TIPOGRAFICAMENTE PARLANDO
Le illustrazioni all’interno sono forse una decina e si tratta solo di piccoli elementi ripetuti, più con finalità decorative che altro, ma non se ne sente la mancanza, data la tipologia di romanzo.
L’AMBIENTAZIONE
Un’Inghilterra isolata, un’Unione Europea ormai in gran parte dissolta da totalitarismi e nazionalismi e una paura dell’immigrato gonfiata e strumentalizzata che ha portato a un sistema futuro distopico in cui non solo ad ogni Cittadino è concesso girare armato, ma dove il concetto di legittima difesa è stato esteso al diritto di difendere non solo la propria incolumità, ma anche il proprio onore e la proprietà. In teoria tutto questo a condizione che la reazione sia proporzionata alla minaccia… con la piccola clausola di un comma secondo cui quest’ultima condizione si considera sempre verificata se la controparte è un’immigrato non iscritto all’anagrafe.
Molti di questi elementi potrebbero far pensare a un romanzo scritto nell’arco dell’ultimo anno, durante il quale certe ideologie hanno preso ampiamente piede (e non solo da noi), ma in realtà si tratta, come si legge nell’introduzione, di un romanzo a bivi che trae liberamente ispirazione da una legge reale del 2006… e che è stato completato nel 2014, quindi ben 5 anni fa!
Lo scrittore è un avvocato e il suo intento era anche mostrare quanto facilmente pure piccole leggi possano portare a conseguenze non facilmente prevedibili, come il futuro folle e distopico che ci mostra.
Il genere letterario è anche difficile da inquadrare: a grandi linee potremmo dire senza timore di smentita che si tratta di un’indagine, pur interessante, ma soprattutto questo romanzo ci cala nei panni del protagonista, un agente di colore (anche se regolare cittadino inglese) che fa parte proprio del dipartimento immigrazione, che si occupa di tutti quei reati connessi al tema, ma che non è del tutto parte della minoranza per alcune amicizie ai piani alti. Non voglio dirvi di più, proprio per lasciarvi il piacere della scoperta… vi dico solo che le tematiche trattate sono mature, talvolta “pesanti” e che la storia vi tirerà dei discreti cazzotti ai reni durante la lettura.
Siete pronti a vivere alcune giornate nel corpo di un’altra persona?
LA SCRITTURA
A livello stilistico questo romanzo è scritto benissimo ed è palese come negli 8 anni di gestazione sia stato fatto un lavoro di limatura e di revisione a dir poco eccellente. Credo che questo assieme a Le Fatiche di Autolico, pur stando in due filoni narrativi molto diversi, siano i librigame meglio scritti che io abbia mai letto.
Le tematiche mature e le situazioni in cui vi troverete lo rendono un romanzo di tutto rispetto, pur mantenendo la componente di “scelta nelle nostre mani”. E potremmo anche decidere di fare scelte sbagliate e di portare così il nostro protagonista lungo percorsi oscuri. In questo gioco non sono presenti “game over”, ma le nostre scelte incidono pesantemente sulla storia e sull’evolversi del personaggio.
Tra l’altro potrete essere onesti e corretti o delle gran brutte persone e il gioco non vi punirà/premierà per questo secondo una logica morale. Il protagonista si modellerà sulle vostre scelte e potrebbe essere una brava persona, un opportunista, un cinico crudele, una persona preoccupata dalla situazione o un bastardo che si approfitta della sua posizione dalle “spalle coperte”.
In sintesi in questo librogame troviamo fuse assieme una prosa eccellente, la scelta di temi maturi e una narrazione coraggiosa senza peli sulla lingua né pudori, che ci fa esplorare gli angoli più oscuri dei comportamenti… credo che sia il punto più alto del genere, letterariamente parlando. O__O
LE MECCANICHE
Le meccaniche di gioco sono molto semplici, ma anche qui, proprio nella loro semplicità, veramente eleganti e ben pensate.
Durante la partita incapperemo in moltissimi elementi (nomi, luoghi, leggi, eventi, ecc.) sui quali in diversi momenti della partita (solo quando il nostro protagonista sarà davanti al terminale) potremo effettuare ricerche, che ci forniranno nuove informazioni e/o ulterori elementi da ricercare. Per non darci indizi indiretti, permettendoci di fare metagioco, il libro non ci dirà “Se vuoi cercare informazioni su John vai al 37”, ma ci metterà davanti a una cella in cui avremo tante consonanti e associata a ciascuna vi sarà un numero.
Componendo i numeri in successione delle prime due consonanti dell’elemento su cui cerchiamo informazioni otterremo un paragrafo a cui andare, dove troveremo le informazioni relative. Nell’esempio sopra, ipotizzando che lo schema ci dica che J=17 e H=6 dovremo andare al 176 per leggere il dossier su John.
Credo che sia il miglior sistema investigativo che io abbia mai provato in un librogame e spero proprio di vederlo applicato ad altri prodotti in futuro.
Inoltre alcuni paragrafi ci presenteranno delle situazioni sottolineate: in questo caso è solo un promemoria per dirci di segnarlo in un apposito spazio della scheda personaggio (cosa utile soprattutto se contate di leggere il libro in un periodo di tempo lungo), perché una situazione in futuro potrebbe chiederci qualcosa a riguardo. Immaginiamo ad esempio di svuotare il caricatore in un raptus di rabbia contro qualcuno… il libro ci dirà “ti rendi conto di aver svuotato il caricatore a forza di sparare“; in un punto futuro il libro potrebbe dirci “Se hai ancora colpi vai al 397, se hai il caricatore vuoto vai al 199“. Questo escamotage permette al meccanismo del libro di tener traccia potenzialmente di tutto (stato di salute, proiettili, appuntamenti, rapporti sentimentali, trascorsi, azioni fatte, cose viste, ecc.) senza bisogno di tracciati particolari.
Infine alcuni paragrafi prevedono di mettervi una spunta alla prima lettura per tener traccia che ci siete già passati (se la spunta è presente si viene mandati su un paragrafo diverso), ma questo è un qualcosa di già visto.
Questi tre sono gli unici elementi di meccanica del libro… per il resto si tratta di un sistema di gioco totalmente deterministico. Non ci sono valori e caratteristiche. Non ci sono tiri di dadi. Non esiste un inventario (tranne due spazi: uno dove scrivere gli elementi di indagine e un altro dove appuntarsi le situazioni sottolineate). Le regole stanno in 3 pagine. Splendido.
CONSIDERAZIONI FINALI
Non sono abile a nascondere le emozioni quando sono entusiasta di qualcosa. E sono assolutamente entusiasta di questo romanzo interattivo (lo chiamo così, perché definirlo “libro-gioco” mi sembra quasi riduttivo). È un gioiello.
Come ho scritto si tratta di un prodotto incredibilmente maturo per stile di scrittura, ambientazione, situazioni e temi toccati: probabilmente se mi fosse finito in mano quando avevo 12 anni e leggevo Lupo Solitario mi sarei annoiato, ma è giusto così. Questa è un’opera che punta a un target più maturo.
Per darvi qualche elemento in più per valutare se può fare per voi, vi dico i due prodotti che più mi ha ricordato: un episodio di Black Mirror delle prime stagioni (tantissimo) e una partita a Detective.
Se anche solo uno di questi due prodotti vi piace, vi suggerisco caldamente l’acquisto… se vi piacciono entrambi invece compratelo immediatamente senza nemmeno stare a pensarci.
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