Anteprima – Dreadball

scritto da Fabio (Pinco11)

Ci siamo occupati già più volte di titoli che hanno sfruttato con grande successo la piattaforma Kickstarter per farsi finanziare ambiziosi progetti di produzione di giochi da tavolo, ottenendo clamorosi risultati e quest’oggi torniamo in questo ambito per parlare di Dreadball – The futuristic sports game, ideato da Jake Thornton ed edito da Mantic Games. 
Si tratta di un titolo che riproduce una futuristica competizione sportiva piuttosto maschia e violenta, la quale contrappone squadre che sembrano tratte direttamente da un universo fantasy del futuro: a livello di inquadramento direi che l’idea è quella di far muovere le varie miniature (sei uomini per squadra) su di un tabellone esagonato, cercando di far segnare loro più punti possibili, cosa che si ottiene facendo pervenire la palla in diverse aree sensibili. Il manuale prevederà tutte le regole necessarie sia per giocare singole partite, che per svolgere vere e proprie competizioni tra diversi team inseriti in apposite leghe.
Il progetto, ad oggi, ha già raccolto 450.000,00 dollarozzi, a fronte dell’iniziale obiettivo di soli ventimila, per cui il gioco vedrà sicuramente la luce (ed in pompa magna, direi!), meritando quindi un approfondimento.

Mmmm .. ma mi sembra di aver già sentito qualcosa di simile ?

Si, direi che la risposta non può che essere si. Se sono stato sufficientemente chiaro nell’introduzione credo che chi abbia cliccato sul ‘continua a leggere’ stia sentendo rieccheggiare in testa ‘blood bowl … blood bowl’ e la somiglianza è, perlomeno di primo acchito, evidente. Il pacchetto base prevede due squadre, rossa e blu, rispettivamente Orchi (o giù di lì) ed Umani e le ulteriori due squadre già in elenco sono riconducibili, senza troppa difficoltà, ai nani ed agli skaven tipici del fratellone made in Games Workshop.
 A questo aggiungiamo che è uno sport nel quale, in modo evidente, si parla di portare la palla da una parte all’altra del campo, possibilmente facendo male ai giocatori avversari e che, guarda caso, si parla della modalità ‘lega’, per cui il ricordo del football fantasy per eccellenza è servito!
Lo stesso autore, realizzando perfettamente gli effetti nefasti che un eccessivo accostamento avrebbe comportato per la sua creazione (vedi: la GW è una delle case più attive nel proteggere i suoi diritti e qui stanno iniziando anche a viaggiare soldini), ha scritto un lungo post sul proprio blog impostando (in inglese, naturalmente) un parallelo tra i due titoli e spiegando per quali numerosissimi motivi non si devono confondere i due prodotti (Firstly, let me say that DreadBall is very deliberately, NOT a Blood Bowl clone. I cannot stress that strongly enough.).

Nello spiegare le ‘numerosissime’ differenze sono state illustrate così alcune delle regole, che per il resto sono tenute nascoste (giusto un paio di giorni fa hanno messo a disposizione una loro versione ‘core’), in quanto la lettura del manuale sarà riservata a chi abbia offerto almeno 10 dollari, acquisendo così il diritto di ricevere il file dello stesso. La cosa, che così al volo potrebbe far gridare allo scandalo, è in realtà comprensibile, se si ragiona che la maggior parte dei giocatori di Blood Bowl giocano essendosi procurati senza spendere nulla il lungo manuale (scaricato da internet) e riciclando miniature fantasy che hanno a disposizione (io stesso ho una squadra Norse costruita con gli uomini bestia di Descent).
Per quanto il suo lavoro l’autore lo abbia fatto bene, io resto dell’idea che sia più facile parlare di Dreadball come di una ‘variante’ del richiamato predecessore, più che di qualcosa di completamente nuovo.
Differenze: meno giocatori, tabellone ad esagoni, regole per i dadi ragionevolmente semplificate, ci si muove spendendo punti azione (che possono essere spesi anche più di uno sullo stesso giocatore), il gioco fluisce in continuazione, senza stop e reset per segnature, si segna in più zone
Somiglianze: alla base resta un football, le squadre restano mooooolto simili a quelle originali del BB, il turno passa di mano quando finisci le azioni o quando perdi palla o bloccaggio, c’è un meccanismo per le regole di lega, …
prima parte di ciò che ottenete con il livello da 150 dollari
Vabbè, qualche dettaglio sul soldo ?

Allora, vediamo, la lista della spesa non è di quelle da discount, ma si deve dire che la Mantic è già nota come produttore professionale di miniature, per cui nel momento in cui un prezzo supera i cento dollari per un appassionato di miniature significa solo che ce ne devono essere almeno una decina, sul ben fatto, per valerne la pena.
Comunque, con 80 dollarozzi si prende il pacchetto base, con due squadre e già qualche miniatura extra di giocatori ‘speciali’, mentre con 150, il pacchetto che in sostanza loro consigliano, si prendono già quattro squadre e tutta la roba che vedete nelle immagini la lato.
seconda ed ultima parte del livello da 150 dollarozzi sonanti !!
Che dire? Che mi sembra un’operazione che ha già avuto successo e che tende a rinverdire i fasti del Bllod Bowl. Chi non ne abbia mai sentito parlare può andare a vedere l’articolo comparso sul blog al riguardo: il target privilegiato per il gioco resta lo stesso (più o meno, magari ci saranno regole un pelo più immediate, ma il manuale si preannuncia stilato in 84 comode paginette, per cui proprio una roba semplice semplice non dovrebbe essere). Dipendenza dalla lingua: direi che qui il manuale è decisamente un fattore, per cui se non conoscete l’inglese dovrete avere amici moooolto pazienti che ve lo leggano tutto … 😉
Ah, dettaglio importantissimo: le miniature ve le danno DA PITTURARE … la cosa era per me tanto ovvia che lo stavo dimenticando, ma per i non appassionati di modellismo la cosa non è banale.
Per chi invece fosse stato già ‘rapito’ dal gioco, avviso che si può, sempre aggiungendo dollari, avere anche una versione deluxe del tabellone, in vari materiali durevoli e brillanti .. 😉

— Le immagini sono tratte dal manuale, da boardgamegeek.com o dal sito della/e casa/e produttrice/i  (mantic games) alle quali appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —  

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