scritto da polloviparo.
Ma i giochi sono tutti uguali?
E’ da molto tempo che in ambito musicale si sente parlare di plagio della canzone x a discapito della canzone y.
Agli artisti vengono mosse accuse del tipo: “la melodia è la stessa, cambiano solo le parole, è stata solamente velocizzata…” e questi puntualmente rispondono: “io non conoscevo nemmeno la canzone y, le note sono sette e anche se le combini in modo diverso qualche somiglianza ci può essere…”
E allora io mi chiedo se in musica le note sono sette, nel gioco da tavolo quante sono le regole o meglio quante sono le dinamiche, ma soprattutto quante sono le possibili combinazioni?
La domanda nasce a seguito di molte polemiche che ho letto recentemente e di una certa insoddisfazione generale che ha seguito l’annuale fiera di Essen.
Sebbene siano stati presentati oltre settecento titoli, sembra che nessun titolo si sia elevato sopra la media, portando una reale ventata di novità.
Sempre più spesso si legge: “quel titolo è uguale a quell’altro, il solito gioco di piazzamento, se possiedi già questo di quello non te ne fai nulla” e così via.
E così si passa alla ricerca dei progenitori dei titoli: “Sakè e Samurai è la trasposizione di Bang in salsa nipponica, Lost temple è la riambientazione di Citadels, Eclipse è per chi vuole giocare a Twilight imperium, ma non ha otto ore di tempo da investire…”
Vi è capitato di leggere commenti come questi?
Abbiamo poi le “riedizioni” e così i grandi classici del passato ci vengono riproposti, magari con una nuova veste grafica. Quest’anno ad esempio è possibile acquistare la nuova versione di Evo, gioco di Philippe Keyaerts con ormai “10 anni sulle spalle”.
Abbiamo i “figli di”, “Age of steam” perde la parola “Age” nel titolo e diventa semplicemente “Steam”, ma diventa anche “Railroad Tycoon” e “Railways of the world”.
Abbiamo le “ritematizzazioni” : “Wallenstein” diventa Shogun, ma poi con grande sorpresa scopro che nell’imminente futuro tornerà “Wallenstein” con una combo “ritematizzazione-riedizione” che mancava al settore!
Ci sono autori che hanno fatto della “minestra riscaldata” o “re implementazione” come preferisce chiamarla qualcuno il proprio mestiere.
Il pensiero va subito al maestro Reiner Knizia, contraddistinto da un’eccellente produzione (almeno per il gusto di chi scrive) nella prima parte della sua carriera, per poi continuare a riproporre le stesse dinamiche nei suoi titoli più recenti.
All’inizio fu “Tigri&Euphrate e Amun Re” poi seguì “Lost cities” che divenne “Keltis” è si trasformò in Keltis il gioco di carte.
Un gioco di carte che diventa un gioco da tavolo da cui si ricava un gioco di carte…
E’ semplicemente il principio di conservazione della materia: “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma…”
Sul capitolo delle “riedizioni” o “diverse edizioni” vorrei anche aprire una parentesi.
Un conto è ripubblicare un gioco di dieci anni con una veste grafica rinnovata, ci stà… un conto è farlo a distanza di un anno.
Qualcuno ha detto “Innovation”? Va bene parliamo di Innovation, nel 2010 viene proposta la versione Asmadi games che tanto assomiglia ad un prototipo.
Ok per me hanno più importanza le meccaniche dell’aspetto grafico e soprassiedo sulla carenza di quest’ultimo.
Ed ecco che a distanza di un anno arriva la Iello con la sua bella edizione ben illustrata!
Un vantaggio certo per chi non l’ha ancora acquistata, un po’ meno per gli altri…
Scusate la parentesi e torniamo in tema, capita addirittura che a forza di riutilizzare alcune dinamiche, queste appaiano come nuove.
Così l’anno scorso 7 Wonders ha “inventato” il draft che mai si era visto in un gioco precedentemente…
Come dite era già stato utilizzato? Vabbè soprassediamo, comunque il gioco ha avuto un certo successo ed inevitabilmente genererà dei cloni direttamente o indirettamente.
Un po’ come avvenuto per Dominion, si vedano i vari Thunderstone, Ascension, Heroes of Graxia, ecc…
E i forum a questo punto pululano di topic del tipo: “Ho Dominion ed è il mio gioco preferito, mi piacerà anche Thunderstone?” oppure “Ho Thunderstone, se compro Ascension sarà sufficientemente diverso o rischio di avere due giochi uguali?”
Risposta “Vai tranquillo Ascension è diverso da Thunderstone, assomiglia più a Magic…”
“Ah già Magic…” a volte per capire bene la genesi bisogna risalire maggiormente nell’albero genealogico e guardare più indietro.
Così indietro che quest’anno “Last Will” sì è ispirato a Crack! Gioco della MB, molto popolare negli anni 80. A proposito se lo cercate su Bgg, cercatelo come “Go for broke” e scoprirete che il gioco è datato 1965.
Non preoccupatevi però, fatta esclusione per l’idea di fondo, ossia vince quello che scialacqua la propria ricchezza nel più breve tempo possibile, i due giochi sono totalmente diversi.
Last Will infatti è praticamente un gioco di carte in cui si vince realizzando le combo migliori, quindi molto più vicino ad un Race for the Galaxy tanto per intenderci… Sì dai quel gioco di carte spaziale che assomiglia molto a San Juan… Sì, dai il gioco di carte che deriva da Puerto rico… Ooppss… ci sono ricascato ;).
Alcuni giochi poi “attingono” deliberatamente da altri titoli alcune meccaniche, così Power grid pesca un po’ da Stone age e finisce nell’età della pietra.
I mammut ed i pesci prendono il posto di carbone e uranio, ma noi ci troviamo ancora con dei primitivi da sfamare…
Ma insomma “le idee sono finite?”
Forse sì o forse no… dipende un po’ anche da voi.
Dipende da voi nel senso che a volte anche il cambiamento di una regoletta minuscola, ha influenze enormi sul flusso di gioco.
Non a caso ci sono espansioni che pur inserendo una quantità modesta di materiale (non devo parlare del prezzo delle espansioni, non devo parlare del prezzo delle espansioni, non devo parlare del prezzo delle espansioni… scusate sto facendo training autogeno…) alterano pesantemente le strategie (e spesso anche gli equilibri).
I collezionisti affetti da sindrome da acquisto compulsivo come me non fanno testo in questo caso.
E’ sufficiente che sulla scatola di “Fresco” cambi il titolo, magari in “Fresca” sì proprio così, è sufficiente una lettera… sulla copertina sia disegnata una pittrice invece di un pittore et voilà il gioco è fatto.
A volte è sufficiente leggere il nome dell’autore, anche senza sapere niente del gioco, senza aver visto nemmeno un’immagine, che si accende il desiderio.
Molto probabilmente quindi alla fine poco importa se in commercio c’è già qualcosa di simile.
Certo è che per chi è un attimino più moderato, un acquisto più oculato permette sicuramente l’acquisto di motli titoli “clone”.
Questa dovrebbe essere in tal senso anche la “mission”, per usare un termine molto di moda negli ambienti manageriali, del nostro forum.
Per concludere
Se per voi Imperial ed Imperial 2030 sono due giochi totalmente differenti, se il vostro scaffale ha posto per tutte le versioni di Ticket to ride e Bang e Sakè e Samurai si somigliano solo leggermente, probabilmente non state avvertendo nessuna forma di ripetitività dei contenuti.
Caso contrario siete entrati nel vortice. Nel caso vi aspettano probabilmente periodi di grande insoddisfazione.
Ne è a mio avviso un esempio lampante la recente fiera di Essen. Su ragazzi, 700 titoli, non si può dire che i giochi siano mancati! Davvero quest’anno mancava l’outsider! Non c’era un gioco migliore degli altri? La qualità dei giochi era inferiore a quella degli anni passati?
Oppure a forza di provare giochi vi siete assuefatti ed inevitabilmente la sovraproduzione vi ha creato un senso di deja vu.
Capisco che con 700 giochi sia più difficile… una volta magari ce n’erano cinque, veniva pubblicato il primo gioco di worker placament e per forza si aveva un senso di novità!
Ma oggi… secondo me è normale avvertire spesso una sensazione di già visto. Su PC all’inizio fu Doom, oggi quanti sparatutto in soggettiva ci sono? Sono tutti uguali o sono tutti diversi?
Dipende… capite cosa voglio dire.. dipende… non dal gioco, ma da voi…
E adesso, come sempre, voglio sentire le vostre voci!
— Le immagini sono tratte da Bgg e sono ovviamente stati effettuati anche dei fotomontaggi, Tutti i diritti sul gioco appartengono ai legittimi proprietari. Le immagini hanno il solo scopo di corredare l’articolo e saranno rimosse su semplice richiesta. —
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