Band of Blades

Espertissimo giocatore di ruolo, da tavola, di LARP, capace di ricordare regole e regolette di ogni manuale possibile e immaginabile a distanza di anni, è comunque noto ai più come il cuoco della miglior pasta alla carbonara della costa nord-ovest: date un caloroso benvenuto a Lacan, che con questa recensione debutta nella brigata GdR di GiochiSulNostroTavolo!

Band of Blades è un gioco di ruolo di tipologia Forged in the Dark (sistema di gioco inaugurato da quel C A P O L A V O R O di Blades in the Dark) ideato da Stras Acimovic e John LeBouef-Little, pubblicato nel 2019 da Evil Hat Productions, tradotto e pubblicato in italiano da Grumpy Bear nel 2023

Come dicevo, la tipologia del gioco è Forged in the Dark (abbreviato in FitD da qui in avanti), ergo un sistema estremamente improntato sulla narrazione e il fiction positioning. Per giocare sono necessarie minimo 4 persone, 1 master e 3 giocatori, arrivando a un massimo (consigliato dallo stesso gioco) di 5 giocatori più narratore. Sul perché, ci arriveremo. Cosa fondamentale, Band of Blades è un gdr fantasy militare. Nuovamente, il concetto verrà espresso più avanti.


Band of Blades richiede un discreto impegno da parte del tavolo. La sua campagna nativa prevede una decina circa di sessioni, se non di più. Questo perché si andrà a giocare un’intensa esperienza di scelte e perdite. Ma andiamo con ordine.

La copertina del manuale
La copertina del manuale

Fantasy Militare

Come detto in precedenza, Fantasy Militare è il genere di questo gioco. Il tavolo andrà a vivere le (dis)avventure della Legione, un manipolo di soldati che dovrà disperatamente raggiungere la Fortezza Skydagger, sfuggendo alle orde di non morti del Re Cinereo, cercando di limitare le perdite, possibilmente ottenere nel mentre nuove reclute, risorse, armamenti, reliquie e altre utilità. Questo prima di raggiungere l’inverno, o il tutto sarà tardi. Si, perché in Band of Blades la vostra Legione è ciò che rimane tra l’umanità e l’estinzione. A guidare la Legione ci sono i Generali (ruoli veri e propri) e il Prescelto, un essere umano che ha in sè una scintilla divina, e garantisce alla Legione alcuni benefici.
Se finora non si fosse capito, il tono è anche pesantemente Dark.

La guerra è il tema principale di quest’opera. La guerra è difficile, sporca, terrificante. Spesso e volentieri, come già accennato, la Legione dovrà compiere delle scelte difficili, e sopravvivere ad ogni costo. Se non arrivate a Skydagger, non avrete mai speranze di vincere la guerra con il Re Cinereo

Una carica di Soldati
Una carica di Soldati

Sistema

Per chi non conosce i FitD (MALE! Recuperare al volo Blades in the Dark, sempre edito dalla Grumpy Bear nella nostra lingua), questi giochi funzionano su un sistema estremamente narrative-driven, ma con una bella componente meccanica dietro.
Il core del sistema è assemblare un pool di dadi (a 6 facce nel nostro caso) e vedere quale sia il numero più alto tra tutti. Quindi se io tiro 4 dadi, e ottengo 1,4,3,6, prendo in considerazione solo il 6.

Detto questo, il valore numerico determina anche il proprio grado di successo (o insuccesso). Da 1 a 3, la nostra prova sarà un insuccesso; 4-5 un successo con prezzo, 6 un successo pieno. Se per caso dovessimo ottenere due o più 6, si ottiene un critico, ottenendo un esito decisamente migliore del previsto. Ma il tiro di dado non è tutto. Ci sono due cose IMPORTANTISSIME da tenere conto: posizione ed efficacia.
La posizione determina la gravità delle conseguenze negative che avrà il tiro. Si dividono in Controllata, Rischiosa e Disperata. Ma non starò qui a dilungarmi su cosa vogliono dire.
L’efficacia determina quanto sarà importante il tuo successo. I suoi gradi sono Limitata, Normale, Superiore. 

Dato che mi sto dilungando troppo sul funzionamento generico del sistema (perdonatemi, ma è davvero davvero bello), cercherò di essere breve da qui in poi.
Importante per tutto ciò che riguarda il gioco sono gli Orologi, un meccanismo usato per determinare quanto tempo ci vuole a fare azioni prolungate o in generale compiti nel lungo periodo o per tenere traccia del passaggio del tempo (questo nella fase Campagna).

Affrontare qualcuno davvero impegnativo di solito viene espresso con un Orologio, per fare un esempio.

Non avrete i classici punti ferita, ma delle caselle per segnare le vostre conseguenze fisiche, divise in livelli di gravità : 2 spazi per le ferite di livello 1, 2 per il livello 2, 1 per il livello 3, e se arrivate a 4 bye bye. Ogni livello vi darà un malus, da un meno 1 a un tiro o efficacia, svenimento o come detto una riga fa, la morte. Non vi preoccupate, a queste conseguenze (come a quelle narrative) si può sempre resistere. Ciò avviene prendendo Stress (l’altra risorsa fondamentale di questo sistema), e poi effettuando un tiro nelle macro caratteristiche (Intuito, Prestanza, Risolutezza), sottraendo il risultato dal valore fisso di 6 stress. Oppure si può resistere spendendo la propria Armatura (se è un danno) o Armatura Speciale (per determinati casi specificati). Tutto questo infino pippone per dirvi che c’è un grande controllo su ciò che ci succede. Fino a che abbiamo le risorse per farlo.

Prima di andare a vedere cosa aggiunge Band of Blades al comparto regole di nuovo, affrontiamo la cosa più bella (a mio insindacabile parere soggettivo), il Patto con il Diavolo. Quando si effettua un tiro, ci sono 3 metodi per migliorare le proprie possibilità. Farsi aiutare (chi aiuta si stressa), spingersi al limite (prendendo stress), oppure farlo “gratis”. Qui entra in campo il Patto con il Diavolo. Una complicazione narrativa, a prescindere che il tiro sia un successo o meno, proposta dal narratore (o dal tavolo), di cui il giocatore è pienamente consapevole. Nel corso di diverse campagne ai FitD questa cosa mi ha regalato delle gioie immense. Da giocatori che mi dicono “non voglio manco saperlo, lo accetto a priori” oppure il meraviglioso “non vedo malus”. 

Cosa c’è di nuovo

“Oh, sto prolisso del menga forse ha finito di ammorbarmi”. Quasi caro lettore, quasi.
Inizio facendo un elenco, per poi andare nello specifico. Tra uno e l’altro, consiglio una pausa : caffè, sigaretta, pisolino, coda alle poste, sposarsi, vivere la propria vita, qualsiasi cosa che richiede meno tempo di questa recensione.

  • Il Prescelto
  • I ruoli dei Generali
  • I libretti, divisi in Specialisti, Soldati e Novellini
  • I Violati
  • La struttura della campagna
Il Prescelto

Senza entrare troppo nei dettagli della trama di Band of Blades, il Prescelto è un mortale benedetto da un dio, che si erge come nemico del Re Cinereo. A parte essere super figo, ha un riscontro meccanico. Funziona da potenziamento extra a tutta la Legione, facendo le funzioni di quella che in Blades in the Dark è la Banda. Le sue capacità sono espandibili, se si svolgeranno missioni che ne faranno ottenere il favore. Il gioco base ne presenta 3, ma nulla vieta di inventare.

Shreya, uno dei 3 Prescelti
Shreya, uno dei 3 Prescelti
I ruoli dei Generali

Forse una delle novità più interessanti del gioco. In Band of Blades i PG dei giocatori non saranno gli Specialisti, i Soldati o i Novellini, ma i Generali della Legione. Il gioco presenta 5 ruoli : 3 fondamentali (senza non si può giocare, ecco perché il numero minimo di players è 3) e 2 opzionali. Ognuno ha un ruolo specifico nell’organizzazione della campagna stessa; i Generali concedono pieno controllo sul managing della Legione stessa, permettendo di

  •  scegliere quale missione affrontare in determinato luogo (ruolo del Comandante) e segnare il passaggio del tempo (ne parlerò dopo)
  •  determinare quali risorse servano al gruppo, quali concedere durante una missione, quali investire per rendere una missione più semplice, scegliere quali attività di Downtime farà la Legione (ruolo del Quartiermastro)
  • decidere quali membri della Legione andranno in ogni missione, scegliendo gli Specialisti, e quale squadra li accompagnerà, sia nella missione primaria che in quella secondaria (ruolo del Maresciallo)
  • eseguire azioni speciali durante la fase dell’accampamento, come inviare spie, addestrarne di nuovo, curare le spie ferite, ottenere informazioni che aiuteranno Comandante e Maresciallo (Capo delle Spie)
  • tenere gli annali della Legione, scrivere i nomi di tutti i morti della Legione (il gioco prevede siano tanti, e ha ragione), raccontare ogni 5 morti una storia del passato, per rinfrancare il morale collettivo, concedendo un determinato bonus temporaneo (Custode delle Tradizioni)
Il Quartiermastro a lavoro
Il Quartiermastro a lavoro
Libretti

Come forse già saprai, caro lettore, in un FitD non esistono le Classi, ma i Libretti. Sono un riassunto di tutte le capacità e abilità del personaggio che verrà guidato in una missione, assieme alle sue caratteristiche, equipaggiamento ed xp triggers.

Prima ti avevo accennato che i combattenti della Legione non sono i personaggi veri e propri, e mi pare ora sia il momento adatto per spiegarlo meglio. 

All’inizio di una campagna (idealmente nella sessione zero) ogni giocatore deve creare uno Specialista. Essi sono 5, ognuno con un ruolo e un “gameplay” diverso : 

  • Pesante, guerriero in armatura che difende e controlla il campo con la sua estrema prestanza fisica
  • Medico, il guaritore del campo 
  • Ufficiale, leader, stratega, carismatico, playboy e filantropo
  • Scout, l’avanguardia furtiva della Legione
  • Cecchino, quello a cui dici “Cecchino, lo vedi quel non morto laggiù?” “Sì signore” “Io non voglio più vederlo” “Compreso signore”

Questi libretti ruoteranno spesso nel corso della campagna, poiché ogni missione potrà far scendere in campo solo 2 Specialisti, poiché gli altri o serviranno nella missione secondaria, o saranno troppo feriti o stressati per agire sul campo, o perché al Maresciallo stanno antipatici. Ci può essere solo uno Specialista per tipo, quindi un Soldato che può essere promosso a Specialista dovrà attendere che uno di questi muoia (senza provocargli un attacco di pugnalite acuta) per poterlo sostituire.

Soldati e Novellini sono i libretti generici. Sono il cosiddetto “bread&butter” della Legione. Sono generalmente tanti (sempre se non vi crepano come mosche), facilmente reclutabili durante le varie fasi del gioco, versatili e dannatamente efficaci sul campo. Te li spiego un filo meglio.

Il Soldato è un regolare della Legione, e sa difendersi molto bene. Non ha quasi nulla a che invidiare a uno Specialista, anzi ha alcune capacità che lo rendono molto interessante e peculiare. Il Soldato per essere promosso a Specialista deve raggiungere determinati prerequisiti, e una volta che li ha (e quel ruolo è vacante) potrà “evolversi”, mantenendo però tutte le sue precedenti abilità speciali! Questa meccanica rende molto interessante e sentita la vita di questi Libretti, poiché uno Specialista promosso da Soldato in gioco è molto più “forte” di quello creato a inizio gioco.


Il Novellino è simile al soldato, solo che è equipaggiato male (la Legione non può permettersi di sprecare risorse su qualcuno che non si sa se sopravviverà alla sua prima missione, quindi lo equipaggia con fogli di giornale bagnati come armatura e tanta voglia di crescere come arma) e se non viene protetto, morirà al primo o secondo pericolo. C’è un grosso “Però”; il Novellino inizia la sua carriera con un’abilità del suo libretto, che è peculiare e moooooolto interessante sul lungo andare, rendendo molto gustoso il cercare di farlo arrivare addirittura a Specialista! Tutto questo richiederà un notevole impegno da parte dei giocatori, dato che come ti ho detto essi sono fragili come un bicchiere di cristallo.

Lo specialista Pesante in azione
Lo specialista Pesante in azione
I Violati

Il Re Cinereo è una grande minaccia, non solo perché ha fenomenali poteri cosmici con cui minaccia la vita, ma anche perché è in grado di corrompere i Prescelti. Questi diventano i suoi più fidati e potenti agenti, i Violati. Ognuno di loro incarna un tema dell’horror, dall’orrore biologico di natura alchemica, la rovina causata dalla guerra, terrore psicologico e magico. Nello specifico, durante la campagna se ne affronteranno due, tre se ci si impunta a farne fuori uno (richiede un’attenta e lunga pianificazione, ma è una cosa fattibile).

Ogni Violato mette in campo le sue specifiche truppe (non morti modificati, combattenti corrotti dai poteri oscuri, creature orrorifiche in generale etc etc), e ha determinate abilità per migliorare i suoi soldati (che scattano in momenti precisi della campagna). Sono gli antagonisti principali della campagna, e non daranno tregua alla Legione

Il Frantumatore, il Violato che incarna i temi della spersonalizzazione della guerra e il totalitarismo
Il Frantumatore, il Violato che incarna i temi della spersonalizzazione della guerra e il totalitarismo
Struttura della campagna

Arriviamo ora alla parte “ciccia”, caro lettore. Band of Blades può essere giocato in molteplici modi, ma il più semplice è chiaramente quello di seguire la sua campagna nativa. Il manuale propone un’avventura ben strutturata, con diverse possibilità in ogni locazione che verrà visitata dalla Legione durante la loro fuga verso la Fortezza di Skydagger. 

La Mappa di Gioco
La Mappa di Gioco

Il Comandante ha diverse frecce al suo arco, potendo spaziare in quasi tutti i tipi di missioni (Assalto, Approvvigionamento, Religiose, Ricognizione ed infine di Favore per il vostro prescelto), scegliendo quello che più conviene in quel momento alla Legione. La scelta della missione primaria e secondaria è fondamentale, non solo per le ricompense e per i risvolti che esse avranno sulla trama, ma anche perché tutte le altre sono automaticamente fallite. La campagna prevede scelte difficili, e stai sicuro caro lettore che sarai portato a farle. Non voglio scendere troppo nel dettaglio, ma, da manuale, una Legione dovrebbe arrivare in fondo per il rotto della cuffia. Ciò chiaramente non vuol dire che si sia giocato male o in modo errato, solo che il tema del gioco lo prevederebbe.
Il numero di “tappe” previste dalla campagna sono tra le 10 e le 12, quindi in base al tempo che si investe in essa si potranno affrontare circa 11 sessioni. Richiede un impegno di media lunghezza, ma per mio gusto personale la cosa non pesa, anzi. 

Ma… e se volessi cambiare ambientazione?

Cambiare completamente la vostra ambientazione di gioco è possibile, lo stesso manuale lo suggerisce. Infatti è presente un comodo trafiletto in fondo allo stesso (una singola pagina) che spiega come poter adattare il tutto a quello che si preferisce (l’esempio fatto è per una storia di stampo sci-fi), specificando che i vincoli devono rimanere gli stessi per mantenere il feeling dell’opera.

Band of Blades, ma nello spazio
Band of Blades, ma nello spazio

Approfitterò di questo spazio per raccontarti della mia esperienza di gioco, caro lettore.

Band of Blades è stata un’esperienza molto interessante, una variazione sul sistema e tema di Blades in the Dark. La campagna base l’ho usata come ispirazione, come alcune regole (ho dovuto rimaneggiare i retaggi culturali per riadattarli all’ambientazione prescelta). Il tutto si è perfettamente sposato con la mia idea, anche se sarebbe più giusto dire che la mia idea si è sposata perfettamente con il tema proposto da BoB. Con il mio gruppo avevamo deciso di giocare Blades of Temeria, sfruttando l’ambientazione di The Witcher. Invece della Legione avevamo Le Bande Blu di Temeria, e invece delle armate del Re Cinereo avevamo a tallonarci e a non darci respiro l’interezza dell’esercito di Nilfgaard. Questo ci ha permesso di poter dare fondo a tutto il regolamento di BoB, vedendo il potenziamento dei Violati (che erano Generali nilfgaardiani), potenziando il nostro Prescelto (io avevo dato una rosa di 3 possibili candidati, Foltest con un MacGaffin dalla distanza, John Natalis in presenza. Ma chissà perché ho sentito 5 voci dire in coro “VERNON ROCHE”), affrontando varie missioni, esplorando terre difficilmente esplorate bene nella serie di Videogiochi (di nuovo, chissà perché il Comandante ha fatto di tutto per arrivare a Touissant e fermarcisi per 3 missioni).
Devo dire che nonostante i diversi cambi, il regolamento è rimasto solido ed estremamente fruibile. Per chi gioca con gli amici online, Roll20 ha le schede perfettamente integrate nel loro sistema. 

“Ti sei meritato una bella promozione, ragazzo”
Ti sei meritato una bella promozione, ragazzo”

Conclusione

“Oh, finalmente” dirai giustamente, caro lettore. 

Chiuderò questa recensione con un ultimo paio di pensieri. Bando of Blades è un gioco estremamente tematico, con un solido motore che spinge tantissimo sulla fiction. Il lavoro del narratore è impegnativo ma non mastodontico, in quanto deve ovviamente leggere il manuale e gestire i vari aspetti del gioco, ma a meno di casi particolari non deve inventare di sana pianta un mondo di gioco o una campagna altamente strutturata. Gli strumenti messi a disposizione del tavolo sono tanti e molto ben normati, permettendo una facile immersione nel mood proposto. La durata precisa permette di poter affrontare il tutto senza perderci dietro anni.
Veniamo però ai tasti dolenti. Il manuale, per quanto ben scritto, è un bel mattone (circa 460 pagine), e se è il primo FitD che si affronta si perderà del tempo a immagazzinare e digerire le regole. La rigiocabilità a mio avviso non è molta, purtroppo data proprio dalla tematica così forte. Non si è spinti immediatamente a giocare una seconda volta: forse dopo anni, ma di sicuro non nel breve termine.

Band of Blades è il gioco che fa per te se

  • ti piace giocare un gioco molto narrativo
  • ti piace avere controllo gestionale come giocatore
  • ti piace una campagna a durata “fissa” che ti mette davanti scelte difficili

Band of Blades non è il gioco che fa per te se

  • ti piace il gioco sandbox
  • ti piace l’alta rigiocabilità 
  • non hai tempo da dedicare a una manuale corposo

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