scritto da
Bernapapà
Grazie ad un amico che mi ha prestato la sua prestigiosa copia kickstarter, con tanto di inserti in balsa per la sistemazione dei materiali, sono venuto a contatto con questo gioco che mi ha favorevolmente impressionato, per cui ve ne parlo oggi: Factory Funner, uscito nel lontano 2016, ma risorto grazie, appunto, alla campagna kickstarter dello scorso anno; il designer è Corné van Moorsel, coautore con Rosemberg di Nova Luna; l’editore è BoardGameTables.com. Gioco da 1 a 5 giocatori, senza alcun testo, ci terrà al tavolo per una mezzoretta.
Il gioco ci proietta nel mondo dei circuiti di fluidi, e quello che dovremo fare sarà costruire dei condotti da varie sorgenti a varie destinazioni, in modo da collegare correttamente i macchinari che trasformano il colore di questi fluidi; per i nostalgici dei videogiochi passati, richiama un po’ l’ambientazione di Plumbers.
Il gioco è destinato ad un pubblico molto vasto, che abbia la voglia di cimentarsi nel trovare soluzioni collegando e ridisponendo i tubi, a seconda di come vengono posizionati i macchinari. Due varianti consentiranno di attrarre sia il pubblico più reattivo, che quello più riflessivo.
I MATERIALI
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Nella scatola di Factory Funner troveremo 5 plance di gioco, destinate ai 5 giocatori, ognuna rappresentante un reticolato di esagoni: le plance sono double-face, in modo da avere un lato uguale per tutti, dove l’unico ostacolo è l’esagono centrale non utilizzabile, mentre i lati posteriori presentano reticolati tutti diversi, con più ostacoli, per partite più sfidanti.
L’elemento fondamentale del gioco sono le tessere esagonali che rappresentano dei macchinari di trasformazione dei fluidi: ogni macchinario può avere da 1 a tre ingressi, di colori diversi, ed una sola uscita; negli ingressi, tramite dei pallini, si rappresenta la richiesta minima, mentre l’uscita riporta l’offerta.
I colori dei fluidi sono 4: blu, verde, giallo e viola, e per ognuno di questi colori, ad ogni giocatore, è consegnata una tessera che rappresenta la sorgente infinita di tale colore.
L’uscita dei macchinari dovrà alla fine defluire in alcune ampolle: ne verranno distribuite solo 3 a testa, ma alcuni macchinari producono un fluido nero che ha come unica destinazione una ampolla nera: tali ampolle sono in numero illimitato.
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Sulle tessere macchinario sono anche presenti i punti vittoria che otterrà chi riuscirà a utilizzare tale macchinario nel proprio impianto.
Oltre alle tessere esagonali dei macchinari, altro elemento determinante del gioco sono i tubi che permettono di connettere l’impianto: ne abbiamo di tutte le forme, in modo da poter connettere qualsiasi coppia di lati degli esagoni, ma anche con uscite multiple, in modo da fare confluire i fluidi in diverse ramificazioni.
Terminano la dotazione la plancia con i percorso del punteggio, nonché alcuni dischetti plasticosi trasparenti, che verranno utilizzati per il punteggio.
LE REGOLE
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Factory Funner presenta due varianti, che utilizzano le stesse meccaniche, ma che fanno leva una sul colpo d’occhio, mentre l’altra più sull’aspetto riflessivo.
Iniziamo quindi a descrivere come si gioca, e poi vediamo le differenze sulle varianti.
Ad ogni turno, ognuno deve provare a piazzare una tessera macchinario, poi vi spiego come si scelgono per le due varianti.
Piazzata la tessera su un esagono vuoto, il giocatore deve obbligatoriamente chiudere tutti i flussi, ossia alimentare gli ingressi della tessera e fare defluire l’uscita del macchinario in modo corretto.
Con il posizionamento della prima tessera, semplicemente andranno messe le sorgenti ed una ampolla finale, anche attaccate alla tessera stessa.
Le tessere successive
Con l’avvento delle successive tessere , il posizionamento diventa più interessante perché è sempre necessario chiudere i fluidi, ma è possibile alimentare l’ingresso di un macchinario, con l’uscita di un altro macchinario: ovviamente si deve rispettare il colore, e la quantità minima di ingresso, ossia la capacità di uscita deve essere maggiore o uguale alla richiesta dell’ingresso.
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Questa combinazione, oltre a non fare sprecare tubi, sorgenti infinite e ampolle, viene anche premiata utilizzando un dischetto trasparente, in modo che alla fine del turno, tutti gli ingressi alimentati da un’altra macchina, forniranno 3 punti aggiuntivi, alla fine del gioco, per ogni pallino definito sull’ingresso.
Quando si posiziona una nuova tessera macchinario, è possibile spostare tutti gli altre elementi già posizionati, ad eccezione delle altre tessere macchinario; è anche possibile posizionare, sulla stessa tessera, tubi diversi per circuiti diversi.
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Unica situazione vietata è un circuito che si autoalimenti, ossia il cui flusso crei un circolo chiuso, senza avere origine in una sorgente e finire poi in una ampolla.
Per il conteggio dei punti (si parte da 10 punti ognuno), si devono sommare i punti definiti sul macchinari appena posizionato, cui si toglie un punto per ogni altro elemento (sia tubo, che sorgente, che ampolla) che si è aggiunto al puzzle per chiudere il circuito: gli eventuali pezzi scartati non si contano, così come non si conta lo spostamento di quelli che erano già presenti.
Dopo aver posizionato l’ottava tessera, il gioco termina: si aggiungono i punti dei macchinari collegati fra loro, e si decreta il vincitore.
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Ma veniamo alle due dinamiche che il gioco propone per accaparrarsi le tessere.
La prima dinamica proposta è una scelta contemporanea: ossia, ognuno viene dotato di 8 tessere esagonali, che non guarda, e al via tutti rivelano una tessera: a questo punto, ognuno può cercare di accaparrarsi la tessera che vuole, considerando che il primo e l’ultimo giocatore a scegliere godono di un malus/bonus: se il primo giocatore non riesce a piazzare la tessera, perderà due punti; se invece l’ultimo giocatore non riesce a piazzare la tessera, non perde nulla.
La seconda dinamica, quella un po’ più brucia-cervelli, prevede semplicemente che la scelta si faccia a giro, dove ognuno può scegliere fra tre tessere svelate.
LE IMPRESSIONI
Dato che non sono un amante dei giochi “a colpo d’occhio”, o meglio, dato che, anche per l’età, la rapidità tende a calare, ho preferito giocare con la variante tranquilla, quella che consente di scegliere la tessera con tutta calma; ovviamente questa modalità ha un “piccolo” difetto: i tempi di gioco si allungano notevolmente, proprio perché ognuno si prenderà il suo tempo per decidere quale tessera utilizzare.
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Detto questo, Factory Funner mi è molto piaciuto, un po’ perché mi ricorda il mio passato da studente di ricerca operativa (flusso di costo minimo dice nulla agli addetti ai lavori?), ed un po’ perché questo tipo di problematiche, a puzzle da sistemare, sono decisamente sulle mie corde: quindi sappiate fino d’ora che il mio giudizio favorevole è condizionato da questi fattori.
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La difficoltà di Factory Funner sta proprio nel riuscire ad immaginare una soluzione per fare circolare correttamente i fluidi, anche rivedendo daccapo il lavoro precedentemente svolto, e l’abilità sta proprio nell’immaginare una soluzione prima di fare tutti i tentativi con i tubi, le sorgenti e le ampolle.
Il punteggio riportato sulle tessere è anche segno della difficoltà che si avrà nel piazzarle per cui è possibile applicare diverse strategie: o puntare sulle tessere più remunerative, cercando di trovare una soluzione per sistemarle, oppure accettare anche qualche tessera “semplice” che magari consentirà di mettere in sequenza più macchinari, guadagnando quindi i punti di ingresso.
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Dal punto di vista della longevità, beh, se non ci si stanca a ragionare sugli stessi “concetti”, Factory Funner ha un potenziale “eterno”; il fattore aleatorio è ovviamente presente, in quanto la conformazione dei nuovi macchinari potrebbe essere agevole o completamente scomoda, rispetto ai macchinari già piazzati.
Eppure la mia impressione è che se si possiedono elevate qualità di esplorazione delle possibili soluzioni, si vincerà a dispetto di fortuna avversa.
Unico difetto, soprattutto nella variante riflessiva, è che qualche pensatore accanito potrebbe allungare in modo eccessivo il gioco, che rimane gradevolissimo se non si eccede nei tempi.
Tutti i diritti appartengono all’editore; le regole e le immagino sono state qui riportate come gradita presentazione del gioco. Le immagini sono prese da BGG e saranno eliminate dietro semplice richiesta.
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