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| Meno code del solito all’ingresso della tensostruttura |
Ripercorro un pò la galleria di immagini scattate per accennarvi alle principali novità viste in fiera, dove (comprendendo anche la serata, per quanto non fosse propriamente di ‘fiera’), sono riuscito anche a provare oltre una decina di titoli (se ci aggiungete qualche chiacchierata con i vari standisti e le foto, direi che mi sento un pò stakanovista).
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| Arr… Arr… il pappagallo !!! |
Parto dalla Asterion, la quale (reduce dalla vittoria del premio per il miglior gioco per esperti della fiera, per Trajan) proponeva in pompa magna il suo Libertalia (di Paolo Mori), titolo che, uscito già agli inizi di settembre, risultava uno dei più richiesti, affascinando i visitatori di Lucca anche per l’ambientazione piratesca. Accenno sin d’ora, parlando in senso generale, come, data la peculiarità del profilo di visitatori, certi titoli (parlo soprattutto di quelli più per gamers), pur meritevoli, non sono riusciti ad attrarre le folle, ma piuttosto gruppetti di fan duri e puri 😉
Tra le news raccolte posso dire che l’editore della stella ha annunciato accordi per l’edizione italiana di Kemet (titolo di battaglie dalla componentistica suntuosa), di Myrmes, sorpresa della fiera di Essen con la sua gestione di formicai, di Clash of Cultures, titolo civ like che, provato ad Essen, mi ha intrigato davvero e di River Dragons, familiare ideato da Roberto Fraga (quello di Dancing eggs della Haba).
Alla dvGiochi invece campeggiava il manifesto del loro nuovo Samurai Sword (sempre ideato da Sciarra), ovvero l’idea base di Bang! riveduta, corretta ed ambientata nel paese del sol levante. Accanto ad esso ampliamenti della linea editoriale per famiglie, con Las Vegas Party (con le sue fiche), Mondo e Uppsala città del mondo.
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| Leggende di Andor |
Accanto ai classici, come Catan, ai quali sono sempre giustamente dedicati, in fiere generaliste, ampi spazi, si poteva anche trovare l’edizione italiana di due titoli che definirei decisamente più indirizzati ad appassionati, come Le leggende di Andor ed X Wing, il primo direttamente tradotto in italiano in contemporanea con l’uscita tedesca ed il secondo quasi allineato con quella americana. Altri titoli di punta erano poi il gioco del film Lo Hobbit, nonchè un paio di produzioni dirette della casa della grande G, ovvero la coppia Jungle Brunch (di carte, del quale parleremo a breve) e Bookmaker (ambientato nel mondo delle scommesse sui cavalli), ideati il primo da Luca Borsa e Luca Bellini ed il secondo da Giuseppe De Carolis.
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| Assassinio sul Serchio … o giù da quelle parti 😉 |
Alla Cranio, reduci dalla vittoria del premio per il miglior gioco per famiglie ottenuto con il loro Sheepland, titolo semplice (tre paginette di regole) e ben realizzato (con le simpatiche pecorelle bianche e nera) che è andato, credo, oltre le loro stesse aspettative dopo la sua uscita a primavera, proponevano anche un’accoppiata che ha attratto molti reduci da Essen, ovvero l’edizione nostrana di Tzolkin (ancora, come il gioco delle pecore, del duo Luciani – Tascini) e il loro 1969 (ideato dal tema Buonfino, Tucci Fiorentino, Silva, Crespi.
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| Tzolkin in versione maxi da muro. |
Nel primo ambientazione maya, con le ruote di plastica dentate che ammaliavano i giocatori ed il secondo con un’atmosfera ancora cupa, che riprende il nero dello spazio (già esplorato dai Cranii con il loro EFTAIOS). In distribuzione invece c’erano diversi titoli White Goblin reduci da Essen, come Saqqara, Pyrmidion, Revolver 2, Rattus Cartus e diversi altri.
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| Porazzi and Board of Dreams |
Nella mia abituale capatina nell’Area Autoproduzione, affollata da diversi autori promettenti, dove, sempre principescamente accolto dall’Angelo Porazzi, ho avuto stavolta modo di provare in particolare un gioco di carte ben strutturato ed adeguatamente colorato, ovvero Vegetables (ideato da Daniele Ferri) e di rivedere, stavolta in edizione 2.0, quel Board of Dreams (Marco Pieri) che avevo già notato a Modena, il quale accarezzerà sicuramente la fantasia degli appassionati del baseball, simulando, appunto partite di tale sport.
Per chi volesse approfondire sui titoli esposti nell’Area Autoproduzione, rinvio al Photoreport del Porazzi.
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| Vegetables |
Altra piccola sorpresa nelle zone vicine è stata la scoperta di altre produzioni fuori dai soliti canali noti, un pò come accade, seppur in proporzione maggiore, anche ad Essen. In terra di Toscana, accanto a Livornopoli ed a un Mistery Inquirer (del CICAP, ovvero comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale), ho provato rapidamente un titolino (di carte) ispirato alle meccaniche di Saboteur ad ambientazione mega-concerti, ricco di foto che trasudano passione per gli eventi rock, ovvero, appunto, Ready to Rock, di Tommaso Bonetti.
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| Wargames |
Passata l’area dedicata agli wargame, al limite della quale ho ritrovato una bella edizione del gioco del Calcio fiorentino (titolo del quale ci siamo occupati poco tempo fa), mi sono ributtato tra gli stand dei boardgames, trovando la Ghenos, divisa tra la promozione dei loro Swordfish (della coppia Frumusa – Rizzi), gestionalino leggero (con pesca di pescispada e non solo in alto mare) e del Gioco dei telefilm, al quale hanno collaborato il Luca Borsa (quello di Jungle Brunch) e l’accademia italiana dei telefilm, ai quali sono dedicate le centinaia di domande in esso contenute.
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| Il buco con la nave intorno … ovvero Swordfish 🙂 |
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| Chop Chop : piatti a base di frutta e bacchette di plastica |
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| Quondam e CO2 |
Alla Giochix invece campeggiava il loro titolo di punta, CO2 di Lacerda, in procinto di sbarcare anche oltreoceano, assieme a Gladiatori (del patron della casa, Michele Quondam) ed alla nave del Doge (Doge Ship, del duo Canetta – Niccolini).
Sempre in zona l’affollato stand della Raven, con diversi titoli in distribuzione, tra i quali gli Albepavo con i loro Winter Tales e Beer and Vikings, nonchè The Resistance.
Poco più in là un pò di soddisfazione traspariva tra i baffi (virtuali, stavolta) del nostro carrarino Dumas della Red Glove, il quale st’anno ha vinto il premio per il miglior gioco di carte con il suo Fotosafari (coprodotto con Abacus, ideato da Tanja Triminek). Al suo fianco un altro titolo destinato ad un pubblico familiare (target sempre più privilegiato dalla casa dal pugno rosso), ovvero Fuori di Rotella, di Andrea Nani, nel quale dinamiche di sasso – carta – forbice sono trasfuse in una colorata ambientazione da robottini.
Al rashid per altro era ben presente in area demo, assieme ai ragazzi di Albepavo, con la coppia di titoli Winter Tales e Beer and Vikings, ed alla Placentia Games, con l’Ark and Hoah di Groppi). Tra le diverse proposte pescate dalla Oliphante, ho per altro provato il deduttivo Alice (Thunder) e lo sbarazzino e veloce Panic Lab (della Gigamic).
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| The Cave (Uplay.it) e The Resistance (Raven) |
Tra i made in Poland c’erano poi The Cave, di esplorazione di labirinti sotteranei e piazzamento tessere ed Amber, più leggero piazzamento tessere. Al loro fianco, infine (per quello che mi ricordo, perchè quest’anno l’editore toscano ha veramente rifatto il proprio catalogo con una grande quantità di sue uscite) c’era anche Gingkopolis, della Pearl Games (della quale erano proposte anche le vecchie uscite Tournay e Troyes), ancora in tema di costruzione città e piazzamento tessere, ma con una diversa concezione.
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| Le due donzelle pare abbiano attratto l’attenzione dei fotografi 😉 |
Prima: il tempo, decisamente umido / livido (le poche foto scattate all’esterno dovrebbero dare l’idea), mi sa che abbia contribuito a tenere da solo sotto controllo il numero dei visitatori, perchè ho avuto la sensazione (soggettiva e riferita al solo sabato) che la gente in giro fosse un pochetto di meno del solito. A riprova di ciò c’è il numero di giochi che sono riuscito a provare ed il fatto che girando si trovava, qua e là, qualche tavolo libero, cosa che normalmente rientrava nell’impensabile. Effetto di ciò è la maggiore vivibilità e la gioia dei gamers (che oramai comincio a conoscere di persona, tanto che ad una demo un ragazzo mi ha salutato ricordandomi di aver provato, due o tre anni fa, insieme un altro titolo e ad un’altra si sono presentati alla stessa ora che avevamo prenotato dei ragazzi della Tana di Pisa che conosco da tempo) che possono sedersi e provare quello che desiderano maggiormente, ma non so se questo entusiasmo sia condiviso, in termini di vendite, dagli standisti. Le quattro chiacchiere fatte mi hanno riportato in genere voci abbastanza soddisfatte, ma che sia stato un anno di grande raccolto in termini economici (per gli standisti) non lo credo.
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| Il tempo, sullo sfondo, non è stato dei più clementi … |
Seconda: altra nota lieta per gli appassionati è che oramai il ‘fuso orario’ tra Essen e Lucca, che anni fa era settato su di un paio d’anni, invece che di ore, con titoli che arrivavano da noi giusto anni dopo l’uscita iniziale, è quasi azzerato. L’ingresso sul mercato di nuovi editori ha fatto si che la ‘crema’ di Essen sia già stata annunciata come presa in licenza ben prima di ottobre, con le edizioni italiane che spesso hanno fatto capolino già a Lucca e che, in altri casi, saranno in arrivo tra l’inverno e la primavera. Questo è un risultato eccellente, che sino a pochi anni fa non avremmo mai sognato e penso che gli internet media che stanno coprendo questo settore, come noi, abbiano di che rallegrarsi, per la possibilità di veder fruire a tutti il meglio della fiera tedesca in pochi mesi!
Terza: mi han parlato di grosse novità per il Best of Show, che potrebbe gradualmente trasformarsi per il futuro, aderendo ad un format forse più vicino a quello dello Spiel des Jahres. Buona notizia (anche se questi sono solo rumors che ho ascoltato da alcuni addetti ai lavori), visto che sinora è stato spesso un’occasione perduta per dare visibilità ad un premio nazionale del gioco da tavolo per l’Italia. Vedremo fiduciosi! Annota, a margine, che il premio per il miglior inedito 2011, uscito quest’anno, ossia Kalesia, di Kong Chan (edito da dvGiochi con la partecipazione della organizzazione della fiera e di Cartamundi) mi è risultato gradevole e simpatico (per cui in breve ne troverete una recensione).
Bene, a tutti un saluto: resto, come sempre, a disposizione per ricordare con correzioni ed aggiunte chi posso aver dimenticato o saltato involontariamente nei miei giri.
E voi, che ci siete stati come me, che sensazioni avete avuto quest’anno? Condividete le mie impressioni o no?
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| Aztlan |
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| The Island, fuga da Atlantide tra squali, balene e mostri marini! |
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| Suburbia in play 😉 |
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