scritto da Fabio (Pinco11)
Fedele alla mia passione per i rolla e scrivi, eccomi a parlarvi oggi di un’altro titolo, Rolling Village, appartenente alla categoria, stavolta proposto dall’italiana Little Rocket Games ed ideato da Diego Di Maggio (autore, per lo stesso editore, di Siege of the Eternal Night).
In esso saremo chiamati idealmente a rivestire i panni di altrettanti sindaci di piccoli paesotti in espansione, impegnati nel dar vita ad un abitato il più vario possibile, combinando le esigenze di una adeguata presenza di case, verde e piacevoli laghetti, con quelle produttive. Il suo target, grazie a regole di base non troppo complesse (stanno in un A4 fronte retro) è quello di un pubblico ampi.

IL GIOCO IN POCO
Ognuno riceve ad inizio partita una scheda giocatore, che rappresenta una griglia quadrettata 5×6. Sintetizzando le regole principali di Rolling Village l’idea è quella che ad ogni turno si tirano i due dadi D6 in dotazione e si vada a disegnare il tipo di edificio indicato dal primo numero in una casella a scelta della colonna indicata dal secondo dado e viceversa. Se esce 1 o 4 si disegna una casa, con il 2 o il 5 una foresta (triangolo) e con il 3 o sei un lago (cerchio). Se escono numeri doppi si disegna un edificio di quel tipo e una piazza (quadrato), mentre se escono due numeri che corrispondono al medesimo edificio si disegna una fabbrica. Es. se escono 1 e 6 disegni una casa nella colonna 6 ed un lago nella colonna 1 (sulla scheda c’è un utile aiuto giocatore allo scopo).
Alla fine di ognuno dei 9 turni, poi, si ottengono punti valorizzando la riga corrispondente alla somma dei valori dei due dadi. Si va a verificare in quella riga quali caselle siano occupate da laghi, case e foreste e si ottengono i punti indicati dalle caselle occupate da essi in quella riga e nelle caselle adiacenti dello stesso tipo (vedi esempio. Se la somma dei dadi era 7, otterrai 5 punti per le case nella colonna 1 e 2 punti per le foreste nella 6, per un totale di 7 punti. Se la somma era 8, otterrai anche i punti per la casa e foresta singole nelle colonne 2 e 5).
A fine partita (ossia dopo 9 lanci di dado) ai punti ottenuti in tal modo si sommano 10 punti per ogni piazza circondata da almeno un lago, una foresta ed una casa e 10 punti per ogni fabbrica circondata da laghi o foreste (e penalità per ogni casa o piazza ad essa adiacente).

COME SI PRESENTA
Con Rolling Village siamo di fronte ad un rolla e scrivi dai componenti basici, quindi all’interno della scatola troviamo solo un libretto di fogli double face, due dadi standard D6 ed una confezione di matitine colorate. Queste ultime hanno un tratto decisamente leggero, per cui consiglio di lasciarle perdere ed utilizzare penne o, ancor meglio pennarelli (consiglio di usare blu per il lago, verde per la foresta e marrone per le case).
La grafica è colorata ed attraente, risultando più che azzeccata per attrarre al tavolo i potenziali giocatori di ogni età. Il manuale è essenziale e volutamente sintetico per stare in un A4 fronte retro, ma un paio di esempi extra potevano essere utili. La scatola è di cartoncino sottile, ma ha il pregio di essere poco ingombrante. Nell’insieme i componenti risultano adeguati.

COME GIRA
Rolling Village è un rolla e scrivi dalle regole di base sufficientemente lineari (escono due numeri e disegni due cose) da poter essere proposto praticamente a chiunque (sulla scatola infatti campeggia un 8+ di età) e spiegato in pochi minuti.
“Tira i dadi” “ok, abbiamo 4 e 6” “Bene, ognuno può disegnare una casa (fai la casetta con il tetto) nella colonna dove vedete il dado con il 6 ed un lago (un tondo) in quella con il 4″. ” Ci siete?”. “Ok, ora controllate nella riga dove vedete scritto 10,11: avete qualche casella segnata lì?”. “Se NO scrivete zero nella prima casella libera in fondo al foglio” “Se SI, fatemi vedere che vi spiego come si contano i punti”.
Nelle poche righe di cui sopra abbiamo, in pratica, una possibile spiegazione e dal secondo turno tutti possono fare da soli (basta al termine del 3°, 6° e 9° turno aggiungere che si può disegnare una cosa extra). Chi tira i dadi può fungere un poco da speaker, tipo il bingo, ed in questo modo si possono superare i problemi che possono porsi ad utenti più occasionali. Abbastanza semplice e rapido. Praticamente lo impari giocando.
I meccanismi del punteggio a loro volta non sono tanti, ma richiedono giusto un minimo di pianificazione extra. Ci sono un paio di tattiche da seguire, che sono abbastanza intuitive, ma che richiedono comunque, per i neofiti, qualche partita per essere scoperte. Si deve, in pratica, solo cercare di dar vita a cluster di edifici dello stesso tipo, preferibilmente che si sviluppano in verticale e predisporre poi spazi idonei per alloggiare piazze (piuttosto forti) e fabbriche.
Un minimo di attenzione deve comunque essere posto nel disegnare BENE le forme geometriche. Niente di difficile, per inteso, ma se non state attenti e scrivete troppo veloce otterrete quadrati e triangoli “stondati”, con l’effetto finale di non capirci nulla. Non è difficile, ma ditelo, altrimenti a metà della prima partita dovrete ripartire da capo 🙂
La fortuna è decisamente presente al tavolo, visto che ad ogni turno è valorizzata la riga indicata dalla somma dei dadi e questo può determinare, da solo, la vittoria finale. In genere la statistica dice che le righe più ‘generose’ sono quelle grosso modo centrali (occhio però che il 7 ha l’indice di probabilità più elevato, ossia 1/6 dei lanci, ma sia la coppia 5-6 che quella 8-9, godono di 1/4), ma succede che possano uscire diverse volte certi risultati, penalizzando chi non stia giocando in quella fascia della scheda.
L’interazione è assente, visto che ognuno gioca nella propria scheda e l’altrui presenza di avverte solo nella corsa al punteggio.
Nell’insieme, dunque, siamo di fronte, con Rolling Village, ad un titolo dalle regole abbastanza semplici, che offre una sfida adeguata per giocatori alle prime armi ed una grafica coloratosa, idonea ad avvicinare al tavolo anche i più piccoli. Le meccaniche proposte offrono uno spessore limitato, ma sufficiente per un livello di sfida almeno basico, per cui possono garantire alcune partite condivise da un pubblico eterogeneo. Per i gamer ed appassionati del genere, che siano reduci da diverse escursioni nel vasto campo dei rolla e scrivi, potrebbe invece risultare un pelo troppo ‘light‘ e con un elemento alea significativo.
CONCLUSIONI
Rolling Village è un rolla e scrivi sufficientemente semplice e coloratoso nella grafica. Adatto per avvicinare al genere neofiti e bambini, offre anche quel minimo di spessore adatto per far partecipare insieme a loro anche utenti più esperti, anche se per questi ultimi il livello di sfida (e di controllo) complessivo resta un pelo basso per diventare un classicone.
Se siete curiosi di esplorare ancora il genere dei rolla e scrivi, eccovi il link al mio articolo di panoramica ad esso dedicato.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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