambi i giocatori tirano il dado. Chi ottiene il risultato più alto vince la battaglia chi viene sconfitto, invece, dovrà retrocedere di una casella ed, eventualmente, applicarne gli effetti.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
del gioco dell’oca che mi sia capitato di giocare! Il gioco è, infatti, un
gioco di percorso con tessere ad effetto (positivo o negativo) e tessere senza
effetto, ma il fatto di essere modulabile in lunghezza e difficoltà rende il
gioco simpatico e interessante e gli dà il quid
in più. La creazione del percorso rende anche la fase di set-up un gioco nel
gioco e l’impatto visivo (con possibilità anche di intrecci su percorso, come
un otto ad esempio) sempre diverso fa mantenere appeal al gioco stesso.
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| ma che bei percorsi |
La scelta di fare delle tessere
molto spesse e praticamente impossibili da rovinare è un altro punto a suo
favore, dal momento che il gioco può essere giocato da bimbi anche molto
piccoli e si presta a molte e ripetute partite l’indistruttibilità dei
materiali è sicuramente un punto da segnalare.
regole e/o aggiunta di poche tessere è un altro aspetto sempre più comune nei
giochi per i piccoli di casa, ma è aspetto sicuramente interessante che dona varietà
e longevità al gioco.
La grafica fumettosa, come è tradizione oramai per RedGlove sotto la
mano di Favaro, è molto intuitiva, anche più di quanto mi aspettassi per i
piccoli che sono sempre acuti osservatori, così che (almeno Lorenzo che già
alla terza partita riconosceva gli effetti delle carte, e sembra proprio che le
leggesse, anche carte molto simili come l’avanzare di una piuttosto che di due
caselle.
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| tessere sfortunate |
Un altro aspetto interessante è l’imprevedibilità
della partita, si possono perdere partite già vinte, come si può arrivare a
vincere una partita in cui non sembrava ci fosse oramai nessuna speranza di
vittoria; questo può essere un aspetto divertente, ma può essere anche frustrante
quando vedi che tu stai per vincere e la maledetta carta ‘ritorna all’inizio’
di manda indietro ad un passo dal traguardo. Proprio in quest’ottica si segnalano
carte davvero molto penalizzanti (ritorna all’inizio e raggiungi l’ultimo, ad
esempio, che forse pere le prime partite si possono togliere proprio per non
far prendere in antipatia il gioco. C’è un piccolo difetto insito nella
creazione casuale del percorso, ovvero la possibilità di un loop sul tiro del
dado su una parte del percorso (soprattutto all’inizio) da cui è difficile
uscire, così come c’è la possibilità di un certo ristagno con la possibilità di
ricadere sempre nelle stesse carte e non riuscire a sbloccare un certo tratto
del percorso, in questi casi, soprattutto nel secondo, il mio consiglio è
quello di modificare il percorso in modo da spezzare la situazione e far
procedere le barche dei pirati verso il traguardo. Per finire non mi piace
particolarmente il fatto di dover arrivare il al traguardo con il numero esatto,
è una cosa che ho sempre odiato fin da piccolo, ma questo è un mio problema
personale con i giochi di percorso!
Da ultimo la solita riflessione sull’età,
sul regolamento compare un 5+, che direi essere proprio l’età a partire da cui
il gioco si può fruire con piacere e divertimento, tanto che il mio cinquenne
Lorenzo nelle tante partite fatte si è divertito come un matto, in particolare
delle disgrazie altrui che lo portavano vero la vittoria o delle disgrazie
altrui che si affiancavano alla propria … la sequenza Lorenzo torna all’inizio
e papà raggiungi l’ultimo non so perché ma davvero lo ha fatto ridere tanto se
non tantissimo … e quindi il gioco il suo scopo l’ha ampiamente raggiunto.
paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del la vita ha un modo tutto suo di
rimescolare le nostre priorità’,
come dice il famoso pirata Jack Sparrow.
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| arrivo difficoltoso |
giocare,
e che ‘
Ecco quindi in elenco le cose che
Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al
gioco L’isola del tesoro … o che
avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
- il primo insegnamento è sicuramente quello che la
partita non è vinta sino a quando non si supera il traguardo, in questo gioco,
infatti, sono possibili rimonte incredibili e beffe clamorose; - un po’ antipatico a scriversi, ma il gioco ti
insegna a sperare nelle disgrazie altrui e a mantenere sempre viva la speranza
della vittoria; - su un gioco di percorso ci possono essere
tessere con effetti molto diversi si passa dal super negativo (torna all’inizio)
al super positivo raggiungi il primo, a tessere con effetti nulli; - da ultimi
i pirati con i loro cannoneggiamenti e la loro imprevedibilità.
scritto, azzardo delle ipotesi sulla base delle mie limitate conoscenze
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| Mostri Marini |
su età
future che sono tutte da esplorare con Lorenzo e su delle sensazioni che mi ha
trasmesso il gioco ed, eventualmente sulle poche partite che ho potuto fare al
gioco con bimbi di varie età un po’ più grandi di mio figlio.
Il gioco si presta particolarmente
ad essere giocato in famiglia, le regole semplicissime, l’effetto scritto sulle
carte, la modularità del percorso lo rendono un ‘must have‘ per chi vuole un
gioco sempre pronto con cui far divertire amici e parenti; è probabile che non
lo giocherete solo tra adulti, ma dire che può avere il suo fascino sino a all’età
dell’adolescenza.
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| tessere alla rinfusa |
Tutti i giochi è bello giocarli
con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
La mamma sarà sicuramente un fan
di Jack Sparrow, non conosco infatti donna che abbia saputo resistere al
fascino di Johnny Depp, quindi un gioco di pirati con navi che si cannoneggiano
e rincorrono il traguardo la vedrà facilmente coinvolta. Questo poi è un gioco
che si può giocare davvero con tutta la famiglia, richiamando il noto gioco
dell’oca non avrete difficolta à giocarlo con zii, nonni, cugini. E per ultimo
sai che bello vedere mamma che viaggia spedita verso la vittoria e trova la
carta torna al traguardo :D.
Se avete trovato il gioco
interessante lo potete trovare su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
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