Anteprima – Rialto

scritto da Fabio (Pinco11)

Comprendo benissimo il senso di smarrimento denunciato da un lettore il quale, nel commentare una delle carrellate di uscite prossime, spiegava di temere la quotidiana pubblicizzazione di un nuovo titolo di Feld. In effetti ben quattro sono le sue creature che vedranno la luce da adesso ad ottobre (sempre che non si aggiunga qualcosa) ed un certo senso di ‘affollamento’ c’è, soprattutto tenendo conto del fatto che l’autore è uno di quelli sulla cresta dell’onda.
Oggi quindi in un certo senso vi tranquillizzo, perchè Rialto, la sua ideazione prodotta da Pegasus (per 2-5 giocatori, tempo a partita da 45 minuti in su, indipendente dalla lingua, salvo il manuale) e in possibile uscita verso marzo (in realtà sono un paio di mesi che slitta) appartiene alla fascia dei titoli ‘per tutti’ o quasi (è un 10+) e non presenta la solita doppia centinaia di tessere tipica dei Feld più cinghiali.
L’idea nel gioco è di impersonare dei nobili veneziani del rinascimento (?) impegnati a guadagnare influenza nella Venezia dei Dogi, il tutto con dinamiche di controllo territorio, maggioranze, aste e gestione azioni.

Attenti all’acqua alta !!!

Prima di tutto i componenti di gioco (le belle foto a corredo dell’articolo sono state scattate da Hank Rolleman, che ne ha gentilmente concesso l’uso). Abbiamo il classico tabellone, il quale raffigura qui una teorica Venezia, divisa in sei distretti (da controllare con i propri trippoli ‘consiglieri’, dei quali ne sono forniti 18 per colore, a forma di prisma a base ottagonale), con appositi spazi bianchi che li uniscono, destinati ad accogliere nel corso della partita le 6 tessere ponte e gondola (con valori stampati sui due lati), Ci sono poi 60 tessere (non saranno centinaia, ma Feld non ne può fare a meno) edificio, divise in 12 tipi diversi, ciascuno con i propri bonus, nonchè 77 carte azione, destinate ad esse pescate in gran quantità nel corso della partita. Completano il tutto una manata di monete, qualche tesserina e segnalino vario ed una tesserina per ciascun giocatore.

Per descrivere le regole (qui in inglese) vado per sintesi ed inizio dicendo che il gioco, come classicamente accade per diversi Feld è strutturato in turni (6), divisi ciascuno in fasi (3). Premetto solo che l’ordine di gioco è determinato dalla posizione nella scala del Doge (sulla quale ci si muove grazie alle apposite carte).
Prima di tutto, nella Fase A, si predispone il piatto delle carte, formando tante colonne da sei carte visibili ciascuna quanti sono i giocatori più uno: a turno ognuno preleva una delle colonne e ci aggiunge due carte pescate e quelle residue dal turno precedente. Prima di procedere si dovrà ridurre a sette il numero di carte possedute (salvo i benefici effetti di edifici verdi posseduti).


Alcune carte

Nella Fase B invece, a turno, partendo dal primo giocatore e poi da chi ha vinto  il bonus precedente, si procede ad effettuare le offerte di carte per le varie azioni disponibili (es. azione ‘oro’: io offro tre carte, Mario due e Giovanni tre. Giovanni vince il bonus, che qui è un oro addizionale). Il fatto di essere il maggior offerente attribuisce solo un bonus specifico per azione, ma tutti possono eseguire le azioni corrispondenti alle carte giocate (es. per l’oro se ne prende uno per carta, per i consiglieri se ne muove uno dalla propria riserva sul tabellone e così via). Si ripete il meccanismo per tutte e sei le azioni e poi si procede oltre. In questa fase sarà possibile avere bonus grazie agli edifici gialli posseduti.

Nella Fase C semplicemente si attivano gli edifici blu, i quali attribuiscono punti vittoria ed altri effetti (tipo l’upgrade di edifici).

Alla Fine della partita, che giunge al termine del sesto turno, si ottengono punti per i trippoli consigliere e monete inutilizzate, per gli edifici costruiti (vedi il loro valore) ed infine sulla base delle maggioranze nei vari distretti della città (che hanno valori legati ai ponti e gondole). Vince chi ha più punti…

Ah, la rinvigorente aria di Venezia (o era la Baviera?)…

Va bene, arrivati alle impressioni che suscita la lettura delle regole, parto dall’ambientazione, tema che salto, dicendo che semplicemente non c’è (o, per essere completi, non è di ‘quelle pervasive delle meccaniche‘). Potreste quindi sentirvi immersi tanto nella Venezia dell’epoca, quanto nella Amsterdam del ‘700.

La componentistica, essendo il gioco ancora da uscire, la possiamo valutare solo sulla base delle immagini e sembra di quelle adeguate, nel senso che la grafica (di Andreas Resch) appare sufficientemente chiara e curata, così come si può dire per i materiali (salva la verifica della qualità intrinseca), con una tesserina per giocatore che poteva anche non essere fornita e con trippoli che potevano essere forniti con foggia a forma di omino (migliorando) o di semplice cubetto (peggiorando). Per il resto abbiamo un gradevole mix tra tessere edificio (i simbolini sugli edifici sono, ad onor del vero, un pò ‘black and white’, ma sembra che si capisca) e carte, che fanno tanto Ticket to Ride (scherzo): la presenza di queste ultime, da usarsi in quantità e da buttarsi ad ogni turno, contribuisce a rendere il gioco più dinamico ed adatto un pò a tutti.

Alcuni edifici sulla scheda personale

Passando alle meccaniche di gioco direi che traspare abbastanza chiaramente la natura ‘per tutti’ di Rialto, titolo che assimilerei, nella scala di difficoltà delle creature feldiane, a Speicherstadt. Abbiamo infatti una quantità di materiali piuttosto contenuta (almeno rispetto ai recenti standard dell’autore), con una dozzina di edifici (per altro sono poi giusto quattro per tipo e non difficili da memorizzare per gli effetti) e sei azioni indicate dalle carte le quali, per altro, sono in genere facili da comprendere (prendi oro, prendi trippoli, piazza ponti o gondole e così via). Il fatto che il manuale stia in giusto sei pagine (alle quali si aggiungono i dettagli di altre due) fa capire a sua votla come il target qui sia piuttosto ampio.

Particolare della scheda del giocatore

Quanto alla scalabilità la presenza di meccaniche di maggioranze lo renderebbe di per se meno adatto al testa a testa, per cui è presente una variante apposita per due giocatori (che possono però, lo si specifica, anche utilizzare le regole base), che prevede la presenza del classicissimo morto, per vitalizzare (perdonatemi il gioco di parole) la competizione per le maggioranze.

L’ordine di risoluzione delle carte azione

Andando più in profondità, se mi chiedete se il gioco giri bene o no, vi devo dire che dovremo attendere la sua uscita per avere conferme precise, ma posso aggiungere che ora come ora ne sono lievemente meno impressionato ed interessato di quanto non lo fossi prima di leggerne le regole. E’ una cosa a pelle. Chi ci legge regolarmente avrà notato un mio progressivo calo nell’hype  verso i Feld e ne dovrà tenere conto, così come la mia predilezione verso le sue creazioni era da tener presente quando ero un pò più entusiasta. Forse forse però tutto questo è anche l’effetto dell’inflazione dei suoi titoli in giro 😉

Uno dei distretti della città e la gondola

Riassumendo, Rialto si propone come titolo destinato ad un pubblico decisamente ampio, proponendo diverse dinamiche sapientemente mescolate tra loro (o almeno così appare), con spruzzate di gestione azioni, pesca di carte (semplici, senza testo), qualche asta e qualche concetto di maggioranze. Il mix dovrebbe essere più che adeguato per attirare tanto gli occasionali, quanto i gamers, che saranno concentratissimi nel cogliere, nei soli sei turni di gioco, le migliori occasioni offerte dal banco (nella pesca della carte, che è quasi del tutto ‘a scelta’ tra file di carte visibili) e dal comportamento degli avversari. Ci sono le potenzialità, anche di componentistica (non eccelsa, ma adeguata, così pare) perchè il titolo piaccia a molti e giri bene, anche se la mancanza di anima (ambientazione un pò appiccicata, come d’uso recente per Feld) potrebbe farsi sentire nella propensione all’acquisto.


— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (Pegasus) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. –

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