Anteprima – Arcanum

E’ il mondo dei tarocchi a costituire l’ambientazione del nuovo gioco ideato dalla conosciuta coppia di autori italiani Andrea Chiarvesio e Pierluca Zizzi e destinato ad essere edito, per l’autunno, dalla Edizioni lo scarabeo (non a caso sino ad oggi specializzata proprio nella produzione di mazzi da tarocchi), ossia Arcanum (per 3-5 giocatori, tempo medio a partita 45 minuti).

Il titolo mette i partecipanti in competizione tra loro nel cercare di favorire l’ascesa di quattro grandi case che sono in una teorica lotta tra loro, ossia quelle rappresentate nei mazzi di carte (spade, coppe, bastoni e denari): prendendo le difese di volta in volta delle une o delle altre i giocatori influiranno sui rapporti di forze tra di esse e cercheranno di conquistare bonus (attribuiti loro in virtù delle rispettive posizioni di controllo sulle varie case). Le dinamiche previste nelle regole sono quelle tipiche della gestione azioni , delle maggioranze e di effetti derivanti dall’uso di carte.

I materiali

Al centro del tavolo andrà, come d’uso, il classico tabellone, il quale raffigura al suo centro un ampio spazio contenente dieci aree, tra le quali, con effetti diversi, potranno essere mossi i pezzi appartenenti alle varie case. Ogni casa gode poi di quattro trippoli del proprio colore, rappresentati da altrettanti pezzi degli scacchi colorati (pedone, cavallo, re e regina), nonchè di 2 gettoni identificativi, utilizzati nelle varie tracce segnapunti. Ogni giocatore riceve invece un proprio pedone ed una scheda riassuntiva dei poteri degli arcani maggiori. Completano la dotazione, ovviamente, un mazzo completo di tarocchi (56 arcani minori e 22 maggiori) ed un trippolo nero ‘primo giocatore’.

Come si svolgono le cose …

Rinvio al regolamento, in italiano, presente sul sito della tana dei goblin per maggiori dettagli, limitandomi qui ai principali passaggi. L’idea è quella che il gioco si svolge in 6 o 9 turni a seconda della durata desiderata, verificandosi ogni tre turni una fase di attribuzione di punti, nella quale a seconda delle carte possedute da ogni giocatore per ogni casa sono attribuiti punti vittoria (più la casa è avanti nella lotta tra le case, più punti sono attribuiti, così come diversa e la ricompensa tra chi ha più carte di quel seme ed il secondo ed il terzo).

Ogni turno (tenendo da parte l’attribuzione dei punti) prevede quindi due fasi, ossia prima la pesca delle carte con possibilità di nasconderne una e poi il gioco delle carte.

La pesca consente di pescare a scelta o 3 arcani minori od 1 maggiore (ad inizio partita se ne ricevono rispettivamente 4 ed 1) dal mazzo, quindi ognuno deve scegliere una delle sue carte arcano minore e metterla da parte: le carte messe da parte contribuiranno, nel corso della assegnazione dei punti, al calcolo delle maggioranze per ogni casa e quindi alla attribuzione dei punti vittoria.

Nella fase di gioco delle carte a turno i partecipanti dovranno giocare un arcano minore, facendo di conseguenza acquistare alla casa corrispondente punti nella scala del prestigio, e potranno fruire degli effetti corrispondenti alla casella nella quale verrà mossa la figura corrispondente della casata prescelta (non scendo nei dettagli ma dico solo che le carte da 1 a 10 consentono di muovere un pezzo a scelta nella casella con quel numero, mentre le figure consentono di muovere il pezzo corrispondente in una casella a scelta).

Tra gli effetti, per capirci, vi è la possibilità di pescare un arcano maggiore, uno o più arcani minori, di mettere da parte carte, di influire sulle posizioni delle casate e così via. Ogni giocatore potrà quindi anche decidere, se lo ha, di giocare un arcano minore, provocando il verificarsi di quello tra 21 effetti diversi corrispondente all’arcano giocato (es. ottieni punti vittoria, pesca altre carte, nascondi carte ….).

Alla fine dell’ultimo turno di gioco (sesto o nono) ha luogo la valutazione finale dei punti e chi ne ha di più … vince.
Tarocchi .. tarocchi .. che sensazioni trasmettono ?

Il primo aspetto da prendere in considerazione parlando di Arcanum deve essere naturalmente quello legato alla componentistica e grafica, visto che prima di tutto stiamo parlando di un gioco sui tarocchi, volendo essere essi il vero protagonista della scena. Le carte del resto sono proposte nella loro originalità ed impatto grafico volutamente prive di aggiunte o simboli (che avrebbero potuto essere utili nella logica del gioco da tavolo) proprio con lo spirito di farle apprezzare per quello che sono nella loro identità ed integrità, per cui non si può, sin dalla prima occhiata, non essere attratti dal loro impatto visivo. Fatta salva la verifica della qualità intrinseca dei componenti (ho potuto provare solo una copia di preproduzione), anche la misura delle carte da tarocchi è più grande di quelle tradizionali, per cui vi è tutto lo spazio per illustrazioni (in inglese le definirei gorgeous) ben rese dal grafico Patrizio Evangelisti. In stile e parimenti di effetto è a sua volta poi il tabellone, che riprende le tinte tipiche del mondo di riferimento. Qualche piccolo effetto collaterale, nel contesto di una grafica comunque di eccellenza, deriva comunque dalla scelta di non inserire nelle carte testo o simboli (questi ultimi limitati allo stretto indispensabile anche sul tabellone), che avrebbero potuto risultare utili nelle prime partite per meglio orientarsi, così come i più pignoli possono rilevare qualche modesta difficoltà nel distinguere tutto (simboli e numeri) perfettamente a prima vista su un tabellone così a tinte scure.

Quanto alle dinamiche di gioco direi che siamo lontani dal determinismo e dalle logiche matematiche tipiche, per esempio di un Olympus  (per ricordare l’ultima produzione targata Chiarvesio), visto che qui entriamo nel regno delle carte, le quali portano con se, tra numeri, semi ed effetti speciali, parecchia aleatorietà: il peso della pesca sulle possibili tattiche di gioco è naturalmente importante ed è quindi premiata soprattutto l’abilità di sapersi adattare a quello che la sorte regala, più che la capacità di sviluppare astratte strategie a lungo termine, qui impossibili. Il numero dei partecipanti e la durata della partita (sei o nove turni) incidono poi a loro volta sulla controllabilità del tutto, così come difficile è riuscire a contrastare chi peschi le giuste carte che consentano (tramite i loro effetti) di mettere da parte carte per le maggioranze, quando si ha la giusta varietà di casate in mano. Le dinamiche sono insieme quelle della gestione delle azioni (che però implica sempre la possibilit di scegliere tra la limitate opzioni legate a ciò che si ha in mano) e delle maggioranze (visto che i punti vittoria si ottengono sulla base delle maggioranze nelle singole case, con punteggi a scalare a seconda della classifica nella scala prestigio di ogni casa), con una miscela che può risultare gradita anche a giocatori più occasionali: la primissima partita, tra simboli, carte e via dicendo, può riservare qualche imbarazzo ai neofiti, ma nel giro di qualche turno si può tranquillamente padroneggiare tutto.

In definitiva Arcanum si propone come titolo nel complesso leggero quanto a regole ed adatto ad un pubblico ampio. Molto attraente è l’ambientazione ‘tarocchi’ che propone, così come la grafica. Quanto alle dinamiche di gioco vi è la presenza di un significativo fattore ‘alea’, per cui potrebbe risultare non troppo gradito ai più incalliti core gamers. Un gioco, quindi, fresco ed intrigante.

Sfrutto ora la disponibilità offerta dal buon Andrea Chiarvesio per alcune veloci domande sul gioco.

Prima di tutto l’ambientazione: come siete giunti a pensare al concept – tarocchi di Arcanum ?

AC: il poliedrico Pierluca è, tra mille altre cose, anche uno sceneggiatore di mazzi di tarocchi. Mi ha raccontato di questa sua attività durante un viaggio in auto e si sa, due designer che fanno un viaggio insieme devono come minimo inventare un gioco a tragitto… così ci è venuta l’ispirazione per la meccanica principale. L’ambientazione è frutto di una mediazione tra la meccanica (che come spesso mi capita ha a che vedere con un medioevo generico) e l’ambientazione vera e propria dei tarocchi.
Avete dovuto affrontare qualche scelta dal punto di vista grafico e/o di regolamento per rispettare la purezza del mondo dei tarocchi ?
AC: come hai già segnalato tu, le scelte più “dolorose” dal punto di vista del design sono state quelle dovute alla necessità impostaci di rispettare il più possibile l’integrità estetica delle carte e della meravigliosa illustrazione del tabellone. Alla fine, dopo alcuni playtest anche “al buio” ci siamo convinti che la difficoltà di dover leggere gli effetti dei 22 Arcani Maggiori sulle schede di aiuto era un piccolo prezzo da pagare nelle prime partite per mantenere la grafica delle immagini inalterata. In ogni caso, se avessimo dovuto metterci dei simboli sarebbe diventato una specie di Race for the Galaxy che ha comunque bisogno di una legenda a parte, oppure avremmo dovuto riempire le carte di testo, cosa impossibile per un’edizione multilingue.

Nella logica creativa chiarvesiana torniamo qui più verso kingsburg, abbandonando i lidi più strategici di Olympus, n’è vero ?AC: sì, forse ritorno in quella che è la dimensione che mi è più propria. Olympus lo considero una sorta di “esercizio di stile”, la voglia di dimostrare agli incalliti core gamers di cui sopra che sono perfettamente in grado di creare un gioco totalmente deterministico “per gamers” se ne ho voglia, anzi è addirittura molto più semplice rispetto ad ideare giochi che possano essere graditi da un pubblico più ampio.

Arcanum non è un gioco che premia sempre il giocatore più abile, e sicuramente non ha un’enorme complessità strategica: le possibili strategie vincenti sono abbastanza chiare per qualsiasi gamer degno di questo nome già dalla prima partita (un po’ come in Ticket to Ride se volete, dove è abbastanza facile comprendere da subito che fare tratte molto lunghe è solitamente una gran bella idea… diciamo che non sarebbe male vendere un decimo delle copie di Ticket to Ride! ). Detto questo, è un gioco lineare, semplice e gradevole, che penso abbia ottime opportunità per essere utilizzato come gioco introduttivo, introducendo nel contempo alcuni elementi se non proprio “rivoluzionari”, quantomeno interessanti ed innovativi.

Diritto di replica: letta la presentazione, dicci pure cosa ne pensi  e se hai rettifiche o errori da segnalare …AC: nulla da eccepire. Forse si può aggiungere l’importanza della “lettura” psicologica del gioco dei propri avversari, la possibilità (limitata) di bluffare, ed il potenziale di innovazione del gioco.

Vista l’opera finita che ne avete pensato di Arcanum ? (intendo la prima impressione …)AC: sono molto orgoglioso della qualità della grafica e dei materiali, del rapporto qualità/prezzo ed in generale del risultato finale complessivo.

Com’è lavorare in due sullo stesso gioco ? Come vi siete divisi il lavoro con Zizzi ?AC: lavorare con Pierluca è una bella esperienza, Pier è una persona creativa, entusiasta e competente. Lui si è occupato della creazione della maggior parte degli effetti e della coerenza tra questi ed il significato arcano dei Tarocchi, almeno degli Arcani Maggiori. Io della “struttura” base del gioco, della stesura del regolamento e del bilanciamento. Il playtesting ce lo siamo divisi, un po’ fatto insieme un po’ ciascuno per suo conto.

Progetti in corso ?AC: Pierluca ha un gioco importante in uscita per la What’s your Game ed un altro paio di progetti riservati, che io sappia… sempre insieme, poi, stiamo realizzando un party game sul cinema (titolo provvisorio “The Movie”) che è stato opzionato da Oliphante (tra l’altro distributore esclusivo nel nostro paese per Arcanum) per il mercato italiano. Più un’altro paio di progetti più impegnativi e complessi di cui al momento preferisco non dire nulla per scaramanzia e segretezza obbligatoria…
Un salutone ed alla prossima !!!

— Le immagini sono tratte dal manuale o da BGG o dal sito della casa (Edizioni lo scarabeo), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta —
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