Recensione – Trans Europa

Recensione (ciclo: i classici) scritta da polloviparo:

Parola d’ordine semplicità!

L’enorme quantità di titoli a carattere ferroviario che ci propone il mercato, ci fa capire quanto questa categoria sia apprezzata in ambito ludico.
Avevamo, non a caso, già pubblicato un approfondimento sul tema, redatto da Pinco11 (nel caso vi sia sfuggito, lo trovate qui.
Oggi vi voglio parlare di Trans Europa, dell’autore Franz-Benno Delonge, pubblicato nel 2005. Nonostante siano passati ormai diversi anni dalla pubblicazione, non avevo mai avuto il piacere di provarlo: recentemente ho avuto la possibilità di colmare questa “lacuna” e ho quindi deciso di condividere con voi le mie impressioni.
Come ho scritto, in questo caso, la parola d’ordine è semplicità, quella stessa semplicità che più passa il tempo e maggiormente mi ritrovo ad apprezzare.

Diamo una veloce occhiata al gioco
Il gioco si presenta con una plancia raffigurante un Europa un po’ stilizzata. Come potete vedere, su di essa, sono evidenziate alcune città di particolare interesse, che avremo il compito di collegare con la nostra rete ferroviaria. Queste città sono suddivise in cinque gruppi, come evidenziato dalle diverse colorazioni.
Non mancano ovviamente i collegamenti ferroviari (rappresentati da  segmenti neri) che ci indicano dove è possibile piazzare le nostre tratte.

Ad ogni giocatore viene assegnato un set di cinque carte, raffigurante una città di ogni colore.

Prima di cominciare, a turno, si dovrà piazzare la propria stazione di partenza, su di una città a scelta (è’ ovviamente auspicabile che questa città, sia collocata strategicamente in posizione baricentrica rispetto al percorso che si intende realizzare).
A questo punto nel proprio turno l’unica cosa che si dovrà fare è quella di posizionare due binari (legnetti di colore nero)  su due segmenti liberi.
Questi binari devono obbligatoriamente essere posizionati adiacenti alla propria stazione di partenza o a binari precedentemente piazzati, direttamente collegati a quest’ultima.

Alcuni segmenti, in corrispondenza di attraversamenti fluviali e/o montani, presentano due trattini, questo ci indica che se decidiamo di piazzare il nostro binario su uno di questi, la nostra mossa sarà conclusa (in pratica in quel turno piazzeremo un solo binario e non due).

I fan di “Ticket to ride”, avranno già notato che i binari sono tutti dello stesso colore ed il motivo è molto semplice: nel preciso momento in cui la mia linea incrocia o raggiunge la linea di un altro giocatore, si unirà a quest’ultima.
In pratica io potrò utilizzare la linea di un avversario per il raggiungimento dei miei obiettivi e lui potrà fare altrettanto con la mia (non esiste quindi la necessità di differenziare le linee ferroviarie con diverse colorazioni).
L’obiettivo è quello di collegare le cinque città raffigurate nella propria mano di carte.
Appena un giocatore, realizza tale obiettivo, annuncia pubblicamente la “chiusura” e quindi il termine del round.
Gli altri giocatori dovranno perdere un numero di punti pari al numero di binari mancanti per il completamento dei rispettivi obiettivi; in poche parole se mi mancava la posa di quattro binari per collegare tutte e cinque le mie città, perderò quattro punti (i segmenti doppi contano due).
La partita termina appena un giocatore ha esaurito i propri punti (12 per l’esattezza).
Spendiamo altre due parole
Prima di passare alle conclusioni finali, voglio spendere due ulteriori parole.
La prima per ricordare che il gioco è considerato il fratello minore di Trans America, titolo dello stesso autore pubblicato nel 2001, definizione che fa riferimento puramente ad una collocazione di carattere temporale in quanto i due titoli sono assai simili e plancia a parte, le differenze sono veramente minimali. Al riguardo va segnalato che in Trans Europa sono state aggiunte le illustrazioni sulle carte, rendendole più gradevoli, ma a discapito dell’indicazione che ne agevolava l’individuazione : alcuni ritengono che il gioco nella sua prima incarnazione risultasse più bilanciato, altri che nella seconda sia decisamente più divertente, insomma, come al solito è questione di gusti, certo è che il possesso di una qualsiasi delle due versioni rende praticamente inutile l’acquisto dell’altra. Questa considerazione è e rimane valida, se diamo per scontato che non siate dei “collezionisti cronici” o comunque non appreziate a tal punto il gioco da desiderare di possederne entrambe le versioni.

Diciamo che analogamente al più blasonato Ticket to Ride, la versione Europa ha fatto seguito alla versione U.S.A..

Da quanto ho avuto modo di vedere su BGG esiste anche una versione chiamata “Fly Europe” in cui gli aeroplani hanno preso il posto dei treni.
La seconda parola (anche se a questo punto temo di aver superato le due parole) volevo dedicarla all’espansione: “Vexation”.
Si tratta in pratica di 3 binari nelle sei diverse colorazioni, che possono sostituire i binari neri e sono ad uso esclusivo del giocatore che li ha piazzati. Utilizzando uno di questi binari evito ( o meglio interrompo) l’utilizzo della mia rete ferroviaria ad un altro giocatore, che dovrà circuire quel binario per congiungersi o ricollegarsi alla stessa.
Se decidete di acquistare oggi una copia di Trans Europa, dovreste trovare l’espansione già inclusa nella confezione (magari verificate con il venditore o la descrizione del sito online).
Considerazioni finali
Eccoci finalmente giunti alle considerazioni finali.
Trans Europa è un grande gioco! Niente regole superflue, niente fronzoli, niente ricami di tipo “barocco”, semplicità allo stato puro.
Le regole si spiegano in cinque minuti e risulta facilmente giocabile anche da giocatori alle prime armi, una partita dura circa 35-40 minuti, tanto che alcuni lo considerano un “filler”, mentre io preferisco considerarlo un gioco leggero, diciamo per quelle sere in cui un “Wallace” sarebbe improponibile, ma anche un “Ticket to ride” risulterebbe troppo impegnativo.
A differenza di quest’ultimo, in cui la realizzazione delle tratte è influenzata dalla pesca delle carte nelle colorazioni richieste, qui è a completa discrezione del giocatore e l’unica componente aleatoria è data dalla pesca delle cinque carte iniziali, tuttavia il fatto che queste siano raggruppate in cinque insiemi, rende il tutto abbastanza bilanciato.

Difficilmente avremo obiettivi più vantaggiosi rispetto ad altri, senza contare la possibilità di sfruttare le reti ferroviarie degli altri giocatori.

Questa è infatti la vera chiave del gioco, cercare di capire dove si dirigono gli altri, per utilizzare vantaggiosamente le loro reti, dedicando i propri sforzi alle altre direzioni.
A riprova del grande bilanciamento del gioco solitamente, alla chiusura, si presenta un gap di poche tratte mancanti, segno che tutti i giocatori sono vicini al raggiungimento dell’obiettivo.
Questo genera anche una certa ansia quando si è a pochi binari dalla chiusura e quando si sente pronunciare la fatidica frase ad un altro giocatore: “ho chiuso”, viene sempre da dire: “mannaggia, solo un altro giro e avrei chiuso io!” e questo da al gioco una connotazione tipica da “racing-game” facendolo apparire totalmente diverso dagli altri ferroviari con un sistema a punti o dal carattere economico/gestionale.
Dal punto di vista dei materiali non c’è tanto da dire, diciamo che sono “dignitosi”, nulla di sontuoso, ma il tutto risulta funzionale.
Il gioco è per 2-6 giocatori e anche questo per me è un valore aggiunto: ho avuto modo di provarlo in diverse configurazioni e scala piuttosto bene, anche se in più giocatori è ovviamente più divertente e devo dire che non mi vengono in mente molti giochi da sei che possono essere portati a termine in un tempo, tutto sommato, così contenuto.
Il sistema a punti “a scalare” contribuisce ad alimentare quella tensione di cui parlavo poc’anzi.
Inutile parlare di dipendenza dalla lingua in quanto l’unico testo presente nel gioco è quello del nome delle città ;).
La variante Vexation, introduce la componente “cattiva” al gioco, rendendo possibile boicottare le tratte, rendendole di fatto non utilizzabili agli altri giocatori.
Ovviamente la possibilità di utilizzarla o meno, è legata alla vostra sensibilità nei confronti di un gioco più aggressivo.
Se siete appassionati di giochi ferroviari, ma non solo, a mio avviso il gioco merita assolutamente di entrare nella vostra collezione, anche in virtù di un prezzo di acquisto molto contenuto: su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it con espansione inclusa.

— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco, da BoardGameGeek (postate da Dice Hate Me, Michel van Peenen, Monika Hjelmås, Albert Hernandez, Roger) o dal sito della casa produttrice alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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