[nonsolograndi] Dispettri

scritto da
Simarillon (Davide)

Masche e Streghe … Fantasmi, Zombi e Vampiri eh sì questa sera impazzeranno le feste di Halloween … e nostalgicamente penso a quando ero piccolo io e al massimo si mettevano le castagne, i mandarini e un bicchiere di vino sul tavolo e non si sapeva minimamente di Halloween; ma bando alle ciance oggi si parla di un gioco a tema per la giornata … ovvero di Dispettri gioco creato da Richard Garfield (eh sì è proprio lui quello di Magic the Gathering, probabilmente il gioco di carte più famoso al mondo) ed illustrato da Dimitri Chappuis e Igor Polouchine, una citazione anche per Giuseppe Masone responsabile grafico della versione italiana. Il gioco è distribuito in Italia dalla Giochi Uniti ed è edito da Iello.

Il gioco si può giocare da due a sei giocatori, a partire dagli otto anni (anche se con piccoli aggiustamenti ci giochiamo con Lorenzo che di anni ancora non ne ha ancora cinque, ma che è, come si può ben immaginare, super abituato a confrontarsi con i giochi per colpa o merito (dipende dai punti di vista) di suo papà.
Ogni giocatore è l’inquieto possessore di una casa infestata e deve scacciare tutti i fantasmi che la abitano prima che arrivi l’alba. Come si può scacciare un fantasma? Sicuramente spaventandolo con un fantasma più spvantevole” ecco la presentazione del gioco come da manuale incluso nella confezione e ben tradotto. 

Il gioco … ovvero eccovi le regole

Paragrafo un po’ più lungo del solito oggi … e si parte dal set-up che consiste nel sistemare la scatola di gioco che rappresenta tre differenti aree di gioco, il cimitero, la cripta, lo scarto, si distribuiscono poi quattro carte ad ogni giocatore e, in base al numero di partecipanti un ulteriore gruppo di carte (da un minimo di quattro a un massimo di dodici) che rappresentano la casa di ogni giocatore infestata dei fantasmi, tutte le carte avanzate dopo questa distribuzione creano il mazzo che andrà messo nella cripta. 
Il giocatore di turno può mettere in gioco uno o più fantasmi, scoperti, nel cimitero, oppure prendere

nella propria mano tutti i fantasmi presenti nel cimitero. Per mettere in gioco un fantasma questo dovrà avere un numero maggiore od uguale rispetto al fantasma già presente e visibile nel cimitero. Qualora non si abbia una carta opportuna da giocare si può ‘tentare la fortuna’ scoprendo e mettendo in gioco la carta fantasma che si trova in cima al mazzo cripta, se il fantasma può entrare in gioco il turno passa al giocatore successivo altrimenti il giocatore che ha giocato il fantasma dalla cripta deve prendere in mano tutti i fantasmi presenti nel cimitero (compreso quello appena pescato).

Dopo aver terminato il proprio turno di gioco, il giocatore deve sempre avere in mano quattro carte, quindi le carte in difetto andranno pescate dal mazzo cripta e aggiunte ai fantasmi della propria mano. Non è mai obbligatorio giocare un fantasma durante la prima fase del gioco se questo fa parte della mano giocabile, qualora si ritengano più convenienti l’azione cripta o il recuperare tutti i fantasmi dal cimitero il giocatore potrà svolgere a piacere una delle azioni.
Appena l’ultimo fantasma esce dalla cripta scatta la mezzanotte in cui le regole sopra elencate subiscono delle piccole modifiche, la prima è che, se in possesso di un fantasma giocabile si è obbligati a giocarlo, la seconda che i fantasmi non vengono recuperati dalla cripta, ma dalla propria casa infestata. 
Arrivati alla base del regolamenti ecco le prime modifiche interessanti di game design:
  • si possono mettere in gioco fantasmi dello stesso valore, qualora i fantasmi identici siano due oppure tre il giocatore deve immediatamente giocare un altro turno;
  • qualora si mettano in gioco quattro o più fantasmi identici tutti i fantasmi del cimitero finiscono nel mazzo degli scarti e il giocatore deve immediatamente giocare un altro turno.

Fosse tutto qui il gioco non avrebbe quel qualcosa di speciale che arriva invece dalla caratterizzazione dei gruppi di fantasmi (e dal bel game design di Garfield), che rendono il gioco molto vario e strategico. Ci sono, infatti, 
  • Fantasmi Impavidi, con sfondo giallo, che possono essere messi in gioco anche se il loro valore è inferiore rispetto a quello del fantasma presente nel cimitero, in questi fantasmi si distingue Fregatto, che fa saltare il turno al giocatore successivo;
  • Fantasmi Terrificanti, con sfondo rosso, dopo di loro possono essere messi in gioco solo altri Fantasmi Terrificanti o Fantasmi Impavidi o un Quartetto Fantasma;
  • Fantasmi Speciali, con sfondo blu e si dividono a loro volta in:
    • Topo Giro, inverte il senso di gioco 
    • Scheletosa, elimina tutti i fantasmi presenti nel cimitero e il giocatore che l’ha messa in gioco svolge un altro turno
    • Clonilla, non ha valore e non può essere messa in gioco da sola. Assume lo stesso valore del fantasma con cui è messa in gioco e concorre a formare Quartetti, piuttosto che doppiette o triplette di fantasmi

Lo scopo del gioco è, chiaramente, quello di eliminare tutti i fantasmi dalla propria casa e rimanere senza fantasmi da giocare, non esiste un vincitore, ma un perdente, ovvero l’ultimo giocatore ad avere della carte in mano. A questo verrà dato un segnalino spavento per ricordare la partita persa. Per modulare la lunghezza del gioco si può decidere con quanti segnalini spavento arriva il termine della partita. Le regole suggeriscono con due segnalini spavento di terminare il gioco e decretare vincitore il giocatore con il minor numero di segnalini, qualora ci sia una parità si gioca una partita di spareggio. 
I materiali
Materiali in Gioco

Contenuto del gioco sono 64 carte fantasma (in numerazioni che partono dal numero uno ed arrivano al quattordici), le carte sono di grosse dimensioni, di buona qualità ed ottimamente illustrate, un plauso infatti per i disegni davvero eccezionali che rendono l’atmosfera del gioco e soprattutto caratterizzano bene ognuno dei fantasmi in gioco. Ci sono poi nove segnalini spavento in cartone spesso, una scatola perfettamente funzionale che diventa parte del piano di gioco durante la partita, anche questa ben illustrata e realizzata con ottimi materiali, dove merita un plauso particolare la chiusura a calamita.

Beh essendo Dispettri fondamentalmente un gioco di carte i materiali si elencano in fretta e sono già finiti! Il giudizio complessivo sui materiali è una bella promozione a pieni voti, per la perfezione manca solo la casa infestata in cui ogni giocatore deve mettere i propri fantasmi. 
Considerazioni Personali / Impressioni
Dispettri è un buon gioco di carte che promette quello che mantiene, partite veloci ed interessanti, ad, anche abbastanza differenti tra di loro. Questo gioco potrà facilmente accontentare un pubblico vasto perché se da un lato può ricordare alcune meccaniche dell’oramai classicissimo ‘Uno’ dall’altro inserisce variabili interessanti che lo rendono originale (anche se non posso dire quanto originale rispetto al vasto mercato dei giochi di carte che non conosco così approfonditamente).

Cerbero al cimitero

Personalmente non mi convince mai troppo l’usanza sempre più consolidata nei giochi per i più piccoli il fatto di far diventare la scatola parte integrante del gioco stesso, ma per questo gioco, invece, la scelta è, sicuramente un valore aggiunto, ambientando la scatola il gioco in sè.

Il regolamento indica il gioco come 8+ e mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa età, (al limite diciamo un paio di anni in meno), il gioco completo non è così semplice da giocare, dal momento che ci sono molte eccezioni, non così facilmente ricordabili dai più piccoli, chiaramente il gioco si può semplificare eliminando alcune delle eccezioni e rendendolo più facilmente accessibile anche ad età inferiori (noi, ad esempio, con Lorenzo abbiamo annullato tutti gli effetti dei fantasmi terrificanti, ma mantenuto le altre regole di gioco). Un vantaggio per il  gioco è l’approccio con le carte che possono già appartenere al back-ground ludico dei più piccoli e che quindi si possono facilmente proporre anche a chi è meno abituato a giocare con i giochi in scatola.
Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che, “si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione” come scrive Platone.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando al gioco Dispettri:
  • chiaramente la prima cosa che si impara in un gioco come questo è il valore dei numeri e i concetti di maggiore e di minore fra un numero e l’altro, per noi adulti può sembrare semplice, ma non lo è per un bambino, soprattutto per un piccolo che di anni ancora non ne ha nemmeno cinque;
  • un’altra delle cose imparate è la gestione delle carte, ovvero avere in mano un numero, potenzialmente anche molto alto di carte da giocare, con la variabile che in un momento della partita potresti avere quattro carte da cui scegliere e in un altro momento della stessa partita si potrebbero avere anche quindici carte da cui scegliere la giocata da effettuare;
  • un altro concetto interessante e che si lega facilmente alle carte è quello di ‘Jolly’ e/o ‘Carta Speciale’, chiaramente queste sono le carte che rendono interessante e divertente il gioco per gli adulti, ma sono anche le carte di più difficile gestione per i più piccoli. C’è poi una nota che mi incuriosisce sempre, che le carte speciali sono quelle che maggiormente affascinano Lorenzo e la tendenza sia quella di non giocarle, proprio per il loro significato particolare e quindi in un qualche modo più intriganti rispetto alle altre carte in gioco. 
Fino a quando ci posso giocare
Da questa recensione arriva un nuovo paragrafo nei miei sproloqui. Spesso, infatti, il timore delle recensioni lette in nonsolograndi è che il gioco possa diventare in fretta obsoleto non tanto per le sue meccaniche, ma proprio in relazione all’età (anche se qui ci sarebbe da fare una riflessioni interessante sul numero medio di partire dei giochi di Lorenzo e il numero medio di partite dei giochi di papà, la spesa per i giochi di Lorenzo è sicuramente più ottimizzata rispetto a quella dai giochi di suo papà). Proverò quindi ad esprimere una sensazione di quale sia l’età in cui il gioco potrà ancora essere considerato divertente, questa impressione non si basa sul vissuto diretto, ma sulle impressioni di un giocatore con tante tantissime partire giocate nel corso degli anni. Proverò anche ad aggiornare tutte le recensioni con questo capitolo ‘assumendomi’ un nuovo rischio, ma forse così aiutando anche chi scarta a priori giochi indicati come 4+ e che invece possono essere giocati tranquillamente anche da ‘nongrandi’ un po’ più grandi e magari anche da adulti.

In questo caso il giudizio è davvero molto semplice sino a quando si può giocare a Dispettri? Direi che non ci sono limiti di età e può essere anche molto divertente giocato in un gruppo di soli adulti.

Perché giocare con papà ma soprattutto con mamma
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 

I giochi di carte, almeno per quella che è la mia esperienza, hanno accompagnato i pomeriggi al mare di tutti quelli della mia generazione, approcciarsi quindi a Dispettri sarà particolarmente facile, dal momento che è un gioco di carte, con regole ed eccezioni, me è sempre e solo un gioco di carte e così non si spaventeranno le persone con la parola ‘gioco in scatola’!
Altro buon motivo è quello di disinfestare la propria casa dai fantasmi o se preferite avere qualcuno cha la sera mentre siete a letto viene a farvi i dispetti e non vi lascia dormire.
Se vi ha incuriosito questa recensione potete trovare il gioco su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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