Per chi volesse approfondire la ricerca, segnalo un video in tedesco di presentazione del gioco (utile soprattutto per le immagini, se non si parla la lingua come la maggior parte di noi), uno in francese (anche qui) ed una recensione in inglese, di tal Johan, su BGG (complessivamente positiva). Qui, infine, trovate la scheda su Atlantis sulla Tana dei Goblin: per ora ci sono solo alcune foto, ma non è detto che non sia a breve riempita con una recensione in piena regola, per cui metto comunque il link !
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Grazie alla disponibilità dell’autore di seguito vado quindi a proporre, come sta diventando una simpatica abitudine, anche una intervista che mi ha concesso, nella quale affrontiamo vari aspetti, legati sia alla attività del prolifico autore italiano, attivo da oltre un ventennio sulla scena ludica, sia in particolare al titolo di oggi.
Tra le notizie che ci sono trasmesse verifichiamo come il più grande successo del talentuoso designer (autore di professione !) sia stato il notissimo Inkognito (con oltre un milione di pezzi) e come anche Atlantis abbia davanti un buon futuro, visto che la produzione iniziale di 3.000 copie è stata esaurita e che ce ne sono molte migliaia in arrivo, con una distribuzione italiana già concordata da parte della Stupor Mundi.
Per il resto apprendiamo, come sempre accade parlando con chi vive ben dentro all’ambiente ancora interessanti approfondimenti sui meccanismi del gioco e sul backstage del mondo dei giochi da tavolo.
Il tuo nome compare oramai da svariati anni tra gli autori italiani di giochi più prolifici: come hai deciso di iniziare questa carriera ?
Avevo 11 anni quando, andando al circolo degli scacchi incontrai Alex Randolph. Iniziai a frequentare il suo studio come playtester e a presentargli le mie strampalate idee. Lui comprese che sotto sotto c’era del talento e mi incoraggiò. Nel 1984 creammo assieme Piratesque che però non fu mai pubblicato. In compenso nel 1986 creammo Drachenfels che venne pubblicato da Schmidt Spiele. Soltanto due anni dopo uscì Inkognito...
E’ per te un lavoro a tempo pieno o ti dedichi anche ad altro ?
A tempo pieno, anche se quando serve dò una mano a portare avanti i tanti progetti di cui si occupa studiogiochi. Ad esempio, proprio ieri è arrivata in studio la prima copa de “il grande libro degli scacchi” che ho scritto assieme a Dario De Toffoli per la Sperling & Kupfer.
I tuoi giochi spaziano tra vari settori ossia dai più lineari ed ‘astratti’ a quelli più ‘profondi’ (tipo the Dutch Golden Age’): quali sono in realtà i titoli che ti hanno dato più soddisfazione e quali ritieni siano stati ingiustamente accolti con freddezza dal pubblico?
I giochi che hanno avuto più successo in termini di vendite sono sicuramente Inkognito (quasi 1.000.000 di copie), Cartagena e Dummy. Atlantis è partito molto bene con la prima tiratura esaurita dopo poche settimane (prima ancora di Essen). Tra i giochi meno apprezzati (secondo me ingiustamente) citerei Alexandros, Gengis Khan e Submarine.
A me piace ricordare tra i tuoi precedenti giochi Mauer Bauer, che a me era piaciuto molto ma che mi sembra abbia ricevuto una accoglienza tiepida, nonostante la ricchissima dotazione di materiali: mi sbaglio ?
In realtà ha avuto un’ottima accoglienza, sia da parte del pubblico che della critica. E’ entrato nella classifica del DSP e gli utenti di Spielbox online l’avevano indicato al secondo posto nelle previsioni per lo SdJ. In realtà ci sono state poi alcune circostanze sfortunate. La giuria sembra essersene clamorosamente dimenticata, probabilmente avendo già in mente la vittoria di Thurn und Taxis, pubblicato dallo stesso editore e quindi il gioco è morto prematuramente.
Quanto è importante per il successo di un gioco l’aspetto grafico e la presentazione ? Quanto influiscono su questi aspetti le scelte del produttore, rispetto alla volontà dell’autore ?
Una pessima grafica può incidere negativamente (Europa, Mauerbauer stesso), ma una grafica strepitosa di per sé non è garanzia di successo, Gengis Khan e Submarine, ad esempio sono graficamente perfetti, ma sono stati ignorati.
Parliamo ora di Atlantis: è molto che ci lavori sopra?
A dire il vero è uno di quei giochi che è venuto su naturalmente, senza dover investire una mole di lavoro eccessiva.
Uno dei commenti più ricorrenti di chi parla di Atlantis è che ‘assomiglia’ a Cartagena (per qualcuno troppo). Che rispondi a questa osservazione?
In parte hanno ragione, nel senso che il sistema di movimento è molto simile anche se le piccole differenze in realtà fanno un’enorme differenza. Ma le somiglianze si fermano lì, tutto il resto è del tutto diverso. L’obiettivo del gioco è fare punti, quindi non sempre la mossa più lunga è la mossa migliore. In Atlantis ci sono in realtà molti più elementi da considerare. Chi giocasse ad Atlantis con la strategia di Cartagena perderebbe miseramente.
Hai letto la preview che ho prediposto: hai critiche, osservazioni o rettifiche da fare ?
Metterei soltanto un po’ più l’accento sul fatto che prelevando le tessere si creano dei buchi dietro di sé. E’ spiegato, ma senza sufficiente enfasi, visto che è uno dei meccanismi centrali del gioco.
Quando metterai a disposizione il regolamento italiano del gioco (sembra strano, ma anche se molti titoli sono di designer italiani, le regole nella nostra lingua tardano a uscire) ? E’ prevista una commercializzazione italiana ?
Il problema è che noi non scriviamo MAI le regole in italiano, perchè non serve a nulla. I regolamenti dei nostri prototipi sono scritti direttamente in Inglese. Il regolamento inglese dovrebbe essere facile da reperire (Mayfair), e comunque l’edizione italiana dovrebbe uscire presto per Stupor Mundi.
In quante copie è stampato Atlantis?
La tiratura iniziale è di 5000 che come ti dicevo è andata esaurita nelle premie 3 settimane. Sono in ristampa, penso con altre 5000 o 10.000. In più si devono considerare le edizioni inglesi, francesi e la futura italiana, penso per altre 5000/10000 copie.
Hai uno spazio libero per convincere il lettori a comprare Atlantis: cosa gli dici?
In realtà dipende molto dai gusti. Un giocatore di Puerto Rico o di Agricola probabilmente lo potrebbe trovare troppo easy, un giocatore di Taboo lo troverebbe troppo complesso. Per tutti gli altri è un ottimo gioco con regole semplici, strategicamente profondo pur senza essere brainy.
E’ già in giro una prima espansione del gioco : come mai non è uscita direttamente con il titolo originale ? Dove la trovano gli appassionati ? Ci sono regole del gioco che sono state modificate su richiesta della casa produttrice?
Si è trattato di un’iniziativa della Wiener Spieler Akademie, che ha distribuito gratuitamente ad Essen l’espansione di Atlantis (3000 copie distribuite) e quella di Donna Leon. Temo che l’espansione sia andata esaurita e che non sia facile reperirne una copia.
Si diventa ricchi facendo i game designers ? 🙂
In media no, ma con molto impegno ed un po’ di fortuna è possibile viverci divertendosi (io lavoravo in banca e mi sono licenziato con enorme soddisfazione!).
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