scritto da TeOoh!
Per questa introduzione, chiedo aiuto a Wikipedia, dalla quale copio&incollo:
Bernd Brunnhofer, noto anche come Michael Tummelhofer, è un autore di giochi tedesco.
Dal 1984 ha lasciato la cattedra per lavorare a tempo pieno con il suo editore di giochi Hans im Glück di cui attualmente è redattore oltre che autore. Come redattore il suo più grande successo è stato quello di credere nella pubblicazione del gioco Carcassonne che ricevette numerosi premi ed è tuttora uno dei giochi più venduti del mondo.
Non è però del tesserato Carcassonne che vi voglio parlare, bensì di Sankt Petersburg (o Saint Petersburg), un gioco per 2-4 giocatori, della durata di circa 60 minuti. Fresco fresco di Seconda edizione, e quindi nuovamente reperibile senza dover implorare in giro per la rete.
La minutissima è: durante il proprio turno, ciascun giocatore potrà sempre scegliere tra 3 opzioni: acquistare una carta dal display, riservarne una in mano, oppure passare (potendo però rigiocare quando tornerà a lui). Quando tutti hanno passato, si attivano le carte relative alla fase in corso, collezionando soldi o punti vittoria. Al termine di uno dei 4 mazzetti Fase, il gioco termina e chi ha più punti vittoria è il vincitore.
Il regolamento è molto inquadrato, ma molto comprensibile. Nonostante però si riesca ad apprendere velocemente le regole del gioco, sarà necessario investire qualche minuto in più per capire come le meccaniche di refresh entrino in atto, per poter giocare in maniera più accorta la partita. Ci sono tante implicazioni di tali meccaniche per operare una scelta tattica vincente, e l’interazione con gli altri giocatori (seppure indiretta) è pone molta pressione sull’ordine con cui si effettuano le proprie azioni. In questo tipo di gioco, anche il “passo” diventa una scelta tattica con un peso da non sottovalutare.
I materiali sono molto funzionali e, come vedrete nel filmato, la grafica è un grosso punto di domanda. E’ una di quelle che o si ama, o si guarda con ribrezzo. Personalmente, partivo dalla seconda modalità, ma mi sono poi ricreduto trovandola adesso molto piacevole.
Vogliamo trovarci qualcosa? Beh, sicuramente il fatto che sia un gioco molto calcoloso e, in qualche modo, punitivo sulle scelte errate, lo rende ostico per un giocatore alle prime armi, o che va solo “di pancia”. Non mi è mai capitato in realtà di assistere a paralisi da analisi, ma ad ogni turno, avrai sempre la sensazione che esista “una mossa ottima”, giocando quindi sempre con l’impressione di non averla centrata e vorrai pensarci su un paio di volte in più. Capisco però che queste caratteristiche possano essere viste come pregi per chi invece vuole uno specchio coerente in termini di PV con le scelte operate, così come la differenza di esperienza al tavolo.
Personalmente, sono 5/6 anni che rimetto sul tavolo questo titolo e ancora non ha iniziato a stufarmi.
Vi lascio quindi unSe ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e vi invito a dare un’occhiata al filmato qua sotto!
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