Scritto da Marco Mengoli – Il Non-Wargamer
Può un astratto essere ambientato storicamente o, ancor di più in questo caso, si può creare un gioco astratto per simulare (splendidamente) un evento storico?
The Field of The Cloth of Gold è un titolo di Amabel Holland (fondatrice della Hollandspiele stessa e conosciuta anche per Agricola, Master of Britain.) ed edito nel 2020 dalla Hollandspiele. Parliamo di un gioco storico di peso leggero esclusivamente per 2 persone. Una partita dura circa 20 minuti, a partire dai 10 anni.

La Storia
È il 7 giugno 1520; secondo gli storici contemporanei il Medio Evo è finito da quasi trent’anni ma i protagonisti della nostra Storia non paiono essersene accorti. In una vastissima pianura delle Fiandre i due sovrani di Francia e Inghilterra si incontrano per confrontarsi in una delle più famose, e costose, gare a chi “ce l’ha più ricco” che la storia ricordi. Da Parigi abbiamo Francesco I di Francia, che ha fatto seppellire un anno prima ad Amboise un certo Leonardo da Vinci e che probabilmente ha appeso sopra il letto il dipinto che sarà poi noto come “La Gioconda”. Probabilmente non immagina nemmeno che in futuro qualcuno desidererà recuperarla in nome di una sua presunta “italianità”: in quel momento è uno dei più grandi appassionati di opere d’arte del Rinascimento italiano e la sua collezione può vantare Girolamo Della Robbia, Francesco Primaticcio e Benvenuto Cellini.
All’angolo opposto abbiamo il sovrano più bello dei suoi tempi, Enrico VIII Tudor, all’epoca ancora fervente cattolico e “fedele” alla prima moglie, Caterina d’Aragona, ormai trentacinquenne, da cui aveva avuto soltanto una figlia di cinque anni sopravvissuta, la futura Maria la Sanguinaria (avete presente la “Bloody Mary” del cocktail? Lei!). Il desiderio di un figlio maschio con cui andare alle partite di polo avrebbe poi portato alcune lievi modifiche alla religione e allo Stato britannico, ma questa è una storia ancora di là da venire.
Perché si stavano incontrando? Perché nel frattempo Carlo V era appena riuscito a riunire su di sé sia la corona del Regno di Spagna che quella del Sacro Romano Impero e minacciava di schiacciare in mezzo le uniche due altre potenze che potessero fino a quel momento competere contro di lui. E allora ecco la necessità di quell’incontro “diplomatico”.
Ma si poteva fare in tranquillità e riservatezza come un qualsiasi incontro Stato-Mafia? Certo che no!
I due sovrani fecero a gara per cercare di dimostrare all’altro chi potesse innaffiare il campo più lontano e quale grande onore sarebbe stato per l’altro allearsi con lui, e quindi giù di brutto!
Gli Inglesi (che essendo sul Continente si sentivano come quelli che giocavano in trasferta) pensarono di prepararsi un “prefabbricato” da diecimila metri quadri (dieci campi di calcio) con tutto un sistema scenografico di contorno che voleva simulare tre piani di mura tutto intorno. Per accogliere i visitatori erano state poste all’entrata due fontane da cui sgorgava vino rosso. I Francesi cercarono sicuramente di non essere da meno ma furono più parchi con le proprie fonti, quindi possiamo solo ipotizzare quanto abbiano speso a loro volta (alcune stime contemporanee ipotizzano che la festicciola sia comunque costata circa un terzo di quello che oggi definiremmo PIL a entrambi gli Stati). Per tutti i diciotto giorni di “diplomazia” si svolsero continuativamente funzioni liturgiche officiate da decine di sacerdoti nei seguiti, svolti tornei cavallereschi e mangiato migliaia di pecore e prelibatezze varie.
Tutto questo dispendio di “ben di Dio” non diede alcun risultato: pochi mesi dopo l’Inghilterra si sarebbe alleata con l’Impero dando inizio alle Guerre d’Italia, ma non importa. Quando, durante l’ultima funzione, qualcuno gridò “È un uccello! È un aliante! No, è un drago!!!” la leggenda del Campo del Drappo d’Oro era nata.

Il gioco
Tutto molto bello, ma come farci un gioco sopra?
La risposta di Amabel Holland è straordinaria: un gioco astratto dove i due sovrani si fronteggiano attraverso un sistema che genera punti in base ai sacerdoti posseduti, che creano devozione e pietà; all’oro raccolto e mostrato; alle feste e ai banchetti; ai Tornei svolti; e soprattutto alle collezioni degli stessi. Il tutto viene svolto attraverso il più classico dei “piazzamento lavoratori” (quando un giocatore mette uno dei suoi due segnalini su una casella generatrice di un tipo di punteggio l’altro non può piazzarlo) e soprattutto attraverso un sistema in cui fare punti significa nel frattempo donare elementi che permetteranno all’avversario di fare a sua volta punti in futuro.
Aggiungete una meccanica in cui meno punti hai, più i soldi raccolti valgono (per ribaltamenti al conteggio finale) e un sistema di gioielli che cresce in maniera esponenziale e arriverete a un gioco semplicissimo da comprendere (la parte più difficile è superare il regolamento scritto in inglese maccheronico medievale che potete trovare qui: https://boardgamegeek.com/filepage/202389/the-field-of-the-cloth-of-gold-rulebook) ma assolutamente non banale, dove ogni singola mossa beneficia il tuo avversario e ogni sua singola mossa può beneficiare te.
Spendiamo e spandiamo, e intanto l’altro gode, ma il nostro prestigio aumenta…

Ma quindi?
So perfettamente che chi mi sta leggendo si sta domandando “Ma che gioco è?” quindi mi permetto di aggiungere alcuni (s)punti di chiusura:
1-Il tabellone e le pedine sono basati sul principale quadro, arrivato a noi nella versione di fine XVIII secolo di James Basire, che raffigura l’evento.
2-Si tratta del classico gioco “più facile da capire che da spiegare”.
3-È uno straordinario caso di gioco astratto nato da un’ambientazione storica effettiva che ribalta l’usuale sequenza “genero meccanica – appiccico ambientazione”e la trasforma in “trovo ambientazione interessante – cerco meccanica astratta per rappresentarla”.
4-Se proprio non avete capito nulla (ed è colpa mia) ma siete ancora interessati, provate a vedere la puntata degli Incanta Dado dove abbiamo spiegato e sviluppato una partita di prova. La trovate qui (youtube):

La versione provata è quella digitale e gratuita attraverso il sito “Rally the Troops!” (https://rally-the-troops.com/); il gioco può essere acquistato in versione fisica attraverso il sito della Hollandspiele oppure in versione print&play su “WargameVault” (https://www.wargamevault.com/product/341154/The-Field-of-the-Cloth-of-Gold?term=the+field+of+the+cloth). Le foto della versione fisica sono tratte dal sito del produttore.
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