scritto da Fabio (Pinco11)
Il maglev è un tipo di treno a lievitazione magnetica, la cui tecnologia è stata sviluppata sin dagli anni ’70, quando sembrava rappresentare il futuro del trasporto su rotaia. Essendo l’attrito rappresentato quasi solo dall’aria, le velocità raggiungibili sono estreme, arrivando anche ai 600 km orari, che rappresentano un record per il trasporto terrestre di persone. Nonostante ciò, le applicazioni pratiche si sono rivelate assai sporadiche ed in diverse occasioni (come è accaduto a Berlino) le tratte maglev sono state poi dismesse, essendo al momento operative poche linee.
L’idea alla base di Maglev Metro, ideato da Ted Alspach (quello di Subirbia e Mad King Ludwig) ed edito dalla Bezier Games (per 1-4 giocatori, 14+, 60′-90′, con testo in lingua sulle carte obiettivo) è quella di proporre ai giocatori la sfida di costruire a Berlino e Manhattan una nuova linea sfruttando tale tecnologia.
Il risultato è un classico ferroviario a base di costruzione reti e pick and delivery (raccogli e consegna), di difficoltà media (su BGG il gioco è valutato 2.79 su base 5 di difficoltà), assai ben oliato (come ci si aspetta del resto da un gioco sulla lievitazione magnetica) e di adeguato spessore, adatto per un pubblico di giocatori esperti, ma anche di utenti che abbiano superato lo svezzamento.

IL GIOCO IN POCO
Le regole risultano sorprendentemente lineari e basta, in realtà, relativamente poco per spiegarle. Ad inizio partita si sceglie su quale lato del tabellone giocare e si svolge il setup, trovandosi di fronte ad un tabellone esagonato sul quale trovano spazio alcune stazioni di partenza e diversi spazi sui quali saranno collocate le stazioni successive, oltre ad un buon numero di omini (Robot) di colore oro, argento e bronzo.
In sostanza al proprio turno ognuno svolge 2 tra le azioni disponibili e passa la mano, scegliendo tra il piazzare rotaie (collocando apposite tessere esagonate semitrasparenti), muovere il proprio maglev tra le stazioni raggiunte, caricare e scaricare passeggeri, costruire o rifornire le stazioni di passeggeri, riorganizzare la propria plancia o invertire il senso di marcia.
L’idea è quella che si devono raccogliere dalle stazioni omini e portarli nelle stazioni di arrivo (ognuno va nella stazione del proprio colore): quando scendono essi vanno direttamente nella plancia del giocatore che li ha trasportati, consentendo di migliorare la potenza e/o il numero delle azioni che si compiono, ottenendo azioni extra, sbloccando la possibilità di costruire stazioni e caricare omini di altri colori oltre a quelli base o, infine, incidendo sulle condizioni che attribuiscono unti a fine partita.
Il match prosegue fino a quando, piazzata l’ultima stazione, si esauriscono gli omini disponibili per la pesca (si completa il giro e se ne svolge un ultimo). All’esito di contano i punti sulla base dei binari piazzati, degli omini colorati raccolti e delle carte obiettivo soddisfatte.

COME SI PRESENTA
Il primo impatto con il gioco, appena steso sul tavolo, è assolutamente positivo e si ha subito la percezione di una produzione di alto livello.
Il tabellone è ultraspesso, visto che su di esso sono presenti incavi per alloggiare le tesserone stazione ed anche le plance giocatore sono spesse e dotate di idonei incavi. Le tessere rotaie sono trasparenti, con strisce colorate e sono state pensate per poter essere sovrapposte, mantenendo la visibilità dei percorsi di ognuno. I trenini maglev sono a loro volta bellissimi, in metallo e plastica ed una volta alloggiativi dentro gli omini sembra di aver in mano dei piccoli bob pronti per la discesa.
Ci aggiungi lo spessore della scatola e pensi di essere davvero di fronte ad un top di gamma.Purtroppo, però, accanto a tutti questi aspetti indubbiamente positivi, ve ne è almeno uno negativo, che rappresenta un errore marchiano di produzione, ossia il fatto di aver previsto, per gli omini di partenza, il colore bronzo e oro, i quali, a seconda del tipo di luce che si utilizza, possono risultare difficili da distinguere, creando difficoltà ai giocatori.
Stesso problema, anche se in misura minore, si avverte poi con il lilla e viola scelti come ulteriori colori, che si distinguono bene se messi vicini, ma che possono creare comunque confusione. Personalmente ho risolto appiccicando degli adesivi gialli sugli omini dorati e l’editore ha previsto l’invio di set di omini sostitutivi (pagando, però, le spese di spedizione, che da oltreoceano sono nell’ordine di 8 euro …), però questo errore ha a mio avviso pesantemente inciso sul voto medio del gioco, facendolo scendere in modo significativo, visto che non ti aspetteresti un problema simile in un titolo il cui prezzo normalmente sta sopra ai 70 euri.
COME GIRA
Esaurita la relativamente rapida spiegazione, ci si stupisce, nei primi giri del gioco, a vedere quanto velocemente il tutto tenda a girare (sempre fatti salvi i soliti pensatori seriali), visto che le due azioni concesse a turno consentono giusto giusto di fare metà delle cose che hai programmato.
Al primo turno, per esempio, costruisci un collegamento e carichi un omino o due e stop. Al giro successivo raggiungi la stazione che hai collegato e scarichi l’omino. Al terzo turno carichi e muovi ed al successivo scarichi. In pratica vi ho già descritto 4 turni, nei quali hai messo in plancia 2-3 omini.
E’ chiaro che le cose, andando avanti, tendono a divenire più complesse ed in particolare la gestione della plancia personale tende a sua volta ad attrarre l’attenzione e la riflessione, tuttavia la presenza della azione che permette di risistemare gli omini consente di prendere con una certa tranquillità decisioni anche in quell’ambito.

Con il procedere della prima partita, poi, ci si rende conto che tutto quel carica e scarica omini deve tendere a qualcosa e che, in pratica, sino a quel momento ci siamo dedicati tutti solo a costruire il nostro motore produttivo, collezionando la miseria di un punto per ogni stazione collegata.
Si alza quindi un attimo la testa e si inizia a guardare alle carte obiettivo, per decidere se puntare su qualcuna di quelle ed orientare il gioco di conseguenza.
Il bello del tutto è la gradualità con la quale si fanno le cose: visto che le azioni sono numerose non ci si preoccupa troppo di dover far combaciare proprio tutto e nel contempo quando sono costruite nuove stazioni entrano nella sacchetta anche omini di altri colori, i quali a loro volta spingono a prendere decisioni su come orientare le mosse successive. Lo stesso accade poi quando qualcuno tira su omini sgraditi e li lascia a marcire sui binari delle rispettive stazioni, spingendo magari a raggiungerle riorganizzando le proprie tratte di conseguenza.
Il gioco spinge, dunque, ad essere elastici e la miglior strategia è spesso quella di non avere troppe strategie a lungo termine, adattandosi a ciò che di volta in volta offre il tabellone.
Le sensazioni che il tutto restituisce sono nel complesso più che positive e si ha la netta idea di essere di fronte ad una versione più lineare e digeribile dei temi già affrontati in titoli come il recente Imperial Steam o in Steam o Brass, tutti giochi nei quali si doveva sempre costruire reti di binari su tabelloni grigliati, portando cubetti di un certo colore da un posto all’altro, ma dove ogni azione doveva essere meditata e soppesata, facendo sempre attenzione a non perdere tempi di gioco.Qui c’è profondità, ma c’è anche fluidità e alla fine, ad onta del paio d’ore che una partita alle prime esperienze può portare via, ci si sente molto meno stanchi di quanto accade per titoli più di peso. Il livello di difficoltà è quindi, non di molto, ma sicuramente sotto al 3/5.
Aspetti potenzialmente negativi?
Partiamo dal glitch nei componenti di cui ho parlato (omini dorati e bronzo poco distinguibili e similmente per le tinte di lilla e viola) ed aggiungiamoci poi le carte obiettivo, che sono una selva ed in alcuni frangenti spingono addirittura a non fare cose (premiando chi non usi parte della plancia). Queste ultime possono essere comunque indirizzate scegliendo di distribuirle con un draftone iniziale, ma qui la sensazione che forse qualcosa per rendere il tutto un pelo più elegante poteva essere fatto (tipo inserire obiettivi comuni o proporre dei draft tra gruppi di carte predefiniti?). Nel contempo le mappe sono fisse, per cui chi ami sfruttare a fondo i giochi potrebbe trovarsi presto a chiederne altre (cosa che l’editore ha previsto, tanto da programmare un kicstarter ad aprile 2022 per lanciare il finanziamento di mappe addizionali).
Come è stato accolto?Beh, il voto medio su BGG non è elevato, per niente, attestandosi il gioco su di un 7.3 che lascia interdetti, essendo voto che di solito è sinonimo di “può piacere agli amanti del genere”, ma che trovo un pelo ingeneroso. Immagino che la questione degli omini colorati (oltre che le critiche nate per gli esagononi stazione non perfettamente incollati) il suo peso lo abbia avuto, soprattutto tenendo conto che si tratta di un prodotto costoso, per il quale ci si attende, dunque, che tutto sia perfetto o quasi.
ALTERNATIVE?
Se questo vi ha interessato, potreste dare un’occhiata anche a Imperial Steam, forse il miglior interprete recente della categoria (qui ne trovate la mia review) o il mostro sacro Brass (qui vi linko la review alla sua versione Birmingham).
Se via piace invece solo l’idea del costruire reti e non capite perchè tutto debba essere per forza così difficile, provate a giocare, anche in famiglia, Ticket to Ride (eccovi il link).
CONCLUSIONI
Maglev Metro è un ottimo titolo che declina in modo molto streamlined, ma non per questo banale, le logiche di costruzione reti e pick and delivery. La sua struttura è tale da poter essere giocato attraverso numerosi turni rapidi, riuscendo, già grazie a questo, a rientrare nella categoria dei pesi medi, pur proponendo logiche tipiche di titoli più pesanti.
Il suo pregio maggiore sta quindi proprie nell’aver saputo interpretare in modo intelligente la sfida del ferroviario, rendendo il tutto fruibile anche a non gamers accaniti. Brillante la componentistica, al netto di qualche errore marchiano, è nel complesso titolo da tenere in forte considerazione e ragionevolmente un must per chi bazzichi molto nel settore delle rotaie.
Segnalo, per chi fosse interessato, che il gioco è disponibile anche nel negozio online Egyp.it
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it