scritto da Iziosbiribizio
E’ il 1920, la guerra è finita da un paio d’anni, la ricostruzione porta ad un conseguente incremento della nascita di attività e della crescita economica di persone che sanno dove mettere le mani. In questo caso le persone saranno da 3 a 5, e avranno il compito di gestire il delicato equilibrio che c’è tra soldi, produzione e obiettivi. 7 anni di tempo per costruire il proprio impero industriale. Chi sarà il vincitore?
Questo è il tema di
Titans of Industry, ideato da
Brian Lewis per la
Gozer Games. Si torna quindi all’ambiente finanziario. Se vi era piaciuto
Suitcase, ma volete complicare di più la situazione, allora questo gioco potrebbe essere un’ottima scelta. Scopriremo tra breve il perchè.
[Fabio] Il gioco, proposto su kickstarter per il suo finanziamento, è riuscito a raggiungere ‘al pelo’ la soglia prefissata di 30.000 dollarozzi, superandola di 300 unità, per cui vedrà effettivamente la luce !
Nella scatola di Titans of Industry c’è un sacco di roba. Un totale di 70 carte rappresentanti ciò che potremo comprare (fabbriche e business), 168 tessere risorsa (divisibili tra risorse base, intermedie e avanzate), i lavoratori di ogni giocatore, monete… tutto ciò che serve per costruire un impero insomma. La grafica è estremamente semplice e schematica, il che lo fa sembrare quasi un gioco astratto. Vedremo dalle regole se davvero è così.
Le Regole
Come abbiamo detto il gioco dura 7 anni (simbolici, ovviamente), ed ognuno di questi è diviso in 7 fasi, che devono essere eseguite da tutti i giocatori prima di passare alla successiva.
La prima fase è la fase di acquisto edifici e/o business. Vengono pescate tante carte quanti sono i giocatori, e a turno ogni giocatore potrà comprare una carta. L’operazione si ripete finchè c’è qualcuno che vuole comprare, fino a che tutti i giocatori passano o le carte sono finite.
Ogni giocatore non può avere più di 5 edifici o business, ed ogni carta può essere usata come livello iniziale (se di livello uno) o può ampliare un edificio precendente(se di livello superiore). Le carte di livello superiore sono più potenti, ma così si perde il bonus dato dalla carta sottostante!
La seconda fase permette di piazzare i lavoratori per eseguire delle azioni. Se piazzati sul tabellone, permettono di comprare materie prime, strategie, lavoratori temporanei o istruirne di nuovi. Inoltre è possibile eseguire ricerca e sviluppo su business o edificio. Quest’ultima azione permette di mettere un gettone R&D sulle carte di propria proprietà. Infatti se un altro giocatore mette un lavoratore sulle nostre carte, otteniamo un punto. Ma se abbiamo fatto R&D su quella carta, i punti sono ben due!
Le fasi 3,4 e 5 servono per risolvere le azioni scelte con il posizionamento dei lavoratori. La 3 permette di raccogliere le risorse, la 4 attiva le carte e la 5 attiva le azioni del tabellone.
Nella fase 6, negli anni/turni 1923, 1925 e 1927 si deve pagare la manutenzione degli edifici che abbiamo costruito. Del resto gli imperi oltre ad essere costruiti vanno tenuti insieme! E se non si può pagare, bisogna chiedere un prestito.
L’ultima fase, la 7, ripristina la situazione iniziale. Vengono recuperati i lavoratori, ripristinate le risorse e viene cambiato l’ordine dei giocatori.
Il gioco finisce al termine del 7mo anno, si sommano i punti ottenuti durante i turni a quelli sulle carte, quelli per le tessere ricerca e sviluppo, ogni $5k un punto, ogni 3 risorse 1 punto, e, per finire, ogni prestito non restituito ben -5punti!
Considerazioni
Titans of industry si prospetta come un gioco in cui è necessario avere una discreta strategia. La possibilità di comprare quanti edifici si vuole, può portare ad esaurire i soldi subito, trovandosi così di seguito senza la possibilità di comprare altro. Alcuni meccanismi però ricordano un pò Le Havre e francamente trovo che l’ordine di gioco sia molto importante dato che solo un lavoratore può usare un’azione data da un edificio. Forse per un gioco così sarebbe stato utile aggiungere la possibilità di scegliere l’ordine piazzando un lavoratore.
La grafica è un altro punto a sfavore, in quanto sembra quasi che il gioco sia ancora un prototipo. In compenso, il fatto che molti elementi diano punti a fine partita, lascia intendere che si possa affrontare il gioco con diverse strategie.
Titans of Industry tra l’altro è stato scelto dal MENSA, può essere che io stia tralasciando qualche particolare che lo rende il gioco dell’anno! O forse no. Ai posteri l’ardua sentenza.
— Le immagini sono tratte dal sito della casa (Gozer Games) o dalla pagina kickstarter del progetto, Tutti i diritti appartengono alla Casa produttrice ed agli Autori. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. —