simarillon (Davide)
Se sei di Torino non puoi non amare il chiodino!
Oggi parliamo di Point Art, gioco nato dalla collaborazione tra Cranio Creations e Quercetti. Il gioco prevede sia una modalità cooperativa sia una modalità competitiva a squadre, si può giocare da 3 a 10 giocatori a partire dai 7 anni con tempo a partita di circa 20 minuti. Autore del gioco di Simone Luciani, mentre le illustrazioni sono di Candida Corsi.
I Materiali
La scatola di Point Art contiene:
- trenta chiodini colorati;
- centosette carte immagine;
- una tavoletta;
- un sacchetto di stoffa;
- sedici carte Obiettivo;
- tre carte tela;
- una clessidra.
Le carte immagini sono belle fotografie rielaborate (suppongo) e fanno gran parte del gioco, la tavoletta è la classica tavoletta Quercetti e i chiodini … sono i chiodini Quercetti da sempre. La scatola è, ampiamente, sovradimensionata, ma questo dipenda semplicemente da questioni di marketing, per poter vendere un prodotto ad un costo coerente ad un pubblico che, probabilmente, diversamente con scatola più piccola non ne sarebbe stato attirato.

Il gioco … ovvero eccovi le regole
Il gioco ha una modalità Cooperativa e una Competitiva, che, pur partendo da una stessa basa regalano un’esperienza abbastanza diversa.
COOPERATIVO
La partita è divisa in round che continuano fino alla fine del gioco, cioè quando i giocatori indovinano l’ottava carta Immagine oppure quando l’ultima carta Tela è stata scartata. In ogni round, un giocatore veste i panni di un Artista, con il compito di cercare di fare indovinare agli altri l’Immagine indicata dalla carta Obiettivo.
Posizionate le carte in una griglia 4*4 si sceglie una carta Obiettivo che sarà la carta da far indovinare. Si pesca il numero congruo di chiodini e si collocano sulla tavoletta in modo da rappresentare la carta scelta. Ora i critici dovranno capire quale è la rappresentazione corretta. In caso vi riescono prendono la carta Immagine in caso negativo perdono la carta Tela. Se si accumulano otto carte Immagine prima di finire le Carte Teia i giocatori hanno vinto in caso contrario hanno perso.
COMPETITIVO
L’anima del gioco, ovvero la griglia 4*4, la carta obiettivo e la pesca dei chiodini rimangono (anche se qui si pescano sempre solo 5 chiodini; ma fa la sua comparsa la Clessidra; che viene girata e scandisce i tempi i giocatori discutono e non appena individuano una carta la toccano; a questo punto se la carta è sbagliata il round termina, in caso sia corretta NON viene sostituita e si pescano altri 5 chiodini e si fa indovinare la carta tra quelle rimaste e via così sino allo scadere del tempo. La partita finisce immediatamente quando una squadra raggiunge 7 punti (ma poi in realtà è possibile modulare la lunghezza con il numero di punti che si preferisce).
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “A volte le parole non bastano. E allora servono i colori”, da Alessandro Baricco.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Point Art:
- che i giochi storici si possono (re)interpretare e modernizzare con idee semplici e vincenti;
- a giocare con le immagini;
- ad avere uno stesso gioco sia cooperativo sia competitivo;
- a conoscere un marchio storico torinese come Quercetti (noi ve ne parlammo all’epoca qui).

Considerazioni Personali / Impressioni
Una piccola tavoletta e trenta chiodini colorati (due per i colori grigio, giallo, blu, marrone, arancione, verde scuro, verde chiaro, azzurro, viola; tre per i colori rosso, rosa, nero, bianco) così si riaffaccia Quercetti al mondo del gioco dopo il tentativo di qualche anno fa (qua e qui e quo) potete leggere le nostre recensioni dell’epoca. Questa volta non è sola, ma si fa accompagnare da Cranio Creations e da un autore TOP come Luciani e beh … la differenza si vede regalando un prodotto più fresco e moderno.
Immaginazione
Nel gioco serve immaginazione, si deve essere abili ad associare i colori delle tavolette alle immagini che sono presenti sulla carta scelte e, certo, una pesca fortunata può aiutare moltissimo ma alla fine sarà comunque la visione del suggeritore a determinare il successo o l’insuccesso per far capire la carta prescelta. In Point Art il ruolo dell’artista è, in qualche modo il più stimolante, si guardano le carte, si guardano i chiodini che si sono pescati e via … si parte con la sistemazione, magari facendo un minimo di attenzione a non fissare proprio sempre la stessa carta.

Competitivo o Cooperativo?
Il gioco ha queste due modalità quella cooperativa e quella competitiva che, come già accennato, regalano esperienze simili ma diverse e, in onestà, non saprei dire quale preferisco. A me i giochi cooperativi, mediamente, piacciono, sono stato uno dei primi fans di Pandemic e se trovo un gioco cooperativo interessante finisce subito sotto il mio radar; avere tante teste (e tanti occhi) può essere un vantaggio (o uno svantaggio) se tutti convergono su una carta la decisione sarà semplice, mentre se ci sono diverse opzioni si accende il dibattito e si deve trovare un accordo discutendo e ‘difendendo’ la propria posizione. Il gioco cooperativo è sicuramente più dinamico e il peso del tempo che scorre si fa sentire nelle scelte da prendere, confronto veloce e poi via con una decisione più o meno condivisa.
Difficoltà Competitive
Ho trovato molto interessante in Point Art il sistema di gioco che pescati i chiodini, una volta assegnati ad una carta questi non ritornino in gioco, questo pone l’artista sia davanti al problema della clessidra, con il tempo che passa inesorabile sia davanti al problema di avere un sempre minor numero di colori da associare alle carte; questo meccanismo viene compensato dal fatto che non si pescano le Carte Immagine una volta selezionatene una come risposta (in realtà anche pescandone una nuova il gioco è interessante, noi lo abbiamo sperimentato … avendo letto male e di fretta il regolamento, per iniziare a giocarlo il prima possibile).
Difficoltà Cooperative
Il gioco calibra la propria difficoltà, partendo da Super Semplice per arrivare ad Impossibile, avendo un numero differente de Carte Tela e da Chiodini da Pescare. Così della modalità Super Semplice ci sono 3 Carte Tela e 6 Chiodini e nella modalità Impossibile c’è una sola Carta Tela e soli 3 chiodini da pescare; Ci sono sei difficoltà intermedie e, probabilmente, sono le due centrali Medio e Difficile le più divertenti e stimolanti da giocare.

In Conclusione
I chiodini Quercetti sono un gioco senza tempo, che ha saputo superare diverse generazioni. Quercetti è sempre stata pronta ad accogliere le sfide che pone l’evolvere del tempo. Con Point Art un classico gioco evolve e con meccaniche moderne diventa strumento per un qualcosa di più, di più moderno, di più in linea con le nuove generazioni, di più adeguato alle modalità di gioco attuali. Nel suo genere gioco super promosso!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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