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| La Boca, vincitore 2013 categoria per tutti |
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| Nations, vincitore 2013 categoria per esperti |
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| Race Formula 90 – vincitore 2013 ‘italiani’ |
Titolo ambizioso, dotato di componenti di ottimo livello, pensato per sfondare e molto supportato dalla casa madre diTicket to Ride. Il meccanismo di base che propone è di quelli semplici (ilmancala, in una declinazione che ricorda da lontano Finca, ma ancheLonghorn), ma poi il tutto è reso più spesso e profondo, allontandosi quindi con decisione dai lidi del family game.La natura del tutto resta quello di un gioco astratto, ma molto attraente, con la sfida per ognuno di saper cogliere quale sia la mossa migliore in ogni momento di gioco. Qui la nostra recensione.
Black Fleet, di Sebastian Bleasdale, edito da Spce Cowboys (in Italia da Asterion). Un gioco per famiglie, ambientato nei proverbiali mari popolati da pirati, nei quali i giocatori sono alla guida di navi mercantili, con le quali devono sperare di portare a termine proficui commerci, pirati che devono saccheggiare le prime e navi della marina che devono affondare i secondi. Bellissimi i componenti, con una planciona e delle belle navi di plastica, il caos è assicurato (qui la nostra recensione).
Esce a sua volta a sorpresa agli inizi dell’anno e propone un gameplaysemplice e componenti da numero uno(vedi in particolare la piramide tiradadi in cartone con l’elastichino, ma anche i cammellozzi di legno), il tutto ad un prezzo contenuto. Le regole sono a loro volta facili, perché si tratta di un gioco di scommesse sulla corsa di alcuni cammelli ed il 2-8 nel numero dei giocatori lo rendono titolo effettivamente tanto valido per le famiglie da aver conquistato il prestigioso Spiel des Jahres 2014 (qui la recensione).
Nato sullo scheletro di Kingsbourg, con cui ne condivide le meccaniche di gioco, Kingsport Festival (per 3-5 giocatori) è un piacevole ibrido a metà strada fra il Piazzamento Lavoratori e Gestione Risorse. Pur aggiungendosi alla, già lunga, lista di titoli basati sui racconti di H.P. Lovecraft, sui miti di Chtulu e dei Grandi Antichi, Kingspotrt Festival cambia la prospettiva dell’azione portando i giocatori ad interpretare, questa volta, i cultisti. Utilizzando il risultato di tre d6 i giocatori dovranno Invocare le Divinità oscure e reclamarne i loro doni (generalmente una combinazione di risorse, punti vittoria, punti magia, punti sanità mentale, incantesimi e abilità) per controllare le varie locazioni di Kingsport che andranno ad alimentare il bacino finale dei propri Punti Culto (ovvero Punti Vottoria). Chi ne avrà totalizzato il numero maggiore,entro i 12 turni previsti, sarà il vincitore. Tacciato come clone sterile di un titolo (Kingsburg) che gode di un buon pubblico appassionati, il gioco, in realtà, si è rivelato un’alternativa solida e con una sua “identità” personale. Il “motore” già ben rodato con Kingsburg (che annovera fra gli autori sempre Chiarvesio) non deluderà i suoi estimatori e lascerà, piacevolmente, colpiti gli appassionati del “Tentacolo” in cerca di alternative ad Arkham Horror, Le Case della Follia ed Eldricht Horror. Da evitare se siete allergici ai dadi: l’alea c’è e si sente. (Qui la recensione e qui la guida strategica)
King of New York di Richard Garfield, edito da Iello (in Italia da Uplay.it). Ritornano i Godzilloni e mostroni che avevano razziato Tokyo, trovando stavolta come sfondo la metropoli americana. I giocatori ricoprono qui il ruolo, appunto, delle mostruose creature che terrorizzano la città e si sfidano a colpi di dadate e rerollate : il titolo, come detto, reimplementa, arricchendolo, il predecessore ed ha ottenuto un grande riscontro di pubblico (qui la nostra recensione).
Sorpresa dell’anno nella categoria dei leggeri, è un titolino semplice basato sull’uso di carte (senza testo) e di simpatiche e pesanti fiches di plasticona pesante, che è riuscito a sfondare nel grande pubblico grazie al mix tra semplicità (al tuo turno prendi fiches o le spendi per comprare carte – comprando le carte abbassi il costo per le nuove carte che compri) e bellezza dei componenti. Astratto quanto i giochi di carte tradizionale, ma gradevolissimo (qui trovate la sua recensione e qui unarticolo corale su di esso).
Si presenta anche lui qualche mese dopo Essen e sfonda al punto da guadagnare in poco tempo tanta popolarità da riuscire a prevalere nello spiel des jahres categoria ‘esperti’ (lì l’asticella della difficoltà la mettono sul basso …). In se si propone come un qualcosa di poco più difficile di un family puro, con un tabellone modulare che si va a percorrere per svolgere in ciascuna casella l’azione corrispondente. Niente di troppo difficile, né da capire, né da spiegare, con una spruzzata di sana alea (ci sono caselle dove si scommette sul tiro dei dadi …), è vissuto da molti gamer come una sorta di riempitivo. Tra i suoi fan vi è il buon Dado (critico) e questo è un buon biglietto da visita. Qui la nostra recensione.
Il deck building game di conflitto tra imperi spaziali, il miglior deck building da tempo per quanto mi riguarda. La scelta geniale è stata quella di farlo solo per due giocatori (non addentratevi nell’adattamento per 4 che non funziona). Scelte difficili che si ripercuotono nel proprio mazzo ma anche nelle possibilità dell’altro. Il gioco ti fa vivere un escalation che termina dopo circa 30 minuti in un conflitto epico finale.
Ideale per aspettare che arrivino tutti prima di una serata di gioco.
Devo ancora trovare un giocatore al quale questo titolo non abbia strappato un sorriso o una risata. Un mix tra gioco di dadi e party game in questo gioco vi troverete a costringere gli altri a fare gli scemi, nel farlo vi troverete a fare voi stessi gli scemi. Il livello di scemenza cresce in maniera costante mentre pian pianino si perde un pochino lo scopo del gioco (arrivare a 11 punti), il che va visto come un fatto positivo. Ideale per i babbani e per le situazioni in cui si è troppi per il classico gioco per 4 giocatori.
Metti insieme la coppia di Village e dagli il compito di metterti su un titolo classico, adatto per un pubblico ampio, ma nello stesso tempo con un po’ di spessore e magari un twist che lo distingua dagli altri giochi. Iltwist consiste nella presenza di un limite nella scelta delle azioni disponibili, proponendo un percorso circolare sul quale si muove un certo numero di gondole, le quali, nel corso della partita, possono incolonnarsi, creando forti limitazioni di scelta e per il resto il gioco scorre proponendo la sfida di andare a costruire nella giusta varietà nelle isolette della laguna veneziana (se siete di quelli che credono alle ambientazioni appiccicate). Alla fine il tutto può essere gradevole, anche se il gusto di ‘classico’ resta nell’aria … (qui la sua anteprima)
Si tratta di un interessante party game di narazione che farà la gioia di ogni amante dei fumetti. Ognuno deve creare una storia su un tema comune scegliendo tra le vignette a sua disposizione e piazzandole su una griglia che simula la pagina di un fumetto. Interessantissima poi la meccanica dei punti che premi molto la capacità di valutare le storie altrui, facendo sì che anche il giocatore meno portato all’inventare storie possa serenamente vincere con intuito e capacità di valutazione delle storie altrui. Giocabile fino in 3-5 o addirittura in 6-10 giocatori se fatto a squadre. Per maggiori informazione vi rimando alla recensione.
Gioco di deduzione per 2-7 giocatori. Un gruppo di sensitivi è stato convocato in una villa infestata da un fantasma per capire chi l’ha ucciso e mettere così fine alla sua pena. Sul tavolo ci sono tre serie di carte (in numero dipendente dai giocatori e dalla difficoltà scelta) che indicano luoghi, persone e oggetti della villa. Il fantasma (l’ultimo giocatore) abbina segretamente a ciascun giocatore una tripletta e deve fargliela capire mediante carte sogno, che hanno immagini oniriche che richiamano le figure in tavola. I giocatori collaborano alla soluzione del puzzle analizzando gli indizi forniti loro dal fantasma, fino a scoprire l’assassino.
Molto divertente, mescola fantasia, deduzione e intuito in un collaborativo per nulla facile.
Titolo dalla grafica e materiali ultraricercati, con carte e tabellone riccamente illustrati ed addirittura delle perle (finte) al posto dei segnalini ‘moneta’. Alla base le regole sono molto semplici, perché ad ogni turno ci sono scelte limitate, ma poi gradualmente lo spessore potenziale (rimanendo nel campo dei titoli più o meno per tutti, per cui tenete conto che nella fascia dei family sta strettino) aumenta, perché ognuna delle carte personaggio che si acquistano ha un proprio effetto particolare. Giocato scivola via poi gradevole ed assai simpatico, anche se non ha sfondato tanto quanto a priori ci si attendeva. Qui la nostra recensione.
Questo editore è noto normalmente per titoli molto per famiglie e/o di abilità manuale, ma ogni anno infila tra le proprie uscite un gestionale: quest’anno ci ha sorpresi con un titolo piuttosto semplice, in quanto al proprio turno ogni giocatore deve solo scegliere quale delle sei coppie di azioni svolgere nel turno, ma sufficientemente profondo da premiare, come sempre, chi riflette bene su ciò che fa.
Ci mettiamo dentro un poco di controllo territorio, un poco di gestione, un poco di fortuna (nella pesca dalla sacca di tessere bonus), un poco di gioco di maggioranze ed otteniamo un giochillo che gira via veloce e che è di difficoltà giusto un pelo sopra al necessario per essere proprio del tutto un family. Belli i componenti e coinvolgente, fila via veloce e “ci è piaciuto” … 😉 (qui l’articolo ad esso dedicato)
Pensa al Tetris e proponilo con una meccanica adatta a tutti (mio figlio a sei anni ne ha afferrato al volo le regole base), ma dotandolo nel contempo di una profondità sufficiente a renderlo più che interessante (i punti vittoria sono risorsa di acquisto delle tessere, ogni tessera costa punti vittoria e ‘tempi di gioco’ e restituisce punti vittoria al superamento di determinati momenti di gioco). Una piccola perla che fa capire quanto sia importante il nome dell’autore sulla scatola, soprattutto quando è uno poliedrico come il buon Uwe. Qui larecensione di uno dei migliori filler del 2014.
Linko! / Abluxxen! di Kiesling – Kramer, edito da Ravensburger
Agli estimatori dei giochi di carte, quest’anno la Ravensburger ha regalato un piccolo capolavoro a opera del duo Michael Kiesling e Wolfgang Kramer.
Di solito è molto difficile che un gioco di carte ci lasci a bocca aperta, ma proprio quando si pensava che tutti i giochi di carte alla fin fine fossero solo una variante di giochi tradizionali già esistenti e di chissà quale paese sperduto, ecco che arriva Abluxxen. Un gioco davvero originale nel flusso di gioco, molto semplice ma che permette a giocatori smaliziati piccole cattiverie ai danni degli avversari. Meglio cercare di assicurarsi i punti subito o sgraffignare le carte di qualcun altro per ottenere set di carte dello stesso tipo più importanti da giocare più tardi? Meglio una partita tranquilla non infastidendo nessuno per chiudere la mano in sordina o un continuo botta e risposta contro gli avversari più fastidiosi quando le carte sul tavolo non sono favorevoli?
Insomma un gioco di carte davvero unico, in cui nelle primissime partite non capirete davvero cosa fare o cosa sta succedendo, ma che vi coinvolgerà sempre di più man mano che lo giocherete. Linko! ha tutte le carte in regola per diventare un grande classico come 6 nimmt!.
L’idea del gioco è quella di svuotare la propria mano giocando set di carte aventi lo stesso numero, tenendo presente che se giocherete un set con lo stesso numero di carte dell’ultimo set scartato da uno o più giocatori, potrete sgraffignare tra questi i set di valore minore del vostro o, se non lo volete nella vostra mano, farlo tornare in mano a chi l’ha giocato. Un fillerino che non può mancare nella vostra collezione se cercate un’alternativa alla solita briscola o volete convertire un campione di Scala 40 in un patito di giochi da tavola.
Bene, siamo giunti in fondo alla nostra lunga lista dei candidati al premio, per cui vi lascio con l’invito di lasciare il vostro voto nella casella del sondaggio che trovate nella colonna di desta del blog!
Come avete notato lo spostamento della data del premio comporta qualche piccolo aggiustamento ‘temporale’, per cui in effetti trovate e troverete titoli usciti nell’ultimo anno e mezzo, visto lo spostamento di periodo che abbiamo operato e segnalo che alcuni titoli editi in Italia li ho lasciati un poco in disparte
Ciao a tutti e spazio ai vostri commenti!!!
Ah. ricordo come sempre che chi cercasse dove acquistare qualcuno dei titoli indicati, può sempre andare a vedere nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it 😉
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