scritto da Fabio (Pinco11)
Pierluca Zizzi è un amico, che ho conosciuto grazie alle mie periodiche uscite nelle fiere, che rivedo annualmente ad Essen, che sento abbastanza spesso telefonicamente e con il quale a volte registro qualche puntata del podcast.
Ero indeciso se prenderlo in giro e parlarne semplicemente malissimo, salvo poi mettere online una rettifica il giorno dopo (che burlone, eh ..), ma poi mi sono orientato sullo scrivere una rece piuttosto ‘neutrale’, ossia tenendo da parte al massimo le impressioni personali, per evitare di essere troppo influenzato dalla conoscenza dell’autore.
Completano i componenti una ventina di tokens di cartoncino, raffiguranti diversi oggetti ed una manciata di segnalini punteggio, in vari tagli.
Unica osservazione personale sui materiali è legata alla leggibilità delle iconcine in basso a sinistra (quelle che dicono se la carta deve essere scartata o messa e dove sul tavolo), che sono piccoline e del numerino (ho scoperto che c’era leggendo sul manuale ..) che indica in quante copie è presente, che dovrebbe essere il microsimbolo in basso a destra … Queste cose però non incidono sulla giocabilità, per cui si tratta più che altro di pignolerie.
La meccanica di gioco è di quelle facili facili, perché ad inizio partita si sceglie sulla base di quale accoppiata di carte ‘regole’ si giocherà (ce ne sono tre che contengono le regole per il corso della partita e tre per i punti di fine partita), dando così vita alla teorica trama della storia (ad esempio, le vostre terre sono invase dai mostri – quindi nel corso del gioco saranno premiati i giocatori che li uccidono con la spada – e soltanto armando un esercito potrete sconfiggerli – quindi a fine partita è premiato con punti chi detiene denaro, ha ucciso mostri o ha preparato cavalieri) ed ognuno riceve tre carte.
COME GIRA IL TUTTO?
Siamo arrivati al sodo, ovvero alle valutazioni legate a come il gioco si sviluppa sul tavolo.
La prima osservazione è che si tratta di un titolo davvero semplice, tanto che trovo eccessivamente prudente (forse legato più alla natura dark dei disegni che al gameplay o forse, come noto nell’inserire le immagini a corredo dell’articolo, le donnine sono un pelo discinte, o forse è solo che nel paese delle favole fa caldo ..) il 14+ sulla scatola di età consigliata: a livello di regole lo definirei un qualcosa intorno al 10+, visto che al proprio turno il giocatore altro non fa che pescare una carta e scegliere quale giocare tra le poche che ha in mano.
Mentre alle prime due o tre giocate si capisce poco, perché ancora non ci sono carte in tavola con le quali interagire, nel giro di pochi turni diventa chiaro come il motore del gioco stia proprio nel modo in cui le carte reagiscono e si combinano tra loro, dando vita a delle piccole combo.
Per esempio ci sono carte che attribuiscono punti crescenti a seconda di quanti ‘luoghi’ ci siano in tavola, per cui spesso esse ha senso giocarle più avanti nella partita, mentre altre consentono di fare una sorta di jojo riprendendo in mano alcune carte utili.
Partita dopo partita si arriva nel giro di poche sedute a conoscere più o meno tutte le carte disponibili (sono poi alla fine 48 in totale e di ogni tipo di carta ci sono più copie ..) e le piccole tattiche da porre in essere saranno rapidamente esplorate.
La valenza che darei al gioco è quindi quella di vederlo come un introduttivo al genere dei giochi di carte con effetti speciali e questo è un classico titolo che potrete proporre senza difficoltà anche a chi per la prima volta si avvicini ad un gioco da tavolo.
Il potenziale aspetto negativo che si avvicina è quindi speculare alla valutazione positiva che ho appena espresso, ossia alla sua semplicità, che per chi sia alla ricerca di qualcosa di più profondo potrebbe essere meno gradita. Qui però la risposta è naturale, ossia che avete appena preso un filler sulla scatola del quale campeggia la scritta 30′ di durata, per cui non è che possiate pretendere di avere un nuovo Magic tascabile tra le mani …
Altre osservazioni?
Beh, aggiungerei che il gioco è proposto dichiaratamente nella sua scatola come modello base da assoggettare a successive espansioni, tanto che assieme ad essa è già uscita la prima aggiunta, ossia Biancaneve, la quale propone nuove carte, ovviamente realizzate a tema sulla falsariga della famosa storia in questione.
La conseguenza è che la scatola base, di per sè, con le sue 48 carte da gioco (6 sono gli scenari, a loro volta pochini) vi potrà stare un pochetto ‘strettina’ già dopo poche partite, perché alla fine, giocando in 4, ognuno alla fine avrà modo, tra un effetto e l’altro, di giocare giusto una decina di carte, che non sono poi tantissime neanche per far ‘girare’ gli effetti speciali degli oggetti. Direi che quindi, se si vuole, si può anche giocare sommando i punti ottenuti in ogni partita, per arrivare a proclamare il vincitore fissandosi un numero tot di punti da raggiungere in più mani.
Sulla scalabilità quindi azzarderei che in 3 forse la scatola base gira meglio che in 4, se non altro perché la partita per ognuno consiste nel giocare qualche carta in più, ma se avete voglia di cumulare il mazzo base con l’espansione probabilmente supererete anche questo problema .. 😉
TIRANDO LE SOMME
Dark Tales alla fine è un simpatico gioco di carte leggero nel gameplay e ben studiato nella sua presentazione, con una grafica davvero curata (poi, chiaramente, i gusti son gusti…).
Può rappresentare un introduttivo verso titoli più ‘profondi’, ma svolge il suo compito di fillerino in modo valido, il tutto giocando intorno alla logica di ‘usa la carta per l’effetto che produce in combo con le altre‘. Schiaccia l’occhio, infine, ai collezionisti, preannunciando una possibile serie di pacchetti addizionali, il primo dei quali già in vendita. Non è adatto per voi se siete alla ricerca di qualcosa di più profondo, mentre va bene come riempitivo o come titolo da ripetere più volte in serate nelle quali volete riflettere meno del solito .. 😉
Chiudo ringraziando la dVGiochi per la copia di review concessaci e segnalo, come sempre, che il gioco è disponibile nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
— Le immagini possono essere tratte dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (dVGiochi) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. –
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