scritto da polloviparo.
Ed eccoci arrivati al secondo
appuntamento con la rubrica: “articoli dal titolo più lungo dell’articolo
stesso”.
su quante volte occorresse provare un gioco, prima di poter esprimere un
giudizio, oggi invece ci chiederemo quante partite servono per “ammortizzare”
un titolo?
reintegrare la parte di capitale immobilizzata in impianti Sinonimo: es. ammortizzare
il capitale investito”, faremo un
uso improprio di tale termine.
occorrono per ritenere di avere fatto un “buon investimento” nell’acquisto di
un dato titolo.
della lettura di alcuni commenti emersi sul dibattito del costo dei giochi ( qui per chi se lo fosse perso).
personale che i giochi costassero sempre di più (cosa di cui sono ancora
fermamente convinto) qualcuno ha sollevato la questione che il prezzo di un
gioco, non andasse tanto preso come un dato a se stante, ma che andasse
piuttosto correlato alla “frequenza” con la quale si usufruiva di quel bene.
In tutta onestà, io mai come
quest’anno, ho avvertito una sorta di “fastidio” nell’acquisto dei giochi da
tavolo, dovuta al prezzo.
almeno una decina di titoli, quest’anno sto centellinando gli acquisti anche in
funzione delle offerte che trovo.
prezzi che oscillano tranquillamente tra i 60 ed i 70 euro, ci sono espansioni
che ormai hanno passato la soglia dei 50 euro e giochi di carte, che ormai ci
siamo abituati a vedere con costi pari a 40 euro.
Oltretutto, seppur ancora con i
margini del caso, il divario fra Germania e Italia si è molto assottigliato.
particolari, ho notato un certo “livellamento verso l’alto” da parte del
“popolo teutonico”.
possibile acquistare un buon gestionale sui 25-30 euro, oggi ci avviciniamo
molto di più ai 35-40 euro.
sana contrattazione all’italiana, si riescono normalmente ad acquistare nel bel
paese con una differenza di prezzo che oscilla fra i 5 ed i 10 euro.
le mie “abitudini di acquisto” infatti quando la differenza non è eccessiva,
preferisco investire qualche euro in più ed acquistare l’edizione italiana.
acquistato esclusivamente in Italia.
ritenere il prezzo dei giochi da tavolo oggi molto alto.
gioco di carte sono una cifra spropositata, qualcuno sostiene che il valore di
un gioco non sia semplicemente legato al “valore intrinseco del materiale”.
videogioco dovrei pagare il prezzo della plastica impiegata nel produrre il
supporto.
In verità si pagano tutte le ore
“investite” nel confezionamento del prodotto (grafici, programmatori, ecc…)
oltre che quelle richieste dalla “filiera distributiva”.
riconosco che il lavoro vada giustamente ricompensato, ma di fatto ritengo che
i prezzi siano un po’ sopra soglia (con soglia intendo il mio personalissimo limite
di sopportazione).
accusando nessuno di praticare delle speculazioni (lo preciso perché poi quando
si trattano questi argomenti c’è sempre chi si offende), ma sto semplicemente
constatando che i giochi costano molto.
settore dei giochi da tavolo si sia arricchito in modo tale da nuotare nell’oro
come il vecchio Paperon de Paperoni, però specie in tempi di crisi economica,
tirare fuori quei cinquanta euro dal portafoglio è sempre più difficile.
sente un po’ irresponsabile e a volte ha quasi la sensazione di “sprecare”
risorse preziose quasi la vita fosse un enorme gioco gestionale… 😉
purtroppo sono affetto da sindrome compulsiva da acquisto e smettere è davvero
difficile…
“spreco” fa sentire maggiormente il suo peso nell’acquisto di titoli che
“consciamente” si sa, non vedranno spesso il tavolo.
tanto per fare un esempio, sapevo benissimo che avrei fatto fatica a trovare
qualcuno disposto a sorbirsi una spiegazione piuttosto lunga e a sedersi al
tavolo per molte ore.
Fermo rimanendo che ancor prima
di trovare qualcuno disposto ad affrontare questa “fatica di Asterix”, dovrei
riuscire io stesso a ritagliarmi quelle “molte ore”.
c’era un bel castello con le sue alte mura, i goblin, gli orchi… le
catapulte!!!
magia, sono stato attirato dalla “fiaba” che il gioco ha saputo raccontarmi.
riletto più e più volte il regolamento (che diciamoci la verità non è
chiarissimo), ma a non essere ancora riuscito a provarlo.
sono riuscito a spegnere quella vocina che diceva: “comprami… comprami…
comprami…”
auto convincimento: “è un bel titolo per 2, così ci posso giocare con mia
moglie!” ma in cuor mio sapevo che mia moglie non sarebbe stata così facile da
convincere (anche perché ultimamente la prima cosa che controlla quando le
propongo un gioco nuovo è la durata riportata sulla scatola).
fase (quella più vicina alla follia) che ti conduce a pensieri del tipo: “ma si
tanto se non ci gioco adesso, ci giocherò con mio figlio quando sarà più grande
e poi vedrai quando sarò in pensione quanto tempo avrò a disposizione”.
che incrociare le dita e sperare che gli astri si allineino favorevolmente,
facendo sì che mio figlio quando sarà più grande maturi una passione per i
giochi da tavolo (al momento anche se ha solo 6 anni i segnali sono positivi) e
che esista ancora la pensione… (già più difficile).
domanda, riallacciandoci al titolo dell’articolo: “sono pentito dell’acquisto?”
So che può sembrare stupido, ma
anche il solo sapere di possedere la scatola e il vederla sullo scaffale della
mia libreria mi fa stare bene.
dei collezionisti.
d’altronde contiene una componente grafica, inoltre è anche chiara espressione
dell’ingegno dell’uomo, che trova la sua palese dimostrazione nella semplice
esistenza del regolamento”.
“quadri” quante volte utilizza i pezzi della sua collezione a “fini di
intrattenimento”.
potuto dire tranquillamente di francobolli o di monete.
all’equazione “tempo di fruizione = rapporto qualità prezzo” sarei spacciato!
che Stronghold ha per me un valore inferiore di un Seasons solo perché l’ho
giocato di meno (anzi in questo caso nulla!)
termine “valore” perché penso che si faccia un po’ di confusione fra “valore
economico” e “valore affettivo”.
valore economico un gioco da tavolo difficilmente è classificabile quale “buon
investimento” poiché, salvo rare eccezioni, solitamente se si desidera
rivendere un titolo, lo si fa ad un prezzo più basso di quello dell’acquisto.
possono essere venduti a collezionisti anche ad un prezzo più alto di quello
che li si è pagati in quanto pezzi unici.
(e “Mastercard” ci insegna che alcune cose non hanno prezzo), il parametro di
valore economico rimane più legato “al sacrificio necessario per l’acquisto”.
Quindi, riassumendo: “Stronghold,
pagato tanto, giocato per niente, contento di averlo nella mia collezione, ma
penso ugualmente che costi molto; 7
Wonders, pagato tanto, giocato molto, contento di averlo nella mia collezione,
ma penso che costi tanto; Glen More, pagato poco, giocato discretamente,
contento di averlo nella mia collezione, penso che abbia un ottimo rapporto
qualità prezzo!”
caso, avrei potuto citarne altri, quello che mi premeva evidenziare è che il
valore di un titolo per me è totalmente svincolato dalla “quantità” di
utilizzo.
mi costerebbe di meno se invece di fare
all’anno io ne facessi 100.000.
automobile, ma il maggior sacrificio per acquistarla rispetto ad un autovettura
di un’altra marca è legata semplicemente al piacere del possesso (se escludiamo
il correre in pista ovviamente).
possa dire che un bene valga più di un altro perché lo si usa di più.
soglia di partite sopra la quale io possa stabilire di aver fatto un buon
acquisto e sotto di aver buttato i soldi.
e da collezionista, è ovvio che se uno compra due giochi in tutta la sua vita,
tutte queste considerazioni valgono poco o niente.
poco per chi ha il portafoglio bello gonfio (beato lui) e sicuramente non si
deve porre il problema “se acquisto questo, poi devo rinunciare a quello”.
questo fantomatico numero di partite tale da “giustificare” il vostro acquisto,
ditemi per cortesia qual è, perché io non lo conosco…
E per chiudere in bellezza, una “mini intervista” a chi di acquisto compulsivo se ne intende, ossia l’amico Kadaj già autore di un articolo sul nostro blog, per sentire altre opinioni in merito!
Quanti titoli acquisti mediamente al mese? Oddio, non ci rifletto mai sinceramente… Non faccio in tempo a contarli…
Direi comunque, con relativa sicurezza, 5. No, aspetta… *tira fuori una calcolatrice*. Dunque… Precisamente: 10,75… Ho leggermente sparato in basso…
Ritieni il prezzo dei giochi adeguato, alto, basso?
Non intendendomi del costo dei singoli pezzi, della produzione, del mercato, dei diritti d’autore e altro non mi ritengo in grado di esprimere un’opinione in merito.
Quante partite fai mediamente con un titolo?
Facile! Una…
Ci sono giochi inutilizzati nella tua collezione o sei riuscito a provarli tutti?
Inutilizzati nessuno, non ancora provati tanti…
Quando dopo aver acquistato un gioco a scatola chiusa ti accorgi che non ti piace, lo rigiochi o lo tieni pensando di rivedere il tuo parere in futuro?
Lo tengo ma più per amore di collezione che per altro.
Ti ritieni affetto da sindrome di acquisto compulsivo?
Il mio avvocato mi consiglia di non rispondere finchè non arriva
Hai mai pensato di liberarti di un gioco solo perché riesci a giocarci poco?
Assolutamente no… altrimenti li dovrei dar via tutti!
Pensi che un gioco a cui giochi spesso, valga di più di un gioco che giochi raramente?
Come posso rispondere a queste domande? I miei giochi seguono un codice binario. Ho provato il gioco? Se sì, quante volte? 1 Non li ho ancora provati? Quindi… 0. O 1 o 0.
— Le immagini sono tratte dalla rete al solo scopo di corredare l’articolo –
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