[nonsolograndi] Expo – Feeding the Planet

scritto da
Simarillon (Davide)

Doppia ricorrenza oggi: scrivo, inaspettatamente rispetto alle aspettative iniziali, il cinquantesimoGSNT e inizia la tanto criticata EXPO, esperienza che invece personalmente consiglierei di vivere.

articolo su

Eccoci quindi a parlare del gioco che Clementoni ha preparato per EXPO MILANO 2015. Il gioco di oggi è EXPO – Feeding the Planet, di Francesco Berardi, cooperativo per 2-4 bambini che si può giocare a partire dai 5 anni, in partite che difficilmente supereranno i dieci minuti. Feeding the Planet, tra l’altro, ha anche qualche affinità proprio con il gioco che aveva segnato il mio esordio sul blog.

Se vi ho incuriosito … continuate a leggere e facilmente capirete a quale gioco mi riferisco!

I MATERIALI

materiali in gioco

La linea di giochi in scatola Clementoni si caratterizza spesso per l’uso del cartone e anche qui non si fa eccezione. La scatola contiene quattro pedine in cartone sagomato (l’arancia Arabella, la banana Josephine, la pera Piera, la melagrana Chicca) con le relative quatto plance; ventiquattro gettoni suddivisi in sedici gettoni frutto (quattro per ognuno dei frutti), tre gettoni mascotte, cinque gettoni bruco. C’è, poi, un mini puzzle di otto pezzi raffigurante il bruco e un dado a 6 facce.

Il tabellone si dimostra adeguato a contenere tutti i componenti del gioco e i disegni aiutano i bimbi ad immedesimarsi nell’ambientazione tematica dell’Expo. Nel gioco è presente Foody, la mascotte ufficiale della fiera e sarà perché è sotto licenza Disney mi è molto simpatica sia graficamente sia per quello che vuole rappresentare. Materiali con niente di stupefacente, ma comunque ampiamente promossi.

IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Lo scopo dei giocatori è quello di riuscire a raccogliere tutti insieme i frutti (pere, arance, banane, melograni) per nutrire al meglio il pianeta Terra, prima che il bruco se li mangi, ovvero prima che il puzzle del bruco venga completato.

Ogni giocatore, al proprio turno, tira il dado e, in base al risultato, si muove sul percorso, nella direzione che preferisce. Arrivato sulla casella di destinazione girerà (eventualmente) la tessera ivi presente; questa potrà essere:

  • un frutto che corrisponde alla pedina che si è scelta per giocare: la stessa verrà prelevata dal giocatore e messa sulla plancia personale;
  • un frutto che non corrisponde alla pedina scelta: questa verrà lasciata scoperta sul tabellone di gioco (noi in realtà la ri-nascondiamo, accentuando la dinamica di memory);
  • la mascotte di Expo: il giocatore potrà muoversi a proprio piacimento sul tabellone;
  • il bruco: il giocatore piazza una tessera puzzle bruco a propria scelta al centro del tabellone.

Se la casella non contiene tessere il turno passerà al giocatore successivo; la sfida termina o quando

plancette

tutti i frutti vengono raccolti, (in questo caso i giocatori hanno vinto tutti insieme), o quando il puzzle del bruco viene completato, (in questo caso il bruco ha vinto e tutti i giocatori hanno perso).

Se un giocatore ha completato la propria plancia rimane comunque in gioco, durante il proprio turno può muovere la pedina di un altro giocatore per aiutarlo a completare la sua plancia.

Le regole suggeriscono la possibilità di giocare in maniera competitiva (personalmente la consiglio solo se si è in quattro, negli altri casi scegliete altro) o anche di modulare la difficoltà del gioco usando le tessere bruco: scoprendone già qualcuna prima dell’inizio della partita, rendendo così la sfida più difficile, oppure riducendo i gettoni bruco, eliminandoli dal gioco, rendendo così la partita più semplice.
Il gioco competitivo prevede che vinca il primo giocatore che completa la propria plancia. L’unica variante rispetto alle regole del gioco cooperativo è che quando si gira un gettone bruco il giocatore rimette su una casella a propria scelta uno dei gettoni già in proprio possesso e, al contempo, non si crea il puzzle del bruco.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI

bruco in costruzione

Non sono molti i giochi cooperativi per bambini (o almeno quelli in cui mi è capitato di imbattermi) eppure la meccanica della cooperazione può facilitare l’avvicinamento al gioco in scatola dei piccoli giocatori alla ‘prima esperienza’ e trovare un gioco così, in un contesto come quello di Expo, può sicuramente aiutare. Il gioco in questa veste cooperativa funziona davvero bene: anche il fatto di poter aiutare gli altri a completare la scheda (una volta terminata la propria) aiuta a creare il gruppo e a sentire lo scopo unico. Durante il flusso di gioco, poi, è tutto davvero molto semplice, ma perfetto nella sua semplicità. Tutto concorre a rendere Feeding the Planet ottimo per un’età anche molto bassa (direi che il 5+ che appare sulla scatola Clementoni è sicuramente esagerato, sarei più propenso per un 4+ se non, addirittura per un 3+, ovviamente opportunamente supportati dai genitori dal momento che c’è la presenza del dado e la necessità di saper contare). La velocità delle partite, inoltre, permette di poter concedere la rivincita in caso di vittoria del bruco … eh sì questo pianeta lo dobbiamo proprio salvare.

La modulazione della difficoltà della partita è un aspetto interessante, che assume ancora più valore considerando la natura cooperativa del gioco, e riesce, al contempo, ad aumentare la longevità del gioco stesso.

Interessante anche il fatto di aver reso il gioco non un semplice gioco di percorso, ma anche con la piccola componente di memoria che si evidenzia nel ricordare dove sono nascosti i diversi frutti, così da poterli trovare più in fretta quando se ne presenta l’opportunità.

Personalmente avrei optato per far partecipare al gioco tutta la famiglia di Foody, magari con più sagome e plance personali in modo anche da rendere il gioco un po’ più vario, pur mantenendo la meccanica di gioco (o in alternativa avrei scelto .

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO

gettoni …

Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare sia il valore educativo del gioco, sia, nel caso specifico che il ‘cibo inteso nella sua accezione più estesa è fonte di vita ed energia’ come cita il sito ufficiale dell’Expo parlando della propria mascotte che racchiude i temi fondanti della manifestazione proponendoli in una chiave positiva, originale, empatica. Foody è sincero, saggio, rispettoso e amante della sana e buona cucina. Rappresenta la comunità, la diversità e il cibo. Per questo è costituito da una famiglia di undici elementi, ognuno con caratteristiche e personalità diverse, che agiscono come veri e propri personaggi. Riuniti in un Volto Unico essi rappresentano l’ideale sinergia tra i Paesi del mondo chiamati a rispondere con energia e positività alle sfide del nostro Pianeta sull’alimentazione presentandosi come una vera famiglia, unica, simpatica e dinamica.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato (o avrebbe imparato se già non le avesse sapute) giocando a EXPO – Feeding the Planet:

  • il concetto di cooperazione, ovvero si gioca e si vince (o si perde) tutti insieme; con la
    chicca la Melagrana

    necessità di collaborare per ottenere un obiettivo importante;

  • la necessità di salvare questo povero pianeta Terra e le sue risorse che sono il fondamento per permetterci di vivere: insomma si può già insegnare qualcosa sullo sviluppo sostenibile anche ai nostri piccoli e il gioco diventa un ottimo punto di partenza;
  • affrontare le primissime scelte, ovvero ottimizzare la dinamica sia nel senso di movimento (orario o antiorario) sia quando in gioco arriva la mascotte;
  • lo stimolo di poter giocare ad uno stesso gioco in maniera cooperativa o competitiva fa approcciare il  gioco stesso in modo diverso e quindi possono essere vissute sensazioni anche molto differenti … a partire dal “si vince o si perde tutti insieme quindi ci si deve aiutare” si arriva al “completamento per primo della plancia e quindi ad essere l’unico vincitore in solitaria”;
  • e per ultimo la conoscenza di un frutto un po’ particolare come il melograno.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Si può giocare, come già scritto, appena il bimbo ha acquisito l’idea di gioco, anzi aiuta proprio a crearla, quindi anche prima dei cinque anni suggeriti dall’editore. Credo che non abbia più fascino passati i 10/12 anni: il suo valore aggiunto, però, potrebbe essere quel timbro Expo, che, almeno ai miei occhi, lo rende un pochetto più interessante.

PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA  SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

pedine by Foody

Essendo il gioco un cooperativo puro, pone i figli al livello degli adulti e quindi li aiuta a farli sentire grandi e nel contempo aiuta a creare uno spirito di gruppo sin da molto piccoli, molto utile in un legame famigliare. Inoltre, sempre nella sua veste di cooperativo puro, aiuta le mamme a partecipare al gioco, essendo spesso più restie a concetti come quelli di competizione, soprattutto con i figli. Per ultimo tutti i segnalini sono declinati al femminile e questo non può che far piacere a mamma.

Se il gioco vi ha incuriosito, passeggiando tra gli stand dell’Expo andate a cercarlo! Anche voi coopererete così ad insegnare ai vostri figli l’utilità di salvare la nostra bella Terra e di conseguenza il nostro futuro!

Si ringrazia Clementoni per la copia di preview concessa.

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