Recensione: Coal Baron

scritto da Bernapapà

L’accoppiata Kramer Kiesling continua nel tempo a proporre titoli estremamente interessanti. L’anno scorso sono usciti con ben due opere: Nauticus (trovate qui la rece di Fabio) e questo titolo: Coal Baron, edito dalla Eggertspiele, da 2 a 4 giocatori, indipendente dalla lingua. L’ambientazione proposta riguarda l’estrazione mineraria del carbone dei primi anni del secolo scorso, in cui i giocatori saranno chiamati a massimizzare i profitti esplorando gallerie nella propria miniera, gestendo l’estrazione fino al carico dei differenti tipi di carbone sui mezzi e alla loro spedizione, sulla base delle richieste del mercato. La meccanica di piazzamento lavoratori, abbastanza nota, è qui associata ad almeno un paio di elementi innovativi: la possibilità di effettuare azioni già svolte da altri semplicemente aumentando il numero di omini da impiegarvi e una piccola chicca: il giochino di spostamento del carbone, all’interno di un ascensore “funzionante”: molto carino e molto coinvolgente. Ulteriore bonus: un gioco in tre turni che, pur rimanendo sufficientemente profondo, lo si completa in un’oretta con pienissima soddisfazione.

I materiali

Partiamo come sempre dal tabellone, di dimensioni abbastanza contenute, ma adatte allo scopo. In esso troviamo 5 aree differenti dove posizionare i propri lavoratori: abbiamo l’area della rendita (4 stalli con rendite decrescenti), 5 stalli per le commesse, rappresentate da carte, 4 stalli per attivare i diversi mezzi di trasporto, 4 stalli per le movimentazioni dell’ascensore e del carbone, ed infine 9 stalli  per l’esplorazione della miniera. A seconda del numero di giocatori, alcuni stalli vengono bloccati. Al centro ed in basso abbiamo la ruota di calcolo del punteggio che fa anche da segnaturno. Tutt’intorno scorre il percorso segnapunti. I tipi di carbone sono 4 e sono rappresentati dai soliti cubetti colorati: giallo, marrone, grigio e nero (in ordine di prestigio). Le stanze della miniera, rappresentate da talloncini, contengono le informazioni sul colore del materiale, il numero di carrelli (ognuno arrecante il costo) e se la stanza va posta nella parte illuminata oppure nella parte buia della miniera
Le commesse sono carte che contengono la descrizione dei materiali richiesti  (combinazioni di quadrati nei 4 colori dei materiali), la tipologia di vettura che effettuerà la spedizione (carretto, calesse, camion o locomotiva) ed i punti vittoria che si guadagneranno soddisfacendo la richiesta.
Ad ogni giocatore verrà distribuita la propria miniera che altro non è che una scheda suddivisa in 5 livelli: dal piano terreno fino a scendere al 4° livello sotto terra. Al centro troviamo una guida per un ascensore che scorre, che può contenere al massimo 5 cubetti: ogni livello sottoterra ha il proprio tipo di carbone da estrarre; l’ascensore fa anche da divisorio fra la parte illuminata (a sinistra) e la parte buia (destra) della miniera; sulla destra del piano terra verranno posizionate le carte commessa, mentre sulla sinistra verranno messi i lavoratori che ancora non sono stati impiegati, e che devono essere noti agli avversari. Ogni giocatore avrà quindi anche i propri lavoratori (cilindretti colorati), ed il proprio segnapunti. Terminano la dotazione le banconote in tagli da 1, 2 e 5 marchi, il cilindretto bianco che aiuta la fase di punteggio, la lancetta segnaturno ed il segnalino primo giocatore.
I materiali sono di buona fattura: il tabellone è molto chiaro ed i colori utilizzati sono a servizio del flusso di gioco: unica pecca, a mio avviso, il percorso segnapunti piccolo e con disegni geometrici e pochi numeri richiamati che non aiutano il conteggio.

Le regole

Ogni giocatore viene dotato di un ammontare di marchi e di un numero di lavoratori che dipende dal numero di giocatori. La fase iniziale del gioco prevede di individuare il primo giocatore e che vengano pescate 3 carte a giocatore più una, in modo che dall’ultimo giocatore, a turno in senso antiorario, ogni giocatore scelga una commessa. Dato che la miniera prevede una dotazione iniziale di stanze già esplorate, verranno messi sui carrelli i rispettivi cubetti di carbone (uguali per tutti).
Il gioco si sviluppa in 3 turni, identici tra loro, fatta eccezione per la fase di punteggio. Ogni turno prevede la fase azioni e la fase punteggio. Nella fase azioni, ogni giocatore, a turno a partire dal primo, occupa uno stallo, fino a quando non ha terminato i lavoratori: se lo stallo è libero, lo occupa con un solo lavoratore, altrimenti lo deve occupare con il numero di lavoratori pari al numero di lavoratori già presenti + 1. I lavoratori che occupavano lo stallo vengono posizionati nella mensa. Quindi, lo stesso stallo, avrà come costo un numero di lavoratori pari a 1, 2, 3 e così via…
Le azioni sono le seguenti:
  • esplorare la miniera: è possibile prendere la tessera stanza esposta e collocarla nella propria miniera al piano relativo, in ultima posizione: il posizionamento della stanza prevede l’immediato posizionamento dei cubetti di carbone sui carrelli: il costo è dato dalla somma dei costi dei carrelli (da 1 marco per i gialli fino a 4 per i neri). Lo stallo svuotato viene immediatamente rimpiazzato con una nuova tessera stanza. Lo stallo centrale permette di prendere le prime 5 tessere dalla pila e sceglierne una.
  • guadagnare soldi dalla banca, o nei 4 stalli (da 5 a 2 marchi), in competizione con gli altri, o nello stallo inferiore, dove guadagno 1 marco, ma possono essere ospitati quanti lavoratori si vuole senza sovrapprezzo
  • estrarre il carbone: sulla base di quante mosse ho acquistato, posso estrarre il carbone, considerando che ogni spostamento di un cubetto dal carrello all’ascensore, ogni spostamento di un cubetto dall’ascensore alla carta commessa ed ogni spostamento dell’ascensore (indipendentemente da quanti piani faccio) corrispondono ad una mossa. Gli stalli prevedono lo svolgimento di 4,. 6, 8 o 10 mosse.
  • scegliere le commesse: posso scegliere fra le 4 commesse esposte, oppure, nello stallo superiore, pescare 5 carte dal mazzo delle commesse e sceglierne una. Se viene presa una carta esposta, viene subito rimpiazzata
  • inviare i convogli: una volta che le mie commesse sono riempite del carbone occorrente, scegliendo il mezzo di trasporto corrispondente, posso spedire tutte le commesse effettuate con tale tipo di convoglio: una volta spedite, ottengo i punti vittoria indicati

Terminate le azioni, si effettua il conteggio dei punti e si assegna il primo giocatore che va a chi ha più lavoratori nella zona di esplorazione della miniera. La fase punteggio è basata su meccanismi di maggioranza ed è suddivisa in tre settori: dopo il primo turno si conteggia il primo settore, dopo il secondo turno si conteggiano il primo ed il secondo settore, e dopo il terzo turno si conteggiano tutti e tre i settori (quindi la rendita del primo settore viene conteggiata tre volte). Nelle maggioranze prendono punti solo il primo ed il secondo classificato: a parità di primi si prendono entrambi i punti indicati, ma il secondo non prende nulla; a parità di secondi, si prendono entrambi i punti indicati. I punti assegnati al secondo sono la metà per difetto di quelli assegnati al primo. Il primo settore conta le maggioranze sui differenti tipi di carbone delle commesse soddisfatte, con valori crescenti sulla base del suo prestigio (da 2 a 4 per i primi), il secondo sui tipi diversi di mezzo utilizzati nelle commesse soddisfatte, con valori crescenti  sulla modernità del mezzo (da 5 per il carretto a 8 per la locomotiva), il terzo sul numero di carrelli vuoti nella propria miniera, sempre in ordine di prestigio del carbone (da 9 a 12).

Alla fine del gioco, dopo la fase di punteggio, è prevista una ulteriore fase di punteggio, che prevede di guadagnare 1 PV ogni 5 marchi posseduti, 1 PV ogni tre cubetti non inviati, ma si perde 1 PV ogni commessa non inviata e ben 2 PV per ogni stanza che sbilancia la miniera: infatti, per essere bilanciata, la miniera deve avere lo stesso numero di stanze fra quelle illuminate e quelle buie, indipendentemente dal livello. In caso di pareggio vince il più ricco.

Le considerazioni

Capita di imbattersi in giochi nei confronti dei quali scatta subito la scintilla, ma non è così comune trovare giochi che si rivogliono giocare appena terminata la partita, e non perché si è rimasti con qualcosa in sospeso, ma proprio perché è stata una esperienza gratificante, ma non spossante, per cui la si vuole ripetere quanto prima. Ecco, Coal Baron mi ha fatto subito questo effetto, fin dalla prima partita fatta ad Essen, ma la cosa particolare è che, quando finalmente lo abbiamo riprovato a casa, beh: è successo di nuovo: quando si è potuto si è bissato senza esito! Sicuramente, nella mia modesta opinione, lo ritengo il lavoro di maggior pregio della nota coppia di autori degli ultimi anni. Perché questo? Perché sono riusciti, in un gioco non particolarmente complicato, ma soprattutto  veloce da giocare, a sintetizzare profondità di gioco, semplicità e velocità delle partite. Ma non solo: il gioco nel gioco (lo spostamento dell’ascensore) non solo è perfettamente inserito nella meccanica e nell’ambientazione, ma rappresenta un valore aggiunto che aggiunge divertimento. Ma procediamo con ordine: dal punto di vista dell’impatto visivo, non siamo di fronte a qualcosa di eccessivamente accattivante, e data l’ambientazione, probabilmente non potrebbe essere diversamente: il tutto è comunque funzionale al gioco. L’ambientazione è sufficientemente calzante alle meccaniche del gioco, ad eccezione dell’incomprensibile necessità, dal punto di vista dell’ambientazione, di bilanciare le miniere.

L’interazione è molto alta (anche se non ci si prende a mazzate), per il fatto di poter occupare gli stalli, ma se sono già occupati costano di più: la meccanica del gioco sta tutta qui: nell‘individuare il momento opportuno per compiere un’azione che è ancora economica (in termini di lavoratori), ma che il giro successivo potrebbe non esserlo più… Il fatto di poter vedere quali sono le commesse degli avversari che sono pronte a partire, o contare il numero di mosse di cui l’avversario ha bisogno per terminarle, può addirittura suggerire di “sprecare” un lavoratore semplicemente per rendergli l’azione più costosa: magari io non ho nulla da spedire con il camion, ma il mio avversario ha una file di 3 commesse che si spostano con quel mezzo, ed io posso intralciargli l’operazione semplicemente occupando l’azione corrispondente, che magari lui non riuscirà più a fare perché non ha sufficienti lavoratori: insomma hanno studiato una meccanica molto molto carina, che si presta anche a grandissime cattiverie. Inoltre, dato che il punteggio gioca sulle maggioranze, è opportuno tenersi sempre d’occhio, per verificare quali nuove commesse prendere e quindi quali carrelli.

A livello di difficoltà di apprendimento, direi che siamo sul sufficientemente semplice: non per novizi, ma per poterlo giocare con soddisfazione non credo sia necessario essere degli hard-gamers… Il fattore aleatorio non è proprio assente, in quanto capita che, anche eseguendo l’azione di scegliere fra le 5 stanze, non si trovi il carrello del colore che si stava cercando… Il gioco scala abbastanza bene in 3 e in 4: in 2 forse è troppo tattico, e prede un po’… (si gioca più sull’altro che perse stessi!). La tattica dello specializzarsi su un solo colore di carbone o su di un solo mezzo, anche se aiuta a giocare, non sembra una tattica vincente: dirò di più: il gioco lo si vince differenziando i mezzi ed il carbone, cercando però di arrivare spesso fra i primi due: la lotta per i secondi posti è solitamente quella che determina il vincitore.
Riguardo alla durata del gioco è necessaria una precisazione: il gioco si presta ad essere giocato velocemente, ed ha la caratteristica che si ha l’impressione che stia sempre a te a giocare, tanto è breve il giro: ovviamente, se siamo al tavolo con giocatori affetti da sindrome di analysis paralysis, i tempi si possono allungare notevolmente, ma io ritengo che il modo migliore di apprezzare questo gioco sia quello di mollare le briglie e fare i conti “alla fine”.
Credo di essermi dilungato abbastanza, e credo anche che l’entusiasmo per il gioco traspaia sufficientemente fra le righe: ottimo gioco dai tempi contenuti!

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— Le immagini sono tratte da BGG. Tutti i diritti sul gioco appartengono all’Autore ed alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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