scritto da Chrys
Eccomi di nuovo a parlarvi di un librogame a tema letterario… questo tipo di media non è nuovo a contaminazioni o all’ispirarsi a trame o personaggi letterari famosi (basti pensare ai vari librogame a tema Sherlock Holmes oppure a Jekyll e Hyde, Moriarty, Gordon Pym, Alice, ecc.).
In questo ambito però Valentino Sergi si è creato una nicchia particolare in quanto i suoi libri puntano a creare un calco dello stile letterario dell’autore originale, spesso costruendo buona parte dei testi su rielaborazioni degli effettivi testi dell’autore originario. Dopo averlo fatto con i due volumi a tema lovecraftiano (ne abbiamo parlato qui) è ora passato quella che è una gigantesca citazione di tutta la produzione horrorifica di Poe, per quanto questo progetto è decisamente più complesso e sviluppato del precedente.
Ed eccoci quindi a questo Edgar Allan Poe – The Horror Gamebook che ci catapulta nelle fantasie orrorifiche di Poe. Il tutto si sviluppa con una storia onirica e surreale in un libro che fa di queste atmosfere il suo punto di forza.
TIPOGRAFICAMENTE PARLANDO
Il volume è abbastanza piccolo essendo di sole 148 pagine (scritte anche abbastanza grandi come potete vedere dalle foto) per un totale di 184 paragrafi… nonostante questo però il tempo di lettura non è breve in quanto alla fine visiterete la stragrande maggioranza dei luoghi, anche grazie alla particolare meccanica della gestione delle morti (vedi poi). La carta è lucida e di ottima grammatura, mentre la copertina è morbida.
Il libro contiene numerose illustrazioni dallo stile particolare, tutte realizzate da Francesco Corli e delle quali potete vedere degli esempi in questo articolo e nel manuale è presente anche una mappa a doppia pagina.
L’AMBIENTAZIONE
Si tratta di una storia estremamente onirica e surreale.
Non voglio fare spoiler quindi mi limito a dirvi che inizierete al buio in una cella buia mettendovi di fatto nei panni del protagonista de Il Pozzo e il Pendolo, ma non molto dopo vi troverete ad esplorare una città in rovina devastata da un morbo all’interno della quale si svilupperà tutta la trama principale.
Tutta la storia è vissuta come una sorta di incubo il che lascia al narratore la possibilità di spaziare molto; sebbene all’inizio sembri tutto confuso, almeno in parte la storia si fa poi via via più concreta e solida.
Aggiungo infine che il racconto è anche molto meta-narrativo e in certi punti avremo addirittura una triplice distinzione tra narratore/libro, lettore e personaggio (che viene infatti definito come un “avatar”). Anche questa è un’idea interessante e abbastanza nuova.
LA SCRITTURA
L’opera è stata adattata con uno stile quanto più simile possibile alla scrittura dei testi classici di riferimento e infatti come ho accennato prima rielabora e monta in una storia unica i testi dei seguenti
racconti: Il gatto nero, La maschera della morte rossa, Re Peste, La
caduta della Casa Usher, Il cuore rivelatore, Il pozzo e il pendolo.
Rispetto ai due volumi lovecraftiani il risultato finale è però molto più scorrevole e soprattutto più organico: infatti non ho percepito salti di stile all’interno del volume, anche quando il testo era stato scritto ex novo per determinati eventi della storia.
MECCANICHE DI GIOCO
Apparentemente il gioco non ha regolamenti o meccaniche, infatti veniamo immediatamente lanciati al capitolo 1 con solo una breve prefazione, che il libro stesso suggerisce di NON leggere.
In realtà durante la lettura ci accorgiamo che non è così e avremo di fatto sia un inventario (a volte ci verrà chiesto di segnare degli oggetti, che sono peraltro di due tipologie) o delle parole chiave specifiche in conseguenza delle nostre azioni. Queste ultime potranno essere delle condizioni, spesso mutualmente esclusive ma non sempre, oppure generiche parole chiave.
Inoltre una delle meccaniche dominanti è quella degli enigmi logici che in parte ha ricordato alcune escape room pubblicate sotto forma di libro uscite in questi anni, per quanto poi siano in realtà esperienze molto diverse.
Molti paragrafi ci metteranno infatti davanti a degli enigmi da decifrare che ci permetteranno di accedere a percorsi alternativi. Premetto che non saranno mai bloccanti sia perché potremo sempre scegliere di ignorarli, anche se questo a volte potrebbe portarci alla morte, sia perché al fondo del libro è presente la soluzione di tutti se proprio non riuscissimo a superarne uno importante. Come spiego nelle considerazioni
La terza e ultima meccanica presente nel libro è quella della morte… infatti quando moriremo morirà solo il nostro avatar mentre noi come lettore entreremo in una copia del suo corpo che si ricreerà nelle vicinanze, il che significa anche che il precedente cadavere resta in loco (non vi spoilero nulla… avviene nei primi 5 minuti di lettura). Questa cosa nel corso del libro viene poi approfondita e spiegata, ma ovviamente vi lascio il gusto di scoprire il resto da soli. Fatto sta che questa cosa diventa parte integrante di certe soluzioni e renderà inoltre la morte del personaggio un evento comune e, talvolta, persino cercato attivamente.
CONSIDERAZIONI FINALI
Il libro mi ha lasciato con sensazioni discordanti in quanto se da un lato mi è piaciuto, ho anche trovato all’interno anche alcuni elementi che non mi hanno convinto. Premetto che due su tre sono elementi potenzialmenti secondari e/o personali… ma per alcuni potrebbero essere invece importanti.
Il primo problema è che, come accennato sopra, il libro si presenta come se non avesse alcun regolamento ma poi ci troviamo a dover segnare parole chiave, condizioni (che funzionano in un modo diverso) e oggetti… oltre a uno specifico tipo di oggetti speciali che arrivano dopo.
In se non sarebbe un problema ma il fatto che nel libro manchi totalmente un posto in cui segnare queste cose l’ho trovato molto scomodo. Ovviamente ho ovviato alla mancanza di una scheda con un pezzo di carta che infilavo nel libro ma una semplice scheda avrebbe reso la cosa molto più semplice, molto più ordinata e anche più comprensibile.
fuori dalla storia in cui ero immerso per presentarmi un enigma
totalmente esterno. Il libro si pone quasi a mezza strada tra le room escape a libro e i librogame.
Ultimo elemento qui presente che personalmente non apprezzo molto nei libri-gioco è quello della non prevedibilità delle conseguenze delle nostre azioni. Se da un lato l’atmosfera onirica è davvero molto intrigante, per contro ci pone a volte davanti a situazioni in cui ci muoviamo un po’ a caso perché chiunque può essere una minaccia o un amico e ogni situazione può essere una minaccia mortale o un’opportunità imperdibile… e spesso non abbiamo elementi per valutare la situazione, il che ci porta ad un meccanismo di “trial & error”.
Per quanto la cosa sia mitigata dall’originalissima meccanica di rinascita del gioco che incentiva appunto il “trial & error”, dover spesso procedere a tentoni non è il massimo ed è in alcuni punti anche molto punitivo.
Parlando dei punti di forza… non si può non ammettere che sul piano dell’originalità siamo davanti ad un libro davvero interessante con un mix di elementi ben pensato e soprattutto con alcune caratteristiche (la ciclicità di morte/rinascita e gli elementi meta-narrativi) estremamente originali e molto rari, cosa sempre apprezzatissima in qualunque media. Addirittura persino i caratteri e i diversi colori delle scritte hanno talvolta una componenete ludica e non solo estetica.
A livello di scrittura l’ho trovato scorrevole, chiaro, coerente e mai pesante (su questo fronte sono stati fatti passi da gigante rispetto ai due volumi lovecraftiani di cui parlavo in apertura), e anche l’impianto narrativo in sé è riuscito a catturarmi e a tenermi incollato al libro che ho letteralmente divorato, nonostante i difetti di cui sopra.
Dal punto di vista di grafica e illustrazioni l’ho trovato eccezionale. Francesco Corli ha fatto un lavoro di illustrazione eccellente e con uno stile molto originale.
Quanto a rigiocabilità The Horror Gamebook presenta, sulla carta, 4 finali ma di fatto ne ha solamente due in quanto gli altri sono sostanzialmente dei “game over”. Inoltre difficilmente lo rileggerete perché per arrivare a un finale avrete esplorato comunque la quasi totalità dei bivi e i percorsi per i due veri finali differiscono per appena un paio di paragrafi. In ogni caso per le stesse ragioni arrivare alla conclusione del libro vi richiederà un sacco di lettura e parecchio impegno.
Chiudendo col discorso prezzo, questo libro-gioco ha un prezzo di copertina di 15€ e se siete alla ricerca di qualcosa di originale e diverso dal solito mi sento di consigliarvelo, a meno che per voi qualcuno dei difetti segnalati sopra non sia bloccante.
Il libro è acquistabile sul sito dell’editore da cui è anche possibile scaricare gratuitamente un pdf introduttvo che vi permette di vivere e provare sulla vostra pelle la parte iniziale della storia e il particolare stile narrativo (per quanto a mio parere la parte migliore del racconto arrivi dopo), quindi se siete indecisi approfittatene. ^__^
RINGRAZIAMO OFFICINA MENINGI PER AVERCI FORNITO UNA COPIA RECENSORE DEL GIOCO
— Le immagini sono state scattate da me; all’editore (Officina Meningi) appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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