scritto da polloviparo.
“Essen is coming…”
Citando il buon Martin, introduciamo l’argomento di oggi, ossia il “mese più caldo” per ogni appassionato di boardgame che si rispetti.
Come saprete la fiera di Essen è ormai alle porte e abbiamo già trattato diversi titoli nelle anteprime dei giorni scorsi.
I tempi cominciano però a stringere, mancano ormai poco più di due settimane e così inizia a farsi sentire la necessità di chiudere le “wish list”.
Facciamo un po’ la lista della spesa…
Leggendo con grande voracità tutto quello che troviamo sul forum (e ogni informazione si rivela preziosissima) cerchiamo di farci un’idea di quelli che saranno i prossimi titoli a vedere la nostra tavola.
I fortunati che avranno la possibilità di andare in fiera, potranno saggiare con mano la bontà dei titoli e decidere se procedere con l’acquisto o meno.
I più pazienti aspetteranno tempi più maturi, leggendo recensioni, guardando i voti che ottengono i giochi e confrontandosi sui forum per decidere cosa acquistare.
Infine, i collezionisti con “sindrome da acquisto compulsivo” che non parteciperanno all’evento e che desiderano avere i titoli il prima possibile, saranno costretti a basarsi sul proprio istinto.
Gli anni di esperienza aiutano; se si conoscono gli autori, si sanno riconoscere le meccaniche di gioco che si preferiscono, si è in grado di distinguer le case editrici per la qualità dei materiali, un’idea abbastanza vicina alla realtà, si riesce ad ottenerla.
Il rischio di “sola”, come direbbero i nostri amici romani, però è sempre dietro l’angolo.
Certo che i soldi risparmiati per il viaggio, possono colmare qualche “incauto acquisto”, anche se le emozioni vivibili in fiera non sono sicuramente sostituibili.
Scegliere i giochi dalla sola lettura delle regole e dalle poche anteprime pubblicate è un po’ come dover acquistare un’automobile da catalogo.
Indicativamente sei in grado di capire se la vettura ti piace o meno, ma le emozioni che ti darà il guidarla, potrai provarle solo dopo esserti seduto dietro il volante, aver acceso il motore e aver pigiato sull’acceleratore.
Inizialmente per questa metafora, avevo pensato al posto del dover scegliere un’automobile da catalogo, lo scegliere una modella da un foto book, ma il prosieguo dell’esempio finiva col diventare un po’ hot… 😉
Veniamo quindi a quali sono i fattori che, unitamente al nostro istinto, fanno sì che un gioco entri nella nostra wish list.
Sicuramente la prima cosa che colpisce è l’aspetto estetico. Un po’ come quando si deve scegliere il proprio partner… diffidate da chi dice che sceglie il gioco prima dalla lettura dal regolamento perché è un po’ come chi dice che sceglie il proprio compagno in primo luogo per il carattere…
Deve scattare quell’alchimia, se non c’è attrazione no c’è interesse… ah già scusate, sono tornato a parlare di giochi.
Poi sicuramente ha grande importanza l’ambientazione. Io ad esempio i giochi spaziali, li evito a monte, mentre appena vedo un castello o leggo la parola medievale, vengo attratto come le mosche sul miele.
Seguono i materiali, ovviamente il regolamento e perché no, qualche commento di chi ha già provato il gioco, magari anche solo in fase di playtest.
Che poi è un po’ come chiedere all’oste se è buono il suo vino, ma lasciamo perdere.
Comunque decisi i titoli che ci interessano, inevitabilmente inizia la fase di scrematura.
Un po’ perché la lista non sta in una pagina sola, tanto da risultare un po’ scomoda, un po’ perché con l’importo raggiunto vi comprereste l’Hotel Excelsior e quindi capite che a conti fatti forse avete un po’ esagerato…
E depennare quei titoli è davvero dolorosissimo… adesso lo cancello anzi no, lo scrivo in grigio o gli faccio un pallino rosso di fianco, non si sa mai.
E il non averli rimossi fisicamente dalla lista vi da la sensazione che il gioco sia ancora lì e che in qualsiasi momento possa tornare a far parte della squadra!
Ed è così, che in mezzo a queste difficilissime decisioni, quest’anno ho deciso di condividere la mia wish list con voi! 😉
Ecco quindi i miei giochi per Essen 2011:
Kingdom Builder: il nuovo gioco di D.X. Vaccarino, autore di Dominion. Anzitutto sulla confezione c’è un castello e poi mi hanno colpito i materiali, in perfetto stile Queen games. Il gioco sembra piuttosto semplice, ma non si può comprare sempre e solo giochi complessi! Potrebbe essere adatto per quelle serate in cui non si ha voglia di fare qualcosa di troppo impegnativo. Le meccaniche di piazzamento con le carte terreno non mi dispiacciono. Qualcuno lo ha paragonato ad un Through the desert, ma alla fine dei conti sembrano esserci sufficienti differenze perché i titoli risultino diversi. Le condizioni per far punti cambiano a seconda delle carte uscite, questo dovrebbe assicurare sufficiente varietà.
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Funkenschlag: Die ersten Funken: come ho scritto nell’
anteprima, sento che è arrivato il momento di dare nuova fiducia all’omino dai capelli verdi. Power grid è un grande gioco, fabrik manager un po’ meno, però tutto sommato piacevole. L’idea di un power grid più veloce con ambientazione nell’età della pietra mi solletica. Alla fine il sistema d’aste e di piazzamento sono diversi, quindi il gioco dovrebbe avere un feeling piuttosto differente.

Trajan: beh, qui non ho molto da dire… è un Feld. I titoli di quest’autore ormai li compro ad occhi chiusi (un po’ come quelli di Wallace). Di solito le sue produzioni sono molto originali ed una diversa dall’altra. Ultimamente ha sperimentato molto con i dadi, questa volta ha cercato di implementare il gioco del Mancala. A differenza degli altri giochi non mi aspetto grandi materiali. C’è da dire che le sue produzioni sono sempre indipendenti dalla lingua, ma i numerosi simboli sulle tessere e le numerose azioni disponibili spesso richiedono spiegazioni del regolamento un po’ articolate. Comunque superato lo scoglio iniziale, sono sempre capaci di regalare grandi emozioni.

Drum Roll: un classico gioco euro di gestione con i cubetti. Bisogna organizzare degli spettacoli, tanto che è subito stato paragonato a Colosseum. Io comunque non ci trovo questa somiglianza e un titolo dall’ambientazione circense manca alla mia collezione. Probabilmente sono attratto più dal materiale che non da altro, ma devo dire che i disegni coloratissimi, a partire da quello sulla scatola, mi hanno stregato.
Helvetia: Cramer si sta dimostrando uno degli autori emergenti più promettenti. Glen More si era rivelato un’ottimo acquisto seppur in parte penalizzato da una produzione sotto tono. Lancaster gli ha reso giustizia per quanto riguarda la qualità della componentistica, confermando l’abilità dell’autore. Con Helvetia sembra si parli di un Glen More potenziato e finalmente con una produzione di tutto rispetto. Ci sono di mezzo anche i matrimoni fra i meeple, volete mettere? Ultima nota la scatola stile “scatola con i medicinali di emergenza” a me piace! 😉

Fortuna, nuovo gioco della coppia d’autori
Michael Rieneckm S
tefan Stadler, che si sono fatti conoscere per Pilastri della Terra. Sarà che sono un grande fan del romanzo di k. Follet e che probabilmente ho associato gli autori a giochi di mio gradimento, comunque il titolo mi interessa. Dovrebbe basarsi su un semplice sistema di azioni e acquisto punti. Non mi aspetto nulla di rivoluzionario, ma sono comunque attratto anche dalla plancia e dai materiali.
Evo: Philippe Keyaerts con Vinci e Olympos, ha fatto segno! Evo è un’altra delle sue grandi produzioni che manca alla mia collezione. La grafica fumettosa non mi piaceva eccessivamente, però in questa sua nuova incarnazione “seriosa” mi attira parecchio. Molti lo hanno paragonato ad un “Dominant species light”, quindi ben venga!
Ora et labora: di Uwe Rosenberg ho acquistato praticamente tutto, fatta esclusione per Merkator che mi sembrava un po’ troppo freddino. Agricola lo acquistai addirittura in versione tedesca quando non era stata nemmeno programmata un’edizione inglese, tant’è vero che fui costretto a tradurmi tutte le oltre 300 carte… Le numerose tessere di questo gioco e le carte mi ricordano molto Le Havre. Il tema ricorda molto più Agricola. Se fosse un giusto mix, condito con un po’ di innovazione (la rondella?) potrebbe rivelarsi davvero interessante.

Tournay: Troyes mi è piaciuto molto. So che condivide con quest’ultimo solo la grafica, ma sono curioso di provarlo. Gli autori probabilmente hanno giocato molto su questo fatto, d’altronde “cavallo che vince non si cambia”. E’ un gioco di carte non troppo complesso. Sono curioso di vedere se dopo aver imparato ad interpretare le carte di Troyes, sarò in grado di leggere anche queste, facendomi sentire come un egittologo capace di decifrare i geroglifici! 😉
Vanuatu: Il fatto di poter compiere le azioni solo se si possiede la maggioranza dovrebbe aggiungere interattività ed un pizzico di cattiveria. La plancia colorata con varie gradazioni di azzurro e la possibilità di “fare disegni sulla sabbia” fanno molto “vacanza alle Seychelles.
Colonial: Europe’s Empires Overseas: probabilmente il giocone di quest’anno. Bellissima plancia raffigurante l’Europa. Ambientazione dal rinascimento alla rivoluzione industriale, sistema “character card driven”, battaglie con dadi e utilizzo di dadi customizzati, da 3 a 6 giocatori, durata 120 minuti (anche se sospetto servirà qualcosa di più), devo aggiungere altro?
Peccato per il prezzo un po’ altino, per il momento l’ho visto a 55 euro.
Upon a Salty Ocean: l’anno scorso De vulgari eloquentia è stato uno dei miei giochi preferiti. Questo, a parte lo stile grafico, ha ben poco in comune con il titolo di Papini, però ha attirato la mia attenzione.
Runewars: Banners of War: se possiedi uno scatolone della FFG vuoi non prendere le espansioni? Nuove eserciti, nuove abilità, la possibilità di far partecipare gli eroi ai combattimenti. Normalmente sono contrario alle espansioni ma in questo (e per Cyclades) farò un eccezione.
A Few Acres of Snow: non può esserci un Essen senza un titolo di m. Wallace. Gioco da due che coniuga deck building a boardgame. Londra è piaciuto molto a me e mia moglie come gioco da due giocatori, questo addirittura nasce specificatamente per due. Interessante.
Cyclades: Hades: l’espansione per uno dei miei giochi “guerrafondai” preferiti. Aggiunge un po’ di varietà al gioco. Il nuovo dio Ade con le sue truppe di non morti e nuovi favori per gli altri dei dovrebbero dare una bella rinfrescata al titolo. Inizialmente avevo deciso di rinunciarvi causa un prezzo troppo elevato in relazione al contenuto, ma poi l‘ho visto proposto a prezzi più abbordabili.
Passiamo ai grandi esclusi:
Takenoko: la componentistica mi attirava veramente molto. Il fatto che fosse di Antoine Bauza, me lo ha fatto prendere seriamente in considerazione, però a conti fatti dovrebbe essere un giochino piuttosto semplice.
Santiago de Cuba: dopo Cuba ed Havana avrei dato una possibilità anche a Santiago de Cuba, ma ormai il budget è stato sforato…
Discworld: Ankh-Morpork: scartare un Wallace dispiace sempre. Dovendo limitare la scelta ho preferito scegliere “A few acre of snow”. Questo alla fine è un gioco di maggioranze e non ho letto Mondo disco di T. Pratchett.
1830 (new edition): un gioco della serie 18xx mancherebbe alla mia collezione e quale migliore occasione se non la riedizone di 1830. Purtroppo il prezzo un po’ elevato (oltre i 40 euro) e la durata del gioco, mi hanno disincentivato.
Palenque: Inca Empire mi era piaciuto molto, tanto da prendere in considerazione Palenque. Dovendo scegliere cosa eliminare, questo è stato “sacrificato”.
Das Dorf: Wie das Leben so spielt: Nuovo gioco dell’autore di “Castel for all seasons” gioco gradevole e piuttosto veloce. Non è stata pubblicata nessuna foto e tantomeno il regolamento. Questo ha aiutato a tirarci una riga sopra.
Alba longa: Inizialmente ero interessato all’acquisto, dopo aver letto il regolamento mi sono venuti un po’ di dubbi. Il fatto che la propria pianificazione venga totalmente vanificata da attacchi a sorpresa, potrebbe rivelarsi molto fastidioso. Già mia moglie non sopporta la peste di Olympus, figuriamoci… 😉
Castelli: Gioco della Queen games probabilmente un po’ troppo astratto.
German Railways: Penso che mi accontenterò di “Chicago express”.
Ventura: dai commenti che ho letto, sembra che sia più facile perseguire la vittoria economica che non quella militare. Il prezzo è veramente esorbitante e 59 euro non sono disposto a spenderli.
Eccoci arrivati in fondo. I giochi che acquisterò quest’anno saranno molto probabilmente selezionati fra quelli della wish list. Non è detto che tutti passino l’esame finale, così come non è escluso che alla fine si presenti qualche “imbucato”.
Voi invece, avete preparato le vostre wish list? Se volete condividerle con noi, siamo tutt’orecchi!
— Le immagini sono tratte da BGG. Tutti i diritti appartengono alla case editrici dei singoli giochi. Le immagini sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplie richiesta. —