Era il lontano 1999 quando veniva lanciato sul mercato “Tikal” della ormai collaudata coppia di autori Michael Kiesling – Wolfgang Kramer.
Il titolo avrebbe costituito il primo capitolo di una trilogia, denominata per via dell’illustrazione sulla confezione, “trilogia della maschera”. Solo un anno più tardi uscirono infatti “Java” e nel 2002 “Mexica”: tutti e tre i titoli si dimostrarono essere molto validi, ognuno con la propria schiera di sostenitori. A distanza di più di dieci anni (undici per l’esattezza) vede la luce Tikal 2, titolo per 2-4 giocatori (tempo stimato a partita 90′, età suggerita dai 12 anni in su) che è stato presentato ad Essen dell’anno scorso, sorgendo sin dall’annuncio della sua pubblicazione una domanda nelle le menti dei giocatori ossia: “sarà il seguito del glorioso Tikal o il remake” ? Oggi, a distanza di tempo, conosciamo la risposta, ovvero: “si tratta di un nuovo gioco”.
Sebbene su BGG sia presentato come una “re implementazione” del suo predecessore, chiunque abbia avuto modo di provarlo o semplicemente di leggere il regolamento sa benissimo che questa definizione gli stà un po’ stretta, visto che i due titoli condividono l’ambientazione, il tema e poco di più. Diciamo subito che il titolo risulta molto più semplice del suo predecessore, ma non per questo più banale.
A livello di meccaniche, rimangono gli esagoni da posizionare su una plancia e si parlerà ancora di esplorazione, ma il tutto si svolge attraverso un sistema semplificato che molto si discosta dal titolo del 1999. Non si avranno più, ad esempio, 10 A.P. (Action Point) da gestire, bensì due azioni predefinite. Abbiamo così una fase di scelta delle azioni ed una di esplorazione. La prima viene effettuata facendo avanzare la propria canoa lungo il fiume rappresentato nella parte esterna della plancia e selezionando una delle tessere disponibili, la seconda muovendo il proprio esploratore e questo snellisce molto il turno del giocatore, riducendo di molto i tempi di attesa derivanti da “analisi-paralisi”.Le chiavi suddivise in cinque diverse colorazioni, se poste nello zaino, serviranno all’esploratore per passare da una stanza all’altra, attraversando le porte di colore corrispondente, se poste nell’accampamento serviranno per fare punti sulla base dei diversi set di colori collezionati ed in base ai templi esplorati.
I passaggi segreti serviranno per passare da una stanza all’altra attraversando un muro privo di porta, le carte conferiranno poteri speciali utilizzabili una singola volta o conferiranno punti a fine partita, i tesori potranno essere venduti in cambio di punti. L’esploratore abbiamo detto necessita di chiavi colorate per passare da una stanza all’altra: più colori avrò a disposizione, maggiore sarà la mia capacità di movimento, ma dovrò rinunciare ad utilizzare le chiavi per far punti. Questa è una dinamica molto interessante che mette di fronte ad una scelta importante. Quando un giocatore raggiunge una nuova stanza può piazzare una propria bandierina, acquisendo i punti eventualmente rappresentati sulla tessera (se è il primo ad entrarvi) o comunque i punti sulla base del numero di porte rappresentate. Quando successivamente nel gioco si piazzerà una bandierina in una stanza con nuove porte dello stesso colore di una stanza in cui si era precedentemente piazzata una bandierina, quelle porte saranno nuovamente conteggiate. I templi, oltre ad offrire punti o carte speciali, assegnano punti sulla base del colore dell’altare rappresentato al giocatore che ha più chiavi del colore corrispondente nell’accampamento.
Il gioco presenta due fasi di punteggio una intermedia ed una a fine partita. Appena rimane un solo esagono vuoto sulla plancia, viene posizionata la stanza del tesoro, che offrirà molti punti ai suoi visitatori.
Non mi addentrerei oltre nel regolamento, anche perché se interessati, potete reperirne sulla tana dei Goblin la versione completa in italiano, per cui passo direttamente alle mie impressioni sul gioco.
Bel risultato o deludente seguito ? .. lo scoprirete solo leggendo …
Vedo che recentemente c’è una tendenza degli autori di riproporre vecchi successi, in chiave leggermente semplificata: mi viene in mente ad esempio la semplificazione effettuata da Philippe Keyaerts in Smallworld, se paragonato al suo progenitore “Vinci” e le ragioni per cui titoli più semplici (e veloci) abbiano oggi un buon successo rispetto a titoli più complessi e lunghi penso siano intuibili.
Sebbene non parliamo di un titolo particolarmente complesso, ritengo infatti il grado si sfida offerto sia tale da soddisfare anche un giocatore abituale. Come abbiamo visto fra Tikal e Tikal 2 sembrano esserci delle forti differenze, viene da chiedersi perché realizzare un seguito piuttosto che un gioco nuovo, ma per rispondere a questo direi che chi, per esempio, proviene dal mondo dei videogiochi ha ben chiaro il concetto di “sequel” e quanto il seguito di un gioco di successo garantisca più facilmente un buon numero di vendite. Che sia la nuova frontiera anche nel mondo dei giochi da tavolo ? Prima o poi ci dovremo aspettare un Puerto Rico 2?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Parlando dei materiali, devo dire che ci attestiamo su livelli qualitativi di prim’ordine: i grafici hanno fatto davvero un ottimo lavoro e ho trovato davvero geniale l’illustrazione della scatola che delinea la maschera utilizzando elementi del paesaggio. Miniature di plastica hanno preso il posto dei classici pezzetti di legno e gli esploratori sono ben scolpiti, le bandierine forse un po’ piccoline, ma comunque funzionali. Le illustrazioni risultano sicuramente più al passo coi tempi rispetto al suo predecessore (e ci mancherebbe, dopo undici anni…).
Ritengo che, considerando anche 7 wonders e l’imminente Merchants & Marauders (recentemente annunciato), Asterion Press stia proponendo sul nostro territorio dei titoli davvero interessanti !
Nei negozi specializzati è acquistabile la versione italiana distribuita dalla Asterion Press, proposta ad un prezzo di listino di 49,90 euro, naturalmente potete anche trovare la versione italiana sul sito Egyp.it a 45,90 euro.
Non mi rimane che consigliarvi l’acquisto del gioco a meno che non siate talmente affezionati al vecchio Tikal, da non accettare che ci sia un nuovo gioco che porti lo stesso nome.
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